dal blog I giorni e le parole “Pregare con Fede e con Costanza”


Riposto delle interessanti e secondo me condivisibilissime riflessioni dal blog di Turquoise

Qualche giorno dopo il recente terremoto la giornalista cattolica Costanza Miriano ha lanciato la lodevolissima iniziativa di pregare per le anime di coloro che sono trapassati a causa della scossa, sulla base della nostra Fede che vede la preghiera per i vivi e quella per i defunti tra quelle sette opere di misericordia spirituale che insieme alle sette di misericordia corporale costituiscono il manuale di assistenza che i cristiani devono praticare vicendevolmente, in nome di quella misericordia autentica che è ben altra cosa dalle fanfaluche giustificazioniste spacciate da Bergoglio nel corso del suo giubileo della miserevole misericordia di comodo. Costanza ha proposto di indirizzare le preghiere non in modo generico alle anime delle vittime del sisma ma di pregare a beneficio di ciascuna di esse, utilizzando a tale scopo l’elenco dei nomi degli scomparsi tra Lazio e Marche. QUI

La preghiera per i defunti presuppone la fede nell’esistenza dell’anima e nella sua immortalità, nel giudizio divino, nella comunione dei santi e tra i vivi e i morti, nel Purgatorio come luogo di purificazione per le anime che, già trovandosi in uno stato di grazia presso Dio, devono purificarsi e raggiungere quella perfezione che in vita non riuscirono ad ottenere per entrare nel Regno dei Cieli. Il cristiano crede che sia concesso da Dio di abbreviare il periodo di permanenza penitenziale della anime nel Purgatorio mediante le preghiere dei vivi per i defunti, che hanno la funzione di “perorare” la causa delle anime da parte dei credenti e di favorire un loro più rapido accesso al Paradiso. Pregare per i defunti è l’atto estremo di amore per i nostri cari trapassati: dall’istante in cui non ci è più possibile prenderci cura di loro in vita, aiutandoli nelle loro quotidiane necessità materiali e spirituali, possiamo continuare ad esprimere il nostro amore e la nostra cura nei confronti delle loro anime, il cui eterno benessere possiamo favorire con le preghiere oltreché che con le messe, le opere di bene in suffragio e le visite al cimitero. Nulla vieta di pregare, anzi è raccomandato,  anche per le anime dei defunti sconosciuti, in nome di quella comunione tra battezzati che ci rende universalmente fratelli anche dei credenti in Cristo che non conosciamo di persona. E’ dunque piuttosto evidente che la proposta di Costanza Miriano deve essere accolta come un commovente atto di carità e di amore per chi ha perso la vita terrena sotto le macerie e forse non ha avuto il tempo o la lucidità necessari per raccomandare la propria anima immortale a Dio. Da cattolica romana, che ha sempre attribuito alla preghiera per i defunti un posto di primo piano nella propria vita spirituale,  non posso che fare mia la proposta di Costanza. Da napoletana sono parte di una cultura che ha fatto della cura per le anime del Purgatorio un caposaldo della fede e della tradizione, con quella attenzione particolarissima pe’ ll’aneme ‘o Priatorio che induceva nei secoli passati molti napoletani ad “adottare” i resti di defunti senza nome e a curarne l’anima per assicurarne l’ingresso in Paradiso, dal quale i defuntì avrebbero poi ricambiato le cure ricevute intercedendo a favore dei vivi che se ne erano fatti carico. Le nostre strade sono ancora piene di edicole votive della Vergine ai piedi della quale uno stuolo di anemelle ‘o Priatorio attende di veder terminata la propria penitenza e di essere accolte in Cielo, sperando che i passanti favoriscano il passaggio regalando loro una Requiem Aeterna. E’ ancora frequente sentire i napoletani invocare le anime del Purgatorio nei momenti di difficoltà, in nome di una solidarietà tra vivi e morti che richiede a questi ultimi altrettanta compassione per le sofferenze di chi è ancora sulla Terra. Da cattolica romana e da napoletana faccio quindi davvero fatica a capire l’ ondata di insulti che si è riversata sulla Miriano nei social, accusata di assurdità come la violazione della privacy delle vittime del terremoto, i cui nomi sono stati per ovvie ragione resi pubblici dalle autorità, o la presunta violazione del diritto dei deceduti a non vedersi “imporre” preghiere non richieste. Per fortuna l’iniziativa di Costanza ha trovato anche moltissimi elogi e adesioni, ai quali aggiungo certamente i miei.

Considerato che la stragrande maggioranza delle vittime del sisma ha ricevuto funerali cattolici nemmeno le famiglie dovrebbero trovare irriverente la proposta di preghiere di suffragio, e non si comprende perché la cosa dovrebbe turbare la pletora di atei, agnostici ed eretici che all’anima e al Purgatorio dicono di non credere e che quindi a logica dovrebbero strafregarsene del tutto. Costoro dovrebbero continuare a perdersi in dotte dissertazioni del tipo “Ma se Dio esiste perché permette tutto questo?” oppure “Come può Dio permettere la morte dei bambini?” o ancora “Come si conciliano Dio e la morte?” fino alla più classica “Dov’era Dio?”, che da Auschwitz in poi viene immancabilmente sfoderata da quelli che credono di saperla lunga, ma proprio la loro incapacità di trovare una risposta alla domanda dimostra che non sanno un cazzo, né di teologia né di geologia, e quindi farebbero meglio a tacere. Perdere tempo, perdersi in disquisizioni da quattro soldi, perdere l’occasione di star zitti, perdere è la loro specialità. Si perderanno pure l’anima, e così non dovranno nemmeno subire il fastidio di subire gli effetti delle preghiere, ammesso che trovino qualcuno che si prenda l’onere di pregare per le loro animacce nere, visto che probabilmente frequentano solo atei, agnostici ed eretici. Possono anche non credere all’ Inferno, tanto l’Inferno continuerà a credere in loro.

Per le vittime del terremoto di Amatrice, Accumoli, Ascoli Piceno e tutti i paesi coinvolti, con un pensiero speciale per alcune persone la cui vicenda mi ha molto toccata e alle quali questa preghiera è particolarmente dedicata.

Requiem aeternam

Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace.

Amen

Una espressione dell’antichissimo culto delle anime del Purgatorio nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via dei Tribunali a Napoli

I giorni e le parole

Qualche giorno dopo il recente terremoto la giornalista cattolica Costanza Miriano ha lanciato la lodevolissima iniziativa di pregare per le anime di coloro che sono trapassati a causa della scossa, sulla base della nostra Fede che vede la preghiera per i vivi e quella per i defunti tra quelle sette opere di misericordia spirituale che insieme alle sette di misericordia corporale costituiscono il manuale di assistenza che i cristiani devono praticare vicendevolmente, in nome di quella misericordia autentica che è ben altra cosa dalle fanfaluche giustificazioniste spacciate da Bergoglio nel corso del suo giubileo della miserevole misericordia di comodo. Costanza ha proposto di indirizzare le preghiere non in modo generico alle anime delle vittime del sisma ma di pregare a beneficio di ciascuna di esse, utilizzando a tale scopo l’elenco dei nomi degli scomparsi tra Lazio e Marche. QUI

La preghiera per i defunti presuppone la fede nell’esistenza dell’anima e nella sua immortalità, nel…

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Dove è la Sponsa Christi?


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La Chiesa è Sponsa Christi, sposa di Cristo, come ricordò sempre Pio XII, così sollecito nella sua opera pastorale verso la famiglia e la sacralità del matrimonio, immagine sulla terra dello sposalizio divino tra Dio e la sua Ecclesia. Il tema era tanto centrale nella visione del Santo Padre da dedicargli una Costituzione Apostolica (Sponsa Christi, 21 novembre 1950).

Oggi le anime di molti, io per primo, smarrite davanti all’indicibile orrore di una predicazione fallace, assediate spiritualmente da tante mistificazioni della vera Fede, sospinte fuori dalle mura del Tempio da predicatori bugiardi, da una chiesa che ha preteso di snaturare la sua origine ed il suo compito, da una gerarchia ecclesiastica che ha barattato il giusto e lecito, fonte di persecuzione e fatica, con l’ingiusto e illecito, mefitica palude di consensi e vuote acclamazioni, le anime di molti, dicevo, e così la mia, guardano come sconvolte tutto questo e si chiedono il perché dell’ apparente silenzio di Dio.

La Chiesa è Sponsa Christi, ma quella che oggi abbiamo davanti e che chiamano chiesa è in realtà peccatrice e mondana, priva di ogni valore reale, ciarliera e tutta votata a dare una immagine che corrisponda a quanto i poveri di spirito richiedono. Oggi non è Sponsa Christi, ma purtroppo è peccatrice e impudica, è Maria Maddalena afflitta da malanni e colpita da 7 demoni (e se dunque 7 ce ne aspetta uno ancora?) e attende la liberazione, attende di prostrarsi ai piedi del Cristo nella casa del Fariseo e detergere con unguenti e lacrime la carne del Redentore.

Quale nube oscura è questa, quale fumo che colma il Tempio e i demoni in corpo alla Sponsa Christi che la squassano e le fanno proferire bestemmie, quando i sette demoni saranno sputati dal suo corpo afflitto (Maria, quae vocatur Magdalene, de qua septem daemonia exierant) e destinati, come Legione a Gerasa, ad entrare nei corpi di un branco di porci (Et exeuntes spiritus immundi introierunt in porcos. Et magno impetu grex praecipitatus est in mare, ad duo milia, et suffocati sunt in mare)?

A quanti smarriti e incerti in questi tempi, come me, dico pensate alla Maddalena che peccatrice e indemoniata venne poi strappata alla eterna morte dal Cristo e vide gli Angeli al sepolcro, tornati a casa gli apostoli, a lei che cercava il Signore apparvero per consolarla ed annunciarle che Cristo era risorto e aveva vinto la morte. Povera chiesa, donna perduta e smarrita che ancora vaghi in attesa di vedere il Salvatore e che poi sarai là a cercarlo al suo sepolcro e ne avrai l’annuncio, in questo giorno dedicato alla Santa Maria Maddalena medita, chiesa mascherata e abbrunita, medita sul tuo cammino oscuro, prostrati presso il sepolcro, osserva la pietra smossa, lo svelamento della Salvezza e chiedi di essere liberata dai demoni che in te si annidano.