L’ondata Demò a Cubà


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L’ondata Demò cosa offre sul menù cubano? Offre crociere per media borghesia, una sfilatina di moda (quattro stracci tra straccioni, direbbe qualche titolista) e qualche rimasuglio musical-pop. Avete presente quei fastidiosi resti del pasto che restano incastrati tra i denti e dai e dai, vai di lingua, e dai e dai, vai di stecchino, e dai e dai… ecco l’ondata demò sull’isola porta roba tipo i Rolling Stones e pure Madonna (mia?). Continuo a pensare che almeno scenograficamente i Russi hanno più gusto: conquistata o liberata Palmira che dir si voglia, esibizione a colpi di Bach, perché c’è classe e classe nella conquista, c’è la classe finto popolare e carissima di una Amerique Demò che sparge concimi letali sopra terreni già martoriati, in attesa che fiorisca il dolce flor della demomercanzia, e c’è una Russia che almeno vuole conservare parvenza di vera Europa con questo elitismo carissimissimo che basta un violino ed un violinista e non c’è bisogno di tante stronzate di amplificazioni, luci e quintali di olio sulle giunture di Mick Jagger… fossero arrivati gli Stati Disuniti a Palmira? Immagino avremmo visto Keith Richards fumarsi una colonna e magari per l’occasione avrebbero riesumato Mr. Jackson e, con una tecnica degna del buon Galvani, l’avrebbero perfino fatto ballare in barba ai pezzi che si spargevano sul palco. I Russi almeno la mummia la lasciano a Mosca, i Demò le mummie le mandano in Tour (venghino, venghino, Barnum ed i suoi Freaks) o fanno sbarcare la sgallettata d’antan a festeggiare improbabili festicciol orgiastico-incularelle-mixto-mixtien-cuba-libre-pagodomani.

ADDIO PALMIRA


Poche storie, Palmira è persa, si dovevano fermare prima, ora non molleranno la città e se la si vuole riprendere a colpi di bombe si finirà l’opera di distruzione. Dato che con questa gente la diplomazia non funziona o li circondate e li fate morire di fame (ma nel mentre distruggeranno il resto) oppure diventate come loro e usate le armi chimiche. Insomma, in sintesi, addio Palmira.