L’ondata Demò a Cubà


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L’ondata Demò cosa offre sul menù cubano? Offre crociere per media borghesia, una sfilatina di moda (quattro stracci tra straccioni, direbbe qualche titolista) e qualche rimasuglio musical-pop. Avete presente quei fastidiosi resti del pasto che restano incastrati tra i denti e dai e dai, vai di lingua, e dai e dai, vai di stecchino, e dai e dai… ecco l’ondata demò sull’isola porta roba tipo i Rolling Stones e pure Madonna (mia?). Continuo a pensare che almeno scenograficamente i Russi hanno più gusto: conquistata o liberata Palmira che dir si voglia, esibizione a colpi di Bach, perché c’è classe e classe nella conquista, c’è la classe finto popolare e carissima di una Amerique Demò che sparge concimi letali sopra terreni già martoriati, in attesa che fiorisca il dolce flor della demomercanzia, e c’è una Russia che almeno vuole conservare parvenza di vera Europa con questo elitismo carissimissimo che basta un violino ed un violinista e non c’è bisogno di tante stronzate di amplificazioni, luci e quintali di olio sulle giunture di Mick Jagger… fossero arrivati gli Stati Disuniti a Palmira? Immagino avremmo visto Keith Richards fumarsi una colonna e magari per l’occasione avrebbero riesumato Mr. Jackson e, con una tecnica degna del buon Galvani, l’avrebbero perfino fatto ballare in barba ai pezzi che si spargevano sul palco. I Russi almeno la mummia la lasciano a Mosca, i Demò le mummie le mandano in Tour (venghino, venghino, Barnum ed i suoi Freaks) o fanno sbarcare la sgallettata d’antan a festeggiare improbabili festicciol orgiastico-incularelle-mixto-mixtien-cuba-libre-pagodomani.

Morto l’ambasciatore americano in Libia. E Chi se ne frega?


   Gli Stati Uniti vogliono dettare legge sopra ogni cosa, compreso sopra quali notizie debbano darci dispiacere e quali farci gioire. Mentre la morte e il linciaggio di Gheddafi veniva espresso dalla Clinton in questo modo

E chi si azzardava a far notare che solo fino a pochi mesi prima Obama e gli altri lo avevano coccolato  e riverito era guardato con sospetto

Salvo poi deriderlo quando proclamava che dietro ai ribelli c’era pure Al Qaida (mentre ora basta che gli USA dicano Al Qaida in Libia e tutti a dare loro ragione). Gheddafi, è storia nonostante le panzane giornalistiche, è stato eliminato perché sapeva troppo. Non gli è stata lasciata scelta. Si pretendeva che non rispondesse con le armi ad una ribellione supportata da forze straniere e che non era affatto ribellione di un intero popolo. Gli occidentali si sono fregati le mani, tutti accorrendo al massacro per ottenere un pezzettino di pozzo o di commercio e Gheddafi, fino ad allora per molti versi una figura ridicola ha assunto davanti alla storia l’immagine di un combattente coraggioso, gli altri, a tirare bombe e a mandare droni, dei traditori voltagabbana, cosa che l’attuale dirigenza libica non avrà dimenticato. Alcuni commentatori ricordavano che le “rivoluzioni” arabe erano in realtà manovrate e che sarebbero finite con porre stati islamici dove fino ad allora vigeva un certo laicismo. Fittizie democrazie, in realtà oligarchie politicamente e religiosamente orientate. Risultato. In Egitto il Presidente è esponente degli islamici devoti, iniziano a comparire i veli, i copti iniziano a trovarsi sempre più nei guai. In Libia è successo quello che è successo, anche se la storia del filmato anti maometto come fattore scatentante pare una palla, visto che i finanziatori sarebbero copti (dei suicidi?) e israeliano-americani, salvo poi risultare che i nomi diffusi non corrispondono a nessuno. Si tratta insomma di un filmato quasi fantasma emerso giusto poche ore prima del fattaccio. Al Qaida? Non lo sappiamo, gli stati uniti dicono di sì, ma è anche vero che oramai è ammesso che in Afghanistan e parzialmente in Pakistan Usa e Al  Qaida sono agli accordi. Nel frattempo il premio nobel per la pace manda marines e navi, perché oramai è tutto suo, a quanto pare e le sovranità nazionali non valgono più nulla, come in Europa.

1945 – 2012 NULLA CAMBIA SOTTO IL SOLE


Il processo farsa di Hussein, l’eliminazione misteriosa di Bin Laden, i silenzi, l’incertezze, il linciaggio di Gheddafi, nulla è cambiato e per i nostalgici dei tempi andati dovrebbe essere una buona notizia, contenti loro. All’approssimarsi della fine del secondo conflitto mondiale le cosiddette potenze democratiche (allargate in quel momento alla Russia) discussero sul come trattare gli alti papaveri tedeschi. L’idea che prevaleva tra Stati Uniti e Inghilterra era della eliminazione sommaria una volta catturati, in particolare a Churchill premeva la scomparsa di Mussolini e dell’imbarazzante carteggio (carteggio che erroneamente Mussolini considerava una garanzia di sopravvivenza),

Roosevelt e Churchill insistettero svariate volte perché i futuri prigionieri venissero fucilati a poche ore dall’arresto, mentre Stalin, con quel fare sornione di chi ha capito come punzecchiarti pur essendo per il momento dalla tua parte, pensava che vi erano solo due possibilità: la prigione a vita o la condanna a morte dopo “regolare” processo. Alla fine USA e Gran Bretagna, pur a malincuore, cedettero ma il processo venne fatto secondo metodi che definire irregolari sarebbe poco. Difese private di accesso ai documenti (salvo quelli esaminati dalla accusa), sparizione di dati fondamentali, scomparsa di testimoni, giudici che vivevano a stretto contatto con gli accusatori e via scorrendo, insomma, come oramai è ampiamente riconosciuto dalla storiografia seria (quella che procede per documenti e non per emozioni e vulgata) tranne che da qualche documentarista attardato e dal popolino, il processo di Norimberga fu una farsa assurda, tanto valeva l’impiccagione immediata. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla riproposizione di tali farse, con qualche aggiunta modernissima, ad esempio imputati che muoiono giusto quando dovevano rivelare un giro di bustarelle internazionali (vedi Milosevic e i vari sporchi affari con le altre Nazioni), oppure imputati che non raggiungono mai il tribunale e vengono fatti linciare dalla folla, vedi Gheddafi. Ora il figlio di Gheddafi vuole un processo in Olanda, per scampare alla pena di morte, giocando sul fatto che l’Europa ha oramai abolito il tipo di condanna.

A conti fatti se Saif Al Islam è stato messo a parte di affari con le nazioni europee, cosa probabile dato che era l’erede destinato, se arrivasse in Olanda è probabile che finirebbe con un bel infarto, ma ritengo più probabile che lo si lasci dove è, perché lo processino o lo ammazzino in carcere. Bin Laden? A Bin Laden pare abbiano fatto la festa, anche se nessuno ha visto nulla e i testimoni sono o parziali (Obama e lo staff dicono che le comunicazioni video si interruppero proprio al momento del blitz) o top secret, l’impressione è che la faccenda puzzi parecchio, ma al nuovo presidente Nobel per la Pace non si chiede mai molto, ci si fida, in fondo è un così bravo ragazzo…

SUL CURIOSO CONCETTO DI DEMOCRAZIA CHE VIENE SBANDIERATO IN QUESTI GIORNI


Pensatela come volete, ma dire che è “rispettare la democrazia” andare ad un voto impedendo a metà e più di una regione di votare è una forma piuttosto contorta di rispetto della democrazia. Il PDL si è affondato, -mentre casualmente il partito della Polverini (leggi Fini) è stato riammesso- ma resta il problema che bisogna avere una faccia di tolla che non finisce più per pretendere di vincere senza avversari. Mi impressiona la marea di persone che elogia la cosa e dice che è giusto non ammettere i partiti di destra, tanto più che è la medesima marea che si definisce democratica e che, nel caso di una esclusione all’incontrario, avrebbe gridato al golpe fascista. A me pare un brutto precedente, un pericoloso precedente, tanto più che dare una “sistemata” alle liste non è tanto difficile, a quanto si legge in giro. Tanto più che la raccolta firme dei partiti è sempre stata piuttosto allegra, ricordo un discorso del radicale Cicciomessere a tal proposito in un convegno Radicale. Tanto più che siamo in un paese che è riuscito ad ammettere dei parlamentari che avevano imbrogliato, salvo poi ammetterlo a 2 giorni dalla fine della legislatura e farli sostituire dal legittimo eletto. A me sembra ingiusto che almeno metà di una regione non potrà esprimere il suo voto o dovrà cercare qualche assurdo mini candidato nei partitini (spesso liste civetta) pur di non votare  Penati.

OBAMA SEGUE LE ORME DI KENNEDY?


In tutta onestà non ho idea di cosa pensare esattamente. Barak Obama ha pronunciato oggi un duro attacco nei confronti delle banche e del sistema bancario americano, promettendo una riforma che ha già suscitato un vespaio nelle borse mondiali e sui giornali americani. La cosa è ancora più forte se si calcola che proprio in questi giorni la Corte Suprema ha affossato la legge McCain che riduceva il peso delle lobbies nelle campagne elettorali. Saremmo davanti ad una svolta storico da parte di un Presidente che, come ho già avuto modo di dire (sulla base di dati) e ribadisco ora, ha conquistato la Casa Bianca scagliandosi solo a parole contro il sistema bancario e delle multinazionali, mentre nei fatti era quello che godeva di maggiori finanziamenti e appoggi da parte delle stesse. Se Obama attuerà o tenterà di attuare quello che dice e dunque dimostrerà di non aver solo compiuto una uscita populista per riprendersi dal recente shock elettorale e dall’affossamento della riforma sanitaria, allora sarà davvero in qualcosa simile a Kennedy, a sua volta artefice di un tentativo di sganciarsi dagli appoggi avuti -in questo caso dalla mafia- durante la campagna elettorale per la Presidenza. A Kennedy, secondo una delle teorie riguardo al suo omicidio, la cosa forse costò la vita, dunque prevedo tempi rischiosi anche per Obama, non dico qualcosa di cruento, oggi forse si tende a procedere più per via di microspie e impeachment prima di arrivare ad azioni drastiche.  Se la svolta di Obama è sincera e andrà oltre il discorso allora farà qualcosa davvero di nuovo, a differenza del nulla o quasi nulla che ha fatto fino ad oggi, l’esito stesso dei fatti svelerà quanto siano reali le sue intenzioni dato che non mi illudo dell’impossibilità di mutare il sistema senza restare schiacciati dagli ingranaggi.

IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI


Continua sul Giornale la caciara Craxi Santo, Santo Subito. Questa volta parte all’attacco Veneziani -ed è già tutto dire- definendo Craxi un gigante rispetto ai politici degli ultimi venti anni. E con cio’? Ritorniamo al discorso Via Mussolini e Via Hitler dell’altra volta, capisco che Veneziani in questo caso sarebbe disposto pure ad una bella Via dedicata al Mascellone, ma questo sarebbe un modo di ragionare? Sarebbero gli “storici di regime”, come fa dire Veneziani a Craxi stesso, a condannare ingiustamente il leader PSI? Abbiamo vissuto in un paradiso democratico fino all’esilio ad Hammamet e non ce ne siamo accorti? E pensare che noi, poveri scemi, pensavamo che Craxi si fosse fregato un bel po’ di soldi e fosse fuggito a gambe levate per non finire dentro, invece no, era in esilio, una sorta di rovesciamento di Mosè, ci aveva dato il paradiso, la terra promessa, ma lui ha dovuto contemplare il tutto da lontano. L’articolo di Veneziani è scritto tutto con il tono della rievocazione di fatti fondamenteli, un tono mistico:

“Era già un Craxi postumo, che ragionava con il distacco della storia”

“Intervista al miglior politico degli ultimi vent’anni. Confermo il giudizio, anzi il tempo accresce e non diminuisce la sua statura”

“tentò di modernizzare la sinistra e di sdoganare la destra”

e tutta una fitta altra serie di cazzate (che termini trovare?) degne, queste sì, di uno storico da regime, quelli che fanno sparire i pezzi, riscrivono le pagine e poi le infilano nel contenitore per spedirle indietro all’archivio che si occuperà della diffusione. Perchè cercare di rivalutare uno dei tanti (gigante? Devo ridere?) che ha reso questa Nazione la lercia pattumiera nella quale si galleggia tutti i giorni? Tutto perchè vogliono la targhetta con scritto Via Craxi e il bambinello, poveretto, che chiede al nonnino, nonno nonno chi era Craxi, e quello, un gigante della storia, poi svoltano per via Mussolini e il nonno, ah quando c’era lui, e così via in questa sorta di bignami a cielo aperto per storici superficiali. Ci tenete così tanto? Bramate? Offrite scambi, io ti regalo Via Berlinguer e tu mi dai Via Craxi, in una sorta di Monopoli. Scrive ancora Veneziani

“Craxi si circondò non solo di nani e ballerine, ma anche di intelligenze politiche affilate, che tutt’oggi si rivelano di prim’ordine, anche al governo”

frase che da una parte è come una minaccia di fare i nomi e dall’altra mi pone una domanda: chi? Queste intelligenze politiche (ossimoro) chi sarebbero mai? Penso ad alcuni nomi di socialisti, Martelli, Amato, De Michelis? Continua ancora imperterrito

“certo non fu lui a introdurre la corruzione politica e il finanziamento losco dei partiti in Italia, già in uso grazie alla sinistra democristiana sin dagli anni Cinquanta e i primi socialisti affaristi di potere degli anni Sessanta”

ovvio, e l’omicidio, Bibbia alla mano, venne introdotto da Caino, direi che questo assolve tutti gli assassini successivi, una logica che farebbe impallidire Spinoza. Dopo queste perle Veneziani dice di voler fare un discorso storico (?) e definire i 12 apostoli della Repubblica, così li chiama, ovvero i numi tutelari che meriterebbero una Via (ma è una fissazione? Se non hai una via non sei nessuno?). Sentite la lista, c’è da scompisciarsi tra finti padri della patria, santi beatificati dalle pallottole e altra gente: De Gasperi, Moro e Fanfani, Togliatti, Di Vittorio, Berlinguer, Malagodi, Pacciardi, Almirante (te pareva),  Nenni e Craxi, e poi i viventi, Andreotti, Pannella e Berlusconi (oltre a tutti i Presidenti). C’è da restare senza fiato. Sinceramente non ho idea se i 12 apostoli debbano essere socialisti, del pd, del pdl, comunisti, missini o liberali, di certo i 3 Magi non erano socialisti o si sarebbero fregati l’oro.

AGGIORNAMENTO: Minzolini è fuori come un balcone, parla di visione storica e poi spara cazzate, Craxi ha fatto cadere il muro di Berlino? Craxi uno statista? Parla di gente dalla parte giusta e dalla parte sbagliata -categorie storicissime….chi non ha mai trovato uno storico serio che dice “questo è bene questo è male”. Minzolini accumula scemenze, una sopra l’altra. Che i processi si siano dimenticati alcuni partiti lo sappiamo tutti, che il Pc fosse cotto con la caduta del muro pure e che l’uscita a poca distanza della questione processuale per abbattere PSI e DC non sia stata casuale lo si capisce, almeno che non si voglia essere sordi, non si sia in malafede o non si sia troppo giovani per ricordare. Certa magistratura vuole fare politica, è evidente. Tutte cose sensate queste, ma non tolgono che Craxi era ed è un delinquente che si è sottratto al giudizio e se anche fosse stato un giudizio di giudici corrotti i suoi reati non cambiano. Invece di perdere tempo nel tentativo idiota di riabilitare a forza una persona che non si puo’ riabilitare, non sarebbe meglio occuparsi dei craxiani che infettano ancora il mondo politico e televisivo? Discutere dei filoni di inchiesta che Tangentopoli non vide o non volle vedere?

IN BREVE


Non capisco se è solo una mia impressione, ma sembra che da quando sono cadute le famigerate “ideologie” nei partiti siano molto più inquadrati di prima, ovvero dicono tutti le stesse cose, non ragionano, decidono per partito preso, su ogni questione si pensa solo “ufficialmente io sono progressista o no?” e poi si decide, qualsiasi cosa sia, come se non fosse naturale valutare caso per caso e ragionare sulle questioni.