Caro Antonio apri gli occhi (in merito al nuovo libro di Ratzinger)


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A seguito delle schifose (non posso dire altrimenti) anticipazioni dell’ultimo libro del Sig. Ratzinger

http://www.corriere.it/cronache/16_settembre_08/benedetto-xvi-papa-libro-vaticano-de3aa4e4-7537-11e6-86af-b14a891b9d65.shtml

eccomi nuovamente a rivolgermi retoricamente a Socci (retoricamente perché non penso leggerà e non farò certo nulla di più di questo).

Caro Antonio, capisco che sia difficile dire “mi hanno ingannato per decenni” e che la cosa ponga anche gravi riflessioni sopra la validità dei sacramenti impartiti, ma diciamolo papale papale… Ratzinger non è stato un Defensor Fidei e neppure un Defensor Ecclesiae, ma un debole e confuso gestore del Soglio di Pietro indebitamente occupato, eredità di altri usurpatori. Gesti che sono sembrati inizialmente forti, una virata decisa magari per riportare in piena navigazione la navicula Christi si sono rivelati o frutto di velleità non sentite o, peggio ancora, fumo negli occhi per tentare di richiamare certi gruppi fedeli alla Chiesa come è stata, è e sarà. In fondo, a quanto pare, sembra emergere un quadro comune tra Ratzinger e Bergoglio, la volontà, uno con gesti più sottili, l’altro con chiassate da dittatore dello Stato Libero di Bananas, per attirare chi è stato posto fuori dalla chiesa essendo nella Chiesa.

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Ora Ratzinger per l’ennesima volta smentisce la questione dei complotti, delle dimissioni obbligatorie. Si badi bene, io sono convintissimo che Ratzinger è stato dimesso e che Bergoglio ha fatto il trappolone, ma sono beghe oramai inutili, sono dei grossi topi di fogna che si azzuffano per sventrare un cuscino di seta. Occupano illegalmente il luogo dove si trovano, con la morte di Pio XII è iniziato un nuovo periodo di schiavitù per il popolo di Dio. Attendiamo chi romperà le catene e ci porterà alla salvezza, ma quanto dovremo attendere? Ratzinger ha perso forse l’ultima occasione per redimersi, per svelare l’imbroglio e fare cadere un orribile individuo che si appresta, ho il vomito a dirlo, si appresta a riconoscere il Protestantesimo come vera Via alla Salvezza.

Leggiamo in queste ore De Maistre, leggiamo Pio X e leggiamo Pio XII, il Protestantesimo è infezione e tabe, è il nulla, la protesta sul tutto, la assoluta e venefica teoria di rifiuto della Verità. Ratzinger non a caso era nel Vaticano II, alla fine pure lui è uno di quei teorici della chiesetta 2.0, summa del nulla, volemose bene e tutto è bello, buono e gradevole. Una chiesa dove tutto è lecito e concesso e dunque a che serve quando posso fare per conto mio secondo le leggi dello Stato?. La chiesa delle Chiese abbatttute o convertite in parchi per lo skateboard.

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Ratzinger dice di prepararsi alla morte. Può essere che nella sua Misericordia imperscrutabile Dio perdonerà anche lui e perfino, pur mi pare di bestemmiare, perfino un rozzo imbonitore come Bergoglio, non posso saperlo, da Cristiano e Cattolico dovrei invocare salvezza per tutte le anime, ma certo è dura quando ti rendi conto del disastro immane perpetrato da siffatti esseri.

Caro Antonio, hai resistito a Bergoglio e ne puoi essere fiero, porti avanti una campagna contro CL (anche se secondo me CL è identica a sempre, solo cambia padrone), non riproporre ti prego astrusi tentativi di vedere “sottile ironia” e “messaggi cifrati” nelle parole di Ratzinger, non è il momento di “alludere”, ma di seguire quanto detto dal Cristo

Sit autem sermo vester: “Est, est”, “Non, non”; quod autem his abundantius est, a Malo est

 

Anto’ e che cazzo… le basi!


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Mi è capitato sotto gli occhi il seguente messaggio dalla pagina facebook di Socci. Io capisco che Socci sia attaccato siccome cozza alla gioventù sua e dunque faticherà a capire che l’orrore che osserva oggi vide origine con il Concilio Vaticano II (e robaccia come CL) e che i “papi” successivi a Pio XII hanno fatto danni e danni, ma cascare nel santino di Luciani no…. Albino Luciani diede in soli 33 giorni martellate tremende sui simboli del pontefice, a base di una retorica da poverello e semplice che puzza di Bergoglio. Tendiamo a credere che fu dall’Alto che venne la decisione di fermare lo “sciocco” (finto sciocco). Luciani era figura disastrosa per il papato in una situazione già vacillante per l’appena conclusasi parentesi funesta di Montini. Quale tradizione sosteneva Luciani? Nessuna, anzi voleva pericolosamente proseguire il cammino di “innovazione” (leggi “distruzione della tradizione”) secondo la prassi post Vaticano II. Sul perché sia durato 33 giorni non trovo ragione di interrogarsi, quello che mi sorprende è che altri stiano durando tanto di più…

Ricordiamo un passaggio illuminante del TRADIZIONALISTA (sic) LUCIANI

Una lettera del card. Albino Luciani del 20 febbraio 1978 proibiva “a qualsiasi titolo la celebrazione della messa more antiquo nella chiesa di S. Simeone Piccolo, come in tutto il territorio della diocesi” e (grande concessione!) si lasciava a don Siro “la facoltà di celebrare la santa messa more antiquo solo in casa propria”.

Più che due Papi due picciotti ovvero allusioni, occhiolini e ammiccamenti a San Pietro


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Antonio Socci ha iniziato un interessante dossier a puntate sul suo sito “Lo Straniero” dedicato ai retroscena sull’allontanamento di Ratzinger dal papato. In particolare Socci sottolinea come il recentissimo discorso tenuto in occasione del 65esimo di sacerdozio fosse una sorta di “grido d’allarme” da parte di Ratzinger, una strigliata nei confronti di Bergoglio. In effetti il discorso è tutto concentrato su temi certamente in contrasto con la sterzata sempre più pro-protestante che Bergoglio ha dato al Vaticano. Sterzata che, deve essere ricordato, è l’esito finale e fatale di un movimento iniziato con il Vaticano II. Le televisioni hanno tagliuzzato l’intervento di Ratzinger riducendolo ad “ringrazio tanto Papa Francesco per questo, ringrazio tanto Papa Francesco per quello” come a dire, Ratzinger spazza via ogni dubbio e si mostra fedele ed ubbidiente. L’intero discorso è cosa ben diversa.

MA

E con questo? Ridursi ad un ammonimento verso una persona come Bergoglio che non accetta pareri altrui e se ne frega allegramente del Vangelo, figuriamoci delle parole di un ex pontefice che ha ceduto il potere a lui e alla sua combriccola. Cosa pensava di fare? Mentre Ratzinger parla la faccia di Bergolio non esprime certo compiacimento, pare piuttosto oscillare tra l’annoiato e il “che ha detto?”, figuriamoci riferimenti ai testi, perfino il greco… roba turca per Bergoglio. E dunque? Ribadisco, la sottile stoccata da fine teologo cosa serve davanti ad un bisonte con poca cultura e molte pretese? Niente. E nemmeno credo che possa servire  a “fare fronda” perché i cardinali e i vescovi per la maggior parte sembra proprio che se ne freghino dei guai che Bergoglio va dicendo e facendo, se ne freghino di avere fatto la figura barbina di esprimersi in un modo sulla famiglia e poi questo però dice l’opposto alla prima occasione. Si avvicinano le celebrazioni per Lutero, quello che per Bergoglio è un giusto riformatore (??) e che era la medicina giusta per la Chiesa che aveva tante colpe, praticamente l’argentino ha orinato (per non dire peggio) sopra secoli di storia e Papi. E i cardinali per la maggior parte zitti e così i vescovi. Lui intanto blatera di “troppe chiacchiere” e si arroga più poteri dei predecessori, non ultimo la possibilità di colpire anche gli alti prelati davanti a SOSPETTI o ACCUSE di pedofilia: insomma sfrutta il tema pedofilia, tema grave senza dubbio, per accrescere il suo potere ed eliminare ad arte le pedine scomode (vd. Genova). E Ratzinger in tutto questo pensa che un discorso, sia pur ponderato, elegante e ricco, spazzi via il fumo di Satana dal tempio? Così? Due parole in libertà? Quello in una settimana ti smonta altri passaggi evangelici a colpi di “Gesù sporco” e “ho tanti dubbi sulla fede” e via dicendo, inoltre fuori dalle sale vaticane le parole giunte sono giusto “grazie Santo Padre, lei mi protegge etc… etc…”.

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Cosa avrebbe fatto un Papa? Un Pio X o un Pio XII? Avrebbero prima di tutto retto e non ceduto, davanti a nessuna pressione, se proprio avessero ceduto avrebbero smascherato la cosa e fatto cacciare l’impostore. Ma Ratzinger non è Papa (e non lo è stato, a parer mio) ha capito, questo è vero, come doveva riprendere le redini della Chiesa, ha tentato in vari modi, poi però ha iniziato a cedere alle pressioni, a chiedere troppe scuse, a ritirare quello detto prima e poi, il peccato peggiore, ha dato le dimissioni… non valide perché non volontarie? Vero, ma  a cosa serve se invece di denunciare chiaro e tondo si limita ad una predica sperando poi che, per miracolo, uno zuccone di gesuita cambi il suo cervello immondo e si rimangi tutte le porcherie che ha pronunciato?. Stando così le cose quello di Ratzinger a parere mio non è stato un tentativo disperato, ma vanità, vanità di lasciare comunque traccia che lui “non era concorde” la stessa vanità che poi lo spinge a mandare il suo fidato padre Georg a disseminare indizi. Vanità di avere, nella storia, il piccolo angolino sotto il paragrafo “i dubbi di Benedetto XVI”, ma questa è vanità appunto e non lotta e denuncia dell’eretico. Alla vanità si affianca, c’è da notarlo con rammarico, un clima di mutui ricatti, se Bergoglio non passa giorno che si lamenti di quelli che chiacchierano e ha pure fatto sapere che “alcuni sono andati a criticarlo presso Ratzinger ma lui li ha mandati via” (come a dire: controllo tutto e siete nella lista), pure Ratzinger manda questa sorta di messaggi cifrati, una volta Georg dice cose che evidentemente gettano confusione, poi lui stesso e ora, in previsione della uscita a settembre di un suo volume (titolo: ultime conversazioni) ci fa sapere che

Poi la rivelazione clamorosa: quella di aver preso appunti durante il suo Pontificato ma poi svela che li brucerà.

Praticamente ha detto che ha un diario dei fatti e lo conserva… Bergoglio avvisato…