Santa Chiara e i Saraceni di Federico II


Unterberger_Klara-vertreibt-die-Sarazenen1

In epoca di femminismi silenziosi davanti al nemico e chioccianti davanti al Sacro, in epoca di papi e giubilei di miscugli e mischiamenti, in epoca di buffoni che non si inginocchiano davanti al Santissimo ricordiamo uno delle azioni di Santa Chiara secondo quanto possiamo leggere nel Matutinum di oggi

Saracenis Assisium obsidentibus, et Clarae monasterium invadere conantibus, aegra se ad portam afferri voluit, unaque vas, in quo sanctissimum Eucharistiae sacramentum erat inclusum, ibique oravit: Ne tradas Domine bestiis animas confitentes tibi, et custodi famulas tuas, quas pretioso sanguine redemisti. In cujus oratione ea vox audita est: Ego vos semper custodiam. Saraceni autem partim se fugae mandarunt, partim qui murum ascenderant, capti oculis, praecipites ceciderunt.

 

Allorché i Saraceni cercavano, nell’assedio d’Assisi, d’invadere il monastero di Chiara, ella, benché malata, si fece portare alla porta della casa tenendo la scatola ove si custodiva il santissimo sacramento dell’Eucaristia, facendo questa preghiera: «Non abbandonare, o Signore, alle belve le anime che ti lodano, e proteggi le tue ancelle, che hai riscattato col tuo sangue prezioso» (Sal 73,19). Mentre così pregava. si udì questa voce: «Io vi proteggerò sempre». Difatti i Saraceni parte si diedero alla fuga, parte, già saliti sulle mura, divenuti ciechi, caddero per di dietro.

 

Insegnanti ribellatevi contro i vostri “colleghi” ovvero Quelli che leggono e non capiscono, ma vogliono insegnare


squola.jpg

La faccenda dei docenti “deportati” assume tratti sempre più ridicoli. Per carità, io capisco il dramma della distanza dai propri cari, vi scrive infatti chi se ne è dovuto andare per anni all’estero (manco nel territorio patrio) e non da neo laureato con una leggera peluria sotto il viso. Resta il fatto che i toni (e i politici che li cavalcano, vd. Leoluca Orlando o alcuni del M5S) sono assurdi e ridicoli. I patti erano chiari fin dall’inizio, a differenza di molti provvedimenti di questo e altri governi non c’era il trappolone, chi ha partecipato al concorso sapeva fin dall’inizio che poteva finire ovunque sul territorio patrio, ora si leggono dichiarazioni di questo tenore (ometto i nomi per pietà)

“dopo giorni di agonia è Modena, ma non Modena città, bensì paesini che io non ho mai visto né sentito. Dovrei andare in scuole a me sconosciute, in paesi che non conosco”

“E’ una in-giu-sti-zia – dice a Repubblica – nella domanda ho indicato Torino dopo le province della Sicilia perché mia sorella ci ha vissuto fino a pochi mesi fa. Per ironia della sorte, però, ora lei ha deciso di tornare in Sicilia, quindi sarò sola”

“Chi riparerà le lacrime di mia figlia?” Scrive un padre a Renzi

“Tante maestre stanno facendo le valigie e non per andare in vacanza al mare con la famiglia. Per andare lontano, abbandonare il Molise: una strada senza ritorno

E così via, si parla di deportazioni, di violenze… signori miei, delle due l’una

  1. Non avete letto e compreso quello che si stabiliva nelle norme del concorso, nel caso mi chiedo come siate passati e certo non potete insegnare se avete un problema così serio
  2. Avete letto e capito, vi siete crogiolati nel classico “tanto poi si sistema” e ora volete fare pressione “elettorale”.

Ritengo che sia la risposta nr. 2. Molti insegnanti e tutta una serie di politici e sindacalisti (quelli che non si battono per evitare ab origine certe riforme, ma poi fingono protesta) vogliono cavalcare la situazione di sbandamento elettorale e pre-referendum del governo Renzi per forzare la mano, cosa che a logica è impossibile perché i posti non si possono inventare se non ci sono alunni. Non oso immaginare la soluzione, potrebbe esserci qualche colpo di genio tipo aumento dei docenti in contemporanea in classe o docenti messi a fare altre mansioni (vedi prendere lo stipendio senza fare il docente).

Quello che è certo è che il quadro è fosco per la classe docente e vorrei che i molti, tantissimi insegnanti che fanno il loro lavoro, pur sottopagati e disprezzati, pur lontani da casa, si ribellassero contro i loro “colleghi” (se li vogliono chiamare così) perché questo ampio gruppo di persone che “finge di non capire” infanga la categoria e presta armi a chi, da anni e anni, descrive gli insegnanti come fannulloni, cosa che non sono, ma certo sui giornali attualmente ci sono solo quelli che inscenano questo ridicolo teatrino.

 

Pio XII “Se la Roma materiale dovesse crollare”


pioXII.jpg

«Se la Roma materiale dovesse crollare, se mai questa stessa Basilica Vaticana, simbolo dell’una, invincibile e vittoriosa Chiesa cattolica, dovesse seppellire sotto le sue rovine i tesori storici, le sacre tombe che essa racchiude, anche allora la Chiesa non sarebbe né abbattuta né screpolata; rimarrebbe sempre vera la promessa di Cristo a Pietro, perdurerebbe sempre il Papato, l’una indistruttibile Chiesa, fondata sul Papa in quel momento vivente»

Anto’ e che cazzo… le basi!


Socci.jpg

Mi è capitato sotto gli occhi il seguente messaggio dalla pagina facebook di Socci. Io capisco che Socci sia attaccato siccome cozza alla gioventù sua e dunque faticherà a capire che l’orrore che osserva oggi vide origine con il Concilio Vaticano II (e robaccia come CL) e che i “papi” successivi a Pio XII hanno fatto danni e danni, ma cascare nel santino di Luciani no…. Albino Luciani diede in soli 33 giorni martellate tremende sui simboli del pontefice, a base di una retorica da poverello e semplice che puzza di Bergoglio. Tendiamo a credere che fu dall’Alto che venne la decisione di fermare lo “sciocco” (finto sciocco). Luciani era figura disastrosa per il papato in una situazione già vacillante per l’appena conclusasi parentesi funesta di Montini. Quale tradizione sosteneva Luciani? Nessuna, anzi voleva pericolosamente proseguire il cammino di “innovazione” (leggi “distruzione della tradizione”) secondo la prassi post Vaticano II. Sul perché sia durato 33 giorni non trovo ragione di interrogarsi, quello che mi sorprende è che altri stiano durando tanto di più…

Ricordiamo un passaggio illuminante del TRADIZIONALISTA (sic) LUCIANI

Una lettera del card. Albino Luciani del 20 febbraio 1978 proibiva “a qualsiasi titolo la celebrazione della messa more antiquo nella chiesa di S. Simeone Piccolo, come in tutto il territorio della diocesi” e (grande concessione!) si lasciava a don Siro “la facoltà di celebrare la santa messa more antiquo solo in casa propria”.

Brevemente… di denari e mentulate


o-POPE-FRANCIS-facebook.jpg

Qualcuno dei giornalisti che popolano i voli di Bergoglio potrebbe cortesemente dire, all’ennesima sparata contro quanto siamo zozzi con i nostre denari, che potrebbe pure pigliarsela con certi paesi ricchissimi e pieni di petrolio che si guardano bene dal dire “mandateli tutti a noi i rifugiati, siamo fratelli nella stessa fede”.

Detto questo. La rubrica Mentulate di Bergoglio è finita perché non si trova ragione di propagandare troppo le follie di un cripto-imam. Attendiamo fiduciosi una rivolta dei cardinali e vescovi per deporre l’eretico. Possibilmente prima della oscena celebrazione di una bestemmia vivente come la messa mista catto-protestante per i festeggiamenti in onore di Lutero.

Stupidi, intelligenti e venduti


Domheid056.jpg

Ammetto di faticare a cogliere il confine tra la nostra stupidità, la scaltrezza dei maomettani e l’infingardaggine mercenaria di chi ci comanda. Sono tre regni che tendono a confondersi nella mente. Resta il fatto che, come si è detto più volte, i maomettani impiegano le nostre paturnie (quelle che abbiamo appreso a definire libertà massime e grandi conquiste) contro di noi e non posso che riconoscere che lo fanno con una certa abilità.

La paturnia della immagine della donna, dell’esempio alle giovani è abilmente utilizzata per togliere progressivamente i corpi “esposti” dalla immagine pubblica. Vedasi quanto ha iniziato il sindaco di Londra. A breve spiegheranno che abiti lunghi e coprenti sono democratici ed egualitari e poi vuoi mettere come sono comodi, ovviamente supportati dalla mafia della moda che si vende al migliore offerente del momento e, come logico, cerca mercati sempre più ampi.

La paturnia dei matrimoni la qualunque, sì è una paturnia dato che basterebbe consentire degli accordi a livello civile e testamentario, ma si vuole per forza equiparazione a matrimoni. Dicevo la paturnia dei matrimoni che vede oramai tutti a urlacchiare e i sindaci a fare gara per il primo matrimonio omo nel loro comune è ottimo cavallo di Troia per gente che vuole la poligamia

Sharia.jpg

Si tratta di un cammino verso una “Sharia debole” che è l’inizio per poi poter passare alla Sharia e punto. La legge seguirà sempre più dettami coranici fatti passare, fino a quando sarà necessario, per necessità sociali. Giustamente (dal suo punto di vista ovviamente) Piccardo sostiene che la poligamia sarà anche un fattore di rilancio demografico. La questione demografica è una fissa di decenni, prima si sosteneva che fosse necessaria una decrescita (ricordo ancora le campagne radicali) perché si era troppi e l’economia bastava per supportare Stati con popolazione dimezzata. Ora che si è sempre più pochi si grida alla necessità di importare gente per riempire un buco che si è creato.. si è creato… diciamo che è stato creato e creato ad arte.

E mentre l’Italietta si chiede se si potranno infine fare liberamente due canne e se pure Amedeo e Fausto o Fiammetta e Luciana potranno presentarsi in abito da sposa/sposo, lentamente il cavallo viene spinto dentro le mura, in attesa di aprirsi e riversare il suo gruppo. Eppure la civiltà italiana dovrebbe essere nata da Enea che dell’inganno di Troia aveva una certa esperienza. Tranquilli, si tratta solo di questione di tempo. Intanto si accellera a livello “religioso” l’apostasia cattolica e il futuro passaggio ad un sincretismo che aprirà poi lo spazio definitivo per l’unica religione maomettana. A quanti vaneggiano di integrazioni che risolveranno tutto ricordo che gli europeissimi turchi in Germania, quelli che si sono abbeverati alle fonti delle democrazie, hanno manifestato in massa a Colonia a favore di Erdogan…

b0d5ae1ecf5ed2635c209e268c0ea012.jpg

San Giovanni Bosco e l’Islam


5Tv7Z1ZxB4On_s4-mb.jpg

Ribadisco quanto scritto pochi giorni or sono.

A me non interessa nulla di queste dispute tra giornalai e politici, nate per imbambolare el pueblo, il concetto di base è che la religione dei maomettani e il Cristianesimo sono incompatibili. Se volete renderli compatibili dovrete cambiare i testi, ammettendo di fatto che i testi non sono né sacri, né una fedele testimonianza dei fatti e dunque neppure fondanti.

Accanto ai testi ovviamente dovrete pure cancellare molti Santi (non dico i santucoli tipo un recente papa santificato per giustificare la linea di tendenza generale) o almeno nasconderne sotto il tappeto gli insegnamenti. Riscossa Cristiana ha pubblicato alcune pagine sulle idee di San Giovanni Bosco in merito all’Islam

http://www.riscossacristiana.it/le-chiare-parole-di-san-giovanni-bosco-su-maometto-e-islam/

Le pagine sono davvero molto interessanti anche perché, come è noto, San Giovanni Bosco è figura legata alla pratica della educazione dei minori e all’Oratorio. L’Oratorio è oggigiorno uno dei luoghi dove più si diffonde, di norma, questa sorta di cattolicesimo sporco, il sincretismo ecumenico new-age modaiolo, spesso i preti degli oratori sono personaggi indegni, freschi di seminario, più intenti a fare i buffoni ed i ragazzini, a volte impegnatissimi nel fare messe rock e palpare qualche parrocchiana (i casi sono innumerevoli) e tra i primi a concedere spazi a maomettani e ad esortare a strette di mano universali. Dunque è particolarmente interessante leggere cosa Don Bosco pensasse di maomettani e affini e immaginare la sua reazione davanti al clima attuale di baci, abbracci e tanti saluti…

Curiosità estive: giornalismo italiano, l’avanguardia del popolo


tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo7_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo6_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo5_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo4_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo3_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo2_540tumblr_ob6xcocrFq1slctqgo1_540

Una delle categorie più solerti nell’autoincensarsi e fare quadrato è quella dei giornalisti. Basta che un giornalista (italiano e non) abbia un mezzo accidente e subito leggerete le grandi virtù del caduto sul campo dell’onore. D’altro canto si tratta di una categoria che si attribuisce, giorno per giorno, il titolo di baluardo della libertà, pur essendo spesso i cagnolini fedeli di chi comanda al momento. In realtà i giornalisti lavorano per degli editori e sono gli editori a dettare la linea del giornale. La linea dipende da finanziamenti, amicizie, parentele e così via. In pratica il giornalista comunemente oscilla tra l’autodifesa perenne della categoria e la attenta opera di lavoro “incontro al Fuhrer” indicata dall’editore. In questo momento però le due cose contrastano e i giornalisti preferiscono il ruolo di fantaccino fedele piuttosto che quello di “amico dei giornalisti”. In questi giorni Erdogan, portando avanti il suo contro golpe, ha arrestato numerosi giornalisti, ma noto un certo disinteresse da parte dei colleghi italiani, sarà che in cuor loro nutrono la certezza che tale destino non li attenda perché, al posto dei colleghi turchi, mai si sarebbero opposti al capetto di turno. In fondo sappiamo tutti che i giornalisti italiani sono l’avanguardia del popolo dei “io i turchi? Non li ho mai voluti, tutti cattivi, Erdogan bu bu, a me piacciono solo gli oppositori” che si prepara a tornare al classico “La Turchia è un paese meraviglioso, evoluto, un modello per tutti noi” appena le acque si saranno del tutto calmate…

Le mura di Vienna


castro-at-the-lake.jpg

L’esserci ridotti ad una statistica demografica. Non siamo invasi e conquistati perché il nemico è preponderante, ma siamo invasi e conquistati perché abbiamo reso le nostre menti accessibili al nemico. Se l’Europa e i suoi dirigenti, se i cittadini e gli esponenti del mondo culturale mantenessero davvero il livello d’un tempo saremmo inaccessibili, sarebbero le nostre stesse membra a ribellarsi come in preda a qualche malanno dannoso, mentre tutto appare questione di demografia, percentuali, pensioni e contributi.

Vuoi che un popolo si lasci soggiogare? Abbassane le richieste in ogni campo, distruggi la sua possibilità di discriminare tra bello e brutto, tra ben fatto e orribile, sussura che le vere libertà corrispondono a basse pulsioni e magari alla fine confondili completamente in merito a queste pulsioni.

Ero in riva al lago e una radio trasmetteva un programma di musica, prima una canzone italiana, poi una canzone nordafricana e infine inglese ed erano intercambiabili, il testo neppure poteva interessare, quei ritmi banali, quei suoni ripetuti, quella linea melodica infantile, primitiva, le canzoni erano intercambiabili, come se Solimano avesse trovato a Vienna una collinetta a difesa della città.

Vuoi che un popolo si lasci conquistare? Togli la capacità di comprendere cosa accade se non filtrato dal populismo demagogico di televisioni, giornali e politici, sì, quelli che gridano le loro facili prediche e accusano gli altri di populismo. Lascia che un tizio venga fuori bestemmiando: pure i catolici sono teroristi, io no vedo diferensia se uno sgoza prete o fa rapina in banchia. Sì, lascia che un imbecille ripeta la banalità che da anni ripetono questi solerti imbecilli e guardiani del regime. Dai ad un popolo esempi per beoti e i beoti si sentiranno appagati, i dubbiosi rinfrancati, i contrari isolati.

Offri alla gente i predicatori d’accatto, le reti wifi per le scorribande sopra wikipedia, no, meglio offri loro tutto lo scibile umano e l’assenza di fatica nel cercarlo li farà sedere, giorno per giorno, all’ombra dei dieci siti internet più letti, per ridacchiare poi in compagnia un sabato sera. Offri al popolo libri sempre più ridicoli, fin da piccoli abituali a racconti di cacca e piscio, strazia loro le orecchie con “tutti siamo bravi e belli” e “ognuno di noi può” e questi saranno seduti sulla certezza del loro nulla mascherato.

L’esserci ridotti ad una statistica demografica e credere che sia questa la causa della nostra fine, mentre tutto nasce e muore dal crollo delle nostre mura, dall’abbandono di quello che ci distingueva, quello che si è coltivato e costruito di secolo in secolo, per questa banalità quotidiana di barconi, babbioni, noglobal sìglobal, per queste carrette di terra, i cattedratici clown, le prediche del buon senso comune (basta cambiare il senso comune), i divieti martellanti del non puoi dire non puoi pensare, il bello non è bello, perché il bello è quello che può fare chiunque, qualsiasi rimbambito, in qualsiasi luogo, in qualsiasi lingua, in qualsiasi religione.

Maomettani in Chiesa, infedeli nel clero: quando Gesù è uno sfondo opaco.


dfd173aa2bc83ecb34bfed0a353861bd.jpg

I giornali si affannano attorno alle percentuali, ci sono stati mille, no duemila, no tremila maomettani nelle Chiese per esprimere questo e quello, gli altri ribattono che sono solo l’1%, allora i primi tirano fuori la storiella della velata che si svela per rispetto e quelli rispondono “ma quanti denunciano gli estremisti?” e via cantando.

A me non interessa nulla di queste dispute tra giornalai e politici, nate per imbambolare el pueblo, il concetto di base è che la religione dei maomettani e il Cristianesimo sono incompatibili. Se volete renderli compatibili dovrete cambiare i testi, ammettendo di fatto che i testi non sono né sacri, né una fedele testimonianza dei fatti e dunque neppure fondanti. Visto che i maomettani, giustamente dal loro punto di vista, si guarderanno sempre dal cambiare il loro libro è evidente che questa opera di riscrittura toccherà ai solerti guardiani della mutevole dottrina: in questi giorni già è comparsa una misteriosa novità biblica Sodoma non è mai stata distrutta da Dio, ma la preghiera di Abramo ha compiuto il miracolo salvando la comunità. Non penso che il disprezzabile e vomitevole Galantino ignori quanto riportato dalla Bibbia, piuttosto mette in atto una ulteriore opera di mistificazione per adattare quei “polverosi e noiosi raccontini” allo spirito dei tempi: il bergoglianesimo applicato. Un misto di bassa incultura, giovanilismi linguistici e tanto, tanto banale volemose bene.

montini.jpg

Il clero italiano (e non) dimostrando definitivamente di non credere a nulla è d’altro canto quello che ha in gran parte appoggiato e sostenuto lo stupro della Messa ad opera di gente come Montini e vari consiglieri e consigliori (pure protestanti ovviamente). Chiunque abbia avuto occasione di assistere ad una Messa (nota bene: per Messa in questo blog si intende solo quella definita “Tridentina”) avrà notato, in barba agli equilibrismi ratzingeriani, come nulla abbia a che vedere con quel cincischio a metà tra esibizione da cabaret e serata dell’improvvisazione che viene pomposamente definito: Novus Ordo Missae. Se Montini e la sua banda di gangsters hanno potuto operare questo disastro volete che l’uomo delle pampas e i suoi tupamaros non metteranno mano ai testi fino a renderli a loro immagine e somiglianza.

papa_bergoglio_interna-nuova.jpg

Quello che ne deriviamo è che tutta questa gente non crede più in nulla (o non ha mai creduto) ha visto solo nella carriera ecclesiastica un comodo parcheggio dove coltivare velleità di comando, baciamani ad anelli e fisime predicatorie. Niente di più. Così quei pretonzoli che seguendo il solerte comando delle gerarchie si sono fatti imporre la presenza di maomettani in Chiesa (non dico alla Messa perché dubito che i maomettani si saranno presentati a qualche Messa -vd. nota bene precedente-) sono senza Dio, senza Cristo e senza alcuna speranza di redenzione. Le loro mani sono sporche e immonde, una loro benedizione è una maledizione, l’ostia è dissacrata, andare al camposanto con questi ad aprire il corteo è praticamente come essere sepolti in terra sconsacrata. Ai maomettani un prete (pur vi sono) avrebbe detto:Nemo potest duobus dominis servire. Nessuno può servire due Padroni. Avrebbe dunque dovuto invitare i maomettani a riconoscere l’unicità della via salvifica in Cristo e convertirsi, altrimenti la loro presenza in Chiesa non avrebbe trovato nessun senso. Invece si è andati a braccetto con questi, li si è lasciati impartire le loro lezioncine dai pulpiti, calpestare il suolo degli altari, sedersi ai primi banchi, inscenare insomma il loro ennesimo spettacolino fatto di bugie e dissimulazioni, a supporto di bergogliani e di una massa di cattolici di nome, indifferenti nella realtà a quello che si svolge davanti ai loro sguardi e che confondono la transustanziazione con un divertente pic nic al coperto, fatto di strette di mano, pacche sulle spalle e andate tutti felici e contenti. Nemo potest duobus dominis servire, figuriamoci poi quando si vuole unire l’impossibile, una religione che pretende di essere l’estrema e perfetta rivelazione (scopiazzando a destra e a manca) e che non riconosce il fondamento della religione Cristiana (curioso nome, no? Cristiana… chi sarà mai quel Cristo).

R600x__cardinali.JPG

Le gerarchie, consapevoli da anni dell’ostacolo, risolvono sempre più con un vago e molto new age: è il medesimo dio, tutte le religioni vogliono la pace etc… No. Le religioni non vogliono la pace. La religione Cattolica vuole evangelizzare il mondo, diffondere la parola del Cristo come unica via di salvezza, niente pace e affetto e tanti bacetti, Dio non salva Sodoma ma l’annienta, Dio non salva la terra ma la sommerge sotto le acque, Cristo si sacrifica per la nostra salvezza, ma non è un generico “tana liberi tutti” (tanto per usare una frase comprensibile a bergoglio e bergoglioni). La salvezza è enunciata, la vecchia Alleanza è sostituita dalla Nuova e a questo si arriva, oltre è eresia, menzogna e bugia. In questi giorni dunque assistiamo alla ennesima prova di come molti non Credono, molti che pretendono di rivestire ruoli religiosi e culturali (Dio li fulmini!) non Credono a nulla e tutto è intercambiabile e se proprio non si possono servire due padroni, allora si sceglierà quello sempre al momento mediaticamente preponderante e danaroso, quello più comodo e che si può agganciare ai grandi carrozzoni del “Multiculturale” e della “accoglienza massima”.

Invito i fedeli a ricredersi, prima di tutto a valutare cosa è la Messa, poi a valutare chi officia quegli spettacoli domenicali, infine a disertare questi spettacoli e quei preti che pensano che tutto valga uguale, lasciateli soli con i loro cari maomettani, alzatevi e uscite dall’edificio in attesa che l’aria si depuri…


PIO XII

Alla Beata Vergine Maria,
concepita senza il peccato originale.

Rapiti dal fulgore della vostra celeste bellezza e sospinti dalle angosce del secolo, ci gettiamo tra le vostre braccia, o Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, Maria, fiduciosi di trovare nel vostro Cuore amantissimo l’appagamento delle nostre fervide aspirazioni e il porto sicuro fra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da infinite miserie, ammiriamo e cantiamo l’impareggiabile ricchezza di eccelsi doni, di cui Iddio vi ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura, dal primo istante del vostro concepimento fino al giorno, in cui, Assunta in cielo, vi ha incoronata Regina dell’universo.

O Fonte limpida di fede, irrorate con le eterne verità le nostre menti! O Giglio fragrante di ogni santità, avvincete i nostri cuori col vostro celestiale profumo! O Trionfatrice del male e della morte, ispirateci profondo orrore al peccato, che rende l’anima detestabile a Dio e schiava dell’inferno!

Ascoltate, o prediletta di Dio, l’ardente grido che da ogni cuore fedele s’innalza in quest’Anno a voi dedicato. Chinatevi sulle doloranti nostre piaghe. Mutate le menti ai malvagi, asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi, confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi, addolcite gli aspri costumi, custodite il fiore della purezza nei giovani, proteggete la Chiesa santa, fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà. Nel vostro nome, che risuona nei cieli armonia, essi si ravvisino fratelli, e le nazioni membri di una sola famiglia, su cui risplenda il sole di una universale e sincera pace.

Accogliete, o Madre dolcissima, le umili nostre suppliche e otteneteci soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al vostro trono, beati con voi, l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai vostri altari: Tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo! Così sia.

Comodi e felici schiavi del domani


gng.jpg

un ragazzo della gmg intervistato ieri al TG: “come vivete questo momento in cui un prete viene ucciso in chiesa'”. Risposta: “dispiace ma facciamo in modo che non venga meno la nostra felicità…”

Comodi e felici schiavi del domani, con le vostre richieste così semplici da esaudire, il matrimonio cosò, la comunione a rate, la cannina 2×3, comodi e felici schiavi del domani, in fondo che sarà? Una tassa in più, una tassa da infedeli per continuare a godersi la felicità piccina. Certo, piano piano (ma neppure tanto), inizieranno a togliervi queste clamorose libertà che avete conquistato da goverrni che fingevano di tirarla lunga, tanto per darvi l’impressione che fossero conquiste epocali (così le definite) e intanto, dove si comanda e si decide, un passo alla volta e poi dieci alla volta e infine cento… ma tranquilli, non verrà meno la vostra felicità, gli idioti sono sempre felici.