LA RELIGIONE DELL’UGUAGLIANZA


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LE BOMBAROLE DELL’ISIS – 3 DONNE ARRESTATE A PARIGI, PREPARAVANO UN ATTACCO ALLA STAZIONE GARE DE LYON PER VENDICARE L’UCCISIONE DEL “MINISTRO” DEL CALIFFATO AL ADNANI – LA PRINCIPALE SOSPETTATA AVEVA L’AUTO PIENA DI BOMBOLE DI GAS – FERMATO ANCHE UN UOMO
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MA CHE BEL CUCCIOLETTO DI ISIS! – I SERVIZI SEGRETI EUROPEI LANCIANO L’ALLARME: I “CUCCIOLI DEL CALIFFATO”, BABY KAMIKAZE DI ETA’ TRA I 12 E 17 ANNI, STANNO ARRIVANDO IN MASSA CONFUSI TRA I PROFUGHI – SONO ADDESTRATI A UCCIDERE, E ORA CHE IN SIRIA L’ISIS ARRETRA VERRANNO UTILIZZATI PER ATTENTATI IN CASA NOSTRA

E il giustificazionismo quando verrà punito?


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   Si è votato l’altro giorno per punire il negazionismo. Personalmente ogni restrizione della libertà di pensiero e opinione, pure quella più sgradevole e assurda, la trovo una sconfitta di un sistema democratico sano, ma evidentemente c’è il dubbio che questo non lo sia. A questo punto però vorrei che venisse punito pure il Giustificazionismo. Il Giustificazionismo è il trovare giustificazioni o almeno attenuanti (Attenuazionismo) a comportamenti barbarici (dalla nostra prospettiva) attraverso il ricorso ad eventi lontani nella storia o a paralleli privi di nesso logico.

Un partito che si dice si Sinistra ha ripubblicato in questi giorni il seguente post (ho coperto il nome del partito e l’autrice del colpo di genio… sì è una donna… comunque è dalla pagina ufficiale del partito) evidentemente condividendo in toto quanto si dice.

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Prendere le streghe come parallelo (le ultime bruciate a fine ‘700 non sono certo un vanto, ma restano episodi oramai lontani) o girare la cosa come un femminicidio, appoggiandosi alle modalità del recente fatto di Roma, è una forzatura mostruosa e una giustificazione nei fatti delle azioni sempre più orribili dell’ISIS. D’altro canto questa notizia non ha suscitato tanto interesse quanto la morte del gorilla Harambe, abbattuto dopo che un bimbo era caduto nel suo recinto. 19 donne curde muoiono per mano di un movimento di terroristi, con finanziamenti e appoggi internazionali, fattisi interpreti di una legge assoluta e brutale, e da questo lato del mondo, quello delle femministe “il corpo mio”etc, si pensa sia l’occasione per dire che “l’Isis è dentro di noi”. Pare di percepire una sorta di desiderio di orecchiare “la banalità del male” e dire che in fondo siamo tutti belve… è vero, siamo bestie, l’uomo (nel senso di essere umano) è una belva, una belva assassina e invidiosa e basta un tumulto o una guerra interna per scatenare tutti i rancori sopiti, ma rimane il fatto che confrontare una ideologia assassina, costantemente assassina e minacciosa, una ideologia e un gruppo che ha fatto della violenza e del disprezzo della vita altrui una sorta di cardine, paragonare tutto questo o ad episodi per fortuna oramai distanti dal mondo occidentale o a singoli casi, pur orribili, è un modo per attenuarne la portata, semplificarlo, normalizzarlo, in una epoca che oramai si è abituata alle decapitazioni, ai linciaggi e che trova più da ridire per un giornalista che esibisce un salame o un gorilla abbattuto rispetto a 19 donne, 19 schiave bruciate vive.

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D’altro canto cosa si può dire quando una delle principali città d’Italia vede candidata al consiglio comunale una affiliata ai fratelli musulmani, con tanto di madre inneggiante Hamas e padre che parla di necessità di cancellare Israele? Cosa dire quando questa, a detta del candidato sindaco, sarà delegata ad esempio ad avere rapporti con la comunità omosessuale della città? Sì, proprio una che gira con velo, portatrice di quella nota religione che vede il mondo omosessuale con grande gioia e accoglienza, salvo ogni tanto impiccarli e buttarli dal quinto piano, ma capita, d’altro canto i difensori del mondo lgbt (?) sono poi gli stessi che per pecunio e notorietà partono felici alla volta dell’Iran

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Qualcuno inizia a porsi il problema,

“In sette Paesi islamici per gli omosessuali è prevista la pena di morte. Negli altri la prigione. Nel califfato islamico dell’Isis un omosessuale viene scaraventato giù dal tetto di un palazzo e, se non è ancora morto, viene lapidato dalla folla. Un problema tra mondo Lgbt (sigla che si riferisce a lesbiche, gay, bisessuali e trans gender, ndr) e mondo islamico c’è, sarebbe inutile e sciocco negarlo”. Franco Grillini

ma oramai la massa segue con più interesse quale procedura serve per mettere il simbolino di lutto adeguato sul profilo facebook o twitter. Cosa indossiamo oggi?

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Inutile, inutile e inutile, quando ad un attentato come quello di Orlando si risponde dicendo che è un problema di armi libere, sorvolando che il tizio era guardia giurata dunque le armi le aveva comunque e sorvolando sul fatto che pare che in Belgio e in Francia la politica delle armi sia meno permissiva eppure… e quando nella penisola rimbalza la cosa e si grida “è omofobia” e si chiedono nuove leggi (vedi il messaggio twitter di Scalfarotto) e si parla di omofobia (e solo di omofobia) pure quando risulta che l’attentatore era omosessuale, come a dire che se un ebreo ammazza venti persone è antisemitismo (siano o non siano semiti i morti). Tutto per non pronunciare il nome di una religione che a quanto pare è impronunciabile come il nome di Dio. Ovviamente i soliti tireranno fuori dall’armadio Breivik, San Breivik, Breivik è un santo laico che viene attribuito ai cattolici (in realtà nel suo delirio è protestante e antipapista) è una sorta, nella visione di tutti questi futuri culiallahria con tassazione, l’estrema propaggine di una crociata (?) ed è una giustificazione buona per “vedi che anche noi”. Anche noi un cazzo, signori miei, dato che non mi risultano né discorsi delle alte autorità ecclesiastiche paragonabili a discorsi di grandi Mufti e Imam, né esecuzioni secondo leggi tratte da Antico e Nuovo Testamento, ma capisco che vi consoli l’idea che i cattivi in fondo si è sempre noi occidentali. Di fatto praticate una flagellazione quotidiana credendo di deridere quanti hanno praticato flagellazioni con altri intenti

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Capisco che rientri nello sport mondiale internettiano: la cagnara ridanciana, condita da bestemmie. Vi sentite adulti? A giudicare da come ve la stanno mettendo nel sacco utilizzando i vostri stessi strumenti…

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A giudicare da come si rigirano il vostro femminismo, corpo mio me lo gestisco io, per censurare progressivamente (per il vostro bene, siete tutti infanti imbecilli, dicono) salvo poi tirare fuori veli più o meno lunghi, poi quartieri più o meno chiusi, poi leggi più o meno ufficiose, e voi trangugiate e trangugiate, felici, lieti come l’oca destinata a fornire foie gras, trangugiate e andate in piazza a difendere diritti che poi vi leveranno da sotto il naso e, sommo gioco di abilità, riusciranno perfino a farvi andare in piazza per chiedere con loro di levarvi quei diritti di cui sopra (diciamolo, tra questi diritti c’è pure una notevole quantità di merda che avete fatto passare approfittando del cedimento di ogni diga). Auguri.

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Boccaloni bergoglioni, ovvero la mano longa del eresiarca


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Mi piacciono quelli che si bevono la bischerata di “Bergoglio usa il pugno duro contro i vescovi che coprono gli abusi sessuali”.. come no, in realtà Bergoglio usa la questione solo per rendere il potere del papato onnipresente sulla gerarchia (quello modesto), ha appena emanato il divieto per i vescovi di istituire collegi religiosi senza previo permesso papale, ora minaccia rimozione per i vescovi che coprono abusi (praticamente è la teoria dimissioni immediate se ti arriva un avviso di garanzia) così da poter preparare trappoloni verso i vescovi che vuole sostituire (Genova ad esempio). E questa massa di boeti strillano il papa bbbbuono il papa bbbbuono… un gesuita? Buono? Boccaloni. Si tratta di pura e semplice smania di controllo. Vuole sostituire il più possibile i quadri dirigenti e vuole farlo di corsa perché non pensa di avere molto tempo.

Odierna bestemmia del eresiarca Bergoglio


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Ricevendo un baraccone da circo (quella che cercano di spacciare da anni per la ben vestita e modello d’ogni femminea virtù come ben giustamente ricordava in un suo post Donna Turquoise) l’eresiarca Bergoglio ha dato l’ennesima prova di quanto la sua blasfemia non trovi requie e confini. Questo signore (che dico…) insiste a spacciare la religione dei culallahria come pari e identica alla Cattolica (non alla sua, perché lui non è né cattolico né cristiano) e non perde occasione per tirare fuori radici comuni. Il capoccione eresiarca naturalmente finge di ignorare che l’islam è religione postuma, scopiazzatura biblica e evangelica e che ha la pretesa di chiudere il cerchio delle rivelazioni e di dare il testo ultimo, definitivo e superiore. Un cattolico non può accettare l’Islam in nessuna maniera, essendo testo che rifiuta in toto la divinità del Cristo, perfino ne nega la crocifissione, gli islamici vanno ignorati, respinti e convertiti. Non si convertono? Vadano per la strada loro. Ma ecco che arriva Bergoglio, il procacciatore di dindi e popolarità, che svende più dei predecessori la Chiesa ai culallahria in cambio di palanconi (vd. accordi tra Biblioteca Apostolica e Qatar Foundation). A quanto pare il signor Bergoglio non crede all’inferno, altrimenti dovrebbe iniziare a porsi gravi questioni su quello che lo attenderà quando avrà smesso di ammorbarci. Io già lo vedo, in un anno imprecisato, andare a fare surf con la sua salma lungo il tevere, come è giusto per ogni usurpatore eresiarca che pone il suo flaccido deretano dove non deve, non può e non vogliamo.

Il signorino pensa che tanto oramai si può stravolgere la religione e adattarla massimamente ai tempi, a costo di diventare culallahria o una versione di cattolico mitigato e mischiato, il signorino ricordi che ha sulla coscienza tutti i morti per mano islamica, nessuno escluso e tutte le comunità che vengono massacrate e distrutte con la sua soave benedizione. Per non parlare del fatto che il Qatar è dietro a molti gruppi terroristici e non sono certo io il solo a dirlo…

Non c’è nessuna fratellanza con costoro, non può esserci e non ci sarà. Si convertano e magari non finiranno con Bergoglio a fare una visitina a Belzebù e al loro profeta.

Amen, amen dico vobis: Qui non intrat per ostium in ovile ovium, sed ascendit aliunde, ille fur est et latro; 2 qui autem intrat per ostium, pastor est ovium (Joannes 10, 1-2)

Sed licet nos aut angelus de caelo evangelizet vobis praeterquam quod evangelizavimus vobis, anathema sit. (Ad Galatas I 8)

Vilipendio di cadavere e stupro della memoria: Verdun


Cosa c’è di meglio per mostrare al mondo quanto l’Europa sia decaduta di pigliare per il culo i caduti a Verdun? A quanto pare nulla. E così Francia e Germania, rappresentate dai rispettivi capi di Stato, organizzano uno spettacolino che neppure l’ultima delle Pro Loco italiane… quando vedi questa massa di giovani beoti (ovviamente multiculturali perché a Verdun è noto che fu faccenda di scontro per i migranti) che eseguono i loro ballettini epilettici, al bum bum tribale degli avanzi di centro sociale, e dopo aver simulato una corsettina stile Momenti di Gloria inscenano uno scontro tipo ti graffio ti graffio, dicevo, quando vedi che a tutto questo, secondo la tradizione delle contaminate e smerdate sagre di paese, si aggiunge l’arrivo di un buffone sui trampoli a simulare la morte con tanto di caduta dei bambocci, ecco allora pensi che l’ultima speranza sono gli Zombies di Romero, magari intelligenti, che dalla terra vengano fuori armati come i Granatieri di Heine e che i tanti e tanti morti redivivi prendano a fucilate in testa i giovani beoti, i buffoni intrampolati e le teste di cazzo che presiedono la cerimonia di dissacrazione.

L’anno prossimo corsa nudi e cagata liquida sul sacrario, segue accoppiamento transgender tra le croci.. ops… tra i tumuli spogli perché mi sa che le croci… ecco… insomma, ci siamo capiti.

I mercanti nel tempio


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Il Sig. Bergoglio ha concesso 15 secondi, dico SECONDI, ai parenti di Asia Bibi, la cristiana condannata a morte in Pakistan per Blasfemia. Un incontro totalmente estemPERONeo, fatto fuori dalle stanze vaticane, lungo le transenne, dei volti tra tanti.

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La foto dona la falsa impressione di una chiacchierata, il Sig. Bergoglio in realtà si è limitato a guardare ed è passato oltre, come mostra il filmato

Ratzinger aveva fatto un appello ufficiale, il papocchio degli umili, quello che lecca i piedi ai migranti e non si genuflette neppure per sbaglio davanti al Santissimo adducendo problemi fisici non ha ritenuto degno di interesse spendersi per Asia Bibi. Ma se c’è da incontrare un gruppo di youtubers (un che?) o qualche star del cinema possibilmente un po’ zozza e spacca famiglie, riciclatasi come umanitaria

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O scherzare con un pluriomicida di massa (da buon peronista)

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O godersi una allegra rimpatriata con un Imam

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E noi che dobbiamo concludere? Nulla. Semplicemente ricordiamo l’anatema, costui è fuori dal cattolicesimo, è un bestemmiatore ed un eresiarca, non ha nulla a che fare con il Soglio di Pietro dove poggia indegnamente e illegalmente le sue paffute terga. Seguitelo e vi porterà diritti alla dannazione eterna. L’unica cosa da fare e proseguire saldi nel Cattolicesimo, allontanare dal proprio sguardo questo essere e i suoi simili come si allontanano gli indemoniati e attendere i segni.

Amen, amen dico vobis: Qui non intrat per ostium in ovile ovium, sed ascendit aliunde, ille fur est et latro; 2 qui autem intrat per ostium, pastor est ovium (Joannes 10, 1-2)

Sed licet nos aut angelus de caelo evangelizet vobis praeterquam quod evangelizavimus vobis, anathema sit. (Ad Galatas I 8)

L’ETERNO EVASORE – Inquietanti paralleli pubblicitari (ovvero quando le immagini rivelano più delle parole il pensiero di chi ci governa)

L’ETERNO EVASORE – Inquietanti paralleli pubblicitari (ovvero quando le immagini rivelano più delle parole il pensiero di chi ci governa)

La pubblicità “parassita della società” mi ha ricordato tanto certa cartellonistica sull’eterno ebreo della germania hitleriana, lo sguardo torvo, il naso messo bene in vista, la scritta per attirare il disprezzo, l’uso di certa terminologia (Goebbels parlava di insetti delle patate, parassiti insomma) e come per la Germania hitleriana la campagna era rivolta verso concittadini additati ad altri cittadini, attribuendo genericamente tutte le colpe e tutti i mali della società, un bel esempio di nazismo camuffato da buonismo ed educazione civica. Tralasciando poi l’aspetto più assurdo, ovvero che lo Stato in molti casi è un evasore totale (ma d’altro canto anche tra le gerarchie naziste c’erano degli ebrei come Reinhard Heydrich) penso al gran calderone, dove si confondono le evasioni di sopravvivenza con i grandi evasori, così come allora si mischiava in un unico brodo il piccolo artigiano di origine ebraica con i grandi speculatori, questi ultimi spesso non venivano affatto toccati dalla persecuzione e a farci le spese erano i soliti poveracci, il rigattiere, il ciabattino, insomma molti signori nessuno e pochi signori qualcuno…

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Morto l’ambasciatore americano in Libia. E Chi se ne frega?


   Gli Stati Uniti vogliono dettare legge sopra ogni cosa, compreso sopra quali notizie debbano darci dispiacere e quali farci gioire. Mentre la morte e il linciaggio di Gheddafi veniva espresso dalla Clinton in questo modo

E chi si azzardava a far notare che solo fino a pochi mesi prima Obama e gli altri lo avevano coccolato  e riverito era guardato con sospetto

Salvo poi deriderlo quando proclamava che dietro ai ribelli c’era pure Al Qaida (mentre ora basta che gli USA dicano Al Qaida in Libia e tutti a dare loro ragione). Gheddafi, è storia nonostante le panzane giornalistiche, è stato eliminato perché sapeva troppo. Non gli è stata lasciata scelta. Si pretendeva che non rispondesse con le armi ad una ribellione supportata da forze straniere e che non era affatto ribellione di un intero popolo. Gli occidentali si sono fregati le mani, tutti accorrendo al massacro per ottenere un pezzettino di pozzo o di commercio e Gheddafi, fino ad allora per molti versi una figura ridicola ha assunto davanti alla storia l’immagine di un combattente coraggioso, gli altri, a tirare bombe e a mandare droni, dei traditori voltagabbana, cosa che l’attuale dirigenza libica non avrà dimenticato. Alcuni commentatori ricordavano che le “rivoluzioni” arabe erano in realtà manovrate e che sarebbero finite con porre stati islamici dove fino ad allora vigeva un certo laicismo. Fittizie democrazie, in realtà oligarchie politicamente e religiosamente orientate. Risultato. In Egitto il Presidente è esponente degli islamici devoti, iniziano a comparire i veli, i copti iniziano a trovarsi sempre più nei guai. In Libia è successo quello che è successo, anche se la storia del filmato anti maometto come fattore scatentante pare una palla, visto che i finanziatori sarebbero copti (dei suicidi?) e israeliano-americani, salvo poi risultare che i nomi diffusi non corrispondono a nessuno. Si tratta insomma di un filmato quasi fantasma emerso giusto poche ore prima del fattaccio. Al Qaida? Non lo sappiamo, gli stati uniti dicono di sì, ma è anche vero che oramai è ammesso che in Afghanistan e parzialmente in Pakistan Usa e Al  Qaida sono agli accordi. Nel frattempo il premio nobel per la pace manda marines e navi, perché oramai è tutto suo, a quanto pare e le sovranità nazionali non valgono più nulla, come in Europa.

UNA BELLA NORIMBERGA PER GLI STATI UNITI? IL “GUATEMALA SYPHILIS EXPERIMENT”


Come è la solfa? Va bene abbiamo bombardato civili, va bene ne abbiamo internati, va bene abbiamo fatto morire circa 1 milione di prigionieri di stenti e maltrattamenti, ma noi non abbiamo mai fatto quegli esperimenti medici orripilanti, usando gli esseri umani come cavie… noi siamo buoni, siamo gli Stati Uniti, abbiamo gli speroni ed entriamo nel saloon per fare fuori il cattivo.

OPS!

Il Guatemala tenta da anni di portare  a processo gli Stati Uniti per gli esperimenti medici fatti sopra suoi cittadini, tra il 1946 e il 1948. Il medico statunitense John Cutler, per verificare se la penicillina funzionasse o meno per le malattie trasmissibili sessualmente, infettò migliaia di guatemaltechi, prostitute, ex militari, orfani, prigionieri. La faccenda è stata tenuta nascosta fino al 2005 quando Susan Reverby, ricercatrice della Università di Wellesley scoprì l’incartamento dove si descrivevano gli esperimenti con tanto di permesso del presidente Truman. I risultati non ci sono, salvo che il numero di infettati di sifilide, gonorrea e forme cancerose è stimato tra i 2000 (stima del governo guatemalteco) e i 1300 (stima degli Stati Uniti). Attualmente la richiesta di processo è stata respinta da un giudice federale americano e, a conti fatti, è probabile che la cosa resterà impunita.

1945 – 2012 NULLA CAMBIA SOTTO IL SOLE


Il processo farsa di Hussein, l’eliminazione misteriosa di Bin Laden, i silenzi, l’incertezze, il linciaggio di Gheddafi, nulla è cambiato e per i nostalgici dei tempi andati dovrebbe essere una buona notizia, contenti loro. All’approssimarsi della fine del secondo conflitto mondiale le cosiddette potenze democratiche (allargate in quel momento alla Russia) discussero sul come trattare gli alti papaveri tedeschi. L’idea che prevaleva tra Stati Uniti e Inghilterra era della eliminazione sommaria una volta catturati, in particolare a Churchill premeva la scomparsa di Mussolini e dell’imbarazzante carteggio (carteggio che erroneamente Mussolini considerava una garanzia di sopravvivenza),

Roosevelt e Churchill insistettero svariate volte perché i futuri prigionieri venissero fucilati a poche ore dall’arresto, mentre Stalin, con quel fare sornione di chi ha capito come punzecchiarti pur essendo per il momento dalla tua parte, pensava che vi erano solo due possibilità: la prigione a vita o la condanna a morte dopo “regolare” processo. Alla fine USA e Gran Bretagna, pur a malincuore, cedettero ma il processo venne fatto secondo metodi che definire irregolari sarebbe poco. Difese private di accesso ai documenti (salvo quelli esaminati dalla accusa), sparizione di dati fondamentali, scomparsa di testimoni, giudici che vivevano a stretto contatto con gli accusatori e via scorrendo, insomma, come oramai è ampiamente riconosciuto dalla storiografia seria (quella che procede per documenti e non per emozioni e vulgata) tranne che da qualche documentarista attardato e dal popolino, il processo di Norimberga fu una farsa assurda, tanto valeva l’impiccagione immediata. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla riproposizione di tali farse, con qualche aggiunta modernissima, ad esempio imputati che muoiono giusto quando dovevano rivelare un giro di bustarelle internazionali (vedi Milosevic e i vari sporchi affari con le altre Nazioni), oppure imputati che non raggiungono mai il tribunale e vengono fatti linciare dalla folla, vedi Gheddafi. Ora il figlio di Gheddafi vuole un processo in Olanda, per scampare alla pena di morte, giocando sul fatto che l’Europa ha oramai abolito il tipo di condanna.

A conti fatti se Saif Al Islam è stato messo a parte di affari con le nazioni europee, cosa probabile dato che era l’erede destinato, se arrivasse in Olanda è probabile che finirebbe con un bel infarto, ma ritengo più probabile che lo si lasci dove è, perché lo processino o lo ammazzino in carcere. Bin Laden? A Bin Laden pare abbiano fatto la festa, anche se nessuno ha visto nulla e i testimoni sono o parziali (Obama e lo staff dicono che le comunicazioni video si interruppero proprio al momento del blitz) o top secret, l’impressione è che la faccenda puzzi parecchio, ma al nuovo presidente Nobel per la Pace non si chiede mai molto, ci si fida, in fondo è un così bravo ragazzo…

METTI CHE UN GIORNO ALLA RADIO… SIRIA E BALLE


In questi mesi, come prima per la Libia, in parte per l’Egitto e la Tunisia, siamo subissati dalle informazioni a senso unico, bande armate descritte come gruppi di pacifisti e idealisti, gente che straparla di lotte per la libertà, un quadro che basta poco a smontare, ma l’Occidente ama cacciare il naso negli affari altrui e partecipare alla partita, o almeno si illude che spalleggiando gruppi sospetti potrà arrivare ad un controllo almeno indiretto, vecchia storia, storia pluridecennale. Cosa succede se un tronfio conduttore radiofonico francese intervista telefonicamente un siriano, convinto di sentire peste e corna di Assad, e si trova davanti a qualcuno che invece gli racconta cosa ha visto e come le bande armate siano bande armate? E cosa succede se davanti alla reazione di sufficienza da “noi vi insegnamo come funziona una democrazia” il giovane siriano gli porta esempi francesi dove la repressione c’è stata? E dico repressione perché se gli eventi sono simili e quell siriana è repressione allora anche quella francese lo è. Che succede? Succede che il giornalista non è più in grado di cavarsela… buon ascolto

MA COSA VUOI CHE SIA…


Ma cosa vuoi che sia un Presidente della Repubblica che interviene sopra una inchiesta e vuole far sparire delle intercettazioni, ma cosa vuoi che sia, l’importante è mettere fuori lo striscione il giorno della strage di Capaci o quella di via D’Amelio. Santi laici, eroi, tutta la terminologia buona per fare di Falcone e Borsellino qualcosa di astratto e sopra le cose astratte non si indaga, ci si limita a venerazione e ricordo (possibilmente mitizzato).

Ragionamento del tipico Italiano

Parte 1: me ne fotto delle manovre di Re Gioggio per fare pressione sulle indagini relative ai rapporti tra Stato-Mafia, me ne fotto delle richieste di Mancino, degli impegni di Re Gioggio e del suo intervento inusitato

Parte 2: corro a mettere alla finestra la candelina, sul petto la coccarda, sul balcone lo striscione, sulla macchina l’adesivo in ricordo di Falcone e Borsellino e grido ai quattro venti che “i poteri forti” non vogliono la verità.

Parte 3: faccio indigestione di erba e chiedo al pastore se posso prendermi una settimana di riposo. Quello prima mi tosa, poi mi concede graziosamente la vacanza.

Parte 3b: mi inquieto per il ritorno di Berlusconi e me ne occupo con grande passione.