IL SEGRETO DELLA MIA FORMA FISICA?


Come faccio ad essere così in forma? Semplice, mangio sano, faccio sport, ogni tanto partecipo ad una lapidazione, faccio impiccare un po’ di persone, sparare sulla folla, arrestare e, una volta al mese, una bella bomba atomica. Ah vi chiedete cosa ci facciano i due tizi in parte? Guardie del corpo? No, semplicemente ho da poco tolto le ruotine dietro.

MAGNUM PI, UN PERICOLOSO ESEMPIO DI PROPAGANDA PRO CUBANA MA ANTICASTRISTA MASCHERATA.


Fidel ha due orologi, un Rolex Submariner e un Day Date

Il Che ne aveva solo uno, un Rolex GMT Master

Luca di Montezemolo ha un Rolex GMT Master

Magnum PI vive su un’isola, indossa un Rolex GMT Master, lavora per Robin Master, ha un rapporto conflittuale con Higgins che vuole obbligarlo a fare come vuole lui, guida una Ferrari (Montezemolo – Ferrari), non è glabro (e non lo è neppure Higgins). Magnum rappresenta il Che in lotta contro Castro (Higgins) e Robin Master (come l’orologio), il misterioso padrone/benefattore potrebbe essere l’anima del Che oppure nascondere una sorta di appoggio capitalista (la Ferrari, il Rolex, Montezemolo) da parte delle potenze straniere. Conclusione, Che e Fidel in conflitto, il Che è guardato con più simpatia dalle potenze capitaliste.

TRIBU’ URBANE: PICCOLA GUIDA


Piccolo vademecum ad usum delphini (ma anche ad usum tructae, ad usum salmonis purchè non responsoriale dato che non è prevista replica) alle tribù urbane o cittadine o metropolitane. In questo capitolo ci occuperemo del seguente tema: come riconoscere un membro di una tribù urbana, caratteristiche esteriori e comportamenti.

SKINHEADS: Teste rasate. Come dice il nome, la caratteristica fisica principale degli appartenenti a questa tribù è la vistosa pelata. Di Skinheads ne esistono di destra e di sinistra e tra loro si annidano molte teste rasate non per scelta ma per necessitàGli Skinheads di destra, il gruppo più noto e diffuso, hanno la tendenza a mostrare attraverso simboli e gestualità la loro appartenenza alla corrente neonazista (talvolta tali gesti e simboli consentono di riconoscere anche gli Skinheads che derogano alla tradizione della rasatura a zero). Si muovono sempre in gruppo.
GOTICI: Autentica fissazione di chi appartiene alla tribù dei gotici è quella di mostrare il colorito pallido della pelle.e accentuare il più possibile una certa aria macilenta e sofferentesono attestati casi di soggetti affetti da gravi scompensi alimentariLa loro passione è la musica gotico rock e death rock possibilmente a pallaNel caso di utilizzo di sostanze stupefacenti si possono avere, a lungo termine, effetti deleteri per quanto riguarda il controllo muscolare o gravi casi di narcolessiaEMO: L’emo deve il suo nome alla sua estrema emotività. Il soggetto emo si presenta esteriormente caratterizzato da un ampio ciuffo sullla fronte, ciuffo che spesso viene coltivato negli anni anche sotto forma di mega riporto

Al ciuffo si accompagna un trucco spesso pesante e marcato

Il soggetto emo tende a trovare la vita noiosa e priva di senso

Questo mal di vivere porta alcuni esponenti della tribù Emo ad atti di autolesionismo

Il nome Emo alludea ad un aspetto centrale degli Emo, l’emotività, che spesso li porta ad esternare pubblicamente la loro estrema sensibilità

NEL SALOTTO BUONO D’ITALIA: VALT… WALT… UALTER UELTRONI


Pare ci sia Veltroni nel salotto della D’Urso. Se il mondo fosse giusto il dialogo dovrebbe svolgersi così.

D’Urso: E tu, bel pampino, coza foi fare da crande?

UALTER: Beh io….da grande…ah sì, io da grande vorrei fare il politico

D’Urso: Ma non lo zei già, bel pampino?

UALTER: Voglio farlo di nuovo, sì, voglio fare il politico due

D’Urso: Ma zei già in penzione, bel pampino, hai la penzione da politico no

UALTER: Io non lo so, giocavo al parchetto

D’Urso: Ti piace ciocare al parchetto, ja?

UALTER: Sì, pero’ a me non mi piace quando ci sono i bambini che mi picchiano

D’Urso: Oh pofero piccolo pampino, chi ti picchia

UALTER: (contando sulle dita) c’è d’Alema, c’è Prodi, c’è Rutelli e poi c’è Berlusconi, Fini, Bossi, Bersani, Casini

D’Urso: E tu cosa fai allora?

UALTER: Io prima piango e poi tengo il fiato finchè non la smettono

D’Urso: E allora zperiamo che la prozima folta non la smettano troppo presto. Pubblicità

I BLOG CHE POSSONO CAMBIARE LA TUA VITA


Per la serie “certo che se sei VIPSSSS ti puoi permettere esperienze uniche”. (Foto tratta da CHI [che penso prenda il nome dalla reazione di molti aprendo la rivista e guardando la foto CHI CAZ… E’ QUESTO?])

Uno sport che pratico ultimamente è quello della caccia al blog del personaggio noto. Rilassa e dona comunque il buon umore. Non molti mesi or sono, sull’altro mio blog, mi ero occupato del desolato blog di Gabriella Carlucci, una sorta di deserto  dove non capita un commento neppure a pagarlo (l’ultimo commento, a quel che vedo oggi, risale al 14 dicembre). Saranno gli argomenti? Sarà il modo? Sarà la Carlucci? Rimane il fatto che il suo blog politico -almeno negli intenti- ha meno persone di quante si aggirino oggi sul Titanic. Adesso ho trovato il blog di Elisabetta Gregoraci, volete sapere il nome del blog? Karl Popper? Alle fronde dei salici? Papageno e Papagena? No, Elisabetta Gregoraci.  Diciamo che la scelta del nome del blog non è stupefacente, in fondo è nota e dunque sfrutta il marchio di fabbrica, quello che mi crea dubbi è se questo sia un blog. Non voglio mettermi a porre questioni di ontologia spicciola del blog nè indicare i 10 punti imprescindibili per dire che un blog è un blog, ma ha senso che il TUO blog venga fatto da altri? O meglio venga fatto compilando, in una sorta di rassegna stampa monotematica, tutte gli articoli dove è avvenuta l’epifania della Gregoraci? Questo modo di fare un blog puo’ creare confusione: scorrendo rapidamente la prima pagina mi sono imbattuto nei seguenti incipit “Elisabetta è al settimo cielo” “Sempre in splendida forma, Elisabetta” “Elisabetta, bella più che mai, seducente e sensuale” “A San Moritz Elisabetta ha spento le sue prime 29 candeline” -tra parentesi,  esistono seconde 29 candeline?- e ho pensato che le avesse preso la testa e si fosse convinta di essere la reincarnazione di Giulio Cesare, insomma tutto questo sfoggio della terza persona non si vedeva dall’epoca di Totuccio Savoca , capisco che la prima plurale è occupata stabilmente dal Mago Otelma…. poi, soffermandomi meglio, mi sono reso conto che si tratta appunto di una rassegna stampa. Almeno a partire dal Luglio 2007, prima infatti, per un breve mese e mezzo, i post sono scritti come se fosse la Gregoraci stessa a scriverli, poi invece si cade in un eterno “La splendida Elisabetta” “Ieri Elisabetta” etc… a cura di un certo Cataldo Calabretta, addetto stampa della fanciulla,  a quanto capisco. Il blog, diciamolo tutto, è noiosetto, nel senso che non ci permette di rintracciare le perle di saggezza, la sensazione è quella di essere finiti in edicola o in qualche sala d’aspetto o davanti ad un televisore. I post sono pochi per mese e i commenti non abbondano, tutti all’insegna del “quanto sei bonaaaaaa” “Ti adoroooo” etc… Il pregio è che si finisce alla svelta di vederlo e così si trovano delle cose che, per quanto si sia pronti al tutto, non ti aspetteresti, ovvero espressioni di questo tipo “Le quattro pagine che il Corriere Magazine ha dedicato a Elisabetta hanno il sapore della consacrazione…” (?) “Elisabetta è stata la regina incontrastata dell’estate 2008. Ha conquistato milioni di lettori” (?!) “Elisabetta in una lunga e appassionata intervista rilasciata a Roberto Alessi” (avranno parlato della crisi finanziaria e delle eventuali soluzioni?).