Super Chicco


Mitraglietta si è incazzato, non sappiamo se il suo caso è pari a quello di un Michele Serra che è caduto dal cavallo a dondolo, lungo la strada per Nizza, terra della madre e di famiglia, scoprendo che questi “squilibrati” sono pure qualcosa di più concreto e organizzato, resta il fatto che in pochi giorni, purtroppo a seguito di fatti di sangue come quello di oggi, Chicco Mentana ha iniziato una martellante campagna sul tema e non molla, no signori miei, non molla e non cede al facile gioco “so’ ragazzi” o “la colpa è tutta nostra”, né al piacevole esercizio di mettere lo sporco sotto al tappeto e cercare casi diversi.

Chicco3Chicco2Chicco

Alice nel paese di “Amoris laetitia” (Sandro Magister)


Ripubblico un interessante articolo di Sandro Magister apparso su http://www.chiesa.espresso.repubblica.it

jpg_1351312

ROMA, 7 giugno 2016 – Occhio all’autrice del volume qui sopra, prima edizione critica di un capolavoro di san Basilio il Grande andato perduto nell’originale greco ma giunto a noi grazie a un’antica versione in siriaco attestata in cinque manoscritti, pubblicato due anni fa dalla storica editrice Brill attiva in Olanda dal XVII secolo.

L’autrice è Anna M. Silvas ed è studiosa tra le più rinomate al mondo dei Padri della Chiesa, soprattutto orientali. Appartiene alla Chiesa grecocattolica di Romania e vive in Australia, ad Armidale, nel Nuovo Galles del Sud.

Insegna nella University of New England e nella Australian Catholic University. I suoi principali soggetti di studio sono i Padri Cappadoci, Basilio, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa, lo sviluppo del monachesimo, l’ascetismo femminile nella prima cristianità e nel Medioevo.

Tiene inoltre corsi sul matrimonio, la famiglia e la sessualità nella tradizione cattolica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia di Melbourne.

Quello che segue è il suo commento all’esortazione apostolica postsinodale “Amoris laetitia”, pronunciato davanti a un folto pubblico con vescovi e sacerdoti e poi pubblicato sul sito web della parrocchia del beato John Henry Newman a Caulfield North, nei pressi di Melbourne:

Il testo originale del commento è arricchito con alcune note a piè di pagina e un epilogo con un brano di san Basilio, qui omessi.

Ma non una parola di più. Il commento di Anna M. Sllvas è tutto da leggere. Brillante, acuto, competente, schietto. Un esempio luminoso di quella “parresìa” che è dovere di ogni battezzato.

__________

Continue reading

Di Italia e di futuri incerti


ghed

Diciamo che domani il vostro leader maximo del momento, Mammud Imbutu Berlus-Koni oppure Matteo Ismail Zerenbu Renzioski manda a fare in culo un ambasciatore americano. L’ambasciatore americano gli aveva presentato una richiesta scritta che prevedeva la consegna degli Uffizi e di Palazzo Madama, in aggiunta il Presidente voleva passare un paio di notti galanti con la moglie del vostro leader maximo, in aggiunta il vicepresidente voleva passare un paio di pomeriggi bollenti con il vostro leader maximo. Mammud-come-vi-pare manda a quel paese l’ambasciatore. Inizia subito una rivolta a Bottanuco, otto alpini usciti dalla festa della polenta picchettano il comune, tra un rutto e una grattata di balle, inneggiando alla libertà dei popoli contro la schiavitù di Roma ladrona etc…, dall’America arriva immediatamente l’appoggio alla rivolta e si convoglia gente dalle patrie galere delle nazioni limitrofe. In meno di 2 giorni gli otto alpini di Bottanuco si trovano alle spalle centinaia di figli di Aisha, armati fino ai denti, mentre dal cielo Babbo Sam Natale sgancia pacchettoni ripieni di leccornie: fucili, bazooka, mine. Assieme ai pacchi dono Babbo Sam manda pure un po’ di Elfi perché si fida poco della capacità della armata brancaleone. Calano dal Nord gli squadroni dei rivoluzionari, Roma è già mezza assediata dalla Brigata Borghezio, nel frattempo pure dal Sud si è trovato chi reclutare, la capitale viene assaltata pure dal meridione, la Brigata Niki non lascia superstiti. Mammud proclama lo stato di emergenza per la guerra contro lo straniero. I paesi limitrofi certificano che sono rivolte popolari doc, se poi tra le brigate non si capiscono è perché quelli della val Trompia e quelli della Val Brembana parlano dialetti diversi. A dire il vero parecchi filmati fatti con i telefonini, testimonianze e indicazioni varie sembrano mostrare che la popolazione è curiosamente molto mista, non si trovano poi così tanti italici pura lana merino, ma i governi democratici benedicono. Il papa Umar IV grida che è in corso un importante Conclave a Washington e fugge a bordo del papa-elicottero. I cardinali si vestono da carabinieri e si danno alla macchia. Nel frattempo Mammud ha lasciato la capitale ed è braccato. Viene pigliato, massacrato di legnate e, mentre si elencano le orribili cose che ha fatto (tutto da solo) parte per sbaglio un colpo di pistola, Mammud muore, peccato, sarà per un’altra volta (era Induista). La Brigata Borghezio e la Brigata Niki iniziano a litigare per stabilire chi abbia diritto di comandare. Intanto il presidente americano si interessa ad altro, sposta nei cassettini della scrivania le foto in compagnia di Mammud e si dedica a nuove democratizzazioni. Sull’Italia, caduta nel caos, si abbatte la totale incertezza, il paese si divide tra i gruppi sorti durante la rivoluzione, gli otto alpini sono stati impiccati già da un paio di mesi: divergenze interne.

Si diceva una volta quanto fosse più affidabile un solo buffone piuttosto che cento e cento, perché con uno si può pure trattare, ma quando i capi sono tanti non c’è modo di fare accordi, nel frattempo la popolazione esce da un incubo per entrare nell’inferno, con buona pace degli interventisti (di allora) e di quanti parlavano di libertà da restituire o pensano che nel mondo le cose funzionino come nei videogiochi: conquisti il territorio e quello cambia di assetto dalla sera alla mattina, sposti una opzione e da dittatura diventa democrazia parlamentare illuminata.

Voi pensate che da queste parti non possa accadere. Pensate che un domani non si possa svegliare male una delle “potenze mondiali” e decidere che è ora di pasteggiare con noi, distribuendo pezzi di carne alle limitrofe affamate. A quanto pare pensate che le altre nazioni europee… o l’Onu… o la Croce Rossa…e poi non dimentichiamo che attualmente il sistema funziona, da altre parti si decide come prosegue la politica italiana e così tutti felici, vero, ma può sempre arrivare il giorno che si voglia alzare un poco la testa, proprio poco, giusto per respirare e quando si abitua un padrone a vederci a capo chino basta pure quel leggero movimento a scatenare la furia “democratica”.

Resta poi il fatto che se la Libia fosse davvero diventata una democrazia parlamentare allora avremmo dovuto trasferirci in massa visto cosa sono le democrazie europee.

MARIO BALOTELLI UN MODELLO BERLUSCONIANO ovvero ENNESIMA CAZZATA MINISTERIALE


A settembre pare debba partire la campagna del Ministero per l’Integrazione “Balotelli modello di integrazione”. Mettiamoci per un momento nei panni di quelli che per anni e anni hanno individuato come fulcro del problema Italia (mentre noi si crede che siano pure altri) la mentalità priva di morale e votata solo a festini e soldi. Insomma si è detto che Berlusconi ha instillato nell’italiano tale idea. In realtà si vuole fare troppo onore a Berlusconi ipotizzando che sia un ideatore e propagatore di modelli, al massimo ha coltivato una piantina che era già ben radicata nel terreno. Dicevamo, prendiamo per un attimo quella parte. Il modello che la signora Kyenge addita ai futuri cittadini è quello di un ignorante che guadagna milioni per dare calci ad un pallone, passa il tempo a fare feste, dare fuoco ad appartamenti o fare scherzetti girando per milano e sparando con una pistola giocattolo,  oltre ad altre questioni minori, saltellando tra gonna e gonna (a noi non frega nulla, ma i panni indossati per questo post lo necessitano), sbevazzando e facendosi pure un po’, e, dicono, con qualche amicizia non proprio delle migliori. Aggiungiamo al quadretto un livello mentale da bambino delle elementari e una volgarità da supervillona (come un Brambilla qualsiasi) con tanto di pareti decorate con enormi M (Mario o inizio di una autocritica). Eccovi servito il modello ideale per gli immigrati, un tizio la cui esistenza è una questione di belle macchine, foto con muscoli, copertine patinate e gnocca facile, moooolto distante dagli esecrati modelli che il PD, partito del ministro, ha tanto biasimato… immagino che gli stessi sostenitori di tale modello poi biasimeranno gli Italiani perché hanno seguito il modello berlusconiano…

MIRACLE WOMAN


Leggiamo, fratelli:

Da ‘La mia Lampedusa’, dell’ex ministro delle Pari opportunita’ e dello Sport, Josefa Idem. “Sono uno di quei migranti che il Papa e’ andato a incontrare e ha cristianamente e umanamente difeso. Non sono un africano. Il colore della mia pelle non e’ nero. Sono un bianco, occidentale, europeo, italiano, romano. E’ il colore della mia anima che per alcuni, Papa compreso, e’ diverso: e’ nero. Sono omosessuale. Ogni giorno mi avvicino al mio mare, e scorgo tra le onde il mio barcone rattoppato”.

Essendo crudeli e senza cuore (o quore, ci verrebbe quasi da dire davanti a tanta arte) dobbiamo ammettere che il nostro pensiero leggendo questo frammento è stato: a me risulta che di nero la Idem ha solo gli incassi della Palestra non dichiarata.

Pensieri crudeli, pensieri infami, di gente che non riuscirà mai a fare un giro promozionale per la sua lettera/libro/poesia/pensierino della sera. Amen e venda tante copie.

Lasciamo ora spazio alla opera di ispirazione del poetico momento idemiano, se la Idem avesse un blog l’avrebbero già invitata a donare il suo componimento a qualche sito di alta letteratura elogiandone l’ardita metafora… oh come è ardita.

 

ERRATA CORRIGE: grazie alla segnalazione di Giove Pluvio nei commenti è risultato che avevo erroneamente attribuito “La mia Lampedusa” al ex ministro Idem, mentre si trattava di citazione di una lettera anonima. Ho fatto un rapido giro sui giornali e ho notato che la confusione è condivisa, anche perché il messaggio della Idem era piuttosto ambiguo e partiva dal presupposto che uno fosse un lettore di D di Repubblica e di Galimberti (da entrambe le colpe sono esente, per grazia mentale ricevuta). A questo punto, a parte la battuta sul nero della Idem che resta valida (citazione o composizione sempre di intento predicatorio si tratta), il resto deve essere attribuito all’anonimo, dato che non essendo né un ipocrita né un fazioso, il fatto che non appartenga più alla mente della Idem ma ad un ignoto non rende, ai miei occhi, il testo meno ridicolo e supponente, insomma come letterina strappasospiri è davvero poca roba, ma è noto che l’ignoranza letteraria non è solo appannaggio ministeriale…

Vietato l’ingresso alle altrui opinioni – Il bando di David Irving da Berlino


0-hypocrisy

Ieri ricorrevano gli 86 anni dalla atomica di Hiroshima, un esempio tra i più chiari di cosa si intenda quando si parla di risposta militare sproporzionata, con Hiroshima gli Alleati (in particolare gli Americani) penso abbiano conquistato a pieno diritto il patentino di criminali di guerra, dato che spianare due città giapponesi fu azione di puro terrorismo, a danno di civili inermi, fuori completamente da obbiettivi militari. Vero è che gli Alleati avevano una lunga pratica in tal senso: molti documentari tendono a sorvolare il fatto che ben prima dei bombardamenti di Londra furono gli Alleati a iniziare la pratica dell’attacco degli obbiettivi civili, bombardando a tappeto centri abitati, pensando di piegare la volontà dei tedeschi, il risultato, sappiamo, fu praticamente l’opposto. Uno dei più grandi spettacoli di barbarie organizzata fu Dresda, a Dresda gli Alleati decisero di sfruttare tutto quanto avevano appreso in anni di esercizio nel bombardamento di civili. Gli Inglesi, coadiuvati dagli Americani, idearono Dresda come una sorta di “capolavoro dell’orrore”. Una sorta di trionfo della loro tecnica di distruzione totale del patrimonio umano e culturale di una Nazione (poi però si commuovono se i Talebani fanno saltare delle splendide statue del Buddha… cuori teneri)

dresden-1949

Due ondate successive, giusto per spazzare via non solo i civili in città, ma anche quelli accorsi poi per i soccorsi, e un uso massiccio di una tecnica di bombardamento a tappeto in modo da tramutare la città in una gigantesca camera a gas, i sopravvissuti nei rifugi morirono asfissiati, mentre quelli per strada andarono in polvere o rimasero irriconoscibili sul terreno. A smascherare una volta per tutte l’orrore di Dresda fu lo storico inglese David Irving, da sempre osteggiato dalla storiografia ufficiale per le sue tesi certo controverse, anche a carattere negazionista.

DR_jacket_150

Irving, la cui validità come storico può certo essere criticata su distinti punti, ma che, dall’altra parte, è un segugio di documenti imbattibile e che certo ha contribuito, sopra alcuni aspetti della II guerra mondiale, a fornire un quadro più completo e vivo (cosa riconosciuta a denti stretti da vari colleghi accademici) ha un triste (per noi occidentali) primato. Si tratta di uno storico incarcerato per le sue opinioni. Irving in Austria venne sottoposto a processo e incarcerato per le sue tesi, il 20 febbraio 2006.

irving2

Condannato a 3 anni, venne poi liberato, dopo 400 giorni di detenzione, per intervento della Corte d’Appello. Il fatto fu talmente grave e inaudito da spingere colleghi non certo vicini a Irving a intervenire. In Italia, ad esempio, Luciano Canfora ebbe parole durissime per questa condanna (essendo poi lui stesso vittima di censure, per fortuna solo editoriali, a causa di tesi altrettanto “scomode” sopra questioni differenti).

Luciano-Canfora

Insomma un reato di autentica opinione, in una Nazione come quella Austriaca che, assieme alla Germania, mostra di avere una coda di paglia di diversi Km. Ora è avvenuto l’ennesimo caso assurdo, dove le potenti, sicure e salde “democrazie” temono la presenza di uno storico, discusso quanto si vuole, e cercano di ghettizzarlo, infatti è di pochi giorni questa notizia: la Allgemeiner ha ottenuto, attraverso una campagna “mediatica” che Irving, prossimamente a Berlino per delle conferenze, sia persona non grata al sistema alberghiero e della ristorazione tedesca. Facendo pressione sulla base delle opinioni di Irving, la Allgemeiner ha ottenuto risposta positiva dalla associazione degli Hotel di Berlino

Infamous Holocaust denier David Irving plans to return to Germany this September for the first time since a ban against him entering the country was revoked, but he may be hard pressed to find a hotel willing to accommodate his stay, at least in Berlin, where his visit is planned, the Huffington Post UK reported.

Irving, who describes himself as a historian, had been banned from entering Germany until 2022 because of his penchant for denying the Holocaust, but last March a court lifted the ban on appeal.

After plans by Irving to return this September to speak at a $120-a-head dinner were revealed, a campaign by Green Party Bundestag member Volker Beck called on hotels in the German capital not to allow the speaker to book a room.

Berlin’s hotel and restaurant association responded positively to the campaign, urging its members not to allow Irving to book a room.

The Berlin hoteliers association told its members “Please don’t give any ‘room’ to right-wing extremist propaganda.”

Most hotels in the capital are members of the association, though smaller B&Bs are not. (19 July 2013)

Insomma, invece di seguire quel percorso della logica, razionalità e dialogo che tanto è invocato dai nostri Stati moderni quale emblema contro la barbarie del passato (non ultima quella della Germania Hitleriana) si è pensato di montare un bando ufficiale di uno storico (comunque la si pensi) magari con tanto di segnale di divieto d’ingresso, non ci pare di cadere eccessivamente nel retorico se ricordiamo che certi cartelli si sono visti e in epoche che, teoricamente, si dice oramai superate, ma a quanto pare una sola persona, sulla base di libri, documenti e parole, può destabilizzare una intera Nazione.

Ol bordò de Berghem de Sura


A chi dopo aver percorso la via Gombito e la via Bartolomeo Colleoni sbuchi in piazza Mascheroni non parrà cambiato nulla. L’occhio andrà immediatamente alla Torre della Cittadella ed ai bei edifici tutt’attorno, la tentasiù de ciapà ol fresch a Colle aperto vi spingerà irrimediabilmente lontano dai bei pietroni caldi, dal quadrilatero bollente della Cittadella, fino ad una comoda panchina in posizione strategica, tra fontanella e gelateria. Al ritorno però, se finite per na cumè ‘n gamber, l’occhio probabilmente vi cadrà sul fondo di piazza Mascheroni e vedrete quello, ol bordò de Berghem de Sura, lo scarafaggio di Bergamo Alta. Dove c’era un edificio antico, con un tempo un bel pergolato di un’osteria pe stacà l’nterutùr, fa ‘na fumàda e ‘na biìda (bei tép) adesso ci trovate questo:

477424_960274_20130612_c_15742222_mediumsanlorenzo.bergamonews (2)

E i Bergamaschi di Bergamo Alta? Popolo così fiero e geloso del suo piccolo scrigno? Hanno protestato, sì, e forte, fin dalla presentazione del progetto, ma non ci sono stati Santi. La Bergamo inviolata, tanto bella da spingere all’inizio del ‘900 ad una norma che vietasse palazzi di una certa altezza nella parte bassa per non togliere la visuale della “acropoli”, si ritrova in casa questo “coso” di bronzo (metalli nobili, dicono loro), un po’ cimiteriale, in realtà si tratta di un hotel a 5 stelle!. Come è stato possibile, roba di fallimenti immobiliari e nuove proprietà di banche (le solite) e probabilmente anche qualche bella amicizia negli ambiti che contano (i soliti ambiti del comiziare et precare e molta beneficenza di restauro…). Ol bordò non è giustificato dal fatto di essere un po’ nascosto, rovina comunque la piazza, e poco ce ne cale se vi sia coinvolto un Accademico delle Arti di Firenze (come a dire che se ti danno un titolo allora sei intelligente… pensate ai laureati incontrati nella vostra vita) resta una cosa fuori completamente da Bergamo Alta e, alla fine, ci si vede solo una volontà di sfregiare il volto di una città, con un bel taglio sulla guancia, per lasciare il proprio segno di possesso, dimostrando di possedere un gusto che se si definisse pessimo sarebbe poca cosa…

La Censura senza paura


censor

In America più di una casa editrice ha deciso, in nome del politicamente corretto, di purgare i testi classici dai termini considerati “offensivi”, il primo a cadere sotto la scure è stato Mark Twain. In Italia immagino cosa accadrebbe mettendo le mani ad esempio sopra Dante per rendere tutti felici e integrati. Leggo oggi questa dichiarazione a reti unificate di due delle principali agenzie di informazione giornalistica (in teoria) italiana

Dopo l’ANSA anche l’agenzia Adnkronos dice no alla parola “clandestino”
Roma – (Adnkronos) – Raccogliendo la sollecitazione di Carta di Roma e la storica battaglia condotta dalla presidente Laura Boldrini, l’agenzia annuncia che i suoi lanci non conterranno più la parola ‘clandestino’ riferita alle persone immigrate. Il direttore Marra: ”L’uso di un linguaggio corretto è sempre importante e ancora di più quando si tratta di fenomeni come l’immigrazione, su cui è facile alimentare paura, xenofobia e razzismo”

Accogliendo l’invito di questa sorta di nuovo nume tutelare del politicamente corretto che prende il nome di Boldrini, le due principali agenzie di informazione si rifiutano di usare un termine proprio “clandestino”, perché chi arriva senza i regolari permessi e poi rimane sul territorio, appellatevi a tutta l’umanità che volete, ai santi e alle madonne, ma è clandestino, preferendo non sappiamo cosa. Immaginiamo che la scelta ricadrà sull’orripilante MIGRANTE, termine che, da tempo, ci pregiamo di ritenere non solo ridicolo ma anche assolutamente incorretto perché rende l’idea di gente in perenne movimento, IM-MIGRATO non piace più, la IM è bandita perché offensiva, così come la G (o giovani emuli di Enrico VI… ricordate poi che la diceria sulla G venne sparsa da quel furbacchione di Riccardo III che oggi si direbbe diversamente abile -dico quello di Shakespeare, quello originale pare fosse sanissimo-) perché una sorta di martellamento linguistico, dicono, sarebbe alla base della salvezza degli spiriti eletti e della redenzione dei dispersi. Casualmente devono affiancare a questa opera di “rinominazione” anche la costante minaccia di sanzioni, incarceramenti e così via. A me vengono in mente altri tempi quando i giornalisti venivano riuniti da qualche ministro della propaganda e si illustrava loro come si scrive, cosa si scrive e perché si deve scrivere. Risultato la lingua, già piatta come una pianura, verrà livellata anche dalla autocensura, hai voglia a rafforzare una frase con questo o quel termine, vietatissimo, a meno che non ci sia alla base del tuo discorso un profondo e sentito biasimo e blah blah blah… insomma ci deve essere la morale della favoletta e ti viene pure fornito il manuale con i finali. Che Ansa e Adnkronos non informassero e che in gerale l’informazione sia una pinzetta per levare i peli superflui già si sapeva,

ma stupisce sempre una dichiarazione tanto plateale… ovviamente si prepara l’uditorio al finto plebiscito (ce ne sono stati tanti di falsissimi e con fucili puntati dietro la schiena, hanno perfino ribattezzato piazze sulla base di falsi plebisciti..) che “obbligherà” i politici a togliere il reato di clandestinità (perché noi siamo i più fresconi del mondo e ci piace sentirci buoni) e poi magari ad accogliere, al momento dello sbarco, i MIGRANTI con il Kit completo del neo cittadino, sorta di versione italica del Lei hawaiano, all’interno il numero del sindacato perché ti spieghi come ci si può fare assumere a meno paga (ma il sindacato strizza l’occhio) perché tanto quello che ci smeni lo riprendi grazie alle sovvenzioni comunali, per non parlare del ripristino della pensione per i tuoi anziani (autocertificati), insomma quale altra Nazione ti può regalare tutto questo? In cuor loro questi buoni di cuore dei quartieri bene, i vari Boldrini italici, sperano forse in un prospero domani di voto dei neocittadini (insomma il SEL ha preso il 3% alle Nazionali, un tempo si diceva che il partito era stato trombato…) mentre quelli, giustamente pensiamo, appena potranno si faranno i partiti loro, in fondo sono un po’ più attivi di quanto si sia ultimamente da queste parti.

LA VOCE DI BENEDETTO CROCE


In qualche “puntata” precedente di questo blog avevo riportato un discorso illuminante e crudamente sincero di Benedetto Croce, tenuto nel 1947, in parlamento, in merito alle condizioni di Pace che da “cobeliggeranti” (questa era la formula adoperata) la neonata repubblica italiana si trovava a dover firmare. Come entrando in una casa il mio occhio tende a correre subito ai libri per scovare, tra le scelte, le posizioni, le edizioni, un po’ del carattere della persona che mi ospita, così amo porgere l’orecchio alle voci degli uomini illustri (illustri, si badi bene, e non famosi) per coglierne quel tono che mi accompagni nella lettura o nella ammirazione delle loro opere. Famosa la biblioteca di Croce, famosa e certo riccamente composta, non ho modo di visitarla e ignoro sinceramente dove sia adesso andata a finire, se esista un qualche fondo Croce, se tutto sia rimasto nel palazzo storico (lo spero) o se, secondo la sciagurata prassi del lascito, specchio di anime speranzose nel domani, sia andata a finire in qualche biblioteca. Se il caso è il secondo mi auguro che non sia stata smembrata, come spesso, purtroppo, ho visto avvenire o che non giaccia tutta compattata in qualche deposito… ma no, ecco, grazie a questo strumento informatico, scopro giusto ora che i libri riposano dove li aveva custoditi Croce, nel suo palazzo ora sede della Fondazione, una buona notizia insomma. Cercando la voce di Croce ho trovato questo piccolo video dove sono raccolte tre testimonianze audio, o meglio due, perché si tratta, nel primo e nel  terzo caso, del medesimo inizio del discorso tenuto nel 1947, il secondo esempio invece ignoro da dove sia stato tratto. Buon ascolto.

 

Sopra il diverso valore del vilipendio di cadaveri (nazionali e signori nessuno).


1ImmagineNel paese dei Pazzi son tutti in attesa di un vecchio ipocrita vestito di bianco che vada a fare la scenetta della sua visita privatissima, sulla sua semplice poltrona (non da principe rinascimentale, per carità, si incazza) così da farci il predicozzo quotidiano con le sue paroline terra terra: sole, cuore, amore. Poi lancia la corona, altre prediche e tutti a casa a farsi i cazzi propri in attesa di far comprare tante copie dei giornali per vedere l’augusto nome in prima pagina, con foto, servizi e adulazioni, così è soddisfatto e dorme sereno.

Nel frattempo, in codesta dolce Nazione, dove un assassino che definire bestia è dire poco probabilmente verrà fuori a marzo, un settantenne si becca 1000 euro di multa per VILIPENDIO DELLA NAZIONE. Secondo la medesima Cassazione che ha annullato l’ergastolo dell’assassino (riconosciuto) di sopra, il signore settantenne, reo di aver esclamato davanti a pubblici ufficiali “paese di m…..” si merita la condanna pecuniaria perché, citiamo testualmente:

“”Il diritto di manifestare il proprio pensiero in qualsiasi modo – si legge nella sentenza depositata dalla Cassazione – non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di alcuna correlazione con una critica obiettiva non consiste in atti di ostilità o di violenza o in manifestazioni di odio: basta l’offesa alla nazione, cioè un’espressione di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l’onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall’autore”.

Insomma signori miei pretendete pure di protestare e dire che non vi piace la Nazione? E che cazzo pensate di essere? Siete solo cittadini e come cittadini servi dello Stato e della Nazione. A questo punto mi chiedo: se io faccio parte della Nazione e mi metto davanti allo specchio dandomi dello stronzo in effetti insulto anche la Nazione che io rappresento, dunque immagino che anche l’insultarsi sia, per la Cassazione, un esempio di offesa alla Nazione e dunque punibile con multe e magari detenzione. Così mentre ce la spassiamo a vedere Papi che tirano corone, partiti che litigano, pennellati che rifondano e amenità varie veniamo a sapere che gli assassini certi (2 ergastoli sul groppone) magari vengono fuori a marzo e i nostri commenti dovranno essere sempre attenti per non offendere la Nazione… no perché, signori miei, se credete in questa cosa detta Nazione (io no) sappiate che siete voi ad offenderla protestando o lamentandovi, mica chi vi comanda e ruba, spende i vostri soldi a mignotte, commette reati, si crea leggi a propria immagine e somiglianza, agisce sulle indagini facendo pressioni o, tanto per dirne una, decide di far uscire un duplice ergastolano, no, questi sono vanti, siete voi a insozzare il buon nome se definite questa Italia di m….

PENTITI O SCELLERATO ovvero MICCOLI E LA CERA BOLLENTE SULLE PARTI INTIME


220px-Inquisizione

Non ricordo per l’ennesima volta in quale squadra giochi Miccoli e non ho alcun interesse per cercare i dati, pur avendo a disposizione internet. Il problema non è di dove sia o di dove non sia e la sua appartenenza a questa o quella squadra non cambia di un’ oncia quella che vuole essere la mia breve riflessione. Quando l’altro giorno ho visto questo tizio che, in lacrime, chiedeva perdono per aver “insultato la memoria”, così dicevano, del giudice Falcone durante una conversazione privata, intercettata e immediatamente (che strano, vero?) passata ai mezzi di informazione, mi si sono presentati alla mente due paralleli: tribunale della Inquisizione e tribunale dei Soviet (o anche commissione del pieno maccartismo). A Miccoli sopra i mezzi di stampa non si contestava in realtà il presunto reato, materia di indagine della magistratura, ma l’offesa al nume, alla statua dell’imperatore, l’attacco alla maiestas e se ne invocava la pubblica ignominia alla quale poi lui stesso, in questo dimostrandosi un poco vile, si è sottoposto, capo cosparso di cenere, balbettando giustificazioni e scuse. E invece no, cari miei, non doveva invocare nulla, non si doveva prostrare, doveva piuttosto chiedere: perché queste intercettazioni sono filtrate? Perché vengo biasimato per una conversazione privata? Niente, la condanna del tribunale morale dei buoni italiani (magari un po’ puttanieri, il casino in fondo è sempre stato in Italia una tappa sociale imprescindibile) cade sul suo capo e lui si china e piange. Allora come non ricordare certi infami tribunali dove il reato era quello d’opinione e perfino di pensiero? Dove sovrana è la pruderie di folle radunate ad ascoltare, sghignazzanti, l’inquisitore di turno che sciorina pensieri e desideri? Quella folla che si rintrona a forza di darsi di gomito per sottolineare dove l’eccitazione bestiale trova il picco in questo susseguirsi di baggianate personali e private. I giornalisti sguazzano, gli stessi che poi vorrebbero convincermi, con documentari e approfondimenti, che il capoccia del PDL sia la vittima di un complotto, salvo dimenticarsene delle ingiustizie e delle procedure assurde della giustizia quando tocca ai poveri cristi senza palanca: allora l’approfondimento è un gioco a chi infila più spilli nei genitali dell’imputato, allora è una ridda di testimonianze anonime e ascolti di intercettazioni, allora è il festino di sangue e sperma che pare tanto attirarci. Sarà forse che siamo un miscuglio, un miscuglio di un certo moralismo cattolico unito ad una spruzzata di moralismo da socialismo da apparato burocratico, nessuna rivoluzione ma tanta spocchia, nasino contratto, indice disteso. E così l’ennesimo esempio di notizia che non è notizia (non parlo dei reati, di quelli si interessa la magistratura) di biasimo perché uno, privatamente, pensa quel cacchio che gli pare e dice di Falcone, tanto infangato in vita da illustrissimi personaggi ancora al loro posto, quello che gli passa per la mente, o dobbiamo pensare che il prossimo passo saranno leggi speciali simili a quelle vigenti in Nazioni dalla coda di paglia come Germania e Austria?

tumblr_lzu14y8wmI1r3sn0vo1_500

Giusto in questi giorni in Austria un ragazzo si è beccato 18 mesi di galera per avere pubblicato su Facebook una immagine di Hitler. Direte voi “pessimo gusto” o un “destestabile” oppure “ha fatto bene” o “cosa cambia?” opinioni, ma per le leggi vigenti in paesi suppostamente democratici questo è reato, reato da 18 mesi di galera. Perché? Perché non si possono esaltare dittatori che hanno sottoposto le Nazioni alla ingiustizia di una occupazione e che hanno instaurato uno Stato di polizia dove per una opinione, si badi bene, per una opinione si poteva finire in gattabuia… una opinione, esattamente come può avvenire ancora in Austria e Germania per certe opinioni, grandi balzi avanti negli ultimi 50 anni direi, no? D’altro canto sono le medesime Nazioni che hanno incarcerato uno storico per “reati d’opinione” (roba da democrazie, no? Casualmente è lo stesso cattivone che ha illustrato la terroristica distruzione di Dresda -più di 100.000 morti e tutti civili e profughi, zero obbiettivi militari- da parte dei dolci e teneri vincitori) o che compiono damnatio memoriae ai danni di tombe perché, dicono, non vogliamo che diventi un heroon, una tomba-santuario che attiri venerazione, senza porsi il problema alla base, ovvero perché potrebbe suscitare un culto? Non sarebbe il caso di fare anche autocritica sul pessimo funzionamento della modernità tanto decantata? No, niente autocritica, si sfascia e si cancella e se hai opinioni diverse ti si schiaffa in galera in nome delle liberazioni, libertà e democrazie…

ImmagineAnche in Italia in realtà il reato d’opinione inizia a prendere sempre più piede, non ne vogliamo parlare, fingiamo di mascherarlo da moralisti con qualche valenza “educativa”, ma è reato d’opinione e basta, sotto nomi più roboanti e di comodo, sotto definizioni anche cliniche che vanno a pescare tra le fobie (e dunque come condannabili?) e gli -ismi stiamo approntando la nostra versione del paradiso cattolico/neoliberista/socialista in terra, una sorta di inferno in una palla di vetro, da agitare a seconda della bisogna per far cadere ora petali ora teste, mentre al tempo stesso ci illudiamo di essere nel secolo delle massime libertà….

IL GOVERNO LETTA: LA PROVA DELLA UGUAGLIANZA TRA I POPOLI


Profile of man screaming.Tutti ne parlano male, peste e corna, sputi, grida, ma penso che si sia perso il senso centrale del governo Letta. Naturali sono le lamentele sopra una azione assolutamente invisibile, sopra la debolezza, la già evidente disillusione rispetto alle prime roboanti, classiche promesse di futuri miglioramenti; d’altro canto siamo davanti al tradizionale dispiegamento di promessucole, retoricume e merda che, da quando il mondo è mondo, si presenta davanti agli esseri umani: una occhiata al Dictionnaire des idées reçues di Flaubert potrebbe, ahinoi, mettere più di un cuore in pace e dico ahinoi perché quella pace comparte sostanza con la rassegnazione e la disillusione. 

sad-dog3Dicevamo dunque che, a nostro parere, le baruffe chiozzote di giornali, televisioni, popolo e fantasmi del web si scatenano alla fine dei conti per una mancata percezione del vero significato del governo Letta, un significato che, se badiamo bene, è stato in fondo già dichiarato praticamente fin dalle origini, anzi, ancora prima che si arrivasse a questo “esecutivo”. Nei mesi precedenti, lo ricorderete, c’è stato un continuo bofonchiare di governo d’unità nazionale, il governissimo, roba post guerra mondiale o somma crisi istituzionale, roba da colonnelli (in pensione). Si è urlato, gridato allo scandalo, rifiutato, armeggiato davanti a telecamerine in diretta, si sono fatte pessime figure e ogni contendente, il vittorioso e lo sconfitto, ha dichiarato di avere riportato la vittoria (Flaubert, Dictionnaire, voce Battaglia: ci sono sempre due vincitori: il vincente e il vinto). Il risultato finale sono alcuni partitucci (uno pure numericamente all’epoca vasto) collocati a fare da opposizione, diremmo quasi “nominati opposizione” e due ex grossi partiti abbracciatisi sul campo di battaglia, prima di Natale… lo sappiamo, si trattava di una guerra tra bimbi cresciuti, fatta con i fucilini con tanto di tappo di sughero in cima, e diciamo cresciuti perché i bimbi, quelli veri, le guerre le fanno e all’ultimo sangue. Il governo si è fatto, è accaduto, ed è governo di unità sovranazionale e il suo scopo lo ha compiuto talmente di fretta da lasciarci un poco confusi.

Jack-Kerouac-scroll

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”

Così leggiamo all’articolo uno della dichiarazione universale dei diritti umani. Curioso che il predecessore sia scaturito all’interno di un autentico massacro, ma comunque… Due frasi davvero notevoli, sulla applicazione poi dei paesi firmatari ci sarebbe da discutere, ma non è questo l’argomento del post. In Italia siamo finalmente riusciti a dimostrare nei fatti parte di questi precetti, l’uguaglianza c’è tra i popoli, le differenze non sono poi così incolmabili, l’essere umano è uno e uno solo.

funny-bear-can-i-get-a-hugEnrico Letta è un sornione, pacca sulla spalla, bagno di folla tra i vicini, biciclettina, battuta e preghiera, sembra un po’ ebete, ma non lo è, ha formato il governo e scacco matto alla regina in poche settimane, l’uguaglianza è personificata da due ministri, due ministri donna: Josefa Idem e Cecile Kyenge. Nord e Sud del mondo, bionda lattea, mora eburnea, entrambe naturalizzate italiane, dunque entrambe di base straniere ma di mondi certo diversi, la tedesca e la congolese, eppure riunite, quasi un simbolo da mettere al centro della foto di gruppo del nuovo governo, un simbolo delle diversità che, riunitesi, mostrano come la sintesi sia naturale, spontanea e la base è una e una sola: se sei una pessima persona, che tu sia tedesca o congolese, italiana o cino-giappo nord koreana, resti una pessima persona. Se sei una persona dotata di superbia, sprezzante, che tu sia congolese o tedesca resti la stessa detestabile e biasimevole persona. Che tu sia tedesca o congolese se hai la tendenza a fare la predica dalla mattina alla sera agli altri, a sproposito, continuerai a fare la predica dalla mattina alla sera, a sproposito, in particolare a quelli che pure ti hanno eletto. Sei tedesca, arrivi in Italia, fai la tua bella carriera, hai una faccenduola come una palestra in nero, senza pagamento di Imu, ma ti offrono di fare uno spot contro l’evasione? Pronti, eccoti con il tuo bel viso gentil alemanno a dirci come ci dobbiamo comportare, siamo certi che se fossi stata congolese e parimenti pessima persona ti avremmo ugualmente visto fare la predica al popolino bue. Sei congolese e in pochi anni da clandestina arrivi ad essere ministro (con voti di italiani, pare, perché tu stessa mi dici di batterti per dare la cittadinanza e il voto agli stranieri che ancora in gran parte non possono averli) ma sei un po’ sciocchina e superba? Pronti, mi dici che siamo un popolo di razzisti (poi te lo rimangi, sei sciocchina, appunto) e intanto fai cosette belle e unificanti come fare la solita smargiassata da politico con scorta, in contromano, la gente protesta (senza neppure sapere chi ci fosse sopra quella macchina)? Si tratta di razzisti. Se si è una persona detestabile e sgradevole, che tu sia italiana, tedesca o congolese, italianizzata o non ancora, penso che sia diritto, in nome della unità dei popoli e della uguaglianza delle genti, dirti che sei destestabile, incapace, sgradevole e ipocrita, e così il governo Letta ha compiuto l’impresa, ha dimostrato che puoi essere italiano del nord o del sud o del centro, italianizzato dalla germania o italianizzato dal congo e dimostrarti per la pessima persona che sei, sempre e comunque, senza distinzione, senza attenuanti, e allora grazie Enrico, hai  dato una lezione di uguaglianza a tutto il mondo.

Problemi in società? Abbiamo la soluzione!


Da molti anni operiamo nel settore del Sozzziale e oggi, cari amici e amiche, eccovi l’ultimo ritrovato per garantirvi un ottimo risultato in pubblico. Rullo di tamburi. Le maschere sopraccigliari D’URSO & BOLDRINI

Senza titolo-1

Fatte solo con materiale di altissima qualità le maschere sopraccigliari D’URSO & BOLDRINI garantiscono quella vivida e credibile partecipazione al dolore altrui che la società richiede. Sei stufo di essere guardato male perché non ti mostri compassionevole? Non te ne fotte nulla delle tragedie altrui, ma te ne fotte assai della tua reputazione d’uomo e donna buona? Allora comprati una delle nostre maschere. Il risultato è garantito al 100%

nosferatu1979

Ma le nostre parole valgono poco, lasciamo spazio alle testimonianze estere. Ci scrive Adolfo dalla Germania

hitler5 copiaDa kuando ho profato voztre mazchere D’URSO und BOLDRINI la mia ffita è totalmente kampiata, ja, mi zento una altra perzona e tutti mi stimano perché dikono “kuanto è kompazzionefole, afete fisto zuo fiso kuando parlava con pikkolo pampino in lakrime?” krazie, krazie!

E Giuseppe da Mosca ci manda due foto per testimoniare il cambio da quando ha scoperto le nostre maschere

00733518.jpg00733518.jpg

Ricordate: perché sforzarsi di capire gli altri o subire l’accusa di asociale? Con una maschera sopraccigliare D’URSO & BOLDRINI basta un secondo e subito sprizzerete compassione da tutti i pori.

barbara_faccia_triste_21952985-boldrinibarbara-durso-300x225laura-boldrini1barbara-durso1-638x425638-0-laura_boldrini_profilo