E la guerra del Peloponneso? Non dimentichiamo la guerra del Peloponneso!


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Un giornalista dell’Huffington Post ha avuto questo colpo (pardon) di genio

Lo sappiamo, è quasi impossibile e, visti i successi italiani, suonerebbe persino anti-patriottico, se non vetero-pacifista, ma non è questo il punto. Il punto è che, dopo più di un anno di spari, esplosioni e sangue, il vero gesto olimpico sarebbe stato sospendere le discipline di tiro.

Insomma vorrebbe che per questioni di educazione e di rispetto si fossero sospese le discipline di tiro, carabina, fucile = bum bum = morte. Perfetto. A questo punto si pone il problema di sospendere le altre discipline gravemente offensive verso i fatti recenti. Nell’ordine.

Discipline in acqua: offendono la memoria degli immigrati affogati

Atletica leggera/Ginnastica: veicolano un ideale femminile di magrezza e bassa statura. A livello maschile discriminano la pancetta

Badminton: offendono spazzini e chi presta servizio di pulizia in generale

Ciclismo: con tutto il doping di questi anni? Vuoi mettere? Istigazione!

Equitazione: si dovrebbe sensibilizzare sul consumo di carne equina e poi il cavallo mica nasce per saltare ostacoli etc…

Judo: roba che uno mena un altro tizio. Brutta roba.

Pallacanestro: offendono le persone di statura medio/bassa e poi il canestro è chiara metafora sessuale, discriminano gli asessuali

Pallavolo: chi si veste troppo, chi si veste poco

Pugilato: vedi Judo

Rugby a 7: violenza di gruppo, squadre di tifosi, pestaggi, roba da menasse

Scherma: duelli, nobili, discriminazione sociale, illegalità dello scontro, violenza

Tennis: chiaro richiamo a due eserciti che si sparano cannonate

Tennis da tavolo: minicannoni e poi discriminano i non cinesi o orientali

Tiro con l’arco: infilzare, centrare, riferimenti bellici e sessuali a gogo.

Vietiamo tutto, dai.

 

 

Insegnanti ribellatevi contro i vostri “colleghi” ovvero Quelli che leggono e non capiscono, ma vogliono insegnare


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La faccenda dei docenti “deportati” assume tratti sempre più ridicoli. Per carità, io capisco il dramma della distanza dai propri cari, vi scrive infatti chi se ne è dovuto andare per anni all’estero (manco nel territorio patrio) e non da neo laureato con una leggera peluria sotto il viso. Resta il fatto che i toni (e i politici che li cavalcano, vd. Leoluca Orlando o alcuni del M5S) sono assurdi e ridicoli. I patti erano chiari fin dall’inizio, a differenza di molti provvedimenti di questo e altri governi non c’era il trappolone, chi ha partecipato al concorso sapeva fin dall’inizio che poteva finire ovunque sul territorio patrio, ora si leggono dichiarazioni di questo tenore (ometto i nomi per pietà)

“dopo giorni di agonia è Modena, ma non Modena città, bensì paesini che io non ho mai visto né sentito. Dovrei andare in scuole a me sconosciute, in paesi che non conosco”

“E’ una in-giu-sti-zia – dice a Repubblica – nella domanda ho indicato Torino dopo le province della Sicilia perché mia sorella ci ha vissuto fino a pochi mesi fa. Per ironia della sorte, però, ora lei ha deciso di tornare in Sicilia, quindi sarò sola”

“Chi riparerà le lacrime di mia figlia?” Scrive un padre a Renzi

“Tante maestre stanno facendo le valigie e non per andare in vacanza al mare con la famiglia. Per andare lontano, abbandonare il Molise: una strada senza ritorno

E così via, si parla di deportazioni, di violenze… signori miei, delle due l’una

  1. Non avete letto e compreso quello che si stabiliva nelle norme del concorso, nel caso mi chiedo come siate passati e certo non potete insegnare se avete un problema così serio
  2. Avete letto e capito, vi siete crogiolati nel classico “tanto poi si sistema” e ora volete fare pressione “elettorale”.

Ritengo che sia la risposta nr. 2. Molti insegnanti e tutta una serie di politici e sindacalisti (quelli che non si battono per evitare ab origine certe riforme, ma poi fingono protesta) vogliono cavalcare la situazione di sbandamento elettorale e pre-referendum del governo Renzi per forzare la mano, cosa che a logica è impossibile perché i posti non si possono inventare se non ci sono alunni. Non oso immaginare la soluzione, potrebbe esserci qualche colpo di genio tipo aumento dei docenti in contemporanea in classe o docenti messi a fare altre mansioni (vedi prendere lo stipendio senza fare il docente).

Quello che è certo è che il quadro è fosco per la classe docente e vorrei che i molti, tantissimi insegnanti che fanno il loro lavoro, pur sottopagati e disprezzati, pur lontani da casa, si ribellassero contro i loro “colleghi” (se li vogliono chiamare così) perché questo ampio gruppo di persone che “finge di non capire” infanga la categoria e presta armi a chi, da anni e anni, descrive gli insegnanti come fannulloni, cosa che non sono, ma certo sui giornali attualmente ci sono solo quelli che inscenano questo ridicolo teatrino.

 

Stupidi, intelligenti e venduti


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Ammetto di faticare a cogliere il confine tra la nostra stupidità, la scaltrezza dei maomettani e l’infingardaggine mercenaria di chi ci comanda. Sono tre regni che tendono a confondersi nella mente. Resta il fatto che, come si è detto più volte, i maomettani impiegano le nostre paturnie (quelle che abbiamo appreso a definire libertà massime e grandi conquiste) contro di noi e non posso che riconoscere che lo fanno con una certa abilità.

La paturnia della immagine della donna, dell’esempio alle giovani è abilmente utilizzata per togliere progressivamente i corpi “esposti” dalla immagine pubblica. Vedasi quanto ha iniziato il sindaco di Londra. A breve spiegheranno che abiti lunghi e coprenti sono democratici ed egualitari e poi vuoi mettere come sono comodi, ovviamente supportati dalla mafia della moda che si vende al migliore offerente del momento e, come logico, cerca mercati sempre più ampi.

La paturnia dei matrimoni la qualunque, sì è una paturnia dato che basterebbe consentire degli accordi a livello civile e testamentario, ma si vuole per forza equiparazione a matrimoni. Dicevo la paturnia dei matrimoni che vede oramai tutti a urlacchiare e i sindaci a fare gara per il primo matrimonio omo nel loro comune è ottimo cavallo di Troia per gente che vuole la poligamia

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Si tratta di un cammino verso una “Sharia debole” che è l’inizio per poi poter passare alla Sharia e punto. La legge seguirà sempre più dettami coranici fatti passare, fino a quando sarà necessario, per necessità sociali. Giustamente (dal suo punto di vista ovviamente) Piccardo sostiene che la poligamia sarà anche un fattore di rilancio demografico. La questione demografica è una fissa di decenni, prima si sosteneva che fosse necessaria una decrescita (ricordo ancora le campagne radicali) perché si era troppi e l’economia bastava per supportare Stati con popolazione dimezzata. Ora che si è sempre più pochi si grida alla necessità di importare gente per riempire un buco che si è creato.. si è creato… diciamo che è stato creato e creato ad arte.

E mentre l’Italietta si chiede se si potranno infine fare liberamente due canne e se pure Amedeo e Fausto o Fiammetta e Luciana potranno presentarsi in abito da sposa/sposo, lentamente il cavallo viene spinto dentro le mura, in attesa di aprirsi e riversare il suo gruppo. Eppure la civiltà italiana dovrebbe essere nata da Enea che dell’inganno di Troia aveva una certa esperienza. Tranquilli, si tratta solo di questione di tempo. Intanto si accellera a livello “religioso” l’apostasia cattolica e il futuro passaggio ad un sincretismo che aprirà poi lo spazio definitivo per l’unica religione maomettana. A quanti vaneggiano di integrazioni che risolveranno tutto ricordo che gli europeissimi turchi in Germania, quelli che si sono abbeverati alle fonti delle democrazie, hanno manifestato in massa a Colonia a favore di Erdogan…

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Bigino francescano ovvero della imitazione e dissimulazione Bergogliana


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Se uno legge la Legenda Maior di San Francesco ad opera di Bonaventura si rende conto come, soprattutto al principio del suo incarico, Bergoglio abbia tentato in tutto e per tutto di emulare esteriormente i tratti del Santo di Assisi. Se ricordate infatti da principio si mostrò molto sollecito a stringere dappresso chi era affetto da terribili malattie, in particolare quelle che deturpavano il volto, così come Francesco ed i lebbrosi, poi tutta la retorica della Chiesa povera e del Pastore (retorica perché appunto si ferma alle parole e oltretutto è di base sciocca e, nuovamente, puramente esteriore). Insomma Bergoglio ha ricalcato le orme, ma solo di facciata, del Poverello di Assisi, seguendo quello che parrebbe un bigino comodo, penso simile a certe sornione prediche degli attuali frati di Assisi. C’è un punto però che Bergoglio assolutamente non segue e sul quale si concentra una vulgata fatta di bugie, rimasticature e travisamenti volontari. San Francesco e il mondo musulmano. La Legenda Maior teoricamente dovrebbe essere impressa nella mente dei “discendenti” di San Francesco e ancora più in uno che millanta parentele spirituali al punto da prenderne il nome.

Leggiamo al Capitolo IX (l’edizione è prese dal sito dei Frati Minori dell’Umbria)

1172 7. Ma l’ardore della carità lo spingeva al martirio; sicché ancora una terza volta tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l’effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità.
A tredici anni dalla sua conversione, partì verso le regioni della Siria, affrontando coraggiosamente molti pericoli, alfine di potersi presentare al cospetto del Soldano di
Babilonia.Fra i cristiani e i saraceni era in corso una guerra implacabile: i due eserciti si trovavano accampati vicinissimi, I’uno di fronte all’altro, separati da una striscia di terra, che non si poteva attraversare senza pericolo di morte .
Il Soldano aveva emanato un editto crudele: chiunque portasse la testa di un cristiano, avrebbe ricevuto il compenso di un bisante d’oro. Ma Francesco, I’intrepido soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l’impresa, non atterrito dalla paura della morte, ma, anzi, desideroso di affrontarla.
Confortandosi nel Signore, pregava fiducioso e ripeteva cantando quella parola del profeta: Infatti anche se dovessi camminare in mezzo all’ombra di morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me.

1173 8. Partì, dunque, prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso. Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: “ Abbi fiducia nel Signore, fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: — Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi–”. Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d’ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l’uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là. Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità.
E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto
coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire.

1174 Anche il Soldano, infatti, vedendo l’ammirevole fervore di spirito e la virtù dell’uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: “ Se, tu col tuo popolo,.vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: Io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa ”. Ma il Soldano, a lui: “ Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede ”. (Egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d’età avanzata, appena udite le parole della sfida).
E il Santo a lui: “ Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che
passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti. Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l’uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango.

Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne
fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza delI’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere.
1175 9. Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani.

Dunque leggiamo che San Francesco andò per CONVERTIRE e strappare il Sultano ed il suo popolo dalla FEDE SBAGLIATA per la FEDE GIUSTA in Cristo. Per questo accettò il rischio del martirio, le percosse, sfidò i sacerdoti maomettani a delle prove di Fede (ma quelli rifiutarono) e non volle accettare nessuno dei doni che il Sultano, ammirato da questo uomo, volle dare perché il Sultano non li faceva con animo pietoso, et in animo Soldani verae pietatis non videbat radicem. L’insegnamento di Francesco è dunque chiarissimo, i musulmani dovevano convertirsi, abbandonare la falsa fede ed abbracciare quella vera in Cristo e nel suo sacrificio sulla croce, in caso contrario i rapporti si interrompevano e non si accettava nulla da loro perché la radice della vera pietà, Cristo, non albergava nel loro animo.

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Il tema della Conversione interessava moltissimo Francesco al punto che compare un intero capitolo (il XVIesimo) nella Regola Francescana (la versione non bollata del 1221) dedicata a questo tema. Dunque se per la Legenda Maior uno potrebbe chiedersi cosa avrebbe scritto davvero Francesco sull’accaduto ecco che troviamo ora un testo proprio di San Francesco:

CAPITOLO XVI
Dl COLORO CHE VANNO TRA I SARACENI E GLI ALTRI INFEDELI

[42]      1 Dice il Signore: Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe” (Mt 10,16).

3 Perciò qualsiasi frate che vorrà andare tra i Saraceni e altri infedeli, vada con il permesso del suo ministro e servo.

4 Il ministro poi dia loro il permesso e non li ostacoli se vedrà che sono idonei ad essere mandati; infatti dovrà rendere ragione al Signore (Cfr. Lc 16,2), se in queste come in altre cose avrà proceduto senza discrezione.

[43]      5 I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. 6 Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1Pt 2,13) a e confessino di essere cristiani.

7 L’altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non sarà rinato per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio (Gv 3,5).

 

[44]      8 Queste ed altre cose che piaceranno al Signore, possono dire ad essi e ad altri; poiché dice il Signore nel Vangelo: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10,32); 9 e: “Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli” (Lc 9,26).

[45]      10 E tutti i frati, ovunque sono, si ricordino che si sono donati e hanno abbandonato i loro corpi al Signore nostro Gesù Cristo. 11 E per il suo amore devono esporsi ai nemici sia visibili che invisibili, poiché dice il Signore: “Colui che perderà l’anima sua per causa mia la salverà per la vita eterna” (Cfr. Lc 9,24.; Mt 25,46).

12 “Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (Mt 5,10). 13 Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20). 14 E: “Se poi vi perseguitano in una città fuggite in un’altra (Cfr. Mt 10,23). 15 Beati sarete, quando gli uomini vi odieranno e vi malediranno e vi perseguiteranno e vi bandiranno e vi insulteranno e il vostro nome sarà proscritto come infame e falsamente diranno di voi ogni male per causa mia (Cfr. Mt 5,11 e 12); 16 rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Lc 6,23; Mt 5,12). 17 E io dico a voi, miei amici: non lasciatevi spaventare da loro (Cfr. Lc 12,4) 18 e non temete coloro che uccidono il corpo e dopo di ciò non possono far niente di più (Mt 10,28; Lc 12,4).

19 Guardatevi di non turbarvi (Mt 24,6). 20 Con la vostra pazienza infatti salverete le vostre anime (Lc 21, 19). 21 E chi persevererà sino alla fine, questi sarà salvo” (Mt 10,22; 24,13).

 

Ovvero ribadiva chiaramente il concetto: andate per convertire e predicare la parola di Dio, la Trinità ed il Cristo. Non certo andate, mischiate il vostro con il loro (cosa poi che è sempre univoca) e tutti felici e contenti e, per carità, nascondete che siete cristiani come fanno certi che ogni tanto occultano la croce sotto gli abiti se l’interlocutore non è cristiano…

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Oggi Assisi è uno dei centri principali di quella visione “ecumenica allargata” che vuole le Fedi alle varie religioni intrecciate e simili, da Assisi e luoghi del genere si irradia l’ideologia che Cristianesimo e Islam debbano andare a braccetto, peccato che sia impossibile come sanno bene i musulmani dato che Maometto ha la pretesa nel Corano, testo che ogni buon musulmano segue il più possibile, di essere il latore dell’ultima e perfettissima rivelazione e in questa rivelazione Cristo è un profeta e un profeta che non muore sulla croce e certo non è figlio di Dio. Incompatibilità totale. E che dire poi dei molti che si dicono cristiani e cattolici (religiosi e politici) che accettano e riaccettano da mane a sera denari, contributi, doni, sostanziose offerte da ricchi esponenti musulmani di paesi musulmani? C’è solo da dire che San Francesco li avrebbe scacciati e in malo modo, avrebbe loro detto che peccavano terribilmente verso Dio e verso Cristo, alla faccia di quella visione stile Jesus Christ Superstar che gira di questi tempi sul Poverello d’Assisi. Ecco, qualcuno dovrebbe ricordare ai frati di Assisi e poi a Bergoglio quale era il pensiero di Francesco (Patrono d’Italia) del rapporto con un’altra fede: Evangelizzazione e Conversione, diffusione della parola di Cristo e recupero delle anime smarrite in una Fede ingannevole.

Il Nonno del Papa (nuove stronzate ed eresie del eresiarca Bergoglio)


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In occasione di un articolo dedicato al prossimo, brevissimo ritorno di Ratzinger in San Pietro per le celebrazione dei suoi 65 anni di sacerdozio, la giornalista del Messaggero ricorda, con tanto di virgolettato, che

Bergoglio vuole bene a Ratzinger e si rivolge a lui come fosse “un grande nonno”

ma che strana idea, ma la giornalista non si vergogna ad inventare termini così ridicoli nei confronti del predecessore di Bergoglio? No, la giornalista non ha colpa, infatti l’ideatore di questo colpo di genio è Bergoglio, leggiamo infatti che il 29 settembre 2014 dichiarò

Ringrazio specialmente il Papa Emerito Benedetto XVI per la sua la presenza». Era stata annunciata nei giorni scorsi, la presenza di papa Ratzinger: lo sapevamo che c’era. Il seguito, però, non era previsto: «Io ho detto tante volte che mi piaceva tanto che lui abitasse qui in Vaticano, perché era come avere il nonno saggio a casa. Grazie (Eco di Bergamo)

E non ci stupiamo, Bergoglio è noto per dire cose improprie ad ogni occasione. Ieri, suscitando da parte della Turchia una risposta degna dell’Isis (“parla come un Crociato”) aveva miracolosamente imbroccato una posizione seria, ovvero la condanna del genocidio armeno. Poi però è arrivato il palcoscenico preferito da questa soubrette, l’aereo: davanti ai giornalisti Bergoglio ha dato il meglio a partire di discorsi sui pugni fino ai capolavori freschi di giornata. Prima di tutto un generico

Chiediamo scusa per aver marginalizzato i gay.

I gay, ha detto i gay, seguendo il suo quotidiano utilizzo di termini a caso e seguendo il vizio dei pontefici post Vaticano II di chiedere scusa ogni due minuti. Ma non si limita, no, le scuse praticamente sono rivolte a tutti e tutto

Io credo che la Chiesa non solo deve chiedere scusa ai gay, ma deve chiedere perdono anche ai poveri, alle donne stuprate, ai bambini sfruttati nel lavoro, deve chiedere scusa di aver benedetto tante armi. I cristiani devono chiedere perdono per aver accompagnato tante scelte sbagliate

Insomma l’odierno caliamoci le braghe davanti a chi ci ammazzerà (non parlo di gay, poveri e donne stuprate, ma di quelli che maneggiano argomenti simili per attaccare impropriamente la Chiesa). Ma ecco che ritorna il nonno saggio, Ratzinger, descritto come un po’ rincoglionito (una letterina con quella firma sua) è il nonno saggio, ma, dice, non il papa, lui è il papa, l’altro è papa emerito (mentre nessuno dei due lo è) e poi ama indicare che Ratzinger avrebbe cacciato via chi parlava male di lui… come a dire, guardate che mi informano e segno, secondo lo stile di Bergoglio di minacciare apertamente, anche nella predica durante la messa, chi parla troppo…

l’altro giorno mi ha scritto una letterina, con quella firma sua, facendomi gli augurio per questo viaggio. Più di una volta – ha ricordato il Pontefice – ho detto che è una grazia avere a casa il nonno saggio. Anche a lui l’ho detto, e lui ride. Lui per me è il Papa emerito e il nonno saggio, è l’uomo che custodisce le spalle e la schiena con la sua preghiera. Poi ho sentito – ha quindi raccontato -, ma non so se è vero, però si addice bene con il suo carattere, che alcuni sono andati lì a lamentarsi, ‘ma questo Papa…’, e lui li ha cacciati via, col migliore stile bavarese, educato, ma li ha cacciati via. Quest’uomo è così, è uomo di parola, è uomo retto, retto, retto, E’ il Papa emerito”.

Ovviamente non voleva offendere in merito al genocidio armeno. Come prassi. Ma il pezzo forte arriva adesso

Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non erano sbagliate. Era un riformatore”. Sono parole di Papa Francesco nel volo di ritorno da Yerevan, capitale dell’Armenia e rispondono a una domanda sul viaggio che il Papa compirà a Lund in Svezia, per i 500 anni della Riforma. “Forse – continua il Papa – i metodi erano sbagliati. Ma la Chiesa non era modello da imitare: c’erano corruzione, mondanità, lotte di potere. Lui ha contestato. E ha fatto un passo avanti per criticarla. Poi si è trovato che non era più solo. Calvino e i principi tedeschi volevano lo scisma. Dobbiamo metterci nella storia di allora, non facile da capire. Oggi – continua il Papa – cerchiamo di riprendere la strada per ritrovarci dopo 500 anni. Pregare insieme lavorare insieme per i poveri. Ma questo non basta. Il giorno dell’unità piena, dice qualcuno, sarà il giorno dopo la venuta del Figlio dell’Uomo. Intanto dobbiamo pregare, dialogare e lavorare insieme per tante cose come combattere contro lo sfruttamento delle persone. Sul piano teologico, infine, con i luterani siamo d’accordo sul tema della Giustificazione. Il documento congiunto su questo tema è uno dei più chiari. I fratelli – ha quindi concluso il Papa si rispettano e si amano”.

Insomma buttiamo via 500 anni di Storia della Chiesa e di Papi che, fino a Pio XII, hanno condannato come è giusto lo scismatico ed eretico Lutero. E buttiamo via la Chiesa pre Concilio di Trento, ovvero la Chiesa della Sistina, la Chiesa che ha dato il via alla costruzione di San Pietro. Il Sig. Bergoglio, non a caso estimatore di Chagall e non a caso mai apparso fino ad oggi nei Musei Vaticani, disprezza quelli che, assieme alla fedeltà alla Dottrina ed ai Testi, sono forse i più grandi garanti della grandezza e bontà di quella Chiesa: le opere miracolose di gente come Michelangelo o Raffaello.

   Tornando così a quanto dicevo in un precedente post: o ci hanno ingannato da Lutero ad oggi o state raccontando bugie ora. Io per il livello dei Papi rispetto a queste pulci presenti sospetto che l’inganno sia con questi ecumenici d’accatto. Nel frattempo, mentre chiediamo scusa, qualcuno ci ricorda chi comanderà a breve

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Oggi è San Cirillo di Alessandria. Lascio dunque che sia lui a rispondere alle azioni di questo tizio che si veste per diporto di bianco. In una lettera a Nestorio San Cirillo scriveva

«Bisogna esporre al popolo l’insegnamento e l’interpretazione della fede nel modo più irreprensibile e ricordare che chi scandalizza anche uno solo dei piccoli che credono in Cristo subirà un castigo intollerabile»

Cavalcare cadaveri ovvero come si alimenta il Complottismo


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    Ci si lamenta tanto del Complottismo, vizio umano e senza fine, eppure sembra proprio che si faccia di tutto per alimentarlo. Si pensi alla celebre morte di Bin Laden, cadavere non rivelato, immagini sfocate di spalle, palle sul non volere scatenare la rabbia in oriente (dopo avere bombardato ovunque e mostrato qualsiasi cadavere) e conclusione con eliminazione da film di azione del cadavere: gettato in mare.

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   Negli ultimi giorni direi che abbiamo nuovi esempi illuminanti di questa curiosa tendenza ad alimentare il complottismo. America, Francia e Inghilterra. In tutti e tre i casi appaiono personaggi borderline, due pure già schedati e controllati per terrorismo, personaggi descritti come esaltati e schizofrenici, insomma gente che si fa presto a scatenare a forza di pressioni dirette e indirette. Ma a questo si aggiunge il “cavalcare i morti” per gli affaracci propri. Ignorando l’unico dato certo (ovvero il collegamento a gruppi che si rifanno ad un testo religioso specifico) in America la strage è diventata pezza di appoggio per chiedere l’ennesimo bando delle armi, in Europa e in Italia in particolare per rilanciare teorie su leggi “giustizialisssssime” per ogni dire-fare-baciare-lettera-testamento che puzzi, a detta di lor signori, di omofobia. Cavalcare cadaveri. Chiaro che poi ci sarà gente che ipotizzerà che si provochi A per ottenere B. L’episodio francese ha ulteriormente acceso le tensioni già alte per le proteste contro la riforma del lavoro, con tanto di Hollande che riduce il diritto di manifestazione (“valuteremo caso per caso”) cavalcando un disastro. Ecco ora che si cavalca l’uccisione della laburista per ribaltare il voto Brexit, per dichiarare che tutti quelli favorevoli all’uscita dell’Europa sono complici del pazzo assassino (interessante che gli stessi poi neghino tali conclusioni quando certe individui di certe religioni commettono una strage e qualcuno inizia a preoccuparsi di tutti i suoi fratelli di fede) con un tam tam che lascia intendere quanto si accetti la possibilità che la popolazione decida via voto qualcosa di vero, invece di limitarsi a miss e mister elezioni 2016. Adesso praticamente hanno bloccato la campagna Brexit. Poi sorprendetevi se il Complottismo cresce e prospera.

Cristianofobia?


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     L’altro giorno un gruppo definitosi femminista ha pensato bene di assaltare la cappella interna all’Universidad Autonoma di Madrid. Hanno imbrattato le pareti con scritte inneggianti all’aborto libero, alla educazione laica e sporcato immagini. Come si diceva in precedenza un assalto alla cappella della Complutense di Madrid si risolve in una calata di braghe generale, la cappella è stata chiusa e una delle artefici ha fatto un carrierone in ambito politico.

   Per fortuna in entrambi i casi si trattava di spazi davvero brutti, dunque i danni non sono irreparabili, ma resta il curioso aspetto di una società che vede in eventuali assalti a luoghi di culto diversi da quelli cristiani un pericolo attentato alla libertà, mentre quando si tratta di luoghi di culto del mondo cattolico la faccenda è “una protesta per la libertà” o un argomento di divertimento.

   Lo ribadisco. Vi fregheranno con le vostre stesse armi, anzi, hanno già iniziato a colpi di campagne per non colpire la sensibilità delle persone esponendo bellezze fuori misura negli spazi pubblici, il tutto nell’Inghilterra della minigonna, oppure spacciandomi divise da compagnia araba per ripresa di uno stile retrò… piccole cose, per il momento.

Buona morale coranica.

E il giustificazionismo quando verrà punito?


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   Si è votato l’altro giorno per punire il negazionismo. Personalmente ogni restrizione della libertà di pensiero e opinione, pure quella più sgradevole e assurda, la trovo una sconfitta di un sistema democratico sano, ma evidentemente c’è il dubbio che questo non lo sia. A questo punto però vorrei che venisse punito pure il Giustificazionismo. Il Giustificazionismo è il trovare giustificazioni o almeno attenuanti (Attenuazionismo) a comportamenti barbarici (dalla nostra prospettiva) attraverso il ricorso ad eventi lontani nella storia o a paralleli privi di nesso logico.

Un partito che si dice si Sinistra ha ripubblicato in questi giorni il seguente post (ho coperto il nome del partito e l’autrice del colpo di genio… sì è una donna… comunque è dalla pagina ufficiale del partito) evidentemente condividendo in toto quanto si dice.

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Prendere le streghe come parallelo (le ultime bruciate a fine ‘700 non sono certo un vanto, ma restano episodi oramai lontani) o girare la cosa come un femminicidio, appoggiandosi alle modalità del recente fatto di Roma, è una forzatura mostruosa e una giustificazione nei fatti delle azioni sempre più orribili dell’ISIS. D’altro canto questa notizia non ha suscitato tanto interesse quanto la morte del gorilla Harambe, abbattuto dopo che un bimbo era caduto nel suo recinto. 19 donne curde muoiono per mano di un movimento di terroristi, con finanziamenti e appoggi internazionali, fattisi interpreti di una legge assoluta e brutale, e da questo lato del mondo, quello delle femministe “il corpo mio”etc, si pensa sia l’occasione per dire che “l’Isis è dentro di noi”. Pare di percepire una sorta di desiderio di orecchiare “la banalità del male” e dire che in fondo siamo tutti belve… è vero, siamo bestie, l’uomo (nel senso di essere umano) è una belva, una belva assassina e invidiosa e basta un tumulto o una guerra interna per scatenare tutti i rancori sopiti, ma rimane il fatto che confrontare una ideologia assassina, costantemente assassina e minacciosa, una ideologia e un gruppo che ha fatto della violenza e del disprezzo della vita altrui una sorta di cardine, paragonare tutto questo o ad episodi per fortuna oramai distanti dal mondo occidentale o a singoli casi, pur orribili, è un modo per attenuarne la portata, semplificarlo, normalizzarlo, in una epoca che oramai si è abituata alle decapitazioni, ai linciaggi e che trova più da ridire per un giornalista che esibisce un salame o un gorilla abbattuto rispetto a 19 donne, 19 schiave bruciate vive.

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D’altro canto cosa si può dire quando una delle principali città d’Italia vede candidata al consiglio comunale una affiliata ai fratelli musulmani, con tanto di madre inneggiante Hamas e padre che parla di necessità di cancellare Israele? Cosa dire quando questa, a detta del candidato sindaco, sarà delegata ad esempio ad avere rapporti con la comunità omosessuale della città? Sì, proprio una che gira con velo, portatrice di quella nota religione che vede il mondo omosessuale con grande gioia e accoglienza, salvo ogni tanto impiccarli e buttarli dal quinto piano, ma capita, d’altro canto i difensori del mondo lgbt (?) sono poi gli stessi che per pecunio e notorietà partono felici alla volta dell’Iran

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Qualcuno inizia a porsi il problema,

“In sette Paesi islamici per gli omosessuali è prevista la pena di morte. Negli altri la prigione. Nel califfato islamico dell’Isis un omosessuale viene scaraventato giù dal tetto di un palazzo e, se non è ancora morto, viene lapidato dalla folla. Un problema tra mondo Lgbt (sigla che si riferisce a lesbiche, gay, bisessuali e trans gender, ndr) e mondo islamico c’è, sarebbe inutile e sciocco negarlo”. Franco Grillini

ma oramai la massa segue con più interesse quale procedura serve per mettere il simbolino di lutto adeguato sul profilo facebook o twitter. Cosa indossiamo oggi?

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Inutile, inutile e inutile, quando ad un attentato come quello di Orlando si risponde dicendo che è un problema di armi libere, sorvolando che il tizio era guardia giurata dunque le armi le aveva comunque e sorvolando sul fatto che pare che in Belgio e in Francia la politica delle armi sia meno permissiva eppure… e quando nella penisola rimbalza la cosa e si grida “è omofobia” e si chiedono nuove leggi (vedi il messaggio twitter di Scalfarotto) e si parla di omofobia (e solo di omofobia) pure quando risulta che l’attentatore era omosessuale, come a dire che se un ebreo ammazza venti persone è antisemitismo (siano o non siano semiti i morti). Tutto per non pronunciare il nome di una religione che a quanto pare è impronunciabile come il nome di Dio. Ovviamente i soliti tireranno fuori dall’armadio Breivik, San Breivik, Breivik è un santo laico che viene attribuito ai cattolici (in realtà nel suo delirio è protestante e antipapista) è una sorta, nella visione di tutti questi futuri culiallahria con tassazione, l’estrema propaggine di una crociata (?) ed è una giustificazione buona per “vedi che anche noi”. Anche noi un cazzo, signori miei, dato che non mi risultano né discorsi delle alte autorità ecclesiastiche paragonabili a discorsi di grandi Mufti e Imam, né esecuzioni secondo leggi tratte da Antico e Nuovo Testamento, ma capisco che vi consoli l’idea che i cattivi in fondo si è sempre noi occidentali. Di fatto praticate una flagellazione quotidiana credendo di deridere quanti hanno praticato flagellazioni con altri intenti

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Capisco che rientri nello sport mondiale internettiano: la cagnara ridanciana, condita da bestemmie. Vi sentite adulti? A giudicare da come ve la stanno mettendo nel sacco utilizzando i vostri stessi strumenti…

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A giudicare da come si rigirano il vostro femminismo, corpo mio me lo gestisco io, per censurare progressivamente (per il vostro bene, siete tutti infanti imbecilli, dicono) salvo poi tirare fuori veli più o meno lunghi, poi quartieri più o meno chiusi, poi leggi più o meno ufficiose, e voi trangugiate e trangugiate, felici, lieti come l’oca destinata a fornire foie gras, trangugiate e andate in piazza a difendere diritti che poi vi leveranno da sotto il naso e, sommo gioco di abilità, riusciranno perfino a farvi andare in piazza per chiedere con loro di levarvi quei diritti di cui sopra (diciamolo, tra questi diritti c’è pure una notevole quantità di merda che avete fatto passare approfittando del cedimento di ogni diga). Auguri.

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Tanto già lo so


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che la strage di Orlando riuscirete alla fine ad attribuirla all’occidente omofobico e, con ulteriore spintarella, direte che alla fine è colpa di secoli di oscurantismo cattolico, invocando maggiori sanzioni per pensieri, parole o opinioni e magari invocherete pure l’istituzione di quote o qualche arzigogolo che piace tanto. Già lo so che nasconderete i riferimenti ad un’altra religione sotto la sabbietta del gatto e biasimerete a tutta birra quei pochi che, per ragioni elettorali o perché ne sono convinti, tenteranno di dire come vanno i fatti. Siamo nel millennio della autoflagellazione globale dove i colpevoli sono sempre diversi da quelli che avete sotto gli occhi, dove vale come mantra il “ma noi abbiamo prima…”. Praticamente si porge il collo.

Proteggere la memoria in stile ISIS


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Il Giornale mo’ regala il Mein Kampf, seguendo una linea già vista in precedenza con i (falsi) diari di Mussolini. Si scatena subito una polemica da parte di Renzi e poi della Boldrini.

La memoria va difesa, dice la Boldrini, peccato che intenda “va difesa evitando di leggere o documentarsi”, sai quanti nuovi neonazi verranno fuori dalla distribuzione del Mein Kampf? Zero. Se lo leggono si fanno due palle così, se non lo leggono e gridano “Hitler Hitler” la mutazione non è avvenuta per la distribuzione a giugno 2016 di un libro che trovi oramai ovunque e puoi pure scaricare da internet assieme a filmati, discorsi, inni e via dicendo… incitare alla difesa della memoria affermando subito dopo di averne paura e dunque volerla censurare e limitare è più da dittatura che da democrazia (supponendo che significhi qualcosa).
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Proteggere la memoria vuol dire dare tutta la documentazione, rispondere ad eventuali falsità presentando i dati che smentiscono queste menzogne, ma se la menzogna la si schiaccia e si blocca con tanto di multa e minaccia ecco che, come è noto, si otterrà solo la sua diffusione capillare e sotterranea, la si renderà interessante, affascinante, si getteranno i semi perché questa menzogna venga percepita come “la verità tenuta celata” dai poteri forti. Un meccanismo notissimo. Eppure a quanto pare, come l’Isis con i monumenti, quello che non piace si deve far saltare per aria, magari bruciare, nascondere sotto il tappeto sperando che prima o poi svanisca nel nulla.

Alice nel paese di “Amoris laetitia” (Sandro Magister)


Ripubblico un interessante articolo di Sandro Magister apparso su http://www.chiesa.espresso.repubblica.it

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ROMA, 7 giugno 2016 – Occhio all’autrice del volume qui sopra, prima edizione critica di un capolavoro di san Basilio il Grande andato perduto nell’originale greco ma giunto a noi grazie a un’antica versione in siriaco attestata in cinque manoscritti, pubblicato due anni fa dalla storica editrice Brill attiva in Olanda dal XVII secolo.

L’autrice è Anna M. Silvas ed è studiosa tra le più rinomate al mondo dei Padri della Chiesa, soprattutto orientali. Appartiene alla Chiesa grecocattolica di Romania e vive in Australia, ad Armidale, nel Nuovo Galles del Sud.

Insegna nella University of New England e nella Australian Catholic University. I suoi principali soggetti di studio sono i Padri Cappadoci, Basilio, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa, lo sviluppo del monachesimo, l’ascetismo femminile nella prima cristianità e nel Medioevo.

Tiene inoltre corsi sul matrimonio, la famiglia e la sessualità nella tradizione cattolica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia di Melbourne.

Quello che segue è il suo commento all’esortazione apostolica postsinodale “Amoris laetitia”, pronunciato davanti a un folto pubblico con vescovi e sacerdoti e poi pubblicato sul sito web della parrocchia del beato John Henry Newman a Caulfield North, nei pressi di Melbourne:

Il testo originale del commento è arricchito con alcune note a piè di pagina e un epilogo con un brano di san Basilio, qui omessi.

Ma non una parola di più. Il commento di Anna M. Sllvas è tutto da leggere. Brillante, acuto, competente, schietto. Un esempio luminoso di quella “parresìa” che è dovere di ogni battezzato.

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RIGHT IN THE FACE!


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Riporto un mio commento scaturito da una ritengo improvvida uscita di un signore sul tumblr in merito alla morte di Muhammad Ali e certo entusiasmo, a suo dire ipocrita, suscitato tra esponenti di destra essendo Ali “negro e musulmano”. Il mio commento è l’ultimo a firma Gargantua.

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E sì, in queste ore di prediche e prediche e di quadretti morali, nella penisola virtuale improvvisamente riscopertasi esperta di Boxe e di Muhammad Ali, se ne sono lette di tutti i colori. In particolare ricorre il commento della tipologia anarco-statale, si tratta di individui genericamente di sinistra e genericamente anarchici, spesso che lavorano per lo Stato e dunque lo danneggiano, ma non come pensano loro sabotando, semplicemente aggiungendo inetti ad un sistema già in crisi. Questi espertoni della qualunque si sono ovviamente lanciati a gridare al grande modello di afro-americano (sottintendendo migranti venite migranti venite.. ma che ci vogliamo fare se hanno la visione storica dello spessore di una sottiletta?) e pure la conversione la interpretano solo ed esclusivamente come questione di protesta (componente certo presente), di fatto accantonando il credo di Cassius Clay, perché da anarco sono pure atei (probabilmente con tutti i sacramenti e senza sbattezzo). Personalmente io non avrei commentato neppure la notizia perché non mi interessa la boxe, non mi interessa Muhammad Ali e certo la sua conversione ancora di meno mi può importare. Resta interessante rilevare come molti amino crogiolarsi nel sogno di rivedersi in grande nei loro miti (o pseudomiti), si tratta di un fenomeno di identificazione notorio e che senza dubbio è parte della trasformazione di certe persone a esseri quasi sovrannaturali e mitici appunto, peccato che se ci si affida a tale fenomeno per poi criticare gli altri e dare ad intendere dove sono i giusti… spesso si finisce per fare brutte figure perché accecati da questi modellini standard dell’universo, dove ogni casella buona (ovvero le nostre caselle) sono proprio proprio quelle toccate dai nostri idoli.

Benigni commentatori, maligni criticoni


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Con Benigni siamo amici da anni. Lui è grande nel “buffo”, ma lasciamo stare il “comico”. I buffi sono concilianti, rallegrano la corte e le masse. Il comico che interessa a me è un’altra cosa. Cattiveria pura. Il ghigno del cadavere. Il comico è spesso involontario. Specialmente quando si sposa con il sublime.

Carmelo Bene

Io non trovo nulla di strano, né nulla di male nel cambio di idea di Benigni, pur se avviene dopo poche settimane dalle sue dichiarazioni contro la riforma costituzionale. Uno non può cambiare parere? Il problema non è suo, è della massa di italiani ignoranti e beoti che si affidano ad un buffo (o buffone) e alle sue parole come massime di vita e precetti quasi divini, è della feccia italica che ritiene normale diffondere sulle reti nazionali pubbliche e nelle scuole Benigni che spiega la Costituzione, Benigni che spiega Dante, quasi che non vi fosse nulla di più bello, profondo e preparato di un buffone che si improvvisa vate nazionale. A questa massa di imbecilli con diritto di voto dico: avete quello che vi meritate. Se ritenete che questa Nazione sia da rappresentare attraverso un buffone… avete ragione. Un buffone adatto a tutte le stagioni (è il suo mestiere) è l’immagine calzante di questa penisola mediocre e sonnacchiosa, tutta “eventi” e “cose esclusive di gruppo”, se poi vi stupite siete fessi 2 volte e rendete evidente quanti stupidi si aggirino per queste lande. Dunque benissimo Benigni, benissimo lo Stato a considerarlo il suo degno portabandiera, benissimo questa chiesa (c minuscola) e questo papocchio a cercarlo come testimone d’eccezione dei propri libri,

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tutto bene, che cazzo vi lamentate?