DIFFERENZA TRA I POETI MALEDETTI ED I MALEDETTI POETI: IL MARTIRIO DI SAN VERLAINE APOSTATA


Verlaine ha appena sentito quello che ho sentito io e non è felice

Venceslao il buon re

 A Terre Impervie non abbiamo mai avuto una vera occasione di parlare di Saviano, tranne che per alcuni riferimenti, due anni or sono, sopra la sua pretesa di essere il nuovo Pasolini, pretesa che lui ha evidentemente dato ad intendere per poi lasciarla alla vista di tutti e che i giornalisti, come il buon cittadino con la cacca del proprio cane, hanno raccolto ogni volta per poi depositarla negli appositi contenitori cartacei, i giornali. Il Messianesimo savianese è una delle tante belle infezioni contratte da una Nazione che è a forma di stivale, ma in realtà pare passeggiare sempre a piedi nudi in attesa di raccogliere funghi. Potremmo dilungarci sul capitolo Mafia e Politica, sulle 10 piccole differenze tra un Giuseppe Fava e un Saviano, sulla questione dello sputtanamento del lavoro di Falcone e Borsellino e sulla sagra del “mafioso” da piccolo e grande schermo, con una spruzzata di folklore e qualche ammiccamento a Kill Bill, che il nostro valoroso cuciniere ha rimestato e servito. Di questa faccenda, come l’abitudine al copia incolla e allo scoppio molto ritardato delle “ri-scoperte”, parleremo forse altrove. Oggi ci vogliamo dedicare alla questione del savianesimo di origine controllata, quello che sgorga direttamente ab origine.

Si vocifera di futuri impegni televisivi

 Play the maid’s part,–still answer nay, and take it.

 Esistono persone che provano l’atavica repulsa a mostrarsi in pubblico, non amano interviste, non vogliono comparire, perfino la posa per una breve foto li ripugna e vi si adeguano solo perché altrimenti il loro destino sarebbe ancora più orribile, fatto di attività che li obbligherebbero, a volere e piacere altrui, a comparire ovunque. Esistono poi quanti smaniosi di svelarsi al mondo intero, pur conservano l’arte sopraffina di farsi pregare, centellinano, hanno appreso, in misteriose sale dove a loro e a loro soli è stato consegnato un qualche strumento sensibilissimo, a cogliere il polso di intere Nazioni, tanto da poter apparire e svanire a loro piacimento, eppure essere sempre richiesti e davanti a tutti pur in assenza. Un loro no sarà sempre strategico, sapranno prevedervi di almeno cinque mosse e, se incappati in un errore, sapranno perfino farvi credere di aver volontariamente scelto quella strada. Esiste poi una categoria, vasta categoria, plateale categoria, diffusa a tal punto  da costituire forse la maggioranza, incapace di rinunciare a porre bocca e voce e volto ad ogni occasione. Non è neppure per rilanciare le vendite di qualche loro prodotto (di minore o maggiore fattura), non è perché si parli di loro in vista di qualche futura azione, si tratta di pura e semplice necessità di infilare la bocca nel pertugio di un megafono e dare fiato. Loro non sapranno praticamente mai dire di no, dovranno intervenire con la forza per fare loro comprendere come stiano saturando l’aria quanto il monossido, per questi non c’è argomento impossibile, che sia un convegno sulla Consustanzialità trinitaria, una tavola rotonda sulla economia del Nicaragua o la possibilità di recensire l’ultimo disco di un gruppo di Lorisidi vestiti come i Beatles, non vi preoccupate che il nostro eroe non si tirerà indietro, ci metterà più tempo la e-mail di risposta ad arrivare a chi lo ha invitato di quanto impieghi l’intervento, scritto, filmato o inciso, a giungere a destinazione.

 

Quando uno nasce maestro nasce maestro, qualunque sia l’argomento…

¿Quién puede poner puertas al campo?

Così non capiamo perché dovremmo stupirci (eppure confessiamo tale reazione) scoprendo che Scalfarubbica (Repubblica secondo il nome comune), in occasione di San Valentino, abbia deciso di ospitare una selezione di versi dell’innocente Verlaine fatta da Saviano. Oibò, già ci era nota l’esistenza di una antologia letteraria per le scuole dove, a colpi di Benigni e Saviano, si smerdava ulteriormente la letteratura di questa dispersa Penisola, letteratura già abbastanza martoriata nei pollai scolastici, adesso veniamo a sapere che l’antologizzato è un antologizzatore, tanto da cogliere il fior fiore di Verlaine e somministrarlo al pubblico come una tisana. L’effetto della tisana è però lassativo. Voi direte, colpa di Verlaine, una selezione è fatta bene o male, ma è comunque selezione di cose altrui. No. Il problema è che la selezione è accompagnata dalla lettura, da parte dello stesso Saviano, anzi, dalla recitazione (già dopo pochi minuti quel disastroso “Vero?” lascia intuire che da parte sua ci sia una volontà di interpretare) delle poesie e chi abbia avuto occasione di vedere i famosi elenchi della spesa che hanno suscitato dibattito in Italia potrà già immaginare la monotonia assurda di questa “esecuzione”, nel senso di eliminazione di Verlaine che, nonostante la sua grandezza, non riceve neppure una rapida morte, ma viene martoriato, pezzo per pezzo, dall’ego di Saviano. Poteva dire di no? Ovvio. Ma a quanto pare si sentiva trascurato e, magari, ha pure l’idea di sfornare a breve un libro di poesie, possibilmente prevertiane; non si offenda nessuno, ma noi si è della scuola che ritiene la produzione poetica di Prevert più simile ad una lunga serie di annunci pubblicitari, con qualche furbata, insomma roba che, magari con meno esito, è in grado di produrre chiunque.

Saviante. Prontissimo a dirtene tante… ma tante.

IL MONDO VA A ROTOLI, SOFFICI, MORBIDI E MOLTO LUNGHI


Quante volte avete sentito l’espressione “il mondo va a rotoli”? E’ vero, rotoli di carta igienica per la precisione, su scala industriale dalla metà dell’800. Se siete interessati a questo indispensabile articolo moderno non perdetevi il sito del “Toilet Paper Museum”, con autografi celebri rilasciati sui soffici foglietti bianchi, una cronostoria della carta, foto di curiosi o rari rotoli. Quello nella foto è un rotolo propagandistico della seconda guerra mondiale.

QUELLE STRANE PUBBLICITA’ FEMMINILI


In merito alla questione stranezze pubblicitarie e mondo femminile, non molte settimane or sono si discuteva con ippaso, dopo un suo post sull’argomento, riguardo allo strano trattamento che il mondo femminile ha in Italia in ambito pubblicitario. La donna è vista dalla televisione quasi fosse destinata ad assumere sul suo corpo la maggior parte dei malanni esistenti, le pubblicità non si limitano infatti a occuparsi dei problemi femminili specifici, ma attribuiscono alle donne anche cose che, in teoria, capitano pure alla popolazione maschile, vedasi i vari yogurt per stimolare e i medicinali per frenare le esigenze fisiologiche. L’altro giorno mi sono imbattuto in questa pubblicità. Per quanto lo spot apparentemente sia destinato ad un pubblico femminile, direi che la sequenza iniziale occhieggia vistosamente a quello maschile, vedi giochetto con il cubetto di ghiaccio e inquadratura focalizzata sul fondoschiena della fanciulla. L’assurdità maggiore, a mio parere, è contenuta nel finale: la tizia appoggia il prodotto al bordo di un bidet e di botto è inquadrata mentre si butta in faccia acqua, ma acqua da dove? Dal lavandino? No, perché la mia mente collega tra di loro le immagini, se prima ti vedo appoggiare il prodotto sul bidet e poi l’inquadratura dal basso ti mostra chinata e intenta a bagnarti il viso io finisco subito per pensare che tu lo stia facendo con l’acqua del bidet.

NESSUNO DI QUESTI FOR PRESIDENT!!


Ho sentito di reazioni stupite davanti all’esito del sondaggio promosso dall’Espresso. Comprendo perfettamente, anche io appena l’ho visto non ho potuto che provare una forte perplessità: che un candidato tanto forte e capace come Nessuno Di Questi potesse prendere solo il 33% delle preferenze è scandaloso o segno di cattiva informazione. La gente dovrebbe mettersi in testa che un Candidato così slegato dalla logica dei partiti, dalle oscillazioni delle borse mediatiche, dai contrattini ministeriali e aziendali, insomma un puro e duro, andrebbe sostenuto con percentuali bulgare, invece ci si è frammentati in tanti rivoli, andando dal grottesco al patetico, dal nostalgico all’assurdo. Va bene, il 33% direte è una buona percentuale, è comunque quasi il doppio del secondo candidato, ma non è una maggioranza assoluta e schiacciante, restano troppi margini di manovra per quelli della classe vecchia, quelli infilati nelle questioni di stato, quelli che si muovono più seguendo l’andazzo generale, quelli dal predicozzo facile. Nessuno Di Questi invece non vi è mai costato una lira (e neppure un euro!), non vi riempie di prediche, non rilascia dichiarazioni ogni due secondi, non vuole infilare il naso nelle vostre faccende private, non pretende che gli diciate bravo, non è un casinaro tanto per fare casino, non ha mai fatto promesse largheggiando dei mezzi non suoi, non ha approfittato della sua posizione (ne mai lo farebbe), non lascia cadere dall’alto la prima stronzata che gli passa per la testa al mattino (avete presente quelle idee geniali che vi sorgono mentre vi lavate la faccia appena svegli?), non si è mai voluto mostrare alla mano e generoso perchè ogni tanto “la plebbbe la devi accontentà”. Insomma non vi costa e non vi costerà, siate onesti, non è il candidato ideale? Io voto per lui.

TREMONTI DI PIETA’


Escono oggi le dichiarazioni dei redditi dei Parlamentari. Tremonti dichiara un reddito imponibile di 39.672 euro, contro i 4 milioni e passa dichiarati nel 2008. Una lacrimuccia mi scende dalla gota. In compenso, a giudicare dal cartello, vedo che Tremonti non si cala solo il reddito imponibile, ma pure l’età.

PS: Noto una curiosa somiglianza con Karl Marx, Tremonti tenta il salto?

CLASSIFICA DI GENNAIO: I PIU’ RICHIESTI


Tempo di classifiche. Ad un mese dalla sua nascita Terre Impervie è lieto di presentarvi quali ricerche hanno portato i gentili utenti ad approdare per questi lidi. Al primo posto con un solido 17 Alfred Dreyfus, argomento che ritroviamo sparso anche in altri punti della classifica. Al secondo posto Terre Impervie. Al terzo posto Mussolini che, in varie salse, è stato evocato tra queste pagine per parallelismi di diverso genere. Inaspettatamente è molto forte il fondoschiena di Michelle Obama, argomento al quale non avevo dedicato un post, ma è bastato un accenno accidentale per scatenare gli aficionados: così abbiamo “mano obama michelle sedere” che suona come uno di quei complicati giochi da contorsionisti, stile Twister, oppure un più sintetico “Obama sedere miche”, il più poetico “Obama gonna michelle” e i più pesanti “Obama tocca il culo a michelle” o “il culo di Michelle Obama” edulcorati nella forma “Obama mette una mano sul posteriore a m.”. Tutto questo potrebbe far pensare che questo blog si sia occupato, nel suo primo mese di vita, della “callipigità” della First Lady americana, mentre in realtà non se ne è detto nulla, cosa che avrà deluso alcuni gentili visitatori, come forse sarà rimasto deluso chi cercava notizie sul nuovo calendario di Mussolini o almeno così interpreto la ricerca “Benito Mussolini in edicola 2010”. Ci scusiamo, calendari non ne abbiamo, ma un Mussolini in bicicletta in tutto il suo italico equilibrio era bello che esposto, come notato da un altro gentile visitatore. Silvio è stato un altro grande cliente, con il suo recente noi amiamo,  la sua presenza nelle edicole, seguito, recentemente, dall’arcitaliano Bocca e dal degno intervistatore Fazio. Craxi viene riabilitato e così pure Craxi ha ricevuto un discreto trattamento su queste pagine, in particolare apprezzo i due che hanno cercato “le colpe di Craxi”, spero che il motore di ricerca abbia dato loro una quantità incredibile di siti dove leggerle. Craxi porta all’articolo di Forte, Craxi porta a Brunetta, il tutto mi porta nuovamente a Berlusconi e così si approda al totalitarismo dei mezzi di informazione -un totalitarismo a mio parere pienamente bipartisan, come s’usa dire-. In conclusione ho piacere di sottolineare che qualcuno è capitato in codesto luogo cercando notizie sull’indegno accostamento di una tragedia come la Shoah a un personaggio come  Squitieri. Vediamo cosa ci riserverà febbraio.