Diteci bravi mentre scappiamo con i soldi


Per l’Europa ed il mondo si aggira il fantasma del Diteci Bravi, si tratta di un morbo terribile. Chi ne è colpito è spinto a fare cazzate e brodaglie non solo per palanca, cosa che renderebbe le sue azioni giustificabili, ma anche perché el pueblo dica “bene, bravo, bis”, piccoli neroni petroliniani, dittatori estesi e liquidi, guardatevi attorno e li scorgerete facilmente: quelli dei mille impegni che poi se ne lagnano, quelli della speculazione sul flusso infinito di extrac. ma che cercano pure l’applauso in piazza ed il premio “madre coraggio 2016”, quelli del capocciate contro il muro per entrare in qualsiasi gruppo socio-politico-clubberotrallalero e poi “sono modesto, compatitemi”. Dite che è morbo vecchio? Può essere, ma a me appare tanto esteso quanto mai, sarà la mediocrità oramai dominante, sarà l’afflusso costante di informazioni… a proposito di questi solidali da applauso e portafogli ricordo la recente cagata di Ai Wei Wei (uno che di merdate a raffica se ne intende). Per questo capolavoro

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penso sia necessario un riconoscimento. Propongo di riempire piazza vecchia con riproduzioni del Perseo del Cellini, perfettamente ricopiato tranne che per il particolare della testa di Medusa, per quella vorrei si facesse uso della parte anatomica di Ai Wei Wei, dei vari assessori e di tutti quanti hanno approvato ed acclamato il loro miserabile progetto. Dice uno e che ti fa? Lasciali sfogare, così si sentono intelligenti. Dico no, il morbo è troppo diffuso, serve un po’ di profilassi.

Poi ci sorge il dubbio, ma i gommoni sono per la situazione del lungarno?

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LA RELIGIONE DELL’UGUAGLIANZA


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LE BOMBAROLE DELL’ISIS – 3 DONNE ARRESTATE A PARIGI, PREPARAVANO UN ATTACCO ALLA STAZIONE GARE DE LYON PER VENDICARE L’UCCISIONE DEL “MINISTRO” DEL CALIFFATO AL ADNANI – LA PRINCIPALE SOSPETTATA AVEVA L’AUTO PIENA DI BOMBOLE DI GAS – FERMATO ANCHE UN UOMO
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MA CHE BEL CUCCIOLETTO DI ISIS! – I SERVIZI SEGRETI EUROPEI LANCIANO L’ALLARME: I “CUCCIOLI DEL CALIFFATO”, BABY KAMIKAZE DI ETA’ TRA I 12 E 17 ANNI, STANNO ARRIVANDO IN MASSA CONFUSI TRA I PROFUGHI – SONO ADDESTRATI A UCCIDERE, E ORA CHE IN SIRIA L’ISIS ARRETRA VERRANNO UTILIZZATI PER ATTENTATI IN CASA NOSTRA

Di morti che si credono vivi e infastidiscono il becchino


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Ma che vi incazzate a fare? L’invocazione al siate fertili non è rivolta a voi, voi siete morti e manco ve ne accorgete, state solo dando grosse zuccate contro il coperchio della cassa. Andate in un ospedale, restate 30 minuti al piano di ostetricia, guardate, poi andate nella zona dell’Obitorio, guardate, passata la paura?. A voi al massimo si dice che siete e sarete fertilizzanti, insomma la decò, lo sbriciolamento etc… poi è probabile che vi tirino pure sopra presto e vi sbattano in qualche buca tutti assieme, oppure una spolverata e giù nel cesso, che vi illudete? Nessuno vi chiede di essere fertili, nessuno vi chiede di dare “figli alla patria”, non stanno parlando con voi e neppure vi chiedono nulla, voi ribellatevi, fate vedere come siete già morti e defunti, dai, dategli il brivido di piacere a chi vi (s)comanda nel mostrare come invocate l’annientamento (cosa d’altro canto buonissima e giustissima, propagare cazzate perché?). Mostrate come la forza vitale è completamente svanita, dai, dite “e tu che vuoi da me” oppure fate come quelli che prima si lamentano che non si è troppo “solidali” con chi manco è nato in questa misera penisola e subito dopo vi lamentate “ma ffare figli con cofa che manco abbiamo i foldi”. Avanti, calmatevi, state disturbando il resto del cimitero.

In sintesi

Queli che pensano che il governo chiede a loro di esere fertili, invece a loro dice solo “sarete fertilizzanti” e però capiscono un caso e si incasano come dele bisie oh yeah

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Vanità, vanità… onanismo in vaticano


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Los Angeles, 1 febbraio 2016 – Papa Francesco attore. Sua Santità interpreterà se stesso nella pellicola ‘Beyond the Sun’. Mai prima d’ora un Pontefice aveva partecipato alle riprese di un film.

A darne notizia è la rivista specializzata ‘The Hollywood Reporter’, solitamente ben informata. Il progetto è di Ambi Pictures e viene prodotto e finanziato da Andrea Iervolino e Lady Monika Bacardi.

Il tema della pellicola è una storia famigliare basata sui Vangeli, raccontata attraverso diverse voci. La partecipazione straordinaria di Papa Francesco, che pare abbia avuto l’idea, è stata richiesta dai produttori per realizzare questo film rivolto ai bambini, per comunicare il messaggio di Gesù.

“Il nostro entusiasmo e gratitudine a Sua Santità, Papa Francisco, per la partecipazione a questo film, vanno ben oltre le parole”, ha detto Iervolino. “Questo non è solo un film per noi. E ‘un messaggio sociale e spirituale: e chi è meglio avere al vostro fianco, se non il Papa, per lanciare un messaggio importante?”, ha aggiunto il produttore.

Il film ‘Beyond the Sun’ inizierà le riprese quest’anno in Italia. Per il Papa un film che arriva pochi mesi dopo l’album ‘Wake up!’, uscito in novembre. Si tratta di un cd con undici brani tratti dai discorsi di Papa Francesco, accompagnati da inni sacri della tradizione musicale cristiana interpretati in stili che vanno dai canti gregoriani al rock, attraverso il ‘new age’ e il pop latino. (Quotidiano.net)

Vanità, vanità, tutto al mondo è vanità e nulla c’è di peggio di un vanesio come Bergoglio, vanesio e sommamente ignorante, democratico, adatto al popolino che possa dire “è come noi”, sì, è come voi, è un vanesio, ignorante e stupido, ma, a differenza vostra, la posizione che ha rubato lo rende pure pericoloso e appestante, il viscido bruco che si è incistato sulla leggiadra rosa. Vanità, vanità, tutto al mondo è vanità. Il “new age” è corretto per costui perché la sua predicazione è “new age”, il pop latino gli ricorda la sua formazione teologica evidentemente, il gregoriano (vorrei sapere poi quale) è finito dentro tanto per dare una “immagine” di serietà, ma c’è da dire che in questi sciagurati tempi è sovente incontrare fricchettoni che consumano un cd, uno e uno solo, di canti gregoriani mentre si fanno la cannetta del mattino… allora noi prima sputiamo varie volte davanti al suo nome e poi ci affidiamo ad un Papa.

MOTU PROPRIO
TRA LE SOLLECITUDINI
DEL SOMMO PONTEFICE
PIO X
SULLA MUSICA SACRA

Tra le sollecitudini dell’officio pastorale, non solamente di questa Suprema Cattedra, che per inscrutabile disposizione della Provvidenza, sebbene indegni, occupiamo, ma di ogni Chiesa particolare, senza dubbio è precipua quella di mantenere e promuovere il decoro della Casa di Dio, dove gli augusti misteri della religione si celebrano e dove il popolo cristiano si raduna, onde ricevere la grazia dei Sacramenti, assistere al santo Sacrificio dell’Altare, adorare l’augustissimo Sacramento del Corpo del Signore ed unirsi alla preghiera comune della Chiesa nella pubblica e solenne officiatura liturgica.

Nulla adunque deve occorrere nel tempio che turbi od anche solo diminuisca la pietà e la devozione dei fedeli, nulla che dia ragionevole motivo di disgusto o di scandalo, nulla soprattutto che direttamente offenda il decoro e la santità delle sacre funzioni e però sia indegno della Casa di Orazione e della maestà di Dio.

Non tocchiamo partitamente degli abusi che in questa parte possono occorrere. Oggi l’attenzione Nostra si rivolge ad uno dei più comuni, dei più difficili a sradicare e che talvolta si deve deplorare anche là dove ogni altra cosa è degna del massimo encomio per la bellezza e sontuosità del tempio, per lo splendore e per l’ordine accurato delle cerimonie, per la frequenza del clero, per la gravità e per la pietà dei ministri che celebrano. Tale è l’abuso nelle cose del canto e della musica sacra. Ed invero, sia per la natura di quest’arte per sé medesima fluttuante e variabile, sia per la successiva alterazione del gusto e delle abitudini lungo il correr dei tempi, sia per funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale, sia pel piacere che la musica direttamente produce e che non sempre torna facile contenere nei giusti termini, sia infine per i molti pregiudizi che in tale materia di leggeri si insinuano e si mantengono poi tenacemente anche presso persone autorevoli e pie, v’ha una continua tendenza a deviare dalla retta norma, stabilita dal fine, per cui l’arte è ammessa al servigio del culto, ed espressa assai chiaramente nei canoni ecclesiastici, nelle Ordinazioni dei Concilii generali e provinciali, nelle prescrizioni a più riprese emanate dalle Sacre Congregazioni romane e dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori.

Con vera soddisfazione dell’animo Nostro Ci è grato riconoscere il molto bene che in tal parte si è fatto negli ultimi decenni anche in questa Nostra alma Città di Roma ed in molte Chiese della patria Nostra, ma in modo più particolare presso alcune nazioni, dove uomini egregi e zelanti dal culto di Dio, con l’approvazione di questa Santa Sede e sotto la direzione dei Vescovi, si unirono in fiorenti Società e rimisero in pienissimo onore la musica sacra pressoché in ogni loro chiesa e cappella. Codesto bene tuttavia è ancora assai lontano dall’essere comune a tutti, e se consultiamo l’esperienza Nostra personale e teniamo conto delle moltissime lagnanze che da ogni parte Ci giunsero in questo poco tempo, dacché piacque al Signore di elevare l’umile Nostra Persona al supremo apice del Pontificato romano, senza differire più a lungo, crediamo Nostro primo dovere di alzare subito la voce a riprovazione e condanna di tutto ciò che nelle funzioni del culto e nell’offìciatura ecclesiastica si riconosce difforme dalla retta norma indicata.

Essendo, infatti, Nostro vivissimo desiderio che il vero spirito cristiano rifiorisca per ogni modo e si mantenga nei fedeli tutti, è necessario provvedere prima di ogni altra cosa alla santità e dignità del tempio, dove appunto i fedeli si radunano per attingere tale spirito dalla sua prima ed indispensabile fonte, che è la partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa. Ed è vano sperare che a tal fine su noi discenda copiosa la benedizione del Cielo, quando il nostro ossequio all’Altissimo, anziché ascendere in odore di soavità, rimette invece nella mano del Signore i flagelli, onde altra volta il Divin Redentore cacciò dal tempio gli indegni profanatori.
Per la qual cosa, affinché niuno possa d’ora innanzi recare a scusa di non conoscere chiaramente il dover suo e sia tolta ogni indeterminatezza nell’interpretazione di alcune cose già comandate, abbiamo stimato espediente additare con brevità quei principii che regolano la musica sacra nelle funzioni del culto e raccogliere insieme in un quadro generale le principali prescrizioni della Chiesa contro gli abusi più comuni in tale materia.

E però di moto proprio e certa scienza pubblichiamo la presente Nostra Istruzione, alla quale, quasi a codice giuridico della musica sacra, vogliamo dalla pienezza della Nostra Autorità Apostolica sia data forza di legge, imponendone a tutti col presente Nostro Chirografo la più scrupolosa osservanza.

ISTRUZIONE SULLA MUSICA SACRA

I  Principii generali.

1. La musica sacra, come parte integrante della solenne liturgia, ne partecipa il fine generale, che è la gloria di Dio e la santificazione e edificazione dei fedeli. Essa concorre ad accrescere il decoro e lo splendore delle cerimonie ecclesiastiche, e siccome suo officio principale è dì rivestire con acconcia melodia il testo liturgico che viene proposto all’intelligenza dei fedeli, così il suo proprio fine è di aggiungere maggiore efficacia al testo medesimo, affinché i fedeli con tale mezzo siano più facilmente eccitati alla devozione e meglio si dispongano ad accogliere in sé i frutti della grazia, che sono propri della celebrazione dei sacrosanti misteri.

2. La musica sacra deve per conseguenza possedere nel grado migliore le qualità che sono proprie della liturgia, e precisamente la santità e la bontà delle forme, onde sorge spontaneo l’altro suo carattere, che è l’universalità.

Deve essere santa, e quindi escludere ogni profanità, non solo in se medesima, ma anche nel modo onde viene proposta per parte degli esecutori.

Deve essere arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull’animo di chi l’ascolta quell’efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l’arte dei suoni.
Ma dovrà insieme essere universale in questo senso, che pur concedendosi ad ogni nazione di ammettere nelle composizioni chiesastiche quelle forme particolari che costituiscono in certo modo il carattere specifico della musica loro propria, queste però devono essere in tal maniera subordinate ai caratteri generali della musica sacra, che nessuno di altra nazione all’udirle debba provarne impressione non buona.

II   Generi di musica sacra.

3. Queste qualità si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto ch’essa ha ereditato dagli antichi padri, che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli, che in alcune parti della liturgia esclusivamente prescrive e che gli studi più recenti hanno sì felicemente restituito alla sua integrità e purezza.

Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il supremo modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.

L’antico canto gregoriano tradizionale dovrà dunque restituirsi largamente nelle funzioni del culto, tenendosi da tutti per fermo, che una funzione ecclesiastica nulla perde della sua solennità, quando pure non venga accompagnata da altra musica che da questo Soltanto.

In particolare si procuri di restituire il canto gregoriano nell’uso del popolo, affinché i fedeli prendano di nuovo parte più attiva all’officiatura ecclesiastica, come anticamente solevasi.

4. Le anzidette qualità sono pure possedute in ottimo grado dalla classica polifonia, specialmente della Scuola Romana, la quale nel secolo XVI ottenne il massimo della sua perfezione per opera di Pier Luigi da Palestrina e continuò poi a produrre anche in seguito composizioni di eccellente bontà liturgica e musicale. La classica polifonia assai bene si accosta al supremo modello di ogni musica sacra che è il canto gregoriano, e per questa ragione meritò di essere accolta insieme col canto gregoriano, nelle funzioni più solenni della Chiesa, quali sono quelle della Cappella Pontificia. Dovrà dunque anche essa restituirsi largamente nelle funzioni ecclesiastiche, specialmente nelle più insigni basiliche, nelle chiese cattedrali, in quelle dei seminari e degli altri istituti ecclesiastici, dove i mezzi necessari non sogliono fare difetto.

5. La Chiesa ha sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, ammettendo a servizio del culto tutto ciò che il genio ha saputo trovare di buono e di bello nel corso dei secoli, salve però sempre le leggi liturgiche. Per conseguenza la musica più moderna è pure ammessa in chiesa, offrendo anch’essa composizioni di tale bontà, serietà e gravità, che non sono per nulla indegne delle funzioni liturgiche.

Nondimeno, siccome la musica moderna è sorta precipuamente a servigio profano, si dovrà attendere con maggior cura, perché le composizioni musicali di stile moderno, che si ammettono in chiesa, nulla contengano di profano, non abbiano reminiscenze di motivi adoperati in teatro, e non siano foggiate neppure nelle loro forme esterne sull’andamento dei pezzi profani.

6. Fra i vari generi della musica moderna, quello che apparve meno acconcio ad accompagnare le funzioni del culto è lo stile teatrale, che durante il secolo scorso fu in massima voga, specie in Italia. Esso per sua natura presenta la massima opposizione al canto gregoriano ed alla classica polifonia e però alla legge più importante di ogni buona musica sacra. Inoltre l’intima struttura, il ritmo e il cosiddetto convenzionalismo di tale stile non si piegano, se non malamente, alle esigenze della vera musica liturgica.

[…]

Oggi per la nuova puntata: non c’è bisogno di invaderci, ci ammazziamo da soli…


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Le femministe ultrasuper, quelle del il corpo e mio e basta depilarsi e donna oggetto donna oggetto schierate lietamente per la difesa del diritto ai Burkini (no, non ho detto Bucchini*) e suoi derivati. I maomettani si staranno sganasciando da giorni.

* ma che volgare afauofehofhaofhoehf… mi adeguo ai protagonisti della vicenda.

Brevemente… di denari e mentulate


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Qualcuno dei giornalisti che popolano i voli di Bergoglio potrebbe cortesemente dire, all’ennesima sparata contro quanto siamo zozzi con i nostre denari, che potrebbe pure pigliarsela con certi paesi ricchissimi e pieni di petrolio che si guardano bene dal dire “mandateli tutti a noi i rifugiati, siamo fratelli nella stessa fede”.

Detto questo. La rubrica Mentulate di Bergoglio è finita perché non si trova ragione di propagandare troppo le follie di un cripto-imam. Attendiamo fiduciosi una rivolta dei cardinali e vescovi per deporre l’eretico. Possibilmente prima della oscena celebrazione di una bestemmia vivente come la messa mista catto-protestante per i festeggiamenti in onore di Lutero.

San Giovanni Bosco e l’Islam


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Ribadisco quanto scritto pochi giorni or sono.

A me non interessa nulla di queste dispute tra giornalai e politici, nate per imbambolare el pueblo, il concetto di base è che la religione dei maomettani e il Cristianesimo sono incompatibili. Se volete renderli compatibili dovrete cambiare i testi, ammettendo di fatto che i testi non sono né sacri, né una fedele testimonianza dei fatti e dunque neppure fondanti.

Accanto ai testi ovviamente dovrete pure cancellare molti Santi (non dico i santucoli tipo un recente papa santificato per giustificare la linea di tendenza generale) o almeno nasconderne sotto il tappeto gli insegnamenti. Riscossa Cristiana ha pubblicato alcune pagine sulle idee di San Giovanni Bosco in merito all’Islam

http://www.riscossacristiana.it/le-chiare-parole-di-san-giovanni-bosco-su-maometto-e-islam/

Le pagine sono davvero molto interessanti anche perché, come è noto, San Giovanni Bosco è figura legata alla pratica della educazione dei minori e all’Oratorio. L’Oratorio è oggigiorno uno dei luoghi dove più si diffonde, di norma, questa sorta di cattolicesimo sporco, il sincretismo ecumenico new-age modaiolo, spesso i preti degli oratori sono personaggi indegni, freschi di seminario, più intenti a fare i buffoni ed i ragazzini, a volte impegnatissimi nel fare messe rock e palpare qualche parrocchiana (i casi sono innumerevoli) e tra i primi a concedere spazi a maomettani e ad esortare a strette di mano universali. Dunque è particolarmente interessante leggere cosa Don Bosco pensasse di maomettani e affini e immaginare la sua reazione davanti al clima attuale di baci, abbracci e tanti saluti…

Le mura di Vienna


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L’esserci ridotti ad una statistica demografica. Non siamo invasi e conquistati perché il nemico è preponderante, ma siamo invasi e conquistati perché abbiamo reso le nostre menti accessibili al nemico. Se l’Europa e i suoi dirigenti, se i cittadini e gli esponenti del mondo culturale mantenessero davvero il livello d’un tempo saremmo inaccessibili, sarebbero le nostre stesse membra a ribellarsi come in preda a qualche malanno dannoso, mentre tutto appare questione di demografia, percentuali, pensioni e contributi.

Vuoi che un popolo si lasci soggiogare? Abbassane le richieste in ogni campo, distruggi la sua possibilità di discriminare tra bello e brutto, tra ben fatto e orribile, sussura che le vere libertà corrispondono a basse pulsioni e magari alla fine confondili completamente in merito a queste pulsioni.

Ero in riva al lago e una radio trasmetteva un programma di musica, prima una canzone italiana, poi una canzone nordafricana e infine inglese ed erano intercambiabili, il testo neppure poteva interessare, quei ritmi banali, quei suoni ripetuti, quella linea melodica infantile, primitiva, le canzoni erano intercambiabili, come se Solimano avesse trovato a Vienna una collinetta a difesa della città.

Vuoi che un popolo si lasci conquistare? Togli la capacità di comprendere cosa accade se non filtrato dal populismo demagogico di televisioni, giornali e politici, sì, quelli che gridano le loro facili prediche e accusano gli altri di populismo. Lascia che un tizio venga fuori bestemmiando: pure i catolici sono teroristi, io no vedo diferensia se uno sgoza prete o fa rapina in banchia. Sì, lascia che un imbecille ripeta la banalità che da anni ripetono questi solerti imbecilli e guardiani del regime. Dai ad un popolo esempi per beoti e i beoti si sentiranno appagati, i dubbiosi rinfrancati, i contrari isolati.

Offri alla gente i predicatori d’accatto, le reti wifi per le scorribande sopra wikipedia, no, meglio offri loro tutto lo scibile umano e l’assenza di fatica nel cercarlo li farà sedere, giorno per giorno, all’ombra dei dieci siti internet più letti, per ridacchiare poi in compagnia un sabato sera. Offri al popolo libri sempre più ridicoli, fin da piccoli abituali a racconti di cacca e piscio, strazia loro le orecchie con “tutti siamo bravi e belli” e “ognuno di noi può” e questi saranno seduti sulla certezza del loro nulla mascherato.

L’esserci ridotti ad una statistica demografica e credere che sia questa la causa della nostra fine, mentre tutto nasce e muore dal crollo delle nostre mura, dall’abbandono di quello che ci distingueva, quello che si è coltivato e costruito di secolo in secolo, per questa banalità quotidiana di barconi, babbioni, noglobal sìglobal, per queste carrette di terra, i cattedratici clown, le prediche del buon senso comune (basta cambiare il senso comune), i divieti martellanti del non puoi dire non puoi pensare, il bello non è bello, perché il bello è quello che può fare chiunque, qualsiasi rimbambito, in qualsiasi luogo, in qualsiasi lingua, in qualsiasi religione.

Comodi e felici schiavi del domani


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un ragazzo della gmg intervistato ieri al TG: “come vivete questo momento in cui un prete viene ucciso in chiesa'”. Risposta: “dispiace ma facciamo in modo che non venga meno la nostra felicità…”

Comodi e felici schiavi del domani, con le vostre richieste così semplici da esaudire, il matrimonio cosò, la comunione a rate, la cannina 2×3, comodi e felici schiavi del domani, in fondo che sarà? Una tassa in più, una tassa da infedeli per continuare a godersi la felicità piccina. Certo, piano piano (ma neppure tanto), inizieranno a togliervi queste clamorose libertà che avete conquistato da goverrni che fingevano di tirarla lunga, tanto per darvi l’impressione che fossero conquiste epocali (così le definite) e intanto, dove si comanda e si decide, un passo alla volta e poi dieci alla volta e infine cento… ma tranquilli, non verrà meno la vostra felicità, gli idioti sono sempre felici.

Trump vs Clinton: dittatura potenziale vs dittatura certa


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La pantomima elettorale americana è di volta in volta più noiosa. I grandi maestri moderni delle false elezioni sono senza dubbio loro, molto più raffinati della Unione Sovietica con il candidato unico: negli anni gli Stati Uniti hanno sviluppato una tecnica televisiva, da sceneggiato, colpi di scena, insulti, momenti di tensione, clamorose rivelazioni, tutto preparato con cura man mano i mezzi di comunicazione di massa diventavano più devastanti. L’elezioni di Obama hanno segnato forse il punto più alto di questo imbroglio. Il candidato, figura che è già da principio un preselezionato da certi gruppi a causa dei costi impossibili, era in questo caso come nominato fin dal principio, con tanto di scandaloso tour europeo pre-elezioni. Il tutto per gettare negli occhi dei beoti (95% circa della popolazione a quanto pare) le facili illusioni del mondo che migliora e che diventa bello, giusto perché secondo loro Obama era la rivalsa degli afroamericana (non essendolo) e della povera gente (certo, come no) a questo si aggiungevano assurdità come il suo futuro di grande pacifista, sancito da un imbarazzante Premio Nobel per la Pace dato ad inizio mandato. Oggi vediamo tranquillamente i cocci lasciati da una amministrazione di 8 anni basata sui bombardamenti, foraggiamento di gruppi estremisti, incitamento a destabilizzare le nazioni a noi limitrofe, nel mentre però concedeva al popolo l’illusione della libertà stabilendo, con mossa demagogica, cosa fosse la vera libertà e nel frattempo sottraendo loro il resto. Questa immondizia si riversa in Europa, soffocata da movimentucoli che, a quanto pare, sono stati ideati proprio nella terra “della libertà”.

Ora Trum e Clinton. Da una parte una sorta di berlusconi potenziato (ma certo più imprenditore di quel succia soldi statali di Silvio nostro) dall’alta un mastodonte burocratico che perpetua una dinastia di fannulloni. Come ipotizzava la Clinton, in barba all’odio nei suoi confronti, ha vinto le primarie, o meglio, ha ricevuto in dono le primarie. Continuo a ritenere che vincerà lei e che Trump si autoaffonderà in pieno accordo, come fece Mccain a fine campagna elettorale con Obama.

Resta il fatto che Trump è un dittatore in potenza, la Clinton lo è nei fatti. Trump potrebbe provocare guerra, la Clinton le ha provocate. Trump potrebbe essere pericoloso, la Clinton è pericolosa e pazza, ha dato l’ordine a quanto pare per il massacro di Waco, americani di tutte le età bruciati vivi dalle forze speciali americane. Trump non sappiamo come si metterà con i potentati esteri, la Clinton ha leccato il culo e ricevuto finanziamenti da paesi Arabi (Arabia Saudita in primis) e ha di volta in volta accolto o fatto massacrare gente (vedi Gheddafi). Insomma. Comunque sia sarà un disastro, ma come di Obama si diceva “è un evento storico” solo per il tono della pelle, ecco che della Clinton si esalta giusto perché non ha un pene, sono convinto che sarà tra i peggiori presidenti della storia e che ci trascinerà in un conflitto di vaste proporzioni, già accusa ripetutamente la Russia e dunque prepariamoci a freddi inverni.

Bigino francescano ovvero della imitazione e dissimulazione Bergogliana


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Se uno legge la Legenda Maior di San Francesco ad opera di Bonaventura si rende conto come, soprattutto al principio del suo incarico, Bergoglio abbia tentato in tutto e per tutto di emulare esteriormente i tratti del Santo di Assisi. Se ricordate infatti da principio si mostrò molto sollecito a stringere dappresso chi era affetto da terribili malattie, in particolare quelle che deturpavano il volto, così come Francesco ed i lebbrosi, poi tutta la retorica della Chiesa povera e del Pastore (retorica perché appunto si ferma alle parole e oltretutto è di base sciocca e, nuovamente, puramente esteriore). Insomma Bergoglio ha ricalcato le orme, ma solo di facciata, del Poverello di Assisi, seguendo quello che parrebbe un bigino comodo, penso simile a certe sornione prediche degli attuali frati di Assisi. C’è un punto però che Bergoglio assolutamente non segue e sul quale si concentra una vulgata fatta di bugie, rimasticature e travisamenti volontari. San Francesco e il mondo musulmano. La Legenda Maior teoricamente dovrebbe essere impressa nella mente dei “discendenti” di San Francesco e ancora più in uno che millanta parentele spirituali al punto da prenderne il nome.

Leggiamo al Capitolo IX (l’edizione è prese dal sito dei Frati Minori dell’Umbria)

1172 7. Ma l’ardore della carità lo spingeva al martirio; sicché ancora una terza volta tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l’effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità.
A tredici anni dalla sua conversione, partì verso le regioni della Siria, affrontando coraggiosamente molti pericoli, alfine di potersi presentare al cospetto del Soldano di
Babilonia.Fra i cristiani e i saraceni era in corso una guerra implacabile: i due eserciti si trovavano accampati vicinissimi, I’uno di fronte all’altro, separati da una striscia di terra, che non si poteva attraversare senza pericolo di morte .
Il Soldano aveva emanato un editto crudele: chiunque portasse la testa di un cristiano, avrebbe ricevuto il compenso di un bisante d’oro. Ma Francesco, I’intrepido soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l’impresa, non atterrito dalla paura della morte, ma, anzi, desideroso di affrontarla.
Confortandosi nel Signore, pregava fiducioso e ripeteva cantando quella parola del profeta: Infatti anche se dovessi camminare in mezzo all’ombra di morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me.

1173 8. Partì, dunque, prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso. Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: “ Abbi fiducia nel Signore, fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: — Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi–”. Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d’ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l’uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là. Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità.
E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto
coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire.

1174 Anche il Soldano, infatti, vedendo l’ammirevole fervore di spirito e la virtù dell’uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: “ Se, tu col tuo popolo,.vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: Io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa ”. Ma il Soldano, a lui: “ Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede ”. (Egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d’età avanzata, appena udite le parole della sfida).
E il Santo a lui: “ Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che
passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti. Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l’uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango.

Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne
fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza delI’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere.
1175 9. Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani.

Dunque leggiamo che San Francesco andò per CONVERTIRE e strappare il Sultano ed il suo popolo dalla FEDE SBAGLIATA per la FEDE GIUSTA in Cristo. Per questo accettò il rischio del martirio, le percosse, sfidò i sacerdoti maomettani a delle prove di Fede (ma quelli rifiutarono) e non volle accettare nessuno dei doni che il Sultano, ammirato da questo uomo, volle dare perché il Sultano non li faceva con animo pietoso, et in animo Soldani verae pietatis non videbat radicem. L’insegnamento di Francesco è dunque chiarissimo, i musulmani dovevano convertirsi, abbandonare la falsa fede ed abbracciare quella vera in Cristo e nel suo sacrificio sulla croce, in caso contrario i rapporti si interrompevano e non si accettava nulla da loro perché la radice della vera pietà, Cristo, non albergava nel loro animo.

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Il tema della Conversione interessava moltissimo Francesco al punto che compare un intero capitolo (il XVIesimo) nella Regola Francescana (la versione non bollata del 1221) dedicata a questo tema. Dunque se per la Legenda Maior uno potrebbe chiedersi cosa avrebbe scritto davvero Francesco sull’accaduto ecco che troviamo ora un testo proprio di San Francesco:

CAPITOLO XVI
Dl COLORO CHE VANNO TRA I SARACENI E GLI ALTRI INFEDELI

[42]      1 Dice il Signore: Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe” (Mt 10,16).

3 Perciò qualsiasi frate che vorrà andare tra i Saraceni e altri infedeli, vada con il permesso del suo ministro e servo.

4 Il ministro poi dia loro il permesso e non li ostacoli se vedrà che sono idonei ad essere mandati; infatti dovrà rendere ragione al Signore (Cfr. Lc 16,2), se in queste come in altre cose avrà proceduto senza discrezione.

[43]      5 I frati poi che vanno fra gli infedeli, possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. 6 Un modo è che non facciano liti o dispute, ma siano soggetti ad ogni creatura umana per amore di Dio (1Pt 2,13) a e confessino di essere cristiani.

7 L’altro modo è che quando vedranno che piace al Signore, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose, e nel Figlio Redentore e Salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani, poiché, se uno non sarà rinato per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio (Gv 3,5).

 

[44]      8 Queste ed altre cose che piaceranno al Signore, possono dire ad essi e ad altri; poiché dice il Signore nel Vangelo: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10,32); 9 e: “Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e del Padre e degli angeli” (Lc 9,26).

[45]      10 E tutti i frati, ovunque sono, si ricordino che si sono donati e hanno abbandonato i loro corpi al Signore nostro Gesù Cristo. 11 E per il suo amore devono esporsi ai nemici sia visibili che invisibili, poiché dice il Signore: “Colui che perderà l’anima sua per causa mia la salverà per la vita eterna” (Cfr. Lc 9,24.; Mt 25,46).

12 “Beati quelli che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (Mt 5,10). 13 Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,20). 14 E: “Se poi vi perseguitano in una città fuggite in un’altra (Cfr. Mt 10,23). 15 Beati sarete, quando gli uomini vi odieranno e vi malediranno e vi perseguiteranno e vi bandiranno e vi insulteranno e il vostro nome sarà proscritto come infame e falsamente diranno di voi ogni male per causa mia (Cfr. Mt 5,11 e 12); 16 rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Lc 6,23; Mt 5,12). 17 E io dico a voi, miei amici: non lasciatevi spaventare da loro (Cfr. Lc 12,4) 18 e non temete coloro che uccidono il corpo e dopo di ciò non possono far niente di più (Mt 10,28; Lc 12,4).

19 Guardatevi di non turbarvi (Mt 24,6). 20 Con la vostra pazienza infatti salverete le vostre anime (Lc 21, 19). 21 E chi persevererà sino alla fine, questi sarà salvo” (Mt 10,22; 24,13).

 

Ovvero ribadiva chiaramente il concetto: andate per convertire e predicare la parola di Dio, la Trinità ed il Cristo. Non certo andate, mischiate il vostro con il loro (cosa poi che è sempre univoca) e tutti felici e contenti e, per carità, nascondete che siete cristiani come fanno certi che ogni tanto occultano la croce sotto gli abiti se l’interlocutore non è cristiano…

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Oggi Assisi è uno dei centri principali di quella visione “ecumenica allargata” che vuole le Fedi alle varie religioni intrecciate e simili, da Assisi e luoghi del genere si irradia l’ideologia che Cristianesimo e Islam debbano andare a braccetto, peccato che sia impossibile come sanno bene i musulmani dato che Maometto ha la pretesa nel Corano, testo che ogni buon musulmano segue il più possibile, di essere il latore dell’ultima e perfettissima rivelazione e in questa rivelazione Cristo è un profeta e un profeta che non muore sulla croce e certo non è figlio di Dio. Incompatibilità totale. E che dire poi dei molti che si dicono cristiani e cattolici (religiosi e politici) che accettano e riaccettano da mane a sera denari, contributi, doni, sostanziose offerte da ricchi esponenti musulmani di paesi musulmani? C’è solo da dire che San Francesco li avrebbe scacciati e in malo modo, avrebbe loro detto che peccavano terribilmente verso Dio e verso Cristo, alla faccia di quella visione stile Jesus Christ Superstar che gira di questi tempi sul Poverello d’Assisi. Ecco, qualcuno dovrebbe ricordare ai frati di Assisi e poi a Bergoglio quale era il pensiero di Francesco (Patrono d’Italia) del rapporto con un’altra fede: Evangelizzazione e Conversione, diffusione della parola di Cristo e recupero delle anime smarrite in una Fede ingannevole.

Anvedi Chi l’ha visto, appello urgente


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Cercasi tutti quelli che volevano fino a ieri la Turchia in Europa. Non li troviamo più. Neppure uno. Temiamo abbiano perso la memoria, stiamo mandando richieste a tutti gli ospedali. Se avete presso di voi un paziente che non ricorda più nulla potrebbe essere uno dei nostri Erdoganeuropei. Si cercano pure i fans della Turchia di Erdogan, non si trovano più, al massimo ti dicono che loro hanno sempre detto che era cattivo e che loro amano i Turchi anti Erdogan e non quella minoranza fanatica. Davanti alla osservazione che la minoranza, stando alle ultime elezioni, è il 49.50% della popolazione loro assicurano di avere sempre sostenuto, apprezzato, amato, slinguazzato e coccolato l’altra parte. Se li incontrate offrite loro un aiuto e accompagnateli a casa dai loro parenti che li attendono.