La Morta Scuola


110870043
La miseria di una scuola italiana che dopo essersi abbandonata a origamisti e stronzatine del “facciamo il vasetto” ora si affida a attorame fallimentare (quelli da Albero Azzurro trasferiti alle superiori) ed al magna magna delle cooperative “artistiche” tra un peto, un rutto e un fotti fotti, al prossimo giro suggerirei di affidare corsi universitari ai giostrai per concludere con il corso seminariale: chiedere i soldi al semaforo. Una prece.

Le mura di Vienna


castro-at-the-lake.jpg

L’esserci ridotti ad una statistica demografica. Non siamo invasi e conquistati perché il nemico è preponderante, ma siamo invasi e conquistati perché abbiamo reso le nostre menti accessibili al nemico. Se l’Europa e i suoi dirigenti, se i cittadini e gli esponenti del mondo culturale mantenessero davvero il livello d’un tempo saremmo inaccessibili, sarebbero le nostre stesse membra a ribellarsi come in preda a qualche malanno dannoso, mentre tutto appare questione di demografia, percentuali, pensioni e contributi.

Vuoi che un popolo si lasci soggiogare? Abbassane le richieste in ogni campo, distruggi la sua possibilità di discriminare tra bello e brutto, tra ben fatto e orribile, sussura che le vere libertà corrispondono a basse pulsioni e magari alla fine confondili completamente in merito a queste pulsioni.

Ero in riva al lago e una radio trasmetteva un programma di musica, prima una canzone italiana, poi una canzone nordafricana e infine inglese ed erano intercambiabili, il testo neppure poteva interessare, quei ritmi banali, quei suoni ripetuti, quella linea melodica infantile, primitiva, le canzoni erano intercambiabili, come se Solimano avesse trovato a Vienna una collinetta a difesa della città.

Vuoi che un popolo si lasci conquistare? Togli la capacità di comprendere cosa accade se non filtrato dal populismo demagogico di televisioni, giornali e politici, sì, quelli che gridano le loro facili prediche e accusano gli altri di populismo. Lascia che un tizio venga fuori bestemmiando: pure i catolici sono teroristi, io no vedo diferensia se uno sgoza prete o fa rapina in banchia. Sì, lascia che un imbecille ripeta la banalità che da anni ripetono questi solerti imbecilli e guardiani del regime. Dai ad un popolo esempi per beoti e i beoti si sentiranno appagati, i dubbiosi rinfrancati, i contrari isolati.

Offri alla gente i predicatori d’accatto, le reti wifi per le scorribande sopra wikipedia, no, meglio offri loro tutto lo scibile umano e l’assenza di fatica nel cercarlo li farà sedere, giorno per giorno, all’ombra dei dieci siti internet più letti, per ridacchiare poi in compagnia un sabato sera. Offri al popolo libri sempre più ridicoli, fin da piccoli abituali a racconti di cacca e piscio, strazia loro le orecchie con “tutti siamo bravi e belli” e “ognuno di noi può” e questi saranno seduti sulla certezza del loro nulla mascherato.

L’esserci ridotti ad una statistica demografica e credere che sia questa la causa della nostra fine, mentre tutto nasce e muore dal crollo delle nostre mura, dall’abbandono di quello che ci distingueva, quello che si è coltivato e costruito di secolo in secolo, per questa banalità quotidiana di barconi, babbioni, noglobal sìglobal, per queste carrette di terra, i cattedratici clown, le prediche del buon senso comune (basta cambiare il senso comune), i divieti martellanti del non puoi dire non puoi pensare, il bello non è bello, perché il bello è quello che può fare chiunque, qualsiasi rimbambito, in qualsiasi luogo, in qualsiasi lingua, in qualsiasi religione.

RIGHT IN THE FACE!


reagan.jpg

Riporto un mio commento scaturito da una ritengo improvvida uscita di un signore sul tumblr in merito alla morte di Muhammad Ali e certo entusiasmo, a suo dire ipocrita, suscitato tra esponenti di destra essendo Ali “negro e musulmano”. Il mio commento è l’ultimo a firma Gargantua.

Vaghez.jpg

E sì, in queste ore di prediche e prediche e di quadretti morali, nella penisola virtuale improvvisamente riscopertasi esperta di Boxe e di Muhammad Ali, se ne sono lette di tutti i colori. In particolare ricorre il commento della tipologia anarco-statale, si tratta di individui genericamente di sinistra e genericamente anarchici, spesso che lavorano per lo Stato e dunque lo danneggiano, ma non come pensano loro sabotando, semplicemente aggiungendo inetti ad un sistema già in crisi. Questi espertoni della qualunque si sono ovviamente lanciati a gridare al grande modello di afro-americano (sottintendendo migranti venite migranti venite.. ma che ci vogliamo fare se hanno la visione storica dello spessore di una sottiletta?) e pure la conversione la interpretano solo ed esclusivamente come questione di protesta (componente certo presente), di fatto accantonando il credo di Cassius Clay, perché da anarco sono pure atei (probabilmente con tutti i sacramenti e senza sbattezzo). Personalmente io non avrei commentato neppure la notizia perché non mi interessa la boxe, non mi interessa Muhammad Ali e certo la sua conversione ancora di meno mi può importare. Resta interessante rilevare come molti amino crogiolarsi nel sogno di rivedersi in grande nei loro miti (o pseudomiti), si tratta di un fenomeno di identificazione notorio e che senza dubbio è parte della trasformazione di certe persone a esseri quasi sovrannaturali e mitici appunto, peccato che se ci si affida a tale fenomeno per poi criticare gli altri e dare ad intendere dove sono i giusti… spesso si finisce per fare brutte figure perché accecati da questi modellini standard dell’universo, dove ogni casella buona (ovvero le nostre caselle) sono proprio proprio quelle toccate dai nostri idoli.

Italiani: popolo di predicatori, di predicatori e di predicatori


111112

Roba vomitata dal mare, quel grande immenso mare costituito da internet. Prediche sui monumenti futuri, i minuti di pianto, dolori, voi non capite, poi chi se ne fotte dei Curdi massacrati attualmente dai turchi? Chi se ne fotte della ennesima strage in Kenya? Chi se ne fotte delle prediche sulle armi (quelle detenute dai privati) più pericolose dei terroristi da parte di un tizio che ha fatto bombardare a destra e a manca, premio nobelissimo, e che, assieme agli amiconi suoi, è corresponsabile di parte dell’inferno di questi ultimi anni… ma l’importante è la predica sugli italiani cattiva gente, pessima gente (e non lo è perché non può aspirare a certi livelli massimi) e sui futuri musei di olocausti… state già calcolando come guadagnare sul post barcone? I discorsi sono inutili, oramai è chiaro, visto che alla fine trionfano interventi ridicoli come quello riportato sopra (ometto il nome dell’ artefice perché non è questione personale, tali fesserie si leggono ovunque oramai). Mandare in pappa il cervello altrui e proprio con confusione di termini, buttati alla rinfusa, olocausti… olocausti di migranti… quasi che si fosse stabilito di andarli a prendere, trascinarli in mezzo al mare e fare un foro nella imbarcazione.. quando diventerà programma scolastico, l’idea del burocratuccio che pensa già alla statalizzazione (sarà mica un insegnante? Dio ce ne scampi, poveri bimbi o ragazzi) al giorno della memoria-bis, agli eventi per i clowns, alle rappresentazioni, alle associazioni a fondo contributivo, parole a caso di chi deve alleggerire il carico di sterco che ha in stiva e lo getta fuori. Monumenti ipocriti alla memoria. Questo che riporto sopra cosa sarebbe? I monumenti ora si scolpiscono nell’etere, è un digitale ipocrita e schifoso monumento alla memoria e alla predica della memoria. Manca solo in cima la statua di un bel politico, scegliete, o di un pontefice ed è bello che da inaugurare, i politici, quei bei politici che se ne sono strafottuti di mandare alla malora la “loro” Nazione e i loro cittadini, ma stranamente si sono risvegliati solidali e con un canto d’amore nel cuore… sarà che attorno a questa faccenda c’è un commercio ipocrita, quello sì, e schifoso? Sarà che si specula e si lucra economicamente e, di rimando, elettoralmente? Costituendo nuove forme di clientelismo sulla pelle di tutti? L’importante è il predicozzo all’italiano buzzurro che non si adatta alla visione del radioso avvenire, “fotte sega” se le cose vanno organizzate e non fatte alla carlona, “fotte sega” se andrebbe smontato il guadagno mafioso di chi ci governa, “fotte sega” se facendo tutto a caso questi si ammazzano, l’importante è ricordare che un domani ci saranno i musei (biglietti, contributi, dlin dlin, scolaresche) e si proietteranno film in classe (sì, deve essere un insegnante) e le testimonianze e poi ci scapperanno sempre un paio di contributi per qualche amico che ci narri, inscenandola con due scatole di cartone e un pezzo di spago, la tragedia che gli garantisce l’obolo settimanale.

PS: gli inesistenti figli e nipoti vorrei andassero a vedere qualcosa di serio e non due pezzi di legno ammuffito e una solfa da ditino sotto il mento che deve fare tanto sociale, ma insegna solo che i musei sono luoghi barbosi dove ti obbligano a subire prediche sopra cose che poi dimenticherai la settimana dopo.

SE VOI DITE CACCA IO DICO Pupù, ovvero CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO


Caspita un preservativo in una parodia della consacrazione della ostia, caspita un tizio nudo con il pippolo di fuori, caspita… certa gente è proprio alternativa, sopra e sotto il palco… resto convinto che tra la folla di operai non c’era manco l’ombra, sapete come funziona la cosa, se io vengo sfruttato, non ho più diritti, i sindacati se ne impippano e mi tolgono pure una bella fetta di stipendio, e vedo una massa di canterini che mostrano la cannuccina o fanno il chierichetto burlone in un evento che è pure stato pagato usando parte di quei soldi che, a ben vedere, preferirei tenermi sulla busta paga dato che

1) ci devo campare
2) i sindacati se li trattengono per non fare una mazza salvo poi protestare dopo aver già firmato

minimo salgo sul palco e inizio a riempire di bastonate un po’ di persone…

LA SQUINZI(A) DEL MONTI


Per farsi crollare addosso il cielo basta andare sopra un palco e dire due paroline non dolci verso il grande manovratore o meglio l’automa dalla scarsa gamma di movimenti, neppure degno dell’ultimo garzone di bottega di un Theroude o d’un Lambert, garzone, per intenderci, destinato al licenziamento in tronco dopo il primo tentativo malriuscito.

Squinzi non l’aveva capito e nessuno si aspettava una critica così tagliente del Monsignor Monti, la Confidustria ultimamente era tutto un fiorire di Monteprezzemoli e Marceraglie, insomma di figli di, gente che non è industriosa, figuriamoci industriale, al massimo può mostrare, assieme alle coccarde del concorso ippico vinto a 6 anni, un paio di avvisi di garanzia (per carità, tutta roba prescritta dal medico). Squinzi si è lasciato scappare la patata dalla bocca ed ecco che il bimbo Monti ha tuonato “Alzi lo spread, cattivo”. Non fosse mai. In fondo se mesi prima di essere unto dal Signore del Colle, giusto dopo che l’altro unto si era oramai fritto, dorato e poi imbrunito, i signorastri di Goldman & Sachs blateravano, via missive, di alzare o abbassare ad arte certi parametri in attesa del nuovo premier, vuol dire che Monti con lo spread ha un rapporto da padre a figlio, da nonno a nipote, da chioccia a pulcino, da puttana a cliente. Monti lo conosce lo spread, è il suo balocco e se lo presta devi trattarlo bene altrimenti quello si alza e lui corre a piangere in seno alla Merkel.

Squinzi, Squinzi, ma da dove sei piombato? Non capisci che la pubblicità di Save the Children in bianco è nero non è per dare una patina d’antico, ma solo per meglio adeguarsi al clima di Istituto Luce creato attorno al beniamino di noi tutti?

Tranquilli. Squinzi è rinsavito. Non sappiamo come. La strigliata di Monti non penso abbia fatto effetto. Ma ci sono modi più interessanti se sei imprenditore, ad esempio le banche possono chiuderti il credito (ricordare il Silviuccio ancora semigiovane e quasi in rovina? Giusto all’epoca della fine del primo mandato, quando poi diede la vittoria al centro sinistra e d’Alema fece una visita ecumenica alle fonderie Mediaset). Ora Silviuccio che tuona contro Monti (dal Giornale) e lecca Monti in parlamento e nei telegiornali, non solo scampa ancora più di prima alle inchieste, ma naviga a tutta televisione senza più le varie questioni (conflitti d’interessi, multe, frequenze rubate e così via). Tutto è placido come una fiducia nel taschino. Rifletta Squinzi, rifletta.

RIVOGLIO BONDI


L’ho detto, rivoglio Bondi, al posto dell’invisibile Ornaghi, meglio Bondi con le sue stronzate, le poesie minime, il sito del ministero trasformato nel diario (pre)adolescenziale che ti genera l’immagine del diario cartaceo, quello dove con perizia, il giovane Sandro verga e riverga e ci appiccica le foto, ci disegna i cuoricini e ci infila le stelle alpine a seccare… rivogliamo Sandro, perché se tanto, come già è visibile, essere Ministro dei Beni Culturali vuol dire non fare un accidente, mese per mese, almeno Sandro aveva quel fare di cazzaro di paesino, lo scrittore mancatissimo che frequenta tutte le fiere e perseguita la vecchietta per leggerle l’ultima poesia o corteggia la barista che si limita a versare il più alla svelta possibile e fuggire. Aridatece Sandro!

MACAO 2, IL FALLIMENTO DEL VECCHIUME TROPPO VECCHIO RISPETTO AL VECCHIUME RECENTE


Nel turbine oscillatorio torno per un secondo sul fallimento Macao. Giovani vecchissimi, vetusti, da sputo, figli di un futurismo sciocco e immemore, quello che se si fosse fermato alla vacuità di pensiero della fasulla originalità di un canto sulla guerra (stupidità palese, come chi ha letto Omero o sfogliato Virgilio potrà intuire) sarebbe giustamente morto prima di nascere. Questi figli troppo abbondanti di aborti mai effettuati, questa sequenza allucinante da farmaco da bancone, queste carni morte perché, dati alla mano sulla umanità ante pacifico medicamento ossessivo, certo tra loro alta è la percentuale di nati per stravolgimento delle leggi naturali e umane, sono tanto vecchi da far ripugna e talmente attempati da coincidere in membra e vaniloqui con un Dario Fo o con il peggiore e più burocratico conservatorismo. Credono di essere progressisti, sono reazionari, di una reazione assai più livorosa di chi voglia abbattere un reale nemico, non hanno nemico, vogliono solo allargare il cordone dell’amico Stato e fare finanziare la loro mancanza d’arte. Artisti di strada son più le prostitute, quelle si vendono senza portar danno se non a loro stesse, quelle hanno certo più presenza scenica e sanno modulare a seconda dell’occasione, recitando a soggetto. Loro cosa sono? Figli di figli, sono un vente molle, sono incinti di sabbia solidificata, non possono farci nulla, non sanno farci nulla, si limitano a far pesare il loro contenuto da costruzione edilizia. Il loro fallimento evidente nasce certo più dalla stanchezza economica del momento che da una rigenerazione della popolazione, non mi illudo che sia il segno che i molti hanno capito, ma certo ci può fare gioco per sottolineare come questi macachi siano ancorati a moli dove attraccano solo navi dirette allo sfascio. Ritirando fuori un balbettio fascistoide da iscrizione dell’EUR, seguitano con la quasi secolare pretesa dello Stato finanziatore. Questi “artisti” infettano la società, li trovate in ogni comune, associazione, carcere (spesso molto più meritori loro del gabbio dei  poveri cristi che devono sorbirseli), pronti a sostenere la prima causa che porti loro il finanziamento, sia disabili, immigrati, femminicidio, diritti del bambino, pedofilia, conservazione del cordone ombelicale, aborto, antiaborto, pillola del giorno prima, contraccettivi, via crucis, baldacchino mobile, trombata libera, sesso incatenato, ampolla del fiume, sterco del campo, scioglilingua, scioglipartito, scioglimento intestinale, loro, sacerdoti del lago di Nemi, sempre tremanti che un incapace al par loro sottragga l’obolo statale, vestiranno la casacca che gli parrà più adeguata. Quelli di Macao son di questo tipo, oramai vecchio, ma forse lo son ancora di più, han pensato di tentare il colpo di riportare il tutto al sistema del centro di accumulo rifiuti (senza inceneritore), si depositano a strati, umidicci, sperando che germini qualcosa, ma è solo lezzo che appesta. Stufi di vagabondare con la valigetta per proporre il campionario di minchionerie alle amministrazioni di turno, volevano tornare al modello di occupazione dei bei tempi dei primi ingroppi scolastici, quando alla prigione scuola si decise di togliere l’ultimo senso rimastole per gettarsi in pasto alla democrazia della promozione diffusa.  Gente attardata, prevedibile nella scarsa fantasia, con fisime settarie e profondissima fistola tra buco del culo e bocca, che cicaleggia con le mani ricoperte di bavetta e che chiama arte la vaga iridescenza che alle loro bollicine viene da una luna di passaggio. Non funziona così ragazzini, prendete la vostra valigetta da commesso viaggiatore delle fesserie costose e moraleggianti, ci sono comuni, carceri, associazioni che vi attendono, dove il vostro soldino, regalo statale, lo prenderete pure esentasse grazie alle comode pieghe di onlus, fondazioni e associazioni. Godetevi i soldi, i premi e poi toglietevi dal palcoscenico degli stronzi e sperdetevi, una volta crepati, da qualsiasi cosa che possa dirsi “memoria” o “ricordo”.