Anto’ e che cazzo… le basi!


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Mi è capitato sotto gli occhi il seguente messaggio dalla pagina facebook di Socci. Io capisco che Socci sia attaccato siccome cozza alla gioventù sua e dunque faticherà a capire che l’orrore che osserva oggi vide origine con il Concilio Vaticano II (e robaccia come CL) e che i “papi” successivi a Pio XII hanno fatto danni e danni, ma cascare nel santino di Luciani no…. Albino Luciani diede in soli 33 giorni martellate tremende sui simboli del pontefice, a base di una retorica da poverello e semplice che puzza di Bergoglio. Tendiamo a credere che fu dall’Alto che venne la decisione di fermare lo “sciocco” (finto sciocco). Luciani era figura disastrosa per il papato in una situazione già vacillante per l’appena conclusasi parentesi funesta di Montini. Quale tradizione sosteneva Luciani? Nessuna, anzi voleva pericolosamente proseguire il cammino di “innovazione” (leggi “distruzione della tradizione”) secondo la prassi post Vaticano II. Sul perché sia durato 33 giorni non trovo ragione di interrogarsi, quello che mi sorprende è che altri stiano durando tanto di più…

Ricordiamo un passaggio illuminante del TRADIZIONALISTA (sic) LUCIANI

Una lettera del card. Albino Luciani del 20 febbraio 1978 proibiva “a qualsiasi titolo la celebrazione della messa more antiquo nella chiesa di S. Simeone Piccolo, come in tutto il territorio della diocesi” e (grande concessione!) si lasciava a don Siro “la facoltà di celebrare la santa messa more antiquo solo in casa propria”.

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