Più che due Papi due picciotti ovvero allusioni, occhiolini e ammiccamenti a San Pietro


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Antonio Socci ha iniziato un interessante dossier a puntate sul suo sito “Lo Straniero” dedicato ai retroscena sull’allontanamento di Ratzinger dal papato. In particolare Socci sottolinea come il recentissimo discorso tenuto in occasione del 65esimo di sacerdozio fosse una sorta di “grido d’allarme” da parte di Ratzinger, una strigliata nei confronti di Bergoglio. In effetti il discorso è tutto concentrato su temi certamente in contrasto con la sterzata sempre più pro-protestante che Bergoglio ha dato al Vaticano. Sterzata che, deve essere ricordato, è l’esito finale e fatale di un movimento iniziato con il Vaticano II. Le televisioni hanno tagliuzzato l’intervento di Ratzinger riducendolo ad “ringrazio tanto Papa Francesco per questo, ringrazio tanto Papa Francesco per quello” come a dire, Ratzinger spazza via ogni dubbio e si mostra fedele ed ubbidiente. L’intero discorso è cosa ben diversa.

MA

E con questo? Ridursi ad un ammonimento verso una persona come Bergoglio che non accetta pareri altrui e se ne frega allegramente del Vangelo, figuriamoci delle parole di un ex pontefice che ha ceduto il potere a lui e alla sua combriccola. Cosa pensava di fare? Mentre Ratzinger parla la faccia di Bergolio non esprime certo compiacimento, pare piuttosto oscillare tra l’annoiato e il “che ha detto?”, figuriamoci riferimenti ai testi, perfino il greco… roba turca per Bergoglio. E dunque? Ribadisco, la sottile stoccata da fine teologo cosa serve davanti ad un bisonte con poca cultura e molte pretese? Niente. E nemmeno credo che possa servire  a “fare fronda” perché i cardinali e i vescovi per la maggior parte sembra proprio che se ne freghino dei guai che Bergoglio va dicendo e facendo, se ne freghino di avere fatto la figura barbina di esprimersi in un modo sulla famiglia e poi questo però dice l’opposto alla prima occasione. Si avvicinano le celebrazioni per Lutero, quello che per Bergoglio è un giusto riformatore (??) e che era la medicina giusta per la Chiesa che aveva tante colpe, praticamente l’argentino ha orinato (per non dire peggio) sopra secoli di storia e Papi. E i cardinali per la maggior parte zitti e così i vescovi. Lui intanto blatera di “troppe chiacchiere” e si arroga più poteri dei predecessori, non ultimo la possibilità di colpire anche gli alti prelati davanti a SOSPETTI o ACCUSE di pedofilia: insomma sfrutta il tema pedofilia, tema grave senza dubbio, per accrescere il suo potere ed eliminare ad arte le pedine scomode (vd. Genova). E Ratzinger in tutto questo pensa che un discorso, sia pur ponderato, elegante e ricco, spazzi via il fumo di Satana dal tempio? Così? Due parole in libertà? Quello in una settimana ti smonta altri passaggi evangelici a colpi di “Gesù sporco” e “ho tanti dubbi sulla fede” e via dicendo, inoltre fuori dalle sale vaticane le parole giunte sono giusto “grazie Santo Padre, lei mi protegge etc… etc…”.

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Cosa avrebbe fatto un Papa? Un Pio X o un Pio XII? Avrebbero prima di tutto retto e non ceduto, davanti a nessuna pressione, se proprio avessero ceduto avrebbero smascherato la cosa e fatto cacciare l’impostore. Ma Ratzinger non è Papa (e non lo è stato, a parer mio) ha capito, questo è vero, come doveva riprendere le redini della Chiesa, ha tentato in vari modi, poi però ha iniziato a cedere alle pressioni, a chiedere troppe scuse, a ritirare quello detto prima e poi, il peccato peggiore, ha dato le dimissioni… non valide perché non volontarie? Vero, ma  a cosa serve se invece di denunciare chiaro e tondo si limita ad una predica sperando poi che, per miracolo, uno zuccone di gesuita cambi il suo cervello immondo e si rimangi tutte le porcherie che ha pronunciato?. Stando così le cose quello di Ratzinger a parere mio non è stato un tentativo disperato, ma vanità, vanità di lasciare comunque traccia che lui “non era concorde” la stessa vanità che poi lo spinge a mandare il suo fidato padre Georg a disseminare indizi. Vanità di avere, nella storia, il piccolo angolino sotto il paragrafo “i dubbi di Benedetto XVI”, ma questa è vanità appunto e non lotta e denuncia dell’eretico. Alla vanità si affianca, c’è da notarlo con rammarico, un clima di mutui ricatti, se Bergoglio non passa giorno che si lamenti di quelli che chiacchierano e ha pure fatto sapere che “alcuni sono andati a criticarlo presso Ratzinger ma lui li ha mandati via” (come a dire: controllo tutto e siete nella lista), pure Ratzinger manda questa sorta di messaggi cifrati, una volta Georg dice cose che evidentemente gettano confusione, poi lui stesso e ora, in previsione della uscita a settembre di un suo volume (titolo: ultime conversazioni) ci fa sapere che

Poi la rivelazione clamorosa: quella di aver preso appunti durante il suo Pontificato ma poi svela che li brucerà.

Praticamente ha detto che ha un diario dei fatti e lo conserva… Bergoglio avvisato…

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