Vendola e Moro (due voci per un unico canto)


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   Forse e il suo stato di bordello, terra di miscuglio, confusione, come ricordava Carmelo Bene, resta il fatto che, per ragioni forse insondabili, la Puglia ha generato a distanza di poco più di 40 anni due politici fotocopia. Aldo Moro e Nichi Vendola. Entrambi affetti da quel parlare ingarbugliato, qualcuno direbbe pieno di bizantinismi ma penso sarebbe fare torto a Bisanzio, da quella retorica che sostanzialmente copre pudicamente l’assenza di una reale idea o decisione, entrambi hanno vagolato nella politica italiana non ottenendo nulla. Di Moro Montini diceva “il cogito c’è. Non c’è l’azione”, di Vendola potremmo dire esattamente la stessa cosa, di entrambi però andrebbe messa in discussione la reale pienezza di questo cogito. Ovviamente i tempi diversi creano diverse proporzioni. Se Moro è stato Presidente del Consiglio e varie volte Ministro, Vendola  non è andato oltre la presidenza di regione (2 mandati) e la presidenza di una formazione politica da lui fondata (SEL). Però se si valuta l’impatto che la loro azione ha avuto sulla vita Nazionale si arriva praticamente ad uno zero in entrambi i casi. Moro, celebre per le sue invenzioni linguistiche e la sua tendenza alla mediazione tra cattolici e sinistre, tendenza alla mediazione che, fonti alla mano, si trova già all’epoca del giovane Moro iscritto a FUCI e GUF, non ha portato a compimento niente di quanto annunciato, ha solo ampliato e ampliato gli annunci, diventando lo spauracchio di molte sedute parlamentari a causa della sua capacità di tenere il discorso per lunghissimo tempo. Vendola è cresciuto tra PCI e Parrocchia, legato a doppio filo sia all’ambiente del clero pugliese (quello che si ama definire “progressista”) che a quello della sinistra, ha insomma incarnato nei fatti gli esiti di una politica Morotea. A livello Nazionale non ha ottenuto nulla, né influito in nulla, perfino sulle questioni legate a chi condivide con lui l’identità sessuale SEL e Vendola non hanno significato alcun cambiamento, le recenti Unioni Civili sono state ulteriore esempio. Si noti poi la questione adozioni etc…, semplicemente è andato dove poteva fare quello che voleva fare. Attualmente pare ritirato dalla vita politica e sinceramente si fatica a vedervi una perdita.

   I finali, per fortuna di Vendola e sfortuna di Moro, sono certo differenti. Moro è stato rilanciato e portato agli altari dal rapimento e dalla uccisione. Questo ha cancellato i decenni di immobilismo, la totale assenza di risultati e pure l’ambiguità retorica delle sue affermazioni. Vendola sembrerebbe essersi conquistato una sorta di feudo in terra di Puglia e avere raggiunto la “consacrazione” attraverso questioni personali, la sua identità, la scelta della “maternità surrogata”, certe velleità in passato di poeta (molto sostenute da una ampia serie di coribanti ed adulatori compiacenti, spesso a loro volta cattivi addetti ai lavori). A tempi diversi eventi diversi.

  A conti fatti l’unico vero esito della politica di Aldo Moro parrebbe chiamarsi Nichi Vendola.

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