Di Italia e di futuri incerti


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Diciamo che domani il vostro leader maximo del momento, Mammud Imbutu Berlus-Koni oppure Matteo Ismail Zerenbu Renzioski manda a fare in culo un ambasciatore americano. L’ambasciatore americano gli aveva presentato una richiesta scritta che prevedeva la consegna degli Uffizi e di Palazzo Madama, in aggiunta il Presidente voleva passare un paio di notti galanti con la moglie del vostro leader maximo, in aggiunta il vicepresidente voleva passare un paio di pomeriggi bollenti con il vostro leader maximo. Mammud-come-vi-pare manda a quel paese l’ambasciatore. Inizia subito una rivolta a Bottanuco, otto alpini usciti dalla festa della polenta picchettano il comune, tra un rutto e una grattata di balle, inneggiando alla libertà dei popoli contro la schiavitù di Roma ladrona etc…, dall’America arriva immediatamente l’appoggio alla rivolta e si convoglia gente dalle patrie galere delle nazioni limitrofe. In meno di 2 giorni gli otto alpini di Bottanuco si trovano alle spalle centinaia di figli di Aisha, armati fino ai denti, mentre dal cielo Babbo Sam Natale sgancia pacchettoni ripieni di leccornie: fucili, bazooka, mine. Assieme ai pacchi dono Babbo Sam manda pure un po’ di Elfi perché si fida poco della capacità della armata brancaleone. Calano dal Nord gli squadroni dei rivoluzionari, Roma è già mezza assediata dalla Brigata Borghezio, nel frattempo pure dal Sud si è trovato chi reclutare, la capitale viene assaltata pure dal meridione, la Brigata Niki non lascia superstiti. Mammud proclama lo stato di emergenza per la guerra contro lo straniero. I paesi limitrofi certificano che sono rivolte popolari doc, se poi tra le brigate non si capiscono è perché quelli della val Trompia e quelli della Val Brembana parlano dialetti diversi. A dire il vero parecchi filmati fatti con i telefonini, testimonianze e indicazioni varie sembrano mostrare che la popolazione è curiosamente molto mista, non si trovano poi così tanti italici pura lana merino, ma i governi democratici benedicono. Il papa Umar IV grida che è in corso un importante Conclave a Washington e fugge a bordo del papa-elicottero. I cardinali si vestono da carabinieri e si danno alla macchia. Nel frattempo Mammud ha lasciato la capitale ed è braccato. Viene pigliato, massacrato di legnate e, mentre si elencano le orribili cose che ha fatto (tutto da solo) parte per sbaglio un colpo di pistola, Mammud muore, peccato, sarà per un’altra volta (era Induista). La Brigata Borghezio e la Brigata Niki iniziano a litigare per stabilire chi abbia diritto di comandare. Intanto il presidente americano si interessa ad altro, sposta nei cassettini della scrivania le foto in compagnia di Mammud e si dedica a nuove democratizzazioni. Sull’Italia, caduta nel caos, si abbatte la totale incertezza, il paese si divide tra i gruppi sorti durante la rivoluzione, gli otto alpini sono stati impiccati già da un paio di mesi: divergenze interne.

Si diceva una volta quanto fosse più affidabile un solo buffone piuttosto che cento e cento, perché con uno si può pure trattare, ma quando i capi sono tanti non c’è modo di fare accordi, nel frattempo la popolazione esce da un incubo per entrare nell’inferno, con buona pace degli interventisti (di allora) e di quanti parlavano di libertà da restituire o pensano che nel mondo le cose funzionino come nei videogiochi: conquisti il territorio e quello cambia di assetto dalla sera alla mattina, sposti una opzione e da dittatura diventa democrazia parlamentare illuminata.

Voi pensate che da queste parti non possa accadere. Pensate che un domani non si possa svegliare male una delle “potenze mondiali” e decidere che è ora di pasteggiare con noi, distribuendo pezzi di carne alle limitrofe affamate. A quanto pare pensate che le altre nazioni europee… o l’Onu… o la Croce Rossa…e poi non dimentichiamo che attualmente il sistema funziona, da altre parti si decide come prosegue la politica italiana e così tutti felici, vero, ma può sempre arrivare il giorno che si voglia alzare un poco la testa, proprio poco, giusto per respirare e quando si abitua un padrone a vederci a capo chino basta pure quel leggero movimento a scatenare la furia “democratica”.

Resta poi il fatto che se la Libia fosse davvero diventata una democrazia parlamentare allora avremmo dovuto trasferirci in massa visto cosa sono le democrazie europee.

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