OBAMA ovvero MR. OOPS!


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Se Bush Jr. passerà alla storia come un Presidente non particolarmente acuto, uno che ha iniziato una campagna disastrosa e che ha posto le basi concrete per le dinastie presidenziali (opera però già iniziata dai tanto amati Kennedy) penso che a Obama spetti il titolo di “Mr. Oops!”. L’uomo che combina guai a ripetizione e poi cerca di nascondere i cocci del vaso rotto sotto il tappeto in salotto. Al di là della visione da Mulino Bianco, Obama ha l’attivo un ampliamento dei fronti di guerra statunitensi, una riforma sanitaria fallimentare e un mucchio così di prediche fumanti. La politica estera è tra le più disastrose e supponenti. Lasciati i lidi di quei leccaculo trogloditi di europei, pronti ad accoglierlo come il Messia e come Presidente in pectore già prima dell’esito della prima avventura elettorale, il faccione di Obama si schianta miseramente contro il medioriente: penso che i paesi in questione lo ricorderanno prima di tutto come un voltagabbana da antologia, uno che stringe mani a Mubarak e Gheddafi e poi appoggia la loro eliminazione (fisica nel caso di Gheddafi con tanto di Hillary Clinton festante per un linciaggio… ah gli evoluti spiriti). Ora molti celebri commentatori politici (ma dove erano prima?) ammettono che l’idea di cambiare il dittatore in corso d’opera, perché di questo si tratta poi vi dicono che è esportare la democrazia, è una impresa che non porta a nulla di buono. La scommessa è sostituire un sicuro dittatore, con forti pretese, con un fantoccio teleguidato, ma non si tratta di mangiare una pedina, fosse anche il re, per far cadere tutte le altre, la questione è più complessa.

Prendiamo la Libia, Gheddafi, piaccia o meno, era al potere con un forte consenso popolare, dittatore sanguinario ma dittatore sanguinario rispettato (per quanto possa sembrarci assurdo), allo scoppio della ribellione di pochi e guidati da fuori, Gheddafi risponde come un qualsiasi capo di Stato, con le armi, riesce a reprimere la rivoluzione anche perché il consenso resta forte. Ci si mette il mondo di mezzo e a suon di bombardamenti e rifornimenti rende impossibile l’impresa del Colonello. Gheddafi viene poi eliminato, per la fortuna (casualità?) di vari capi di Stato europei. Ora questi beoti di Europei e americani scoprono che non è così semplice e che morto Gheddafi è morta pure la rete sociale che controllava e regolava la vita interna della Libia, oltra ad essersi schiantato un equilibrio nel sistema tribale, così tra secessionismi, bande rivali, rivendicazioni, estremismi, attentati quella che era una Nazione in pace, tranquillamente visitabile pure dai nostri turisti con la telecamerina, ora è un disastro, un incendio inestinguibile. Non osiamo pensare al livello medio di vita, la Libia infatti era uno dei paesi africani con migliore situazione anche da quel punto di vista.

Pensate che questi geni assoluti che ora scoprono di avere sbagliato i calcoli hanno tra le mani pure ordigni nucleari… roba da non dormire. Parimenti si era visto in Irak, eliminato Saddam il Paese è nel caos. Dicevamo però che Obama è il presidente “Mr. Oops”, così, dopo aver aumentato gli interventi, ora inizia a spingere per un accordo con i talebani in Afghanistan, come a dire ai soldati morti “problemi vostri”. Sempre Obama ha prima riverito Mubarak, poi appoggiato il movimento rivoluzionario che ha deposto Mubarak, riverito Morsi e poi, tramite quel genio di Kerry (il tanto idolatrato sfidante di Bush Jr. all’epoca delle elezioni del 2004) appoggia e benedice il colpo di Stato militare che ha deposto Morsi, ora brontola e borbotta sui diritti umani con l’Europa a fare da cagnolino in cerca di coccole. Nel frattempo in casa ha da far dimenticare quel piccolo fattuccio del sistema di spionaggio delle comunicazioni dei cittadini. A questo punto mi sento di prevedere che verrà fatta pressione per far precipitare definitivamente la situazione siriana (altro futuro capolavoro del nostro Mr. Oops e amici) in modo di distogliere l’attenzione, attraverso un bel conflitto in terrra lontana, sia dai disastri della politica estera in Egitto che dai grossi problemi a livello interno.

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