Vietato l’ingresso alle altrui opinioni – Il bando di David Irving da Berlino


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Ieri ricorrevano gli 86 anni dalla atomica di Hiroshima, un esempio tra i più chiari di cosa si intenda quando si parla di risposta militare sproporzionata, con Hiroshima gli Alleati (in particolare gli Americani) penso abbiano conquistato a pieno diritto il patentino di criminali di guerra, dato che spianare due città giapponesi fu azione di puro terrorismo, a danno di civili inermi, fuori completamente da obbiettivi militari. Vero è che gli Alleati avevano una lunga pratica in tal senso: molti documentari tendono a sorvolare il fatto che ben prima dei bombardamenti di Londra furono gli Alleati a iniziare la pratica dell’attacco degli obbiettivi civili, bombardando a tappeto centri abitati, pensando di piegare la volontà dei tedeschi, il risultato, sappiamo, fu praticamente l’opposto. Uno dei più grandi spettacoli di barbarie organizzata fu Dresda, a Dresda gli Alleati decisero di sfruttare tutto quanto avevano appreso in anni di esercizio nel bombardamento di civili. Gli Inglesi, coadiuvati dagli Americani, idearono Dresda come una sorta di “capolavoro dell’orrore”. Una sorta di trionfo della loro tecnica di distruzione totale del patrimonio umano e culturale di una Nazione (poi però si commuovono se i Talebani fanno saltare delle splendide statue del Buddha… cuori teneri)

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Due ondate successive, giusto per spazzare via non solo i civili in città, ma anche quelli accorsi poi per i soccorsi, e un uso massiccio di una tecnica di bombardamento a tappeto in modo da tramutare la città in una gigantesca camera a gas, i sopravvissuti nei rifugi morirono asfissiati, mentre quelli per strada andarono in polvere o rimasero irriconoscibili sul terreno. A smascherare una volta per tutte l’orrore di Dresda fu lo storico inglese David Irving, da sempre osteggiato dalla storiografia ufficiale per le sue tesi certo controverse, anche a carattere negazionista.

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Irving, la cui validità come storico può certo essere criticata su distinti punti, ma che, dall’altra parte, è un segugio di documenti imbattibile e che certo ha contribuito, sopra alcuni aspetti della II guerra mondiale, a fornire un quadro più completo e vivo (cosa riconosciuta a denti stretti da vari colleghi accademici) ha un triste (per noi occidentali) primato. Si tratta di uno storico incarcerato per le sue opinioni. Irving in Austria venne sottoposto a processo e incarcerato per le sue tesi, il 20 febbraio 2006.

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Condannato a 3 anni, venne poi liberato, dopo 400 giorni di detenzione, per intervento della Corte d’Appello. Il fatto fu talmente grave e inaudito da spingere colleghi non certo vicini a Irving a intervenire. In Italia, ad esempio, Luciano Canfora ebbe parole durissime per questa condanna (essendo poi lui stesso vittima di censure, per fortuna solo editoriali, a causa di tesi altrettanto “scomode” sopra questioni differenti).

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Insomma un reato di autentica opinione, in una Nazione come quella Austriaca che, assieme alla Germania, mostra di avere una coda di paglia di diversi Km. Ora è avvenuto l’ennesimo caso assurdo, dove le potenti, sicure e salde “democrazie” temono la presenza di uno storico, discusso quanto si vuole, e cercano di ghettizzarlo, infatti è di pochi giorni questa notizia: la Allgemeiner ha ottenuto, attraverso una campagna “mediatica” che Irving, prossimamente a Berlino per delle conferenze, sia persona non grata al sistema alberghiero e della ristorazione tedesca. Facendo pressione sulla base delle opinioni di Irving, la Allgemeiner ha ottenuto risposta positiva dalla associazione degli Hotel di Berlino

Infamous Holocaust denier David Irving plans to return to Germany this September for the first time since a ban against him entering the country was revoked, but he may be hard pressed to find a hotel willing to accommodate his stay, at least in Berlin, where his visit is planned, the Huffington Post UK reported.

Irving, who describes himself as a historian, had been banned from entering Germany until 2022 because of his penchant for denying the Holocaust, but last March a court lifted the ban on appeal.

After plans by Irving to return this September to speak at a $120-a-head dinner were revealed, a campaign by Green Party Bundestag member Volker Beck called on hotels in the German capital not to allow the speaker to book a room.

Berlin’s hotel and restaurant association responded positively to the campaign, urging its members not to allow Irving to book a room.

The Berlin hoteliers association told its members “Please don’t give any ‘room’ to right-wing extremist propaganda.”

Most hotels in the capital are members of the association, though smaller B&Bs are not. (19 July 2013)

Insomma, invece di seguire quel percorso della logica, razionalità e dialogo che tanto è invocato dai nostri Stati moderni quale emblema contro la barbarie del passato (non ultima quella della Germania Hitleriana) si è pensato di montare un bando ufficiale di uno storico (comunque la si pensi) magari con tanto di segnale di divieto d’ingresso, non ci pare di cadere eccessivamente nel retorico se ricordiamo che certi cartelli si sono visti e in epoche che, teoricamente, si dice oramai superate, ma a quanto pare una sola persona, sulla base di libri, documenti e parole, può destabilizzare una intera Nazione.

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