LADY BERGOGLIO, UN PAPA CHE DETTA LE STAGIONI (DELLA MODA)


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In questi giorni è andato in scena lo spettacolo brasiliano del Papa e, per mia fortuna, ho avuto modo di non vederne praticamente neppure un secondo, mi è giusto arrivato l’eco delle solite masturbazioni giornalistiche sulle minchiate del “papa modesto” e sopra il suo aver “portato la valigetta a bordo”. Caspiterina, una valigia così piccina, deve essersi davvero cambiato poco in questi giorni… riflettevo sulla sua famosa uscita “io non sono un principe rinascimentale”, malcostruita frasucola per coprire l’incapacità e la non volontà di assistere ad un concerto di musica classica dove

 1) si sarebbe annoiato perché pare che non vada musicalmente oltre il tango

2) non sarebbe stato al centro della attenzione

3) i suoi amati fotografi e giornalisti avrebbero impietosamente svelato il suo volto annoiato

In effetti non è un principe rinascimentale, questo papa è una principessa contemporanea o meglio ancora è la reincarnazione di Lady Diana, sì, Lady Diana, la principessa triste, vera anticipatrice del papa modesto. Quanto la principessa triste il papa modesto accetta incarichi che però poi non vuole ricoprire secondo le regole, no, vuole essere incensato ma fare anche il cazzo che gli pare, vuole andare sui giornali (sospetto che ogni giorno senza una bella copertina significhi per lui un attacco di bile), vuole essere buono e santo, ma a spese altrui ovviamente, sfrutta la boccaloneria del pubblico e la faciloneria della stampa per fare filtrare l’idea che la modestia e la bontà sia quella certificata a mezzo stampa e fotografico (roba pure da dittatori), molto moderno e molto principesco. E così tra un bimbetto, un buffetto, una preghierina, una visitina il nostro Lady Bergoglio assume sempre più i connotati dell’idolo delle folle, impera sulle magliette, nelle librerie e tra poco magari rilascerà una intervista sopra la sua cotta giovanile. Non credo, come alcuni commentatori anche illustri tentino in queste ore di sostenere, che il problema sia la stampa, il popolo, che la percezione del messaggio papale sia erronea, no, anzi, la stampa e il popolo non compiono altro che il semplice gesto di seguire le boutade del buon pastore, esperto di mezzi di informazione, e fornirgli quello che vuole: continua e martellante notorietà, nulla dies sine linea (dove per linea dovremmo intendere, in questo caso, quella di testo di un editoriale) e così l’umile tra gli umili non disdegnerà mai gli eventi dove possa essere il centro dell’universo, dove possa fare la predica sull’arrivismo dall’alto della punta della piramide, una bella partita di calcio dove possa essere “il primo pontefice a…”, l’ossessione da guinness dei primati papali, a rivaleggiare con GP2, fosse anche necessario orinare dal balcone una domenica. Caro Lady Bergoglio, così umile nelle foto, così fuori dal protocollo (ma con la corona bene piantata in testa), così sbrodolone e semplice, così ripetitivo, tanto da ficcarsi nelle zucche e germogliare… altre zucche, il suo lavoro lo compie da egregio, maturato in anni e anni di esercizio, ora se la spassa a dire le banalità dalla cuspide più alta e la folla impazza.

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