LA SQUINZI(A) DEL MONTI


Per farsi crollare addosso il cielo basta andare sopra un palco e dire due paroline non dolci verso il grande manovratore o meglio l’automa dalla scarsa gamma di movimenti, neppure degno dell’ultimo garzone di bottega di un Theroude o d’un Lambert, garzone, per intenderci, destinato al licenziamento in tronco dopo il primo tentativo malriuscito.

Squinzi non l’aveva capito e nessuno si aspettava una critica così tagliente del Monsignor Monti, la Confidustria ultimamente era tutto un fiorire di Monteprezzemoli e Marceraglie, insomma di figli di, gente che non è industriosa, figuriamoci industriale, al massimo può mostrare, assieme alle coccarde del concorso ippico vinto a 6 anni, un paio di avvisi di garanzia (per carità, tutta roba prescritta dal medico). Squinzi si è lasciato scappare la patata dalla bocca ed ecco che il bimbo Monti ha tuonato “Alzi lo spread, cattivo”. Non fosse mai. In fondo se mesi prima di essere unto dal Signore del Colle, giusto dopo che l’altro unto si era oramai fritto, dorato e poi imbrunito, i signorastri di Goldman & Sachs blateravano, via missive, di alzare o abbassare ad arte certi parametri in attesa del nuovo premier, vuol dire che Monti con lo spread ha un rapporto da padre a figlio, da nonno a nipote, da chioccia a pulcino, da puttana a cliente. Monti lo conosce lo spread, è il suo balocco e se lo presta devi trattarlo bene altrimenti quello si alza e lui corre a piangere in seno alla Merkel.

Squinzi, Squinzi, ma da dove sei piombato? Non capisci che la pubblicità di Save the Children in bianco è nero non è per dare una patina d’antico, ma solo per meglio adeguarsi al clima di Istituto Luce creato attorno al beniamino di noi tutti?

Tranquilli. Squinzi è rinsavito. Non sappiamo come. La strigliata di Monti non penso abbia fatto effetto. Ma ci sono modi più interessanti se sei imprenditore, ad esempio le banche possono chiuderti il credito (ricordare il Silviuccio ancora semigiovane e quasi in rovina? Giusto all’epoca della fine del primo mandato, quando poi diede la vittoria al centro sinistra e d’Alema fece una visita ecumenica alle fonderie Mediaset). Ora Silviuccio che tuona contro Monti (dal Giornale) e lecca Monti in parlamento e nei telegiornali, non solo scampa ancora più di prima alle inchieste, ma naviga a tutta televisione senza più le varie questioni (conflitti d’interessi, multe, frequenze rubate e così via). Tutto è placido come una fiducia nel taschino. Rifletta Squinzi, rifletta.

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2 thoughts on “LA SQUINZI(A) DEL MONTI

  1. Don Anto’, come spiegate voi fatti e misfatti della politica nun ‘e spiega nisciuno! E avete ragione, Monti è un abile burattinaio, su questo non so davvero chi possa ancora nutrire dei dubbi. E sulla strisciante “normalizzazione” dell’ affaire Berlusconi temo che ancora una volta abbiate colto nel segno, il minuetto che i due interpretano è una studiatissima sequenza di mosse strategiche per il beneficio di entrambi. Agghiacciante, anche a 40 gradi all’ombra.

  2. Quando dicono che il palcoscenico politico è quello di un teatrino penso non abbiano torto, il problema è che i bimbi rimangono incantati ancora da quei tre pezzi vecchi e quelle quattro mosse e votano speranzosi, cara Donna Turquoise

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