L’ABDICAZIONE MORALE DI OGNI DEMOCRAZIA MODERNA ovvero SIAMO LADRI E CI FACCIAMO CHIAMARE SANTI


Da quando le forze “democratiche” hanno ignorato, più volte e con protervia, l’evidente falsità delle accuse rivolte al regime di Gheddafi e da quando hanno appoggiato, spinto, protetto e voluto che una sparuta minoranza di ribelli, foraggiata dalle forze estere, guidata da esponenti dello stesso regime gheddafiano, prevalesse sulla volontà di una intera Nazione ecco che le forze “democratiche” hanno, per la ennesima volta, dato prova della falsità e ipocrisia di ogni loro dichiarazione.

  Nessun regime “democratico” oggi persegue l’indipendenza, l’autodeterminazione, la libertà degli altri popoli, perseguono solo l’annullamento di sistemi che non rientrano nel funzionamento generale di do ut des economico/sociale che hanno oramai stabilmente costituito in Europa e negli Stati Uniti.

   Davanti ad una sollevazione armata e violenta di un nucleo di ribelli, le forze “democratiche” hanno preteso che  Gheddafi non reagisse, doveva lasciar conquistare il territorio e poi deporre il potere. Un uomo che da terrorista era passato a referente politico ed economico, tornava al rango di terrorista per svariate ragioni: una eccessiva rigidità nello spartire percentuali economiche, grossi investimenti energetici per l’indipendenza della Nazione, emergere all’orizzonte di figure più malleabili. A Gheddafi si chiedeva di morire e si è fatto di tutto perché morisse. I cittadini pedine. Bombardati come se niente fosse.

   Mentre nessuno ha visto il supposto bombardamento gheddafiano sopra un corteo pacifico in Tripoli (sonora balla smentita anche dai satelliti russi) tutti abbiamo visto i bombardamenti, i palazzi colpiti, i civili massacrati, almeno fino a quando non si è alzata una autentica cortina di fumo da parte dei parolai di regime, locali e internazionali. Ora in Libia prosegue un massacro ai danni delle etnie favorevoli al sistema precedente, accompagnato da una “caccia al negro”.

L’Europa e il mondo fingono di non sapere, distolgono lo sguardo. Colpevoli non sono solo i “volenterosi”, manovratori a distanza della situazione probabilmente per conto terzi, ma anche tutti quei cittadini che, in barba alle loro indignazione oramai lontana per gli interventi di Bush, amano crogiolarsi nel sogno del loro eroe, il Presidente buono della America evoluta, il sogno americano imposto a forza di Goldman Sachs; niente più manifestazioni, striscioni, proteste, bandiere, nulla, silenzio, a volte un po’ imbarazzato, e il ripetere costantemente che “lo facciamo per la popolazione”. Non lo facciamo per la popolazione. Abbiamo massacrato una Nazione e abbiamo appoggiato chi massacrava una Nazione. L’Italia, dietro spinte dalle più alte cariche, è corsa ai ripari per partecipare alle spoglie di guerra, abbiamo voluto infilare pure noi i nostri missili e provocare un mucchietto di morti per barattare qualche vantaggio. Il mondo intero si è coalizzato contro una Nazione che non poteva fare male ad una mosca, con un esercito scassato e vecchio, coalizzata per obbligare la Libia ad accettare un governo che non aveva né votato né appoggiato e che neppure risultava vincitore sul piano storico (la ribellione era praticamente già quasi annullata da Gheddafi dopo poche settimane), abbiamo voluto, come sempre, imporre noi europei e americani il nuovo satrapo, fottendocene di massacri di civili, di ingiustizie e torture, tutto in nome delle nostre beghe politico/economiche mascherate da “missioni umanitarie”. E così una balla valeva l’altra, cecchini gheddafiani che sparavano sui neonati (quante volte è venuta fuori questa storia nelle guerre passate?), bombardamenti invisibili in centro a Tripoli, fosse comuni che in realtà erano vecchi cimiteri traslati, tutto è servito per costruire l’immagine del nemico da abbattere, la Carthago da annientare per necessità, per la PACE e il BENE del mondo. L’eroe sul cavallo bianco ed i suoi fidi scudieri hanno portato gioia e felicità, con qualche piccolo problema come massacri, ingiustizie, distruzione di una delle Nazioni più stabili ed economicamente salde dell’Africa. Alla gente comune che ha evitato di far sentire la propria voce, alla gente comune che ha tenuto le bandiere ben nascoste e che non si è sprecata per una manifestazione dico solo questo: siete degli ipocriti. Non vi è mai interessato nulla dei morti civili, della gente massacrata, delle invasioni, avevate in testa solo quello che il vostro partito o la vostra “tendenza” politica del momento vi suggeriva, il presidente USA era del partito “cattivo”, manifestazione, è del partito “buono”, silenzio. Anche voi, con più colpevolezza, vittime della illusione che esistano contrapposizioni tra partiti in un baraccone televisivo come gli Stati Uniti, anche voi, con maggiore mancanza di vergogna, assertori nei fatti della massima per cui non conta l’azione ma chi la compie.

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