LA VALVOLA LEGA, LEGA LA VALVOLA


Non ci interessa. Non ci interessa se Bossi sia un tordo o uno stordito, se sia il “io non ho visto nulla” di comodo o se effettivamente, disperso tra i fumi del sigaro e il dormiveglia farmacologico di un qualche centellinante e oblungo occhio vitreo, non abbia mai capito un accidente delle manovre degli ultimi anni. Resta colpevole e colpevole il suo partito, ma non per le balle di questi giorni, non per la sequela di gnagnerie che vi fanno tracannare a garganella per rinfrescarvi la trippa. La teoria del “fanno tutti così e pure peggio” non ci interessa ugualmente, l’essere ladro tra i ladri non cambia la natura del reato. Molti leghisti si resero conto, tardi, di un frammento della vera natura della Lega quando venne candidato un allocco, con manie di presenzialismo (giusto come gli allocchi), quale Bossi Renzo, giusto perché frutto di una scopatina padana quando il mandorlo era in fiore. La pochezza mentale del pargolo, pochezza ancor più ridicola viste le pretese di educatrice millantate dalla madre, è sempre stata sotto gli occhi di tutti. Lo si è voluto candidare e si è mandato in Regione e ci si trovava bene perché, a conti fatti, era un ignorante vistoso in mezzo ad ignoranti truccati. Bossi non lo sapeva questo? Non ci interessa se Belsito ha fatto il trappolone, se glielo hanno infilato i servizi  segreti, la CIA o il KGB. La Lega è un imbroglio, un imbroglio coltivato con cura da svariati decenni, un imbroglio che è sempre piaciuto alla Repubblica italiana, più di quanto si creda.

  Ecco dunque la vera colpa, la colpa primigenia. La Lega di Bossi (non stiamo a ritornare ai passaggi precedenti di come Bossi prenda col tempo predominio sulle Leghe e le elimini costituendone una sola egemonica) è sempre stata una valvola di sfogo, un coacervo confuso di malumori nato per incanalare una certa insofferenza diffusa (in particolare fiscale e verso la politica in generale) per vie “democratiche” in modo che non sfociassero in qualcosa di pericoloso per il Sistema. Sì, Bossi con tutte le sue sparate di pallottole, baionette, fucili, con tutte le sue guardie padane e stronzate varie, in realtà non ha mai fatto nulla di “rivoluzionario” o contro il Sistema e quando qualcuno, non comprendendo la differenza tra parole e intenti, fece qualche ingenua azione dimostrativa (i famosi della spedizione al Campanile) la Lega si tirò subito fuori e li mollò al loro destino, destino per la verità assurdo perché beccarsi tutti quegli anni di galera per una evidente goliardata. La Lega con le sue sparate sul Parlamento Padano è campata da sempre con i soldi di Roma, è entrata in parlamento, è salita al governo, ha pure avuto diversi ministri, più “nel Sistema” di così!. E il canto masturbatorio del Saviano di turno, povero Pierino disperso, è ridicolo. Che un partito con forte radicamento nel territorio dove si costruisce ad ogni colpo di tosse abbia rapporti di riciclaggio non è una novità, non l’ha scoperta il signor Saviano.

La cosa ridicola è che il signor Saviano, dall’alto della sua cautissima e benvoluta tendenza a non segnalare dove Mafia e Grandi Partiti si collegano (si limita a cose locali, a giocolierie da film impegnato, tutta roba che gli garantisce di restare sui giornali Nazionali e nelle case editrici importanti) cerchi di farci bere riuscendoci pure, i polli son tanti signora marchesa, che la Lega e solo la Lega abbia tutta questa rete di collegamenti.

La si piantasse di romperci i timpani con le sue baggianate e si ritrasmettesse ogni tanto Fava, dice tutto, dice troppo.

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