GLI INUTILI IDIOTI ovvero ALLA FINE L’UNICA CROCE CHE CONTA QUALCOSA LA TROVI NEL CIMITERO


Al mago Sabino sinceramente non interessa il periodo pasquale, ama più sottolineare come la previsione di mesi or sono si sia rivelata esatta. Mi auguro che abbiate scommesso e portato a casa un bel gruzzoletto. Nel caso mandatemi almeno qualche genere di conforto. Mentre la Goldman si affretta a specificare chi dovrà vincere in Francia, altrimenti son guai (leggi vi facciamo lo scherzo greco/italico) oltre l’Oceano, dove la finzione democratica è stata perfezionata al di là di ogni paragone, il pargolo Romney (l’unico finanziato dalla Goldman tra i candidati repubblicani) è approdato alla sua vittoria e adesso lo scontro sarà tra il Goldman della Casa Bianca e l’aspirante Goldman. Il mago Sabino vi ha già anticipato pure il risultato finale dunque non penso ci sia bisogno di ribadire. Spero che lo spettacolino di questi mesi vi sia piaciuto, insomma, le elezioni americane sono davvero un telefilm interessante, colpi di scena, scandali, gaffes, errori, rimonte, risultati “a sorpresa”, dialoghi serratissimi, scenografie preconfezionate con arte (tutti quei cartelli spontanei distribuiti agli ingressi) e poi il numero delle comparse, ah, era dall’epoca del Waterloo di Bondarčuk che mancava un dispiegamento tanto imponente di comparse dietro ai protagonisti. All’epoca solo l’impero sovietico poteva vantare questa capacità di mobilitazione, adesso ammiriamo come il super impero statunitense ha superato l’esempio.

Ci ha aggiunto la molta ipocrisia del “il tuo voto conta”, autentica balla made in USA dove il Presidente manco è eletto direttamente (ipotizzando che si votasse effettivamente qualcosa), dove le campagne elettorali hanno oramai raggiunto costi impossibili, dove ufficialmente sono i singoli che versano, salvo poi vedere in cima i soliti noti finanziatori. Da decenni e decenni il sistema americano ha limato la sceneggiatura elettorale, con pazienza, con la consapevolezza di avere tempo, e i figli della Goldman Sachs, ora repubblicani, ora democratici, hanno preso di volta in volta il potere. Alle passate elezioni, forti della sventagliata di “reality” e della sempre più assuefazione al “vivere straordinario –e artefatto” del sogno americano hanno pensato di confezionare il pacco dono più sostanzioso. La rivalsa degli schiavi. Per cui hanno preso un tizio che non discendeva dagli schiavi (forse manco americano, ma anche questo ha dato salsa al racconto) già membro di quella elite che vede tutto di un colore solo –verde grana- e l’hanno imposto a forza di finanziamenti, tappezzamento cittadino con pubblicità, spettacoli e perfino un tour europeo pre-presidenziale, ma già da presidente in pectore. In fondo gli Stati Uniti amano raccontarla come gli pare. Ci hanno raccontato che il nord buono e generoso fece una guerra per liberare gli schiavi, dimenticando vari particolari, ad esempio che il sud volle bloccare l’afflusso di “nuovi” schiavi ma se ne risentirono le navi del nord che erano le principali importatrici, dimenticando del tentativo di embargo economico per obbligare il sud ad acquistare i prodotti dal nord in sviluppo e non dall’europa, dimenticando che gli schiavi liberati rimasero in condizioni di semischiavitù almeno fino agli anni ’60 e oltre, ma ci hanno dipinto il martire (interno, pare) Lincoln, il buono dei buoni, il Gesù Cristo del popolo eletto statunitense crocifisso a teatro, come è bene per un popolo che ama gli spettacoli. Insomma una Nazione che ha dato da bere per decenni queste balle della loro bontà e superiorità morale come può sorprenderci quando ricorre a queste scene ridicole, il Messia che libera i popoli e promette paradisi mai visti, dalle tassazioni al rovescio, alla diminuzione dei gruppi economici, fino alla sanità per tutti, un cumulo fumante di bugie che ora il Presidente si prepara a ritirare fuori ad usum stultorum. E da questa parte, coccolati dalla stampa che ha ignorato alcune minuzie (guerre, droni, eliminazioni di persone, bombardamenti, attacchi più che preventivi, massacri, promesse non mantenute), ci berremo di nuovo tutto, come prima e ancor più di prima e così farà il sano, alto, biondo, idiota popolo americano, anche perché non ha comunque possibilità di fare diversamente. Trangugiatevi il vostro Messia. Da noi, vecchia Europa, l’arte del telefilm non è ancora abbastanza evoluta, sotto sotto, nonostante tutti i grandi imbrogli, ancora riuscivamo a fare delle elezioni quasi corrispondenti al vero e il voto, pur marginalmente, ancora valeva, ma stiamo studiando, già ci danno i nostri piccoli Messia locali, piccini, certo, da mettere sul cruscotto dell’automobile perché ballonzolino beoti e noi, ipnotizzati, si ignori fino all’ultimo di andare contromano. Ave.

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