ELEZIONI AMERICANE: QUEL CHE IO SONO VOI SARETE


Trangugiatela la vostra democrazia americana, trangugiatevi fino all’ultima goccia questa acqua di cloaca che definite evoluta, progressista,avanzata, questo baraccone dove il vostro voto non conta un cazzo e tanto meno conta quanto più vi bombardano i timpani esaltando il valore di un singolo voto (vizio del bombardare connaturato dal secolo scorso in poi). Godetevi questo spettacolo divertentissimo dove vi trascinano per mesi con falsissime lotte, primarie inesistenti, dove i candidati bisticciano come marionette, si menano fendenti, estraggono conigli, foto, intercettazioni, dove gareggiano, naso a naso, e poi alla fine la spunta guarda caso quello che già la doveva spuntare perché, cari elettori democratici che vi riunite alle riunioni con i vostri cartelli preconfezionati, con le frasi incelebri del celebroso leader, chi conta è il principale finanziatore, il super banco che vince sempre perché non ha più neppure bisogno di truccare i dadi: possiede tutto, pure voi e le vostre frattaglie e quando andate al cesso quello che cagate è ancora suo e ve lo serve la mattina dopo sotto forma di colazione.

Voi vi illudete, cari i miei democratici, e vi siete oramai abituati a tutto questo, gli europei un po’ meno, ma state procedendo ad indottrinarci pure riguardo a questo. Guardate le vostre televisioni, così perfette e lucide nel presentarvi una realtà che non esiste, fatta di programmi “in presa (per il culo) diretta”, fatta della “vita di tutti i giorni, straordinaria come è straordinaria la vita”, sapete bene, cari, che la maggior parte delle vite è l’eterno ripetersi del solito disco incrinato, che è il quotidiano affastellarsi dei soliti rifiuti, il ripetersi noiosamente uguale di sofferenze e piaceri, eppure voi ci illudete e vi illudete che quello che di straordinario (ci si capisca, straordinariamente mediocre, è sempre frutto di menti basse) sia specchio della realtà, mentre neppure è rovesciato, solo falso falsissimo. E così il vostro sistema elettorale, dove l’universalità del voto è il grosso spettacolo per le masse. Che si incazzino litigando sopra gente che ricopre il suo ruolo. Il gran cattivo, il bigotto, il giovane venuto dal nulla, il ricco, il saggio, il solerte, il furbastro, il maniaco sessuale, la moglie infedele, il marito cornificatore, i figli drogati, i figli usciti freschi e puliti dalla scuola, questa massa di retorica puzzolente che è studiata a tavolino. Che i nostri elettori palpitino mentre alle primarie X e Y si scannano, piangano, soffrano, odino, provino emozioni straordinarie “come è straordinaria la vita” e vadano per le strade, ora orgogliosi ora tristi, perché ci hanno provato o hanno vinto. Non avete vinto nulla. Il banco si è fregato tutto. Vi ha dato i soldi da scommettere. Nel telefilm serve il super eroe che ammazza il super cattivo, pop, spunta Bin Laden, arriva il buono, pop, spunta il Nobel e ammazza il grande cattivo. Prove che fosse il grande cattivo? Zero. Prove che sia stato ucciso? Zero. Prove che il suo corpo sia stato gettato in mare? Zero. Ma non ne avete bisogno, è un telefilm signori, non è Proust, cazzo, sapete benissimo che i salti illogici o la logica mediocre del dalla A alla B è il sugo del telefilm americano. Intanto accapigliatevi per vedere chi è più bigotto o ricco tra Santorum o Romney (salvo poi vincere Romney come stabilito dall’inizio). Poi vedrete la super lotta tra Obama (che vince) e Romney (che perde, ma magari per un pelo). Intanto abbiamo il diario segreto di Bin Laden, quale scarsa fantasia signori miei, insomma, e poi la gente non c’ha voglia di leggere, ha le mani appiccicaticcie di zucchero filato e big mac, per fortuna che gli eroi di noi tutti, il giornalismo, ci farà il riassunto e così Bin Laden voleva ammazzare Obama, vedi, ecco la prova finale, il super cattivo voleva uccidere il super buono, ma il bene trionfa e la vaselina piove dal cielo come la manna. Amen fratelli, ora tutti a culo scoperto che il sovrano deve passare in rassegna le truppe.

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