SALVAT(T)ORI DELLA PATRIA


una delle orge sadomaso che celebrano al chiusura del G8,9,10,11,12

Siamo salvatori della patria, sì, amici miei dal capo penzocolante, siamo salvatori della patria noi tutti, l’orbe terracqueo (subacqueità compresa) siamo chiamati alla vasta missione di riempire di forza bruta, ma socialmente gentile e progressista, le lande abbandonate dei cuori patrii, delle coccarde tricolori, gli scranni dei cori gonfiopettoruti con tanto di marchio di ringraziamento a GIOGGIO. Siamo salvatori della patria e dell’Europa. Noi, mezzacalzetta per una epifania di carbone (quanto ci servirebbe visto il buco al tubicino del gassssssss), siamo ora nelle sale del comando e al nostro valoroso timoniere è dato l’incarico di salvare noi tutti dai marosi. Per i morosi c’è Equitalia, fidanzata molto scomoda e con vaste pretese immobiliari. Noi, una unica anima, un vero inno della gioia di quel incazzoso nazionalista e solitario Beethoven (ad essere vivo oggi ci vieterebbe l’uso e penso che manco Schubert concederebbe di usare la sua versione dell’Inno), noi tutti italiani ed europei siamo davanti alla venuta del Messia. Ora pulitevi la faccia dalle lacrime lattee e avanti. Il Messia salverà la patria e l’Europa tutta. In tre mesi è un successo senza precedenti, da bomba ad orologeria, fondo molle del continente, a salvatori capitanati dalla luce degli occhi delle Nazioni. Dite che esagero? E se esagero io cosa dovremmo dire al Time?

Come prenderci per il culo in due diverse copertine

Insomma permettetemi il sano stupore. Un successo del genere è raro, altro che Guerra Lampo o Sbarco dall’esilio dell’isola d’Elba. E poi ammiriamo il confronto. Da una parte lo Scopatore-Folle, l’uomo dalla Nerchia 24 ore attiva, il satiro che, non a caso, ha la faccia di quello che ha appena adocchiato vostra figlia, vostra moglie e, sì, perché no, pure vostra madre e vostra nonna e, con un guizzo nell’occhio, rimpiange che la vostra bisnonna sia già morta perché, a giudicare dalla foto che intravede alle vostre spalle, gli garbava pure quella. Dall’altra il serio Professore, un po’ grigio, forse pure un po’ dall’aria di quello che ti farà la domanda che non ti doveva fare, o forse più la faccia di quello che ti farà la proposta che non potrai rifiutare. Inutile negarlo, Monti ci interroga, l’altro ci dice “spostati” o, se donne, “accomodati”. Insomma i due ricoprono per bene la loro parte di Attori. Ma chi compare sul numero statunitense del Time? No perché questa è la versione europea/asiatica, insomma terzo mondo e colonie (l’Europa).

Due inconsapevoli vittime

Una roba tra bestie, animali e amicizia tra animali. Cane grande e cane piccolo che convivono pacifici. Poi vediamo questa foto che ha provocato abbondanti eiaculazioni sui monitor delle principali testate giornalistiche.

Due bestie

E allora tutto si rivela. Anche la copertina americana è dedicata a Monti (cane piccolo) e ad Obama (cane grande). Si coccolano, si strofinano, si annusano il culo, Monti in particolare avrà certamente indugiato attorno all’area perianale di questo grosso cagnone internazionale. Lo scambio di carezzze, leccate, umori e strizzate di palle è avvenuto secondo norma. Molti elogi per il salvat(t)ore europeo, grande fiducia per l’Italia (circa quanto aveva detto per l’Egitto di Mubarak e la Libia del Fu Gheddafi), grande questo, grande quello, ma il cane grande resta lui, grosso e festante verso i padroni Goldman Sachs. Entrambe le bestie vengono dallo stesso allevamento, hanno mangiato in pastoie simili, certo Monti più piccina alla fine, resta sempre un canide di minor importanza. Cibi solidi, cibi liquidi, deiezioni di vario genere, ma l’importante è che, con l’applauso internazionale e pure di qualche italiota frescone, ci abbiano concesso che siamo “maturati” (o marci, dipende) e che ci complimentino perché anche noi, secondo la moda imperante, abbiamo lasciato a capo della faccenda gente impelagata con chi ha scatenato tutto il guaio. La cosa che provoca tenerezza è vedere come ci sia gente che si rotola felice perché può ancora sculacchiare il puzzone precedente (sia chiaro, strapuzzava da far schifo) e perché si sente liberata come dopo una bella purga, in realtà, come capita pure per le iniezioni, sappia tal gente che il beccuccio si è rotto ed è ancora in quel posto, ma non se ne accorgono perché hanno oramai preso abitudine a farsi maltrattare in tal guisa.

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