QUEI FATALI INCONTRI SUI LITORALI ITALICI


Oggi, il Duce degli Italiani, sua Eccellenza Gianfranco Fini, mentre cavalcava maschiamente sopra al suo baio favorito in compagnia della sua angelica figlia, si è imbattuto sul litorale italico in un profugo poeta. Il poeta fuggiasco, proveniente dai territori dominati dalla perfida Albione, là dove scorre l’Indo ingannevole, ha porto al nostro Duce un libricino appena dato alle stampe contenente i versi di questo aedo senza dimora, quasi come l’antico cantore che ha reso la poesia della penisola nota in tutto il globo. Il volto maschio, l’espressione ardita del nostro Duce si è per un attimo trasfigurata in autentica espressione di compartecipazione virile per le sofferenze, le fatiche e gli innumeri perigli del poeta. Così, preso tra le mani il picciolo libricino dal grande sentire, ha vergato queste chiare lettere che abbiamo avuto la fortuna di spiare “Non sono in grado di giudicare la poesia di Umeed. Certo, da quello che mi ha raccontato, è un uomo vero. Forte, combattivo, tenace. E, come per i cavalieri antichi, sotto l’armatura c’è la poesia e la sofferenza e la forza del suo cuore”. Il volto dell’indigeno s’è come trasmutato davanti alla corresponsione di cuore che ha incontrato nel nostro Duce e ha fatto dono alla piccola ma già abile cavallerizza di uno di quei ninnoli che recano, nel passare di terra in terra, una tradizione e una storia millenaria. Siamo certi che la vita del nostro aedo ora sarà colma di gioia e che vorrà innalzare un canto al nostro indomito e generoso condottiero che, con la riservatezza che è dei grandi, ha promesso che lo aiuterà perché troppo ha già sofferto a causa della perfida Albione.

PS: Se vi sembra un pezzo assurdo andate a leggere a questo indirizzo

http://www.unita.it/news/immigrazione/102570/fini_e_il_poeta_immigrato

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2 thoughts on “QUEI FATALI INCONTRI SUI LITORALI ITALICI

  1. Non mi sembra per niente assurdo, anzi riecheggia in modo più che consono la retorica ridicola che va diffondendosi su certa stampa. Questo pezzo, letto con la voce stentorea e impostata nello stile ampolloso dei cinegiornali LUCE, è divertentissimo.

  2. Avrei dovuto aggiungere pure la versione audio, magari in futuro, con qualche fanfara. Dopo aver letto l’articolo sono tornato a controllare che sotto il nome del giornale figurasse ancora “fondato da Antonio Gramsci”, mi era venuto un dubbio.

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