NOTERELLE OBAMIANE SPARSE


AFGHANISTAN

L’onestà intellettuale vorrebbe che tutti quelli che si strappavano le vesti e pubblicavano peana e inni per la nomina di Obama, esaltavano le promesse (promesse appunto) del nuovo presidente, festeggiavano il suo nobel per la pace, dicessero pure qualcosa quando il loro eroe si mette a fare esattamente il contrario e ricalca, molto da vicino, la politica dell’odiato Bush. Invece zitti. Questa, cari miei obamiani, è coda di paglia con un pizzico di ipocrisia. E non sia mai che un domani sbuchiate dal vostro bunker dicendo che l’avevate previsto o che a voi Obama non era mai piaciuto. Capisco che non sia piacevole ammettere di esserselo fatti mettere in quel posto e che “il sogno americano” sia stata la vaselina del nuovo millennio, ma un minimo di onestà e coerenza pretenderebbe o una difesa dell’operato di obamino (e la vorrei proprio leggere) o il riconoscere che ci si era fatti incantare. Non è una colpa quest’ultima, né un’onta, il cammino verso la disillusione totale non è uguale per tutti, c’è chi ci arriva prima e chi dopo. Certo stupisce che molti di quelli che sono cascati mani e piedi nella trappola della retorica obamiana, siano spesso gli stessi che condannano la retorica del “volemose bene” o mettono in guardia dai politici che parlano di buoni sentimenti e gioia e allegria e  disinteresse per i loro affari, ma il mondo è vario, con un balzo salti l’oceano e il fuso orario ti crea problemi.

Ora, cari obamiani (o ex obamiani?), tra le puttanate che il vostro ha promesso c’era il progressivo (e rapido) ritiro delle truppe. Ora risulta che Obamino farà costruire una nuova base USA in Afghanistan. Si conciliano le due cose? Capisco che avete fatto finta di ignorare i finanziamenti dalle banche, la scelta di incaricati provenienti direttamente dalle multinazionali, i bombardamenti con morti civili (ma chi se ne fotte di quegli stronzi, no?), il nulla sul nulla, e vi siete fatti vedere giusto quando c’è stata la riforma sanitaria, ma volete mettere la testa fuori ed esprimere uno straccio di opinione ogni tanto? I giornali manco li chiamo in causa,  una causa persa in partenza, tutti ipnotizzati dal faccione di Obama sulla copertina del Times (valeva pure quando c’era Hitler in copertina).

Non vi sentite un po’ menomati dal fatto di astenervi dal pubblicare barzellette, vignette, canzonature, foto ridicole su Obama? Non avete la sensazione di limitarvi nella vostra libertà di espressione? D’altro canto è noto che più subdola della censura di un dittatore, censura che non riesce mai ad essere totale, c’è la autocensura psicologica, questa sì totale e insuperabile. Alcuni di voi hanno perfino il coraggio di riprendere in giro Bush invece di OBAMA.

BP and BIG BROTHER

Immaginiamo Bush Presidente durante la faccenda BP. Immaginiamo le manifestazioni americane e europee. Quelli che urlavano contro il rischio di cadere sotto l’occhio di un Grande Fratello e ora sono silenti sappiano che, a conti fatti, ci sono già sotto quest’occhio. Il manifestare o esprimere dissenso non sulla base dei fatti (un Presidente che non è in grado di porre rimedio ad un problema, che tentenna e che nega il diritto di cronaca per fare piacere ai poteri forti) ma solo sulla base della persona e del “suggerimento” di rappresentati della politica e della intellighentia nostrana è, papale papale, la dimostrazione che si vive sotto un Grande Fratello che ci guarda e ci dice: odialo/ amalo perché è così, punto.

MEDIUM DI MASSA

Capita che quanti giustamente gridano che Berlusconi è potente grazie al controllo dei mezzi di massa, giornali, televisioni, e che lo mette nel cacapranzi agli elettori grazie alla sua propaganda, abbiano dimenticato (e dimenticano) di applicare lo stesso schema -schema che contiene molta verità: l’instupidimento provocato dai mezzi di massa e il crollo verticale serve a Berlusca come è servito, più in generale, ai Partiti fino ad oggi- ad altri. Dimenticano, in particolare, di applicarlo al presidente più Massmediatico dell’era USA. Quello bello, buono, intelligente, GGGIOVANE, con la famigliola perfetta, moderno, forte, atletico, simpatico, spiritiso, sexy e avanti di questo passo, quello che ha imperversato su giornali, televisioni e radio per mesi e mesi prima delle elezioni americane, quello che ha speso cifre astronomiche (mai viste prima) per la sua campagna elettorale, letteralmente il doppio dell’avversario, a dimostrazione dello strapotere del quattrino e della forza ipnotica dei mezzi di comunicazione. E’ pure lo stesso che ora non lascia fotografare le manifestazioni contro di lui, non lascia fotografare i disastri della BP, e che pensa di dare una stretta alla libertà di internet. Ma i Soloni nostrani di quel potere dei Mezzi di Massa se ne strafottono e, in fondo, hanno contribuito pure loro propagandando e tessendo le lodi dell’eterna promessa, il Presidente del fare (pure lui) che non ha fatto una cippa. Da oggi non potreste, accanto alle giuste e sane grida contro il Presidente con in mano dei giornali e delle televisioni, ricordare che Obama ha dato una dimostrazione ancora più vasta di cosa possano  fare i finanziatori (lobby, banche) quando desiderano strumentalizzare “il sogno americano” e fornire agli elettori il principe azzurro, la favoletta dell’uomo venuto dal nulla, anzi, dell’uomo venuto dal discrimine, la rivalsa di tutti, quello che si è presentato quasi fosse un afroamericano, e non lo era, e ancora un po’ ci avrebbe pure detto di essere indiano? Sapete gli indiani? Quelli ridotti a casinò o a fare pantomime nei parchi di divertimento esteri perché “fanno colore”. Pensateci. Anche se sono sicuro che ve ne fregherete e continuerete a fare quelli che vedono il brutto solo dove gli pare e ad affondaare, beati e sornioni, nel mare dei vostri pregiudizi ideologici, il lider maximo (l’opinione, il partito, il giornale chic di riferimento) vi dice che quello è buono perché è buono pure se ha combinato cose che non avreste mai perdonato al precedente? E allora tutti con il lider maximo a gridare: viva Obamino e grazie ai mezzi di comunicazione di massa che l’hanno imposto, mezzi di comunicazione  ovviamente buoni in questo caso.

Advertisements

3 thoughts on “NOTERELLE OBAMIANE SPARSE

  1. Pingback: NOTERELLE OBAMIANE SPARSE | Politica Italiana

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s