(IN)SANITA’ GIORNALISTICA ITALIANA


A quanto pare hanno tutti letto, pagina per pagina, il contenuto della riforma sanitaria di Obama, tutti tranne chi vi scrive in questo momento, io non l’ho letta, neppure ho trovato il testo integrale, dunque non vi posso dire se è contro il sistema delle lobby (come ho letto da più parti), se è la più grande riforma sanitaria dell’universo, se è efficace o meno, tra le poche cose che mi sono note è che il suo inizio è previsto tra quattro anni menetre tagli e tasse maggiorate partono subito per coprire la spesa (magari ho capito male), ma è bello vivere in un mondo di esperti di questioni legali e raffinati esegeti dei testi legislativi fantasmi, d’altro canto la festicciola è stata un poco raffreddata dal fatto che Obama è arrivato a patti con gli antiabortisti (cosa che in tempi diversi e con presidenti diversi gli avrebbe valso il linciaggio al grido di “oscurantista cattolico”). Io aspetto, voglio vedere la cosa quando è messa in atto, altrimenti si devono creare dibattiti su promesse e sappiamo come vanno a finire…. in Italia è curioso che si tratti con tanta sicurezza di una cosa che non si è vista in azione e che, ho il dubbio, nessuno conosce in dettaglio, sorvolando invece dei fatti un po’ più concreti, tipo 76 bombardamenti obamiani in quei territori che interessavano tanto agli europei fino a quando bombardava bush, oggi è un generale “chissenefrega!”, altro tema sul quale i giornali italiani pontificano parecchio è il grande consenso del quale gode Obama in USA, consenso che non sembra poi così diffuso.

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2 thoughts on “(IN)SANITA’ GIORNALISTICA ITALIANA

  1. Al paese mio si dice “Comme san Tummaso, ca nun crede si nun ce mette ‘o naso”, gli anglofoni la stessa cosa la dicono con “Seeing is believing”, insomma vedere per credere. Pare anche a me la cosa migliore, don Anto’: se non si vuole annegare nel mare di pre-giudizi a scatola chiusa, di luoghi comuni, di simpatici slogan su cui da sempre galleggia la barca politica di Obama, bisogna restare disperatamente aggrappati ai fatti, a ciò che è tangibile e osservabile, ma credo che questo sia un criterio da applicare in ogni campo, non solo in politica.

  2. Il problema è che spesso i giornali nostrani sono rimasti molto appiccicati agli slogan e non riescono ancora a mettere Obama giù da quell’altare dove l’hanno posto. Direi che i tempi sono maturi per iniziare ad analizzare l’operato rispetto al detto (non è più così neoeletto)

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