DIALOGO TRA L’ASTRONOMO E UN PASSANTE


PREAMBOLO

“Gli attriti con Ciampi furono, come ho ricordato, numerosi. Due di essi in particolare avvennero in circostanze di estrema tensione. Il primo in occasione della nomina di tre giudici della Corte costituzionale, il secondo nel momento della promulgazione della legge Gasparri sul sistema televisivo nazionale.
Ho avuto la ventura di esser legato a Ciampi da un’amicizia che dura ormai da quarant’anni, sicché ebbi da lui un lungo racconto di quei due episodi poco tempo dopo”

….

“Il secondo episodio avvenne nel corso di una colazione al Quirinale, sempre alla presenza di Gifuni e di Letta. Il Parlamento aveva votato la legge Gasparri e l’aveva trasmessa  a Ciampi per la firma di promulgazione. Presentava, agli occhi del Capo dello Stato, svariati e seri motivi di incostituzionalità e mortificava quel pluralismo dell’informazione che è un requisito essenziale in una democrazia e sul quale, appena qualche mese prima, Ciampi aveva inviato al Parlamento un suo messaggio.
La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi (così il suo racconto) restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L’altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale e aggiunse: “Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia”.
A quel punto si alzò anche Ciampi e gli disse: “Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l’obbligo”. “Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l’hai voluta. Non metterò più piede in questo palazzo”.

Eugenio Scalfari

PASSANTE: Allora, cosa mi puoi dire di questa dannata stella che spunta ogni tanto e ogni tanto non si vede

ASTRONOMO: Direi che è a diversi anni luce da noi

PASSANTE:?

ASTRONOMO: Nel senso che tra quando emette la luce e quando arriva c’è un ritardo notevole, insomma noi la vediamo come era allora e non come è ora

PASSANTE: Ah capisco

ASTRONOMO: Per questo ci impiega tutto questo tempo a venirsene fuori con queste cose

PASSANTE: Sei sicuro non sia un problema psicologico

ASTRONOMO: Psicologico?

PASSANTE: Non sai che le stelle hanno una psiche?

ASTRONOMO: Mai sentito….sarebbe?

PASSANTE: Sarebbe che questa stella potrebbe avere un blocco psicologico per la scrittura immediata, la scrittura a caldo della notizia

ASTRONOMO: E da dove verrebbe tutto questo

PASSANTE: Sai, uno che nel 42 scrive

“Oggi, mentre sembra che Sua Maestà la Massa (come la definì il Duce in un lontano giorno), mascherata da veli più o meno adeguati, tenti di riprendere il suo trono, è necessario riporre l’accento nell’elemento diseguaglianza, che il fascismo ha posto come cardine della sua Dottrina… Soltanto la diseguaglianza può portarci all’aristocrazia” (Eugenio Scalfari, “Aristocrazia”, Roma Fascista, 16 luglio 1942

“Gli imperi moderni quali siamo noi, li concepiamo e sono basati sul cardine ”Razza”, escludendo pertanto l’estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti”. Roma Fascista, 24 settembre 1942

“Un impero del genere è tenuto insieme da un fattore principale e necessario: la volontà  di potenza quale elemento di costruzione sociale, la razza quale elemento etnico, sintesi di motivi etici e biologici che determina la superiorità  storica dello Stato nucleo e giustifica la sua dichiarata volontà  di potenza”. Roma Fascista, 24  settembre 1942

Penso che con cose di questo tipo nel passato si sviluppi progressivamente la tendenza a non voler gettarsi nella mischia subito,  si preferisce attendere e riportare le cose con il passaggio degli anni, tanto più che il giornalista non persegue l’informazione

ASTRONOMO: E cosa persegue

PASSANTE: Persegue la creazione del personaggio. Naturalmente anche lui è un grande vecchio del giornalismo, a quanto pare i grandi vecchi del giornalismo hanno passati simili.


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2 thoughts on “DIALOGO TRA L’ASTRONOMO E UN PASSANTE

  1. Scoop a scoppio ritardato, intendo bene don Anto’? Già, se sei giornalista e hai una notizia bomba, perché non la fai esplodere al momento? Perché aspettare che le polveri prendano l’umido? Sei giornalista o artificiere? Nooo, è chiaro, si tratta di giornalista artificiale!

  2. Eh eh fosse almeno di quegli artificiali tutti colorati e con il fischio, invece mi è sempre sembrato grigio, hai presente i tre botti che chiudono la serie di fuochi artificiali? Quelli che uno accoglie con fastidio (il baccano) e la delusione (“ma come? sono già finiti?), ecco Scalfari è un po’ una cosa del genere per me.

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