GERRY SCOTTI E LA FABBRICA DEI MOSTRI


Non vedo più il Moige, gli assistenti sociali, i sociologi, gli psicologi infantili, i pediatri, gli opinionisti, non li vedo più e non li sento più. No, non dico che non siamo sommersi da tutti questi, anzi, ma dico che non li vedo più o meglio non li vedo mai in merito a quella robaccia di Mediaset che prende il nome di Io Canto. Scotti non mi piace e non me ne frega nulla che sia apparentemente il personaggio preferito da molti, la sua bonomia mi ha sempre dato la stessa fastidiosa e inquietante sensazione data dal sorriso del clown, non credo nella bonomia umana, figuriamoci in quella mediata attraverso un televisore! La trasmissione, provate a guardarne un pezzettino, è una sorta di catena di montaggio del rimbecillimento, la De Filippi sforna ebeti 18enni? Perchè non rendere ebeti pure i decenni? Perchè non rincoglionire una bambina di cinque anni? E chi se ne fotte se gli metto in testa che siano pieni di talento (tutti?) e dei grandi artisti (parola vomitata ogni tre frasi ), chi se ne fotte se li tengo alzati fino all’una di notte (il programma, a quel che mi risulta, è in diretta) e mostro questa carrellata di mini adulti, in vestitini alla moda, osannati per il godimento sessual-narcisistico di quei coglioni dei loro genitori “quello è mio figlio” “senti come canta” “senti che nota alta” “che interpretazione” e via con queste boiate da serraglio delle bestie rare…rare… Tra una decina, quindicina di anni poi li vedremo in qualche programma tipo Meteore? Che fine ha fatto XY, bambino prodigio (termine abusato a dismisura)? Bah ha tentato la carriera, gli hanno dato un paio di calci in culo e adesso canta alle feste paesane, fingendo di essere contento.  Dove sono tutti quei rompiballe che spesso saltavano sù come automi a denunciare cose assurde (quel cartone ha fatto vedere mezza coscia! In quel film si è detto “cacca” ed è alle 18.22!) dove sono ora che i minori vengono mostrati, intervistati, messi in competizione e gli vengono fatte fare tutte quelle cose che per anni ci hanno detto che non andavano fatte? Parliamoci chiaro, io penso che certe teorie sulla competizione dannosa siano state terribili per la società, hanno innescato nelle scuole certe pretese di “uguaglianza” che prevedeva voti identici per tutti, l’impossibilità di dire che un ragazzo era insufficiente in una materia o altre aberrazioni di questo tipo, ma questa trasmissione non mi risulta che possa essere definita come educativa, nè uno spazio educativo. Neppure si preoccupa di costruire una fintissima pseudo scuola dove educarli al canto, no, te li presenta così, geniali dalla nascita (dicono loro) e parte l’acclamazione. Io ho odiato lo Zecchino d’oro, mi sono rifiutato di vederlo ogni volta che l’hanno trasmesso, ma quel poco che alla fine si vedeva (telegiornali e servizi vari) mostrava un ambiente dove si teneva un profilo basso, il bambino faceva la sua cantatina, vinceva il premio o no, e poi niente più, eppure anche da quel mondo poco strombazzato e senza abiti da gran gala è venuta fuori gente con in testa idee assurde, convinta di essere un genio musicale, figuriamoci cosa puo’ venire fuori da un programma dove la giuria stessa ti dice “sei un genio, che talento, magnifico, che interpretazione, un artista completo”.

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3 thoughts on “GERRY SCOTTI E LA FABBRICA DEI MOSTRI

  1. caro terreimpervie,
    tanti programmi purtroppo hanno sdoganato l’immagine del bambino genio (vedi Genius di Mike Bongiorno) ma il problema non sono solo le reti televisive o i presentatori: non dimentichiamo le responsabilità dei genitori.
    un saluto
    ps. l’immagine è fantastica, l’hai fatta tu?

  2. Non potevi fotomontaggiare in maniera più adeguata al soggetto. Il personaggio del perfido conte Olaf e il suo trasformismo, la sua finzione di affetto verso gli sfortunati e, loro sì, geniali fratelli Baudelaire volta solo a turlupinare, secondo me calza a pennello al signor Scotti. Ogni volta che lo vedo mi chiedo cosa nasconda il lato oscuro del suo faccione sorridente di luna piena.

  3. Troubledsleeper: Benvenuta sul mio blog! Vero, i genitori sono al principio della catena, ma certo quello che è loro attorno ha contribuito nel tirare fuori il “peggio” che hanno in loro. Sì il fotomontaggio è mio, ti ringrazio. Un saluto

    Turquoise: E’ proprio l’effetto che mi crea Scotti, il suo sorriso per me nasconde un carattere tutt’altro che piacevole, ma ovviamente è solo una sensazione.

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