IL BIECO PLUTOCRATICO MASSONE FASCISTA NAZISTA COMUNISTA REGIME DELL’ARISTON E UNA PROPOSTA PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA RAI E DEL PARLAMENTO


A quanto ho capito ieri Annozero ospitava Morgan ed il tema, a giudicare dalle dichiarazioni del povero, sarebbe stata l’inconciliabilità tra un uomo fuori dal sistema (?) ed il regime camuffato sotto i paludamenti sanremesi. Non ho idea di come sia stata condotta la trasmissione, spero che fosse una trovata per fare ascolto e che Santoro & Co. abbiano preso per i fondelli “l’anarchico” per tutta la serata, nel caso contrario si sono bevuti tutti il cervello. Dico che si sono bevuti il cervello perchè non hanno percepito che Sanremo non è la testa di ponte di un regime, ma solo una pagliacciata e semmai è proprio nel tipo di contestazioni che si annida un esempio di perdita d’ogni senso democratico. Detta così suona folle pure la mia idea, ma adesso vedo di illustrarla.

Sono arrivato a questa conclusione, oppure ci sono tornato, la cosa migliore da fare con il pacchetto mattutino di giornali è buttarlo nella spazzatura, nel contenitore per la carta ovviamente, questo perché non posso farmene nulla di questa marea di spreco d’inchiostro, gestito dai sacerdoti della visione univoca e della memoria selettiva, quelli che vomitano sulle porcherie di uno e dimenticano l’altro, menzionano le gestioni delle città a seconda del partito del sindaco in carica, stigmatizzano facendo l’occhiolino a palese imitazione delle opposizioni che gettano in aria due cartelli o quattro fogli ma intanto sono concordi. Avete presente la pietosa scena della falsa contestazione a Sanremo? Quella con gli orchestrali che trattengono a stento le risate, tipiche di chi segue semplicemente un copione? Sì, un copione, come quando c’era il disperato di turno che voleva buttarsi –ma quando mai- dall’alto del teatro. Ecco questa scena di spartiti al vento, concordata come si concordano i segni tra bari, è esattamente la stessa di certe scene parlamentari con fogli buttati, bandierine sventolate, mortadelle esibite, la sostanza è una sola: bevitela italiano che guardi il video. Prendiamo la cosiddetta opposizione, questo schieramento smunto che finge di opporsi a provvedimenti che le fanno comodo, vuoi tagliare a destra e a manca come ti capita? Fallo. Vuoi rimettere l’immunità? Fallo. Noi ci sfreghiamo le mani, ti lasciamo fare il lavoro sporco sporchissimo, urlacchiamo ogni tanto e, a legge approvata, biasimiamo il tuo operato, peccato che il nostro ostruzionismo è stato tanto debole e inconsistente da lasciare passare tutto rapidamente. La scenetta del teatro Ariston è l’ennesimo esercizio del “nominare il contestatore”, il capoccione di turno nomina l’opposizione che deve giocare a far baccano (celebre rimane l’episodio grottesco avvenuto al “Parlamento del Nord”, quando Bossi nominò Boso come capo opposizione) poi alla sera si puo’ andare tutti a cena a farsi quattro risate, si scambiano un paio di numeri di ragazze generose (o ragazzi) e si prendono accordi per fare ottenere un posto a tizio o a caio, anche se tizio o caio sono della parte avversa, nessuno perde in questo gioco. L’Italia è una Repubblica basata sul compromesso, un compromesso storico nel senso che è di dimensioni storiche, investe tutta la Storia italiana dall’Unità ad oggi e negli anni si è sempre più raffinato grazie all’esperienza, allo stesso modo di come un imbroglione con il gioco delle tre carte diventa sempre più rapido nei suoi movimenti. Fuori li crediamo tutti nemici. Pensiamo pure ci siano degli “uomini nuovi”, gente venuta dal nulla, gente pura che rischia di corrompersi, gente che paga giornali che fingono di farsi guerra, peccato becchino tutti soldi dalle medesime fonti, alla fine. Io ho il giornale che insulta te, tu hai quello che insulta me. Ci ammazzeremo? No, figurati. I cani sciolti non escono certo da questo schema.

Ho una piccola proposta per Rai e Parlamento, una proposta che naturalmente non verrà mai seguita da nessun partito. Per la Rai esi dovrebbe procedere con una riduzione degli stipendi decisiva, nessuno dovrebbe percepire più di 1200-1500 euro, che sia tecnico, conduttore, ballerina o comico. Ovviamente la risposta sarebbe: così scappano tutti a Mediaset. E lasciateli scappare questi grandi geni della televisione. Attualmente è più Mediaset che vi rifila da pagare gente come Costanzo, invertite la rotta, fateli scappare i vari Baudo, Clerici, e prendete gente nuova, a stipendio base, risparmiate sulle cagate gigantesche oppure fatele pagare ad altri (Sanremo si organizzi lei il Festival in gran stile, se lo vuole ancora). I mezzi economici inferiori vi obbligherebbero davvero a fare cultura, sì, perchè la cultura costa meno del quiz dei pacchi, fareste documentari, qualche film magari non nuovissimo, qualche programma di approfondimento, concerti, quelle cose che ora, su alcune reti, si fanno per tappare i buchi di palinsensto, voi della Rai le fareste costantemente, una buona volta. Ora passo al Parlamento. Prima di tutto il non poter reiterare il mandato (potrei accettare massimo 2 volte) e una volta finito è finito, fuori dal mondo della politica a qualsiasi livello, niente enti pubblici, commissioni, niente di questo. Stipendio pari allo stipendio che si percepiva sul posto di lavoro (ovviamente dovrete avere un lavoro altrimenti zero stipendio) con gli scatti di pensione normali, niente super scatti. Per evitare che il solito parlamentare coglione rifili la palla “ma gli stipendi non sono alti e poi servono per permettere a tutti di fare politica, altrimenti solo i ricchi potrebbero permettersi le spese”, cazzate, in realtà i parlamentari diventano ricchi, molto ricchi, ma ho la soluzione per voi: il collegio. Sì, una struttura tipo collegio, con le camerate, le stanze arredate con semplicità, ogni parlamentare durante la legislatura ha la sua bella stanzetta e la sua mensa (mensa normale, non cose faraoniche, la stessa di qualche scuola o fabbrica), il parlamentare paga un qualcosa per la mensa e ha la sua stanza gratis, per tutta la legislatura. Il resto te lo paghi ciccio, perchè becchi il tuo stipendio normale e dunque ti puoi pagare il barbiere, i treni, gli aerei, e ti rimborseremo giusto le trasferte strettamente legate a impegni istituzionali (ovvero i membri del governo e i capi partito, gli altri se ne possono stare fermi in Roma oppure pagano). Ecco, provate ad applicare queste semplici norme (l’idea del collegio, se non sbaglio, era già nella firenze del ‘200, quando i membri del consiglio dovevano restare tutto il tempo al chiuso) e vedrete che risparmi stratosferici. Ovviamente nessun partito vorrà eliminare quel luogo di raccomandazioni che è la RAI, nè perdere tutti i privilegi nobiliari.  Bravi politici italiani e europei, bravi, pieni di soldi per essere incorruttibili (dicono loro) e corrotti da tutti, in ginocchio davanti ai peggiori dittatori.

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2 thoughts on “IL BIECO PLUTOCRATICO MASSONE FASCISTA NAZISTA COMUNISTA REGIME DELL’ARISTON E UNA PROPOSTA PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA RAI E DEL PARLAMENTO

  1. Le tue proposte mi sembrano piene di buon senso e pure suffragate da esempi facilmente rintracciabili in un passato nemmeno tanto lontano. La Rai dei primi decenni era percepita dai cittadini e da chi vi operava come un ente pubblico, seppure politicamente sempre lottizzato, erogatore di un servizio pagato dai cittadini con quell’imposta chiamata canone, i cui dipendenti, dai giornalisti ai tecnici agli orchestrali agli autori di programmi ai funzionari di medio rango, venivano assunti quasi tutti tramite pubblico concorso. Gli stipendi dei dipendenti fissi non dovevano essere di molto diversi da quelli di un impiegato o di un funzionario ministeriale qualunque e ritengo che anche i compensi degli artisti impegnati nelle varie produzioni fossero vantaggiosi ma non certo esorbitanti come quelli da venti, trent’anni a questa parte. Eppure, senza fare nostalgie retoriche a tutti costi, avevamo obiettivamente un servizio pubblico televisivo di qualità, con la produzione di una notevole varietà di programmi di intrattenimento, di sceneggiati, di documentari e di informazione, il più delle volte originali visto che la piaga del format, la pandemia planetaria assassina di idee, non si era ancora diffusa. La televisione inoltre non era ancora del tutto ostaggio della pubblicità, altra patologia introdotta con lo sciagurato avvento della TV commerciale. Per quanto riguarda la politica, in un passato certo più lontano, nella Roma repubblicana o nell’Italia comunale che tu hai menzionato, erano frequenti gli incarichi politici a tempo determinato, che non davano diritto ad alcun particolare privilegio una volta conclusi. Chi ha detto che modelli del genere sono superati e inapplicabili oggi? Se si volesse davvero mettere fine al magna magna perenne su vasta scala, lo si potrebbe fare,don Anto’, il punto è che sono troppi a magna’ e si guarderanno bene dal cambiare. Perdona la lunghezza del commento ma il tema è davvero stimolante.

  2. La questione è che i pubblicitari dominano il mondo, davvero, molte delle scelte che trionfano attorno a noi (o vengono fatte trionfare) sono volte a modificare la società secondo il gusto e le necessità dei pubblicitari, la rai ha follemente inseguito mediaset con questo risultato: è diventata una pattumiera, ha eliminato le cose buone, attirato quelle pessime, ora, colmo dei colmi, mediaset la usa come valvola di sfogo economico infilandoci quelli che non vuole più stipendiare o che pretendevano troppo. Insomma la Rai è diventata il parco giochi dove Papi Berlusconi manda a pascolare i bimbi che fanno troppo baccano o che vogliono vogliono vogliono.

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