L’ARTE DELLA SOTTRAZIONE: TRAGICITA’ DELLE MATEMATICHE ALLA LUCE DI UN DIBATTITO SUL RAZZISMO


In questi due video vedo nettamente stagliarsi tre posizioni. Montanelli parla da pragmatico, da persona che non vuole intendere come assoluti i concetti che esprime, consapevole di come le cose siano varie e da persona a persona, da città a città, tutto possa essere mutevole. Rifugge allarmismi, semplificazioni di comodo. Placido, impersonando il ruolo del maestro che punzecchia e interroga, non rifugge da un certo retoricume, ma alla fine non mostra di poter contestare davvero le idee di Montanelli, riconoscendone il buon senso o forse preferendo lasciar parlare più l’altro piuttosto che esprimere le sue idee. La Dandini è totalmente un corpo estraneo, era quello che è oggi, una sorta di finta figlia dei fiori, in realtà una borghese radical chic, direttrice di teatri, fintamente alternativa, con quel suo modo insopportabile di ridere parlando o parlare ridendo. Cosa ci facesse in quella trasmissione non ho idea, stona come stona ancora oggi, tanto più che oggi conduce una trasmissione stonata tout court, con comici che non fanno ridere (qualcuno riesce a ridere alle battute di Vergassola?) e che sono teoricamente graffianti solo su certi personaggi e certi argomenti.  Guardate i due video e vedrete davvero come la Dandini sia inopportuna. Il suo falso scandalizzarsi riguardo all’acquisto fatto da Montanelli di una moglie in Etiopia (se si scandalizza davvero allora è ignorante), il suo citare il solito libercolo intellettualoide di Umberto Eco con il quale condivide la puzza sotto il naso, il voler dimostrare a tutti i costi che lei è aperta e democratica e liberale e progressista e rivoluzionaria -ah la rivoluzione fatta dalla televisione di Stato!-. Fatevi un po’ i conti, Montanelli è scomparso, Placido pure, c’è rimasta la Dandini.

Curiosa e paradossale la parte finale, quando la Dandini sottolinea il predicare bene e razzolare male di Placido (cosa verissima) quasi ignorando di essere per prima una esponente di questo parlare al vento.

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