MAI PASSARE DAVANTI AL TELEVISORE ACCESO


Cosa succede se si passa, a metà pomeriggio domenicale, davanti ad un televisore acceso e sintonizzato su Canale 5? Succede che si vede questo: due donne sedute su due poltrone, come se fossero in un salottino, circondate da un semicerchio di gente in sacro silenzio. Una, la conduttrice, Barbara D’Urso, l’altra, l’ospite, Stefania Craxi. L’immagine dovrebbe già rendere quanto di grottesco c’è in quella situazione. Ma ho pure colto una frase, una singola frase mentre passavo per la stanza, bene o male suonava così “pensa che quando sono arrivata a Roma non mi volevano affittare casa, tutto perchè ero figlia di mio padre e a lui non dicevo nulla perchè ci stava male”. In pratica la figlia di Craxi si descriveva come una perseguitata, una ebrea costretta a nascondersi sotto il regime nazista, una clandestina, una martire della libertà, e l’intervistatrice le sorrideva con comprensione, il pubblico taceva -poi sarà scoppiato in un applauso ma non ho atteso-. Per un attimo ho pensato che fosse una diretta dal padiglione psichiatrico di qualche noto ospedale, l’intervistata vaneggiava, l’intervistatrice non osava dirle nulla, il popolo era ammutolito, invece no, erano tutti colpiti dalla testimonianza e commossi al pensiero di quel povero vecchio, quel perseguitato dal mondo, quel bistrattato…..ma siamo tutti matti?

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2 thoughts on “MAI PASSARE DAVANTI AL TELEVISORE ACCESO

  1. Ah ma la D’Urso è specializzata in interviste che ti inducono a chiederti perchè mai il buon Basaglia non si sia occupato di pediatria o di punto a croce. Questa con la povera orfanella Craxi fa il paio con quella orripilante alla dolce fidanzatina di Angelo Izzo, il mostro del Circeo, la quale sosteneva contro ogni evidenza l’innocenza del suo amato bene e si diceva determinata a chiedere la riapertura del processo e la riabilitazione di quella che è una belva pluriomicida e per giunta reo confesso.

  2. Mi ero perso la fidanzata di Izzo, ma non fatico a immaginare lo schifo di una intervista di questo tipo. Oggi fanno tutti interviste, arriva il primo che capita, si siede sulla poltrona e legge domande, getta occhiate di compassione o scoppia in una risatina, e prosegue…. interviste noiose e pure folli.

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