GIORGIO GABER: IO SE FOSSI DIO


Per quanto la storia faccia a gara nel produrre, di decennio in decennio, nuovi mostri, questa lunga e ampia canzone di Gaber non invecchia mai, i tipi politici che descrive ci sono ancora tutti, a volte hanno dato spazio ai figli e nipoti, alle metamorfosi minime e di facciata, altre volte si tratta ancora degli stessi che, emersi da un parziale diluvio, si aggirano tra di noi con lo stesso effetto che farebbero i dinosauri lungo le nostre strade. In fondo è per questo che Gaber lo odiano, a destra e a sinistra, lo odiano a tal punto di ricordare che è morto, di festeggiare l’anniversario, di filmare la sua tomba e di dire “è un mito”, come a dire, in fondo è un essere che non è mai esistito.

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