IO RICORDO E SONO CONSAPEVOLE



Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico corrotto.
Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico corruttore.
E sono consapevole, non sono un bambino,
che la magistratura ha operato parzialmente
e che l’indagine è venuta dopo il muro di berlino
non per il fato, né certo casualmente.
Io ricordo e sono consapevole
di quelli che dal PSI hanno avuto rendita annua,
sì, ricordo ed è cosa disdicevole
questi mantenuti che venivano anche da lotta continua,
che al lancio di monetine hanno taciuto
continuando nella loro bella carriera
e hanno finto di non averlo conosciuto,
oppure, con maggiore ipocrisia, hanno mostrato
il disprezzo più sommo e dalle pagine dei giornali
hanno pensato bene che andasse subito insultato
e che fosse da chiudere tra lo stabbio dei maiali.
Io ricordo e sono consapevole
che uno di questi, candido, dice lui, come giglio,
magari non vuole fare l’ennesimo voltafaccia
e allora manda avanti il suo caruccio figlio
che davanti ai nostri cervelli un po’ perplessi
si picca di fare il lavoro infame e più sporco,
lui, indefinibile, dare a tutti gli altri dei fessi.
Io ricordo e sono consapevole
che tutti quelli che celebrano, onorano e distinguono
farebbero meglio a tacere e a dimettersi.
Io ricordo e sono consapevole
che ci sono corruttori e patentati delinquenti
tutti presi a rilasciare delle belle interviste
e a mostrarsi magnanimi, “onore ai perdenti”
e che mostrano che hanno cambiato opinione
perché dicono, con lo sguardo sbarrato,
che solo un cretino crede d’avere sempre ragione,
ed è vero, ma lasciate spendere il mio obolo
per dire mestamente che non l’accetto,
non l’accetto perché solo a tutto un popolo
non si puo’ chiedere coerenza
ma ad un politico, ad un giornalista,
a questi membri della teppaglia con mani in pasta
la coerenza è obbligatoria e non basta
dire “mi sono sbagliato” oppure dire “l’avevo detto”,
dovete dimettervi tutti
ritirarvi a vita privata, sì, ogni singolo cane maledetto
che siede in parlamento o in posti di comando e prestigio,
ogni singolo finto buonista, ogni singolo moralista
che solo alla morale del suo interesse è sempre stato ligio
dico che deve sparire subito dalla mi vista,
cercarsi una attività, un lavoro che non sia la raccomandazione,
la sedia di potere, la presidenza dell’ente,
la finta, eternamente finta e propagandata professione,
dico che deve levarsi subito da dove si trova ora,
che sia giornale, parlamento o senato,
non farsi più sentire, disperdersi dove vuole,
l’importante è che paia mai nato.
Io ricordo e sono consapevole
che la destra e la sinistra e tutto l’arco costituzionale
progettano di riabilitare Bettino Craxi alla fine
perché lo sentono cosa loro, come loro un criminale
e dunque per forza di cose a loro tutti affine,
come loro artefice dei tanti disastri di questa Nazione,
come loro, del passato e d’ora, strateghi della morte,
della vita infame, della schiavitù, della tensione,
loro che pilotano come sempre dall’interno del Palazzo.
Io ricordo e sono consapevole
e provo schifo e vomito della cancrena
che sopra ogni volto si è diffusa
di questi artefici di fastidi e di ogni pena,
di questi che in una luce circonfusa
pretendono di essere necessari,
pretendono che il votarli valga la pena.
Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico in Italia
che non poteva non sapere
ma ce ne sono a centinaia e migliaia
che si addormentano tutte le sere
con il sorriso di chi l’ha scampata
alla faccia di chi si affatica e lavora,
di chi vive una esistenza disgraziata,
di chi si illude e si lascia condurre
in qualche manifestazione di piazza
che non puo’ niente altro produrre
che la solita, indigeribile mortazza.
Questo Stato è deplorevole e le beghe
di Palazzo, le baruffe di comari,
sono le commedie delle quali più ci si stanca,
gente che non vale, gente che è tutta amica,
gente che dice al telefono “abbiamo una banca”
e poi si permette di dire che è un delinquente
questo o quello,
il popolo puo’ dirlo, il popolo,
perché alla gente non si deve chiedere coerenza
se non coerenza nella tradizione
d’abbattere il tiranno, prenderlo a sassate,
monetine, sputi, fucilate,
prenderlo a calci in culo fino a fargli sputare i denti
e fargli ingoiare tutto d’un fiato, fino a soffocarlo,
questa sua facile retorica menzognera d’onore ai perdenti.
Io ricordo e sono consapevole
di tutte queste cose e di altre ancora
anche prima della mia nascita, del diluvio
che è la mente per il tempo che non s’è nati,
dato che dove non arrivo con la vita c’è l’archivio
e tutti i fatti, almeno per adesso, restano segnati.
Io ricordo e sono consapevole
non mi potete prendere in giro,
non credo ad una parte buona e onesta
non credo alla purezza di questo Stato
e se mai c’avessi creduto (e mai l’ho fatto)
che sia credenza vana l’avete dimostrato.
Se uno era a capo o era l’ultimo ladrone
che fregava sui conticini della spesa
a me non importa
restate un unico e grasso predone
che andrebbe costretto subito alla resa,
altro che darvi la scorta,
la scorta di gente che vi piglia a cinghiate
e vi sbatte fuori dai confini a forza
senza un soldo, senza i bottini, e a pedate
darvi quanto merita la vostra brutta scorza.
chi onora e chi condanna
Tra voi gente mostruosa al potere
è ributtante in parte uguale
perché tutti avete la coscienza sporca,
tutti avete avuto vantaggi,
avete fatto la morale,
tutti ci avete fatti finire come siamo
a volere ogni male
per voi e per tutti i vostri parenti
-non sia mai che ci tocchi pure loro in futuro-.
Ho uno schifo che non andrà più via
fino a che resterete (e resterete, chi vi caccia?)
Sulle vostre sedie, con le vostre facce,
ho uno schifo che non andrà più via
ve lo giuro!

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2 thoughts on “IO RICORDO E SONO CONSAPEVOLE

  1. Don Anto’, l’avrò già detto ma mi ripeto assai volentieri: quando c’è da parlar chiaro non c’è che don Anto’ Sabino. Questo componimento è di una forza incredibile, vibrante di indignazione civile, di rivolta morale contro il pantano viscido che tutto sta soffocando in questo paese, a cominciare dalla verità e dalla chiarezza sulla questione Craxi, una questione creata artificiosamente per sollevare un altro polverone, al riparo del quale ridefinire chissà che vergognosi equilibri. Il ritmo del tuo pamphlet in versi incalza la sua preda, senza dar tregua, e si scaraventa come una valanga di parole di fuoco, come a far pulizia di questo schifo, e magari fosse davvero possibile, caro don Anto’.

  2. Eh eh grazie cara Donna Turquoise. L’indignazione è proprio il sentimento principale che ho provato scrivendola, diciamo che è stata quasi una valvola di sfogo in un momento di massimo schifo -schifo che prosegue-. Magari si potesse fare pulizia, magari.

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