IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI


Continua sul Giornale la caciara Craxi Santo, Santo Subito. Questa volta parte all’attacco Veneziani -ed è già tutto dire- definendo Craxi un gigante rispetto ai politici degli ultimi venti anni. E con cio’? Ritorniamo al discorso Via Mussolini e Via Hitler dell’altra volta, capisco che Veneziani in questo caso sarebbe disposto pure ad una bella Via dedicata al Mascellone, ma questo sarebbe un modo di ragionare? Sarebbero gli “storici di regime”, come fa dire Veneziani a Craxi stesso, a condannare ingiustamente il leader PSI? Abbiamo vissuto in un paradiso democratico fino all’esilio ad Hammamet e non ce ne siamo accorti? E pensare che noi, poveri scemi, pensavamo che Craxi si fosse fregato un bel po’ di soldi e fosse fuggito a gambe levate per non finire dentro, invece no, era in esilio, una sorta di rovesciamento di Mosè, ci aveva dato il paradiso, la terra promessa, ma lui ha dovuto contemplare il tutto da lontano. L’articolo di Veneziani è scritto tutto con il tono della rievocazione di fatti fondamenteli, un tono mistico:

“Era già un Craxi postumo, che ragionava con il distacco della storia”

“Intervista al miglior politico degli ultimi vent’anni. Confermo il giudizio, anzi il tempo accresce e non diminuisce la sua statura”

“tentò di modernizzare la sinistra e di sdoganare la destra”

e tutta una fitta altra serie di cazzate (che termini trovare?) degne, queste sì, di uno storico da regime, quelli che fanno sparire i pezzi, riscrivono le pagine e poi le infilano nel contenitore per spedirle indietro all’archivio che si occuperà della diffusione. Perchè cercare di rivalutare uno dei tanti (gigante? Devo ridere?) che ha reso questa Nazione la lercia pattumiera nella quale si galleggia tutti i giorni? Tutto perchè vogliono la targhetta con scritto Via Craxi e il bambinello, poveretto, che chiede al nonnino, nonno nonno chi era Craxi, e quello, un gigante della storia, poi svoltano per via Mussolini e il nonno, ah quando c’era lui, e così via in questa sorta di bignami a cielo aperto per storici superficiali. Ci tenete così tanto? Bramate? Offrite scambi, io ti regalo Via Berlinguer e tu mi dai Via Craxi, in una sorta di Monopoli. Scrive ancora Veneziani

“Craxi si circondò non solo di nani e ballerine, ma anche di intelligenze politiche affilate, che tutt’oggi si rivelano di prim’ordine, anche al governo”

frase che da una parte è come una minaccia di fare i nomi e dall’altra mi pone una domanda: chi? Queste intelligenze politiche (ossimoro) chi sarebbero mai? Penso ad alcuni nomi di socialisti, Martelli, Amato, De Michelis? Continua ancora imperterrito

“certo non fu lui a introdurre la corruzione politica e il finanziamento losco dei partiti in Italia, già in uso grazie alla sinistra democristiana sin dagli anni Cinquanta e i primi socialisti affaristi di potere degli anni Sessanta”

ovvio, e l’omicidio, Bibbia alla mano, venne introdotto da Caino, direi che questo assolve tutti gli assassini successivi, una logica che farebbe impallidire Spinoza. Dopo queste perle Veneziani dice di voler fare un discorso storico (?) e definire i 12 apostoli della Repubblica, così li chiama, ovvero i numi tutelari che meriterebbero una Via (ma è una fissazione? Se non hai una via non sei nessuno?). Sentite la lista, c’è da scompisciarsi tra finti padri della patria, santi beatificati dalle pallottole e altra gente: De Gasperi, Moro e Fanfani, Togliatti, Di Vittorio, Berlinguer, Malagodi, Pacciardi, Almirante (te pareva),  Nenni e Craxi, e poi i viventi, Andreotti, Pannella e Berlusconi (oltre a tutti i Presidenti). C’è da restare senza fiato. Sinceramente non ho idea se i 12 apostoli debbano essere socialisti, del pd, del pdl, comunisti, missini o liberali, di certo i 3 Magi non erano socialisti o si sarebbero fregati l’oro.

AGGIORNAMENTO: Minzolini è fuori come un balcone, parla di visione storica e poi spara cazzate, Craxi ha fatto cadere il muro di Berlino? Craxi uno statista? Parla di gente dalla parte giusta e dalla parte sbagliata -categorie storicissime….chi non ha mai trovato uno storico serio che dice “questo è bene questo è male”. Minzolini accumula scemenze, una sopra l’altra. Che i processi si siano dimenticati alcuni partiti lo sappiamo tutti, che il Pc fosse cotto con la caduta del muro pure e che l’uscita a poca distanza della questione processuale per abbattere PSI e DC non sia stata casuale lo si capisce, almeno che non si voglia essere sordi, non si sia in malafede o non si sia troppo giovani per ricordare. Certa magistratura vuole fare politica, è evidente. Tutte cose sensate queste, ma non tolgono che Craxi era ed è un delinquente che si è sottratto al giudizio e se anche fosse stato un giudizio di giudici corrotti i suoi reati non cambiano. Invece di perdere tempo nel tentativo idiota di riabilitare a forza una persona che non si puo’ riabilitare, non sarebbe meglio occuparsi dei craxiani che infettano ancora il mondo politico e televisivo? Discutere dei filoni di inchiesta che Tangentopoli non vide o non volle vedere?

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2 thoughts on “IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI

  1. Già, non sarebbe meglio? Me lo chiedo anch’io ma è chiaro che questi sono polveroni, don Anto’. Le cortine di ferro non caddero grazie a Craxi e craxiani ma le cortine fumogene, quelle sì che son bravi ad alzarle. Questa storia della riabilitazione, non so, mi passa per la testa che nasconda altro. Celebrando il fuggiasco di Hamamet tutti assieme forse tentano tutti assieme di seppellirlo una volta per tutte, di placarne il fantasma irato che aleggia sulle loro teste placando insieme l’ira di chi gli era più vicino e che forse rinuncerebbe alla vendetta contentandosi di una “craxonizzazione”, come a dire: santifichiamolo, basta che non se ne parli più. Dai polveroni agli altari. Solo una curiosità: tra i 12 apostoli della patria a chi tocca il ruolo di Giuda? Eh, mi sa che è una bella gara, don Anto’ 😉

  2. Il problema, donna Turquoise, è che dovrebbero dimettersi tutti, hanno tutti avuto a che fare in qualche modo con il medesimo sistema partitocratico e corrotto -oggi sempre più vivo alla faccia della II, III, IV o ennesima repubblica- e una riforma seria prevederebbe un tutti a casa (e un tutti a casa definitivo, ovvero questi non si eleggono più, gli italiani sono tanti, i sostituti li troviamo). Giuda? Beh dipende rispetto a cosa. Rispetto alla Stato direi che i Giuda sono difficili da quantificare, rispetto a Craxi altrettanto, è una Repubblica di Giuda.

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