PAVIANO SAVOLINI?


La notizia è oramai vecchia, ma non l’avevo vista fino ad oggi. Il giornale online della fondazione FareFuturo (quella di Fini per intenderci) ha definito Saviano il nuovo Pasolini ed esorta la destra a non commettere gli errori fatti in passato con Pasolini. Avrei un paio di cose da dire.

1) Non mi piace l’idea che uno sia il nuovo Questo o il nuovo Quello,  anche perchè se è nuovo non è quello di prima e se è quello di prima non è nuovo, ma non si puo’ essere identici a chi ci ha preceduto, dato che neppure chi ci ha preceduto è sempre stato graniticamente identico per tutta la sua vita. La frase, cito,

Perché, con mille differenze, Saviano è un moderno Pasolini.

E’ ridicola per il fatto che se ha mille differenze a maggior diritto non si puo’ paragonare. La mia non è una questione su cosa sia o cosa non sia Saviano (di fatto Saviano è Saviano, punto), ma su questa strana idea del “moderno Pasolini”. Moderno poi in che senso? Come a dire che Pasolini è da dimenticatoio o è datato? Penso che il linguaggio molto piatto di una testata giornalistica contribuisca, anche in questo caso, a non dire: di fatto la frase non ha alcun significato

2) Pasolini non era osteggiato SOLO dalla destra, Pasolini era “tollerato” da entrambi i lati (e tollerare è una sorta di lavarsi la coscienza, un mascherarsi da progressisti) da destra e sinistra, dato che si dichiarava comunista, ma non faceva a capo a nessuna corrente, nè esprimeva pedissequamente le opinioni sancite da una linea di pensiero comune. Dunque la dichiarazione di Fare Futuro è ridicola. Pasolini era bersagliato da ogni parte e, tranne che per alcuni amici, non si puo’ certo dire che godesse di un consenso diffuso o forte.

AGGIORNAMENTO: Controllando in giro per la rete ho scoperto che l’accostamento nasce da ben prima. Saviano ha scritto nel 2005 un articolo dal titolo “Io so e ho le prove”, una ripresa insomma del “Io so” pasoliniano dove invece si leggeva “ma non ho le prove”. Con questo immagino che Saviano volesse dare ad intendere di ispirarsi a Pasolini, ma certo senza pretendere di suggerire una identità che viene invece  data per certa da FareFuturo e, nel 2006, da Clotilde Veltri su Repubblica: sappiamo come il linguaggio dei giornali tenda a semplificare, appiattire e, perfino, a dire cose senza senso come insensate sono certe formule entrate d’uso comune ma prive di un reale significato.

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5 thoughts on “PAVIANO SAVOLINI?

  1. Saviano che è Saviano mi pare invece amato un po’ da tutti i lati, indiscutibilmente. Tra le mille differenze con Pasolini non è questa la più piccola, caro don Anto’. Azzardo un’altra differenza relativa alle due foto: Pasolini ti guarda, Saviano ti “sguarda”.

  2. sinceramente non credo proprio che Pasolini e Saviano possano essere definiti identici.
    Tempo fa mi è capitato di leggere delle varie similitudini che descrivi, tra queste ce n’era una che diceva più o meno così..
    che saviano è minacciato di morte mentre pasolini è morto amazzato

    un caro saluto

  3. Anche a me non è mai piaciuta la moda del definire qualcuno “il nuovo…”.
    In questo caso, ma vale ogni volta che lo si fa, è come dire che se Saviano è interessante, dice cose condivisibli, che fanno pensare, ecc. lo è perchè ha qualcosa o ricorda un po’ Pasolini.
    Che poi mi sono sempre chiesto, se c’è un modo di tradire la memoria di personaggi eccezionali come Pasolini, Sciascia, ecc. è farne delle icone, metterli su un piedistallo e trasformare ciò che hanno detto, che aveva un significato preciso nel momento in cui l’hanno detto, in vangelo. Tremendo.

  4. Turquoise: Vedete, donna Turquoise, come avete notato le differenze saltano all’occhio, anzi, allo sguardo! Si vuole vedere le similitudini dove, in tutta sincerità, non ci possono essere, in più il concetto di uguale a, ribadisco, è piuttosto stupido.

    Albafucens: Anche quella è una differenza sostanziale e che è bene che rimanga tale.

    Marcello: Sì è una banalizzazione, perfino una diminutio nei confronti di entrambi, come rendere il tutto una sorta di icona priva di una reale influenza, di una vita che non sia riflessa negli occhi di chi la guarda. Pasolini negli ultimi anni è stato utilizzato spesso come una sorta di “scatola dei bigliettini profetici”, si prende un pezzo, decontestualizzato, in barba anche a sue eventuali ripensamenti o precisazioni, e lo si usa di volta in volta.

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