SUI PROFETI A POSTERIORI


Mentre in Italia giornali, televisioni e molti italiani giocano al gioco delle tre scimmiette, non vedo, non sento, non dico, o meglio, dico dopo che non ho visto e non ho sentito, in America si è gia’ iniziato da tempo a notare l’evidente discrepanza (chiamiamolo abisso) tra le parole e i fatti di Obama. Tralasciamo il “trascurabile” -dico per la stampa e le televisioni italiane- fatto che il Premio Nobel per la Pace bombarda a tutto spiano, ieri ancora in Pakistan, e che si prepara a bombardare lo Yemen per un fallito attentato su un aereo da parte di un attentatore ricondotto alla Al Qaeda che opererebbe in Yemen, senza che nessuno parli di sproporzione, a differenza di quando è stato il predecessore a bombardare dopo quella “inezia” dell’11 settembre: a quanto pare ci sono morti e morti e addirittura morti differenti per valore dai minacciati di morte. Tralasciamo anche la faccenda delle banche e dei finanziamenti alla campagna di Obama da parte di banche che poi, casualmente, ha salvato e di esponenti di multinazionali messi a capo di enti statali -ma solo quello prima faceva schifo, questo è il salvatore del mondo-. Ci limitiamo oggi a notare come in America qualche dubbio da tempo inizia a serpeggiare, ad esempio il NYT nota oggi l’aumento delle lobby da quando c’è l’antilobbysta Obama, sarà per contrastare un presidente così attivo?  In Italia troverete giusto il servizio spiritoso sulla gonna di Michelle che si alza e il Presidente che deve metterle una mano sul posteriore, oppure un articolo sul consumo di granita alle Hawaii o, il massimo dell’attacco che si puo’ portare ad Obama in Italia, gli echi della polemica riguardo al film Avatar: Obama ha portato le figlie a vedere il film in barba al divieto di visione, valido in USA, per i minori di 13 anni. Come sono graffianti in Italia. Naturalmente mi aspetto (forse tra un anno o meno) tutti i profeti a posteriori intenti a spiegare come si siano sbracciati da sempre per far capire che Obama non era quello che si diceva, vi aspetto al varco, li aspetto assieme ai sognatori convinti che ad un Presidente bombarolo e scarsissimo sia seguito un Presidente innovativo e pacifista, quando si accorgeranno che non è cambiato praticamente nulla? La cosa più ridicola che tanti dei critici degli USA e del concetto di sogno americano sono cascati mani e piedi nella trappola della finta incarnazione del finto sogno americano.

AGGIORNAMENTO: Finalmente il risveglio dopo mesi e mesi, gloria nell’alto dei Cieli, Alleluja Alleluja. Quì. Ovviamente lo si presenta come il povero pacifista e bambino buono buono trascinato a fare quel che non voleva fare, ma è già un deciso cambiamento.

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2 thoughts on “SUI PROFETI A POSTERIORI

  1. Visto don Anto’? Un po’ alla volta le nebbie si diradano. Non ne traggo gran motivo di soddisfazione, il cielo sa quanto avremmo avuto bisogno di un “uomo nuovo” ma se questo non è Obama, e pare proprio di no, è bene che lo si dica chiaro e tondo, se non altro per sapere di casa parliamo esattamente, o no?

  2. E’ vero, pero’ manca ancora molto a rendere bene l’idea di quanto l’amministrazione Obama non sia il paradiso in terra. Ad esempio non ho ancora trovato la notizia della attuacione del “racial profile”, ovvero perquisizioni accurate e complete solo a chi è di certi paesi e di certe origini.

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