CORSI E RICORSI STORICI: DAL VAI VIA CRAXI AL VIA CRAXI


Con un  pezzo sul Giornale Francesco Forte ha ironizzato sui “miracolati da Craxi”, ovvero quattro categorie di persone che, a detta di Forte, hanno beneficiato della politica del leader del Psi e oggi, davanti alla proposta della Moratti di dedicare una via a Craxi e davanti alla risposta piccata di Di Pietro, hanno fatto spallucce, senza esprimere il loro appoggio alla fantomatica “via, piazza, rotonda Craxi”. Riconoscenza o non riconoscenza, cerchiobottismo o abbandono della nave quando affonda (cosa da sorci dice l’adagio), alla fine cosa resta? Sinceramente non mi interessa se XY si schiera a favore o non si schiera affatto. Le categorie chiamate in causa sono gli europeisti (trovarne ancora uno così convinto penso sia una impresa), i cattolici (e ci sarebbe da litigare per ore per capire quali siano), i sindacalisti (quelli sono spariti del tutto, nella mia zona hanno chiuso fior di fabbriche in un paio di settimane e i sindacalisti non li hanno proprio visti), gli ambientalisti (saranno per cespugli). Secondo Forte tutti costoro dovrebbero molto a Craxi. Orbene, secondo la ferrea logica, domani si potrà chiedere via Benito Mussolini e via Adolf Hitler, Benito Mussolini, come è noto, fece il concordato (come Craxi poi), Adolf Hitler era un ambientalista convinto e, di fatto, fece varare leggi contro la vivisezione e fece sperimentare agricoltura bio-dinamica (assieme a Himmler). Gia’ dunque cattolici e ambientalisti dovrebbero chiedere a gran voce una via dedicata ai loro paladini. Restano gli europeisti e i sindacalisti. Anche gli Europeisti, mi dispiace per Forte, potrebbero paradossalmente chiedere una via Adolf Hitler o Benito Mussolini, se si tiene conto del progetto Europa che prese piede a partire dal 1943 (un riferimento nei diari di Goebbels in data 5 Giugno 1943), progetto che, tra le varie possibilità messe sul campo in caso di vittoria dell’Asse, prevedeva una futura unione o confederazione europea: attorno a questa questione si accapigliarono governo italiano e governo tedesco, tentando di sbilanciare l’ago al favore ora dell’uno ora dell’altro (almeno fino a quando l’Italia venne considerata ancora un paese alla pari). Rimangono dunque i sindacati, ma sfido qualunque sindacalista a farsi vedere per una cosa del genere -non li vedo più neppure sulle questioni strettamente connesse al mondo operaio, figuriamoci su Craxi-.

Con tutto questo non volevo ovviamente nè invocare un comitato pro Mussolini o pro Hitler, figuriamoci, nè voglio dire che Craxi, al di là di un suo certo tentativo di presentarsi fisicamente come Mussolini, sia paragonabile a Mussolini o ad Hitler, ma è solo per mettere ulteriormente in luce come il metodo adottato da Forte sia applicabile a chiunque: qualunque personaggio che abbia preso parte alla storia di un paese avrà al suo attivo qualcosa, i famosi treni sempre in orario, le celebri autostrade, ma non vuol dire che le cose negative siano cancellate o da dimenticare. Pretendere che la gente si schieri a favore di una persona che, comunque la si voglia vedere, non si è certo messa in luce per imprese gloriose, sulla base di possibili vantaggi precedenti è pretendere una cosa che non esiste neppure in minuti gruppi, figuriamoci tra le moltitudini: la riconoscenza. Tanto più che la riconoscenza compensatoria è molto difficile e, nel caso di Craxi, penso quasi impossibile, le colpe restano e gravi, si puo’ giustamente dire che, tra il numero di persone coinvolte, è quella che ha pagato di più, ma era anche in prima fila, si potrebbe ricordare che molti altri si sono salvati, anche suoi fidatissimi, e hanno proseguito una carriera politica, in entrambi gli schieramenti, ma la colpa dei molti non annulla le colpe personali. Forse tra molti anni ci sarà una via Craxi, ora non credo proprio, perfino una piazza, ogni nazione ha le santificazioni postume, se guardassimo bene le strade delle nostre città ne scopriremmo delle belle, il tempo cancella le onte, ma per tempo si intende il Tempo, quello ampio e lungo, quello che consente una visione d’insieme dei fenomeni, mentre siamo ancora nel mezzo dei fatti legati all’epoca di Craxi e definire questa una seconda o terza repubblica non corrisponde, in pratica, ad una distanza reale o almeno morale tale dagli accadimenti per fare di queste azioni di recupero.

PS: Quando c’è da fare una figuraccia puo’ mancare Walter V.? Ovviamente no. Resta il fatto che se ha tentato prima una giunta di sinistra non vuol dire che allora se lo tenta una di destra è giustificata, capisco che in Italia si ragiona spesso così “se l’ha fatto lui perchè non posso farlo pure io?”, ma ci si augurerebbe maggior serietà. A Varter ma nun dovevi annà in Africa?

Advertisements

3 thoughts on “CORSI E RICORSI STORICI: DAL VAI VIA CRAXI AL VIA CRAXI

  1. E’vero, don Anto’, è possibilissimo che anche il peggiore dei governanti, a spulciarne per bene la biografia politica, abbia preso almeno un provvedimento minimamente ragionevole, ma se le colpe sopravanzano i meriti, come nel caso in questione, è inutile tentare improbabili riabilitazioni. Credo però anche che, via o non via, il fantasma di Craxi aleggerà ancora per parecchio sulla scena politica italiana: a cominciare dal presidente del consiglio in carica, sono davvero in molti ad aver guadagnato dalle sue gloria ma soprattutto dalla sua rovinosa caduta nella polvere e l’unica categoria sempre presente all’appello, a differenza delle quattro menzionate, è quella degli opportunisti.

  2. Donna Turquoise, paradossalmente direi che una democrazia vera (nel senso antico pero’) non prevede riconoscenza, anche se i meriti sopravvanzano i demeriti, come Temistocle che aveva salvato Atene dal pericolo persiano, ma alla fine venne ostracizzato. Pretendere riconoscenza dal popolo è non conoscere il pensiero delle masse, la riconoscenza totale e infinita puo’ venire solo da un popolo indottrinato e schiacciato con la minaccia delle armi (dunque è una finta riconoscenza). Temistocle subì gli esiti della sua stessa grandezza, come probabilmente avrebbe fatto Pericle se non fosse morto di peste, ma la Storia (quella vera) offre poi a loro la gloria del ricordo. Ovviamente parliamo di grandezze d’uomini differenti, Pericle non ha simili in Italia. Hai ragione, il fantasma di Craxi (e di altri, l’Italia è piena di fantasmi) aleggia e aleggerà per molto ancora in questo paese di fazioni.

  3. Pingback: IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI « TERRE IMPERVIE

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s