Lasciate stare


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Comunque state sereni, ora vedrete che i magistrati (diventati tali passando un concorso che… lasciamo stare) metteranno a ferro e fuoco le università italiane cacciando tutti quei parenti entrati con concorsi che lasciamo stare, senza più guardare in faccia nessuno, dietro indicazioni di politici e ministri eletti con elezioni che lasciamo stare, dopo essere stati selezionati nei partiti con metodi che lasciamo stare.

La Morta Scuola


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La miseria di una scuola italiana che dopo essersi abbandonata a origamisti e stronzatine del “facciamo il vasetto” ora si affida a attorame fallimentare (quelli da Albero Azzurro trasferiti alle superiori) ed al magna magna delle cooperative “artistiche” tra un peto, un rutto e un fotti fotti, al prossimo giro suggerirei di affidare corsi universitari ai giostrai per concludere con il corso seminariale: chiedere i soldi al semaforo. Una prece.

Diteci bravi mentre scappiamo con i soldi


Per l’Europa ed il mondo si aggira il fantasma del Diteci Bravi, si tratta di un morbo terribile. Chi ne è colpito è spinto a fare cazzate e brodaglie non solo per palanca, cosa che renderebbe le sue azioni giustificabili, ma anche perché el pueblo dica “bene, bravo, bis”, piccoli neroni petroliniani, dittatori estesi e liquidi, guardatevi attorno e li scorgerete facilmente: quelli dei mille impegni che poi se ne lagnano, quelli della speculazione sul flusso infinito di extrac. ma che cercano pure l’applauso in piazza ed il premio “madre coraggio 2016”, quelli del capocciate contro il muro per entrare in qualsiasi gruppo socio-politico-clubberotrallalero e poi “sono modesto, compatitemi”. Dite che è morbo vecchio? Può essere, ma a me appare tanto esteso quanto mai, sarà la mediocrità oramai dominante, sarà l’afflusso costante di informazioni… a proposito di questi solidali da applauso e portafogli ricordo la recente cagata di Ai Wei Wei (uno che di merdate a raffica se ne intende). Per questo capolavoro

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penso sia necessario un riconoscimento. Propongo di riempire piazza vecchia con riproduzioni del Perseo del Cellini, perfettamente ricopiato tranne che per il particolare della testa di Medusa, per quella vorrei si facesse uso della parte anatomica di Ai Wei Wei, dei vari assessori e di tutti quanti hanno approvato ed acclamato il loro miserabile progetto. Dice uno e che ti fa? Lasciali sfogare, così si sentono intelligenti. Dico no, il morbo è troppo diffuso, serve un po’ di profilassi.

Poi ci sorge il dubbio, ma i gommoni sono per la situazione del lungarno?

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LA RELIGIONE DELL’UGUAGLIANZA


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LE BOMBAROLE DELL’ISIS – 3 DONNE ARRESTATE A PARIGI, PREPARAVANO UN ATTACCO ALLA STAZIONE GARE DE LYON PER VENDICARE L’UCCISIONE DEL “MINISTRO” DEL CALIFFATO AL ADNANI – LA PRINCIPALE SOSPETTATA AVEVA L’AUTO PIENA DI BOMBOLE DI GAS – FERMATO ANCHE UN UOMO
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MA CHE BEL CUCCIOLETTO DI ISIS! – I SERVIZI SEGRETI EUROPEI LANCIANO L’ALLARME: I “CUCCIOLI DEL CALIFFATO”, BABY KAMIKAZE DI ETA’ TRA I 12 E 17 ANNI, STANNO ARRIVANDO IN MASSA CONFUSI TRA I PROFUGHI – SONO ADDESTRATI A UCCIDERE, E ORA CHE IN SIRIA L’ISIS ARRETRA VERRANNO UTILIZZATI PER ATTENTATI IN CASA NOSTRA

Caro Antonio apri gli occhi (in merito al nuovo libro di Ratzinger)


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A seguito delle schifose (non posso dire altrimenti) anticipazioni dell’ultimo libro del Sig. Ratzinger

http://www.corriere.it/cronache/16_settembre_08/benedetto-xvi-papa-libro-vaticano-de3aa4e4-7537-11e6-86af-b14a891b9d65.shtml

eccomi nuovamente a rivolgermi retoricamente a Socci (retoricamente perché non penso leggerà e non farò certo nulla di più di questo).

Caro Antonio, capisco che sia difficile dire “mi hanno ingannato per decenni” e che la cosa ponga anche gravi riflessioni sopra la validità dei sacramenti impartiti, ma diciamolo papale papale… Ratzinger non è stato un Defensor Fidei e neppure un Defensor Ecclesiae, ma un debole e confuso gestore del Soglio di Pietro indebitamente occupato, eredità di altri usurpatori. Gesti che sono sembrati inizialmente forti, una virata decisa magari per riportare in piena navigazione la navicula Christi si sono rivelati o frutto di velleità non sentite o, peggio ancora, fumo negli occhi per tentare di richiamare certi gruppi fedeli alla Chiesa come è stata, è e sarà. In fondo, a quanto pare, sembra emergere un quadro comune tra Ratzinger e Bergoglio, la volontà, uno con gesti più sottili, l’altro con chiassate da dittatore dello Stato Libero di Bananas, per attirare chi è stato posto fuori dalla chiesa essendo nella Chiesa.

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Ora Ratzinger per l’ennesima volta smentisce la questione dei complotti, delle dimissioni obbligatorie. Si badi bene, io sono convintissimo che Ratzinger è stato dimesso e che Bergoglio ha fatto il trappolone, ma sono beghe oramai inutili, sono dei grossi topi di fogna che si azzuffano per sventrare un cuscino di seta. Occupano illegalmente il luogo dove si trovano, con la morte di Pio XII è iniziato un nuovo periodo di schiavitù per il popolo di Dio. Attendiamo chi romperà le catene e ci porterà alla salvezza, ma quanto dovremo attendere? Ratzinger ha perso forse l’ultima occasione per redimersi, per svelare l’imbroglio e fare cadere un orribile individuo che si appresta, ho il vomito a dirlo, si appresta a riconoscere il Protestantesimo come vera Via alla Salvezza.

Leggiamo in queste ore De Maistre, leggiamo Pio X e leggiamo Pio XII, il Protestantesimo è infezione e tabe, è il nulla, la protesta sul tutto, la assoluta e venefica teoria di rifiuto della Verità. Ratzinger non a caso era nel Vaticano II, alla fine pure lui è uno di quei teorici della chiesetta 2.0, summa del nulla, volemose bene e tutto è bello, buono e gradevole. Una chiesa dove tutto è lecito e concesso e dunque a che serve quando posso fare per conto mio secondo le leggi dello Stato?. La chiesa delle Chiese abbatttute o convertite in parchi per lo skateboard.

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Ratzinger dice di prepararsi alla morte. Può essere che nella sua Misericordia imperscrutabile Dio perdonerà anche lui e perfino, pur mi pare di bestemmiare, perfino un rozzo imbonitore come Bergoglio, non posso saperlo, da Cristiano e Cattolico dovrei invocare salvezza per tutte le anime, ma certo è dura quando ti rendi conto del disastro immane perpetrato da siffatti esseri.

Caro Antonio, hai resistito a Bergoglio e ne puoi essere fiero, porti avanti una campagna contro CL (anche se secondo me CL è identica a sempre, solo cambia padrone), non riproporre ti prego astrusi tentativi di vedere “sottile ironia” e “messaggi cifrati” nelle parole di Ratzinger, non è il momento di “alludere”, ma di seguire quanto detto dal Cristo

Sit autem sermo vester: “Est, est”, “Non, non”; quod autem his abundantius est, a Malo est

 

Di morti che si credono vivi e infastidiscono il becchino


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Ma che vi incazzate a fare? L’invocazione al siate fertili non è rivolta a voi, voi siete morti e manco ve ne accorgete, state solo dando grosse zuccate contro il coperchio della cassa. Andate in un ospedale, restate 30 minuti al piano di ostetricia, guardate, poi andate nella zona dell’Obitorio, guardate, passata la paura?. A voi al massimo si dice che siete e sarete fertilizzanti, insomma la decò, lo sbriciolamento etc… poi è probabile che vi tirino pure sopra presto e vi sbattano in qualche buca tutti assieme, oppure una spolverata e giù nel cesso, che vi illudete? Nessuno vi chiede di essere fertili, nessuno vi chiede di dare “figli alla patria”, non stanno parlando con voi e neppure vi chiedono nulla, voi ribellatevi, fate vedere come siete già morti e defunti, dai, dategli il brivido di piacere a chi vi (s)comanda nel mostrare come invocate l’annientamento (cosa d’altro canto buonissima e giustissima, propagare cazzate perché?). Mostrate come la forza vitale è completamente svanita, dai, dite “e tu che vuoi da me” oppure fate come quelli che prima si lamentano che non si è troppo “solidali” con chi manco è nato in questa misera penisola e subito dopo vi lamentate “ma ffare figli con cofa che manco abbiamo i foldi”. Avanti, calmatevi, state disturbando il resto del cimitero.

In sintesi

Queli che pensano che il governo chiede a loro di esere fertili, invece a loro dice solo “sarete fertilizzanti” e però capiscono un caso e si incasano come dele bisie oh yeah

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dal blog I giorni e le parole “Pregare con Fede e con Costanza”


Riposto delle interessanti e secondo me condivisibilissime riflessioni dal blog di Turquoise

Qualche giorno dopo il recente terremoto la giornalista cattolica Costanza Miriano ha lanciato la lodevolissima iniziativa di pregare per le anime di coloro che sono trapassati a causa della scossa, sulla base della nostra Fede che vede la preghiera per i vivi e quella per i defunti tra quelle sette opere di misericordia spirituale che insieme alle sette di misericordia corporale costituiscono il manuale di assistenza che i cristiani devono praticare vicendevolmente, in nome di quella misericordia autentica che è ben altra cosa dalle fanfaluche giustificazioniste spacciate da Bergoglio nel corso del suo giubileo della miserevole misericordia di comodo. Costanza ha proposto di indirizzare le preghiere non in modo generico alle anime delle vittime del sisma ma di pregare a beneficio di ciascuna di esse, utilizzando a tale scopo l’elenco dei nomi degli scomparsi tra Lazio e Marche. QUI

La preghiera per i defunti presuppone la fede nell’esistenza dell’anima e nella sua immortalità, nel giudizio divino, nella comunione dei santi e tra i vivi e i morti, nel Purgatorio come luogo di purificazione per le anime che, già trovandosi in uno stato di grazia presso Dio, devono purificarsi e raggiungere quella perfezione che in vita non riuscirono ad ottenere per entrare nel Regno dei Cieli. Il cristiano crede che sia concesso da Dio di abbreviare il periodo di permanenza penitenziale della anime nel Purgatorio mediante le preghiere dei vivi per i defunti, che hanno la funzione di “perorare” la causa delle anime da parte dei credenti e di favorire un loro più rapido accesso al Paradiso. Pregare per i defunti è l’atto estremo di amore per i nostri cari trapassati: dall’istante in cui non ci è più possibile prenderci cura di loro in vita, aiutandoli nelle loro quotidiane necessità materiali e spirituali, possiamo continuare ad esprimere il nostro amore e la nostra cura nei confronti delle loro anime, il cui eterno benessere possiamo favorire con le preghiere oltreché che con le messe, le opere di bene in suffragio e le visite al cimitero. Nulla vieta di pregare, anzi è raccomandato,  anche per le anime dei defunti sconosciuti, in nome di quella comunione tra battezzati che ci rende universalmente fratelli anche dei credenti in Cristo che non conosciamo di persona. E’ dunque piuttosto evidente che la proposta di Costanza Miriano deve essere accolta come un commovente atto di carità e di amore per chi ha perso la vita terrena sotto le macerie e forse non ha avuto il tempo o la lucidità necessari per raccomandare la propria anima immortale a Dio. Da cattolica romana, che ha sempre attribuito alla preghiera per i defunti un posto di primo piano nella propria vita spirituale,  non posso che fare mia la proposta di Costanza. Da napoletana sono parte di una cultura che ha fatto della cura per le anime del Purgatorio un caposaldo della fede e della tradizione, con quella attenzione particolarissima pe’ ll’aneme ‘o Priatorio che induceva nei secoli passati molti napoletani ad “adottare” i resti di defunti senza nome e a curarne l’anima per assicurarne l’ingresso in Paradiso, dal quale i defuntì avrebbero poi ricambiato le cure ricevute intercedendo a favore dei vivi che se ne erano fatti carico. Le nostre strade sono ancora piene di edicole votive della Vergine ai piedi della quale uno stuolo di anemelle ‘o Priatorio attende di veder terminata la propria penitenza e di essere accolte in Cielo, sperando che i passanti favoriscano il passaggio regalando loro una Requiem Aeterna. E’ ancora frequente sentire i napoletani invocare le anime del Purgatorio nei momenti di difficoltà, in nome di una solidarietà tra vivi e morti che richiede a questi ultimi altrettanta compassione per le sofferenze di chi è ancora sulla Terra. Da cattolica romana e da napoletana faccio quindi davvero fatica a capire l’ ondata di insulti che si è riversata sulla Miriano nei social, accusata di assurdità come la violazione della privacy delle vittime del terremoto, i cui nomi sono stati per ovvie ragione resi pubblici dalle autorità, o la presunta violazione del diritto dei deceduti a non vedersi “imporre” preghiere non richieste. Per fortuna l’iniziativa di Costanza ha trovato anche moltissimi elogi e adesioni, ai quali aggiungo certamente i miei.

Considerato che la stragrande maggioranza delle vittime del sisma ha ricevuto funerali cattolici nemmeno le famiglie dovrebbero trovare irriverente la proposta di preghiere di suffragio, e non si comprende perché la cosa dovrebbe turbare la pletora di atei, agnostici ed eretici che all’anima e al Purgatorio dicono di non credere e che quindi a logica dovrebbero strafregarsene del tutto. Costoro dovrebbero continuare a perdersi in dotte dissertazioni del tipo “Ma se Dio esiste perché permette tutto questo?” oppure “Come può Dio permettere la morte dei bambini?” o ancora “Come si conciliano Dio e la morte?” fino alla più classica “Dov’era Dio?”, che da Auschwitz in poi viene immancabilmente sfoderata da quelli che credono di saperla lunga, ma proprio la loro incapacità di trovare una risposta alla domanda dimostra che non sanno un cazzo, né di teologia né di geologia, e quindi farebbero meglio a tacere. Perdere tempo, perdersi in disquisizioni da quattro soldi, perdere l’occasione di star zitti, perdere è la loro specialità. Si perderanno pure l’anima, e così non dovranno nemmeno subire il fastidio di subire gli effetti delle preghiere, ammesso che trovino qualcuno che si prenda l’onere di pregare per le loro animacce nere, visto che probabilmente frequentano solo atei, agnostici ed eretici. Possono anche non credere all’ Inferno, tanto l’Inferno continuerà a credere in loro.

Per le vittime del terremoto di Amatrice, Accumoli, Ascoli Piceno e tutti i paesi coinvolti, con un pensiero speciale per alcune persone la cui vicenda mi ha molto toccata e alle quali questa preghiera è particolarmente dedicata.

Requiem aeternam

Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace.

Amen

Una espressione dell’antichissimo culto delle anime del Purgatorio nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via dei Tribunali a Napoli

I giorni e le parole

Qualche giorno dopo il recente terremoto la giornalista cattolica Costanza Miriano ha lanciato la lodevolissima iniziativa di pregare per le anime di coloro che sono trapassati a causa della scossa, sulla base della nostra Fede che vede la preghiera per i vivi e quella per i defunti tra quelle sette opere di misericordia spirituale che insieme alle sette di misericordia corporale costituiscono il manuale di assistenza che i cristiani devono praticare vicendevolmente, in nome di quella misericordia autentica che è ben altra cosa dalle fanfaluche giustificazioniste spacciate da Bergoglio nel corso del suo giubileo della miserevole misericordia di comodo. Costanza ha proposto di indirizzare le preghiere non in modo generico alle anime delle vittime del sisma ma di pregare a beneficio di ciascuna di esse, utilizzando a tale scopo l’elenco dei nomi degli scomparsi tra Lazio e Marche. QUI

La preghiera per i defunti presuppone la fede nell’esistenza dell’anima e nella sua immortalità, nel…

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Democraticamente il nulla, dall’eroismo in guerra alla love story


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Nel 1963 uscì nelle sale PT 109, un film estremamente elogiativo di Mr. Kennedy (praticamente viene ripetuto ogni 3 battute il nome del Presidente USA). Nel film si raccontava un fatto reale ovvero l’affondamento del motosilurante comandato da Kennedy durante la seconda guerra mondiale e le imprese compiute dal futuro presidente per salvare il suo equipaggio. Gesta eroiche insomma, il film non è un capolavoro e l’intento elogiativo eccede, ma certo l’impresa resta.

Ora esce un film sopra Obama: First Date, la storia dell’incontro tra lui e la moglie (all’epoca lei era avvocato e lui divenne suo stagista ehm…) ovviamente sarà tutto condito di buoni sentimenti, lotte contro l’oppressione e discriminazioni varie, si prevede una cagata di film.

A questo punto attendiamo un bel film sui pompini della Lewinsky.

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Vanità, vanità… onanismo in vaticano


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Los Angeles, 1 febbraio 2016 – Papa Francesco attore. Sua Santità interpreterà se stesso nella pellicola ‘Beyond the Sun’. Mai prima d’ora un Pontefice aveva partecipato alle riprese di un film.

A darne notizia è la rivista specializzata ‘The Hollywood Reporter’, solitamente ben informata. Il progetto è di Ambi Pictures e viene prodotto e finanziato da Andrea Iervolino e Lady Monika Bacardi.

Il tema della pellicola è una storia famigliare basata sui Vangeli, raccontata attraverso diverse voci. La partecipazione straordinaria di Papa Francesco, che pare abbia avuto l’idea, è stata richiesta dai produttori per realizzare questo film rivolto ai bambini, per comunicare il messaggio di Gesù.

“Il nostro entusiasmo e gratitudine a Sua Santità, Papa Francisco, per la partecipazione a questo film, vanno ben oltre le parole”, ha detto Iervolino. “Questo non è solo un film per noi. E ‘un messaggio sociale e spirituale: e chi è meglio avere al vostro fianco, se non il Papa, per lanciare un messaggio importante?”, ha aggiunto il produttore.

Il film ‘Beyond the Sun’ inizierà le riprese quest’anno in Italia. Per il Papa un film che arriva pochi mesi dopo l’album ‘Wake up!’, uscito in novembre. Si tratta di un cd con undici brani tratti dai discorsi di Papa Francesco, accompagnati da inni sacri della tradizione musicale cristiana interpretati in stili che vanno dai canti gregoriani al rock, attraverso il ‘new age’ e il pop latino. (Quotidiano.net)

Vanità, vanità, tutto al mondo è vanità e nulla c’è di peggio di un vanesio come Bergoglio, vanesio e sommamente ignorante, democratico, adatto al popolino che possa dire “è come noi”, sì, è come voi, è un vanesio, ignorante e stupido, ma, a differenza vostra, la posizione che ha rubato lo rende pure pericoloso e appestante, il viscido bruco che si è incistato sulla leggiadra rosa. Vanità, vanità, tutto al mondo è vanità. Il “new age” è corretto per costui perché la sua predicazione è “new age”, il pop latino gli ricorda la sua formazione teologica evidentemente, il gregoriano (vorrei sapere poi quale) è finito dentro tanto per dare una “immagine” di serietà, ma c’è da dire che in questi sciagurati tempi è sovente incontrare fricchettoni che consumano un cd, uno e uno solo, di canti gregoriani mentre si fanno la cannetta del mattino… allora noi prima sputiamo varie volte davanti al suo nome e poi ci affidiamo ad un Papa.

MOTU PROPRIO
TRA LE SOLLECITUDINI
DEL SOMMO PONTEFICE
PIO X
SULLA MUSICA SACRA

Tra le sollecitudini dell’officio pastorale, non solamente di questa Suprema Cattedra, che per inscrutabile disposizione della Provvidenza, sebbene indegni, occupiamo, ma di ogni Chiesa particolare, senza dubbio è precipua quella di mantenere e promuovere il decoro della Casa di Dio, dove gli augusti misteri della religione si celebrano e dove il popolo cristiano si raduna, onde ricevere la grazia dei Sacramenti, assistere al santo Sacrificio dell’Altare, adorare l’augustissimo Sacramento del Corpo del Signore ed unirsi alla preghiera comune della Chiesa nella pubblica e solenne officiatura liturgica.

Nulla adunque deve occorrere nel tempio che turbi od anche solo diminuisca la pietà e la devozione dei fedeli, nulla che dia ragionevole motivo di disgusto o di scandalo, nulla soprattutto che direttamente offenda il decoro e la santità delle sacre funzioni e però sia indegno della Casa di Orazione e della maestà di Dio.

Non tocchiamo partitamente degli abusi che in questa parte possono occorrere. Oggi l’attenzione Nostra si rivolge ad uno dei più comuni, dei più difficili a sradicare e che talvolta si deve deplorare anche là dove ogni altra cosa è degna del massimo encomio per la bellezza e sontuosità del tempio, per lo splendore e per l’ordine accurato delle cerimonie, per la frequenza del clero, per la gravità e per la pietà dei ministri che celebrano. Tale è l’abuso nelle cose del canto e della musica sacra. Ed invero, sia per la natura di quest’arte per sé medesima fluttuante e variabile, sia per la successiva alterazione del gusto e delle abitudini lungo il correr dei tempi, sia per funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale, sia pel piacere che la musica direttamente produce e che non sempre torna facile contenere nei giusti termini, sia infine per i molti pregiudizi che in tale materia di leggeri si insinuano e si mantengono poi tenacemente anche presso persone autorevoli e pie, v’ha una continua tendenza a deviare dalla retta norma, stabilita dal fine, per cui l’arte è ammessa al servigio del culto, ed espressa assai chiaramente nei canoni ecclesiastici, nelle Ordinazioni dei Concilii generali e provinciali, nelle prescrizioni a più riprese emanate dalle Sacre Congregazioni romane e dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori.

Con vera soddisfazione dell’animo Nostro Ci è grato riconoscere il molto bene che in tal parte si è fatto negli ultimi decenni anche in questa Nostra alma Città di Roma ed in molte Chiese della patria Nostra, ma in modo più particolare presso alcune nazioni, dove uomini egregi e zelanti dal culto di Dio, con l’approvazione di questa Santa Sede e sotto la direzione dei Vescovi, si unirono in fiorenti Società e rimisero in pienissimo onore la musica sacra pressoché in ogni loro chiesa e cappella. Codesto bene tuttavia è ancora assai lontano dall’essere comune a tutti, e se consultiamo l’esperienza Nostra personale e teniamo conto delle moltissime lagnanze che da ogni parte Ci giunsero in questo poco tempo, dacché piacque al Signore di elevare l’umile Nostra Persona al supremo apice del Pontificato romano, senza differire più a lungo, crediamo Nostro primo dovere di alzare subito la voce a riprovazione e condanna di tutto ciò che nelle funzioni del culto e nell’offìciatura ecclesiastica si riconosce difforme dalla retta norma indicata.

Essendo, infatti, Nostro vivissimo desiderio che il vero spirito cristiano rifiorisca per ogni modo e si mantenga nei fedeli tutti, è necessario provvedere prima di ogni altra cosa alla santità e dignità del tempio, dove appunto i fedeli si radunano per attingere tale spirito dalla sua prima ed indispensabile fonte, che è la partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa. Ed è vano sperare che a tal fine su noi discenda copiosa la benedizione del Cielo, quando il nostro ossequio all’Altissimo, anziché ascendere in odore di soavità, rimette invece nella mano del Signore i flagelli, onde altra volta il Divin Redentore cacciò dal tempio gli indegni profanatori.
Per la qual cosa, affinché niuno possa d’ora innanzi recare a scusa di non conoscere chiaramente il dover suo e sia tolta ogni indeterminatezza nell’interpretazione di alcune cose già comandate, abbiamo stimato espediente additare con brevità quei principii che regolano la musica sacra nelle funzioni del culto e raccogliere insieme in un quadro generale le principali prescrizioni della Chiesa contro gli abusi più comuni in tale materia.

E però di moto proprio e certa scienza pubblichiamo la presente Nostra Istruzione, alla quale, quasi a codice giuridico della musica sacra, vogliamo dalla pienezza della Nostra Autorità Apostolica sia data forza di legge, imponendone a tutti col presente Nostro Chirografo la più scrupolosa osservanza.

ISTRUZIONE SULLA MUSICA SACRA

I  Principii generali.

1. La musica sacra, come parte integrante della solenne liturgia, ne partecipa il fine generale, che è la gloria di Dio e la santificazione e edificazione dei fedeli. Essa concorre ad accrescere il decoro e lo splendore delle cerimonie ecclesiastiche, e siccome suo officio principale è dì rivestire con acconcia melodia il testo liturgico che viene proposto all’intelligenza dei fedeli, così il suo proprio fine è di aggiungere maggiore efficacia al testo medesimo, affinché i fedeli con tale mezzo siano più facilmente eccitati alla devozione e meglio si dispongano ad accogliere in sé i frutti della grazia, che sono propri della celebrazione dei sacrosanti misteri.

2. La musica sacra deve per conseguenza possedere nel grado migliore le qualità che sono proprie della liturgia, e precisamente la santità e la bontà delle forme, onde sorge spontaneo l’altro suo carattere, che è l’universalità.

Deve essere santa, e quindi escludere ogni profanità, non solo in se medesima, ma anche nel modo onde viene proposta per parte degli esecutori.

Deve essere arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull’animo di chi l’ascolta quell’efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l’arte dei suoni.
Ma dovrà insieme essere universale in questo senso, che pur concedendosi ad ogni nazione di ammettere nelle composizioni chiesastiche quelle forme particolari che costituiscono in certo modo il carattere specifico della musica loro propria, queste però devono essere in tal maniera subordinate ai caratteri generali della musica sacra, che nessuno di altra nazione all’udirle debba provarne impressione non buona.

II   Generi di musica sacra.

3. Queste qualità si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto ch’essa ha ereditato dagli antichi padri, che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli, che in alcune parti della liturgia esclusivamente prescrive e che gli studi più recenti hanno sì felicemente restituito alla sua integrità e purezza.

Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il supremo modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.

L’antico canto gregoriano tradizionale dovrà dunque restituirsi largamente nelle funzioni del culto, tenendosi da tutti per fermo, che una funzione ecclesiastica nulla perde della sua solennità, quando pure non venga accompagnata da altra musica che da questo Soltanto.

In particolare si procuri di restituire il canto gregoriano nell’uso del popolo, affinché i fedeli prendano di nuovo parte più attiva all’officiatura ecclesiastica, come anticamente solevasi.

4. Le anzidette qualità sono pure possedute in ottimo grado dalla classica polifonia, specialmente della Scuola Romana, la quale nel secolo XVI ottenne il massimo della sua perfezione per opera di Pier Luigi da Palestrina e continuò poi a produrre anche in seguito composizioni di eccellente bontà liturgica e musicale. La classica polifonia assai bene si accosta al supremo modello di ogni musica sacra che è il canto gregoriano, e per questa ragione meritò di essere accolta insieme col canto gregoriano, nelle funzioni più solenni della Chiesa, quali sono quelle della Cappella Pontificia. Dovrà dunque anche essa restituirsi largamente nelle funzioni ecclesiastiche, specialmente nelle più insigni basiliche, nelle chiese cattedrali, in quelle dei seminari e degli altri istituti ecclesiastici, dove i mezzi necessari non sogliono fare difetto.

5. La Chiesa ha sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, ammettendo a servizio del culto tutto ciò che il genio ha saputo trovare di buono e di bello nel corso dei secoli, salve però sempre le leggi liturgiche. Per conseguenza la musica più moderna è pure ammessa in chiesa, offrendo anch’essa composizioni di tale bontà, serietà e gravità, che non sono per nulla indegne delle funzioni liturgiche.

Nondimeno, siccome la musica moderna è sorta precipuamente a servigio profano, si dovrà attendere con maggior cura, perché le composizioni musicali di stile moderno, che si ammettono in chiesa, nulla contengano di profano, non abbiano reminiscenze di motivi adoperati in teatro, e non siano foggiate neppure nelle loro forme esterne sull’andamento dei pezzi profani.

6. Fra i vari generi della musica moderna, quello che apparve meno acconcio ad accompagnare le funzioni del culto è lo stile teatrale, che durante il secolo scorso fu in massima voga, specie in Italia. Esso per sua natura presenta la massima opposizione al canto gregoriano ed alla classica polifonia e però alla legge più importante di ogni buona musica sacra. Inoltre l’intima struttura, il ritmo e il cosiddetto convenzionalismo di tale stile non si piegano, se non malamente, alle esigenze della vera musica liturgica.

[…]

Bestie Virtuali?


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Bestie allevate nelle feci, tripudi 2.0., non banalizziamo, non strumentalizziamo ed è tutto uno strumentalizzare pro e contro, tra minchioni locali che lanciano raccolte a cazzo, contro il parere di Protezione Civile e Istituzioni che coordinano il tutto, perché vogliono rifulgere in vista di future elezioni, tra fessi che sparano bufale sopra bufale, e la magnitudo falsata, e le trivelle, e le scie chimiche, sciacalli 2.0., venga a visitare il mio sito, clicca in questo punto, scopri cosa è successo, passa da noi, dindi di pubblicità, aiuta il movimento, ferma il movimento, opprimi il movimento, aiuta il movimento FERMATI DA NOI, e avanti di questo passo tra rilanci peggio che alle aste dei beni sequestrati al boss, avanti dimostrando che non sono solo i politici, a ben vedere, che se ne fottono di quello che accade e di chi ci rimane sotto, tutti geologi, geofisici, sismologi, ingegneri antisismici, e vai di GIappone, in GIappone questo e quello, perché il Giappone è comodo quando pare, e vai di “questi centri storici sono un peso, bisogna modernizzare”, certo, pure i vecchi sono un peso e direi che pure quelli che nascono con un difetto congenito, bisogna modernizzare, e avanti con il carrozzone del bar internazionale e non puoi sfuggire, no, non puoi sfuggire perché ti insegue di stanza in stanza, più ti addentri e più lui ti è dietro vomitando e facendoti scivolare al suolo.

Una vignetta ma non solo


A Pasqua 2001 Johnny Hart, vignettista noto per il ciclo del Mago Wiz e B.C., pubblicò una vignetta che generò un vespaio presso alcuni rappresentanti della comunità ebraica.

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L’autore si scusò poi con i suoi lettori dicendo che non voleva offendere nessuno. Di fatto non vedo l’offesa, anche se capisco che a quanti di religione ebraica il messaggio di base non possa piacere: la Nuova Alleanza sancita con la morte e resurrezione del Cristo nasce in seno al popolo della Vecchia Alleanza e la completa. Ovvio che un ebreo ortodosso non possa accettare come, a suo tempo, non accettò il Messia. Detto questo c’è da dire che la vignetta non è né irrispettosa, né volgare, né diffama la religione ebraica, semplicemente in maniera poetica rappresenta quello che è il passaggio da Vecchia a Nuova Alleanza per un cristiano.

 

Oggi per la nuova puntata: non c’è bisogno di invaderci, ci ammazziamo da soli…


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Le femministe ultrasuper, quelle del il corpo e mio e basta depilarsi e donna oggetto donna oggetto schierate lietamente per la difesa del diritto ai Burkini (no, non ho detto Bucchini*) e suoi derivati. I maomettani si staranno sganasciando da giorni.

* ma che volgare afauofehofhaofhoehf… mi adeguo ai protagonisti della vicenda.

L’ondata Demò a Cubà


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L’ondata Demò cosa offre sul menù cubano? Offre crociere per media borghesia, una sfilatina di moda (quattro stracci tra straccioni, direbbe qualche titolista) e qualche rimasuglio musical-pop. Avete presente quei fastidiosi resti del pasto che restano incastrati tra i denti e dai e dai, vai di lingua, e dai e dai, vai di stecchino, e dai e dai… ecco l’ondata demò sull’isola porta roba tipo i Rolling Stones e pure Madonna (mia?). Continuo a pensare che almeno scenograficamente i Russi hanno più gusto: conquistata o liberata Palmira che dir si voglia, esibizione a colpi di Bach, perché c’è classe e classe nella conquista, c’è la classe finto popolare e carissima di una Amerique Demò che sparge concimi letali sopra terreni già martoriati, in attesa che fiorisca il dolce flor della demomercanzia, e c’è una Russia che almeno vuole conservare parvenza di vera Europa con questo elitismo carissimissimo che basta un violino ed un violinista e non c’è bisogno di tante stronzate di amplificazioni, luci e quintali di olio sulle giunture di Mick Jagger… fossero arrivati gli Stati Disuniti a Palmira? Immagino avremmo visto Keith Richards fumarsi una colonna e magari per l’occasione avrebbero riesumato Mr. Jackson e, con una tecnica degna del buon Galvani, l’avrebbero perfino fatto ballare in barba ai pezzi che si spargevano sul palco. I Russi almeno la mummia la lasciano a Mosca, i Demò le mummie le mandano in Tour (venghino, venghino, Barnum ed i suoi Freaks) o fanno sbarcare la sgallettata d’antan a festeggiare improbabili festicciol orgiastico-incularelle-mixto-mixtien-cuba-libre-pagodomani.

E la guerra del Peloponneso? Non dimentichiamo la guerra del Peloponneso!


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Un giornalista dell’Huffington Post ha avuto questo colpo (pardon) di genio

Lo sappiamo, è quasi impossibile e, visti i successi italiani, suonerebbe persino anti-patriottico, se non vetero-pacifista, ma non è questo il punto. Il punto è che, dopo più di un anno di spari, esplosioni e sangue, il vero gesto olimpico sarebbe stato sospendere le discipline di tiro.

Insomma vorrebbe che per questioni di educazione e di rispetto si fossero sospese le discipline di tiro, carabina, fucile = bum bum = morte. Perfetto. A questo punto si pone il problema di sospendere le altre discipline gravemente offensive verso i fatti recenti. Nell’ordine.

Discipline in acqua: offendono la memoria degli immigrati affogati

Atletica leggera/Ginnastica: veicolano un ideale femminile di magrezza e bassa statura. A livello maschile discriminano la pancetta

Badminton: offendono spazzini e chi presta servizio di pulizia in generale

Ciclismo: con tutto il doping di questi anni? Vuoi mettere? Istigazione!

Equitazione: si dovrebbe sensibilizzare sul consumo di carne equina e poi il cavallo mica nasce per saltare ostacoli etc…

Judo: roba che uno mena un altro tizio. Brutta roba.

Pallacanestro: offendono le persone di statura medio/bassa e poi il canestro è chiara metafora sessuale, discriminano gli asessuali

Pallavolo: chi si veste troppo, chi si veste poco

Pugilato: vedi Judo

Rugby a 7: violenza di gruppo, squadre di tifosi, pestaggi, roba da menasse

Scherma: duelli, nobili, discriminazione sociale, illegalità dello scontro, violenza

Tennis: chiaro richiamo a due eserciti che si sparano cannonate

Tennis da tavolo: minicannoni e poi discriminano i non cinesi o orientali

Tiro con l’arco: infilzare, centrare, riferimenti bellici e sessuali a gogo.

Vietiamo tutto, dai.