TERRE IMPERVIE

14/01/2010

IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI


Continua sul Giornale la caciara Craxi Santo, Santo Subito. Questa volta parte all’attacco Veneziani -ed è già tutto dire- definendo Craxi un gigante rispetto ai politici degli ultimi venti anni. E con cio’? Ritorniamo al discorso Via Mussolini e Via Hitler dell’altra volta, capisco che Veneziani in questo caso sarebbe disposto pure ad una bella Via dedicata al Mascellone, ma questo sarebbe un modo di ragionare? Sarebbero gli “storici di regime”, come fa dire Veneziani a Craxi stesso, a condannare ingiustamente il leader PSI? Abbiamo vissuto in un paradiso democratico fino all’esilio ad Hammamet e non ce ne siamo accorti? E pensare che noi, poveri scemi, pensavamo che Craxi si fosse fregato un bel po’ di soldi e fosse fuggito a gambe levate per non finire dentro, invece no, era in esilio, una sorta di rovesciamento di Mosè, ci aveva dato il paradiso, la terra promessa, ma lui ha dovuto contemplare il tutto da lontano. L’articolo di Veneziani è scritto tutto con il tono della rievocazione di fatti fondamenteli, un tono mistico:

“Era già un Craxi postumo, che ragionava con il distacco della storia”

“Intervista al miglior politico degli ultimi vent’anni. Confermo il giudizio, anzi il tempo accresce e non diminuisce la sua statura”

“tentò di modernizzare la sinistra e di sdoganare la destra”

e tutta una fitta altra serie di cazzate (che termini trovare?) degne, queste sì, di uno storico da regime, quelli che fanno sparire i pezzi, riscrivono le pagine e poi le infilano nel contenitore per spedirle indietro all’archivio che si occuperà della diffusione. Perchè cercare di rivalutare uno dei tanti (gigante? Devo ridere?) che ha reso questa Nazione la lercia pattumiera nella quale si galleggia tutti i giorni? Tutto perchè vogliono la targhetta con scritto Via Craxi e il bambinello, poveretto, che chiede al nonnino, nonno nonno chi era Craxi, e quello, un gigante della storia, poi svoltano per via Mussolini e il nonno, ah quando c’era lui, e così via in questa sorta di bignami a cielo aperto per storici superficiali. Ci tenete così tanto? Bramate? Offrite scambi, io ti regalo Via Berlinguer e tu mi dai Via Craxi, in una sorta di Monopoli. Scrive ancora Veneziani

“Craxi si circondò non solo di nani e ballerine, ma anche di intelligenze politiche affilate, che tutt’oggi si rivelano di prim’ordine, anche al governo”

frase che da una parte è come una minaccia di fare i nomi e dall’altra mi pone una domanda: chi? Queste intelligenze politiche (ossimoro) chi sarebbero mai? Penso ad alcuni nomi di socialisti, Martelli, Amato, De Michelis? Continua ancora imperterrito

“certo non fu lui a introdurre la corruzione politica e il finanziamento losco dei partiti in Italia, già in uso grazie alla sinistra democristiana sin dagli anni Cinquanta e i primi socialisti affaristi di potere degli anni Sessanta”

ovvio, e l’omicidio, Bibbia alla mano, venne introdotto da Caino, direi che questo assolve tutti gli assassini successivi, una logica che farebbe impallidire Spinoza. Dopo queste perle Veneziani dice di voler fare un discorso storico (?) e definire i 12 apostoli della Repubblica, così li chiama, ovvero i numi tutelari che meriterebbero una Via (ma è una fissazione? Se non hai una via non sei nessuno?). Sentite la lista, c’è da scompisciarsi tra finti padri della patria, santi beatificati dalle pallottole e altra gente: De Gasperi, Moro e Fanfani, Togliatti, Di Vittorio, Berlinguer, Malagodi, Pacciardi, Almirante (te pareva),  Nenni e Craxi, e poi i viventi, Andreotti, Pannella e Berlusconi (oltre a tutti i Presidenti). C’è da restare senza fiato. Sinceramente non ho idea se i 12 apostoli debbano essere socialisti, del pd, del pdl, comunisti, missini o liberali, di certo i 3 Magi non erano socialisti o si sarebbero fregati l’oro.

AGGIORNAMENTO: Minzolini è fuori come un balcone, parla di visione storica e poi spara cazzate, Craxi ha fatto cadere il muro di Berlino? Craxi uno statista? Parla di gente dalla parte giusta e dalla parte sbagliata -categorie storicissime….chi non ha mai trovato uno storico serio che dice “questo è bene questo è male”. Minzolini accumula scemenze, una sopra l’altra. Che i processi si siano dimenticati alcuni partiti lo sappiamo tutti, che il Pc fosse cotto con la caduta del muro pure e che l’uscita a poca distanza della questione processuale per abbattere PSI e DC non sia stata casuale lo si capisce, almeno che non si voglia essere sordi, non si sia in malafede o non si sia troppo giovani per ricordare. Certa magistratura vuole fare politica, è evidente. Tutte cose sensate queste, ma non tolgono che Craxi era ed è un delinquente che si è sottratto al giudizio e se anche fosse stato un giudizio di giudici corrotti i suoi reati non cambiano. Invece di perdere tempo nel tentativo idiota di riabilitare a forza una persona che non si puo’ riabilitare, non sarebbe meglio occuparsi dei craxiani che infettano ancora il mondo politico e televisivo? Discutere dei filoni di inchiesta che Tangentopoli non vide o non volle vedere?

04/01/2010

CORSI E RICORSI STORICI: DAL VAI VIA CRAXI AL VIA CRAXI


Con un  pezzo sul Giornale Francesco Forte ha ironizzato sui “miracolati da Craxi”, ovvero quattro categorie di persone che, a detta di Forte, hanno beneficiato della politica del leader del Psi e oggi, davanti alla proposta della Moratti di dedicare una via a Craxi e davanti alla risposta piccata di Di Pietro, hanno fatto spallucce, senza esprimere il loro appoggio alla fantomatica “via, piazza, rotonda Craxi”. Riconoscenza o non riconoscenza, cerchiobottismo o abbandono della nave quando affonda (cosa da sorci dice l’adagio), alla fine cosa resta? Sinceramente non mi interessa se XY si schiera a favore o non si schiera affatto. Le categorie chiamate in causa sono gli europeisti (trovarne ancora uno così convinto penso sia una impresa), i cattolici (e ci sarebbe da litigare per ore per capire quali siano), i sindacalisti (quelli sono spariti del tutto, nella mia zona hanno chiuso fior di fabbriche in un paio di settimane e i sindacalisti non li hanno proprio visti), gli ambientalisti (saranno per cespugli). Secondo Forte tutti costoro dovrebbero molto a Craxi. Orbene, secondo la ferrea logica, domani si potrà chiedere via Benito Mussolini e via Adolf Hitler, Benito Mussolini, come è noto, fece il concordato (come Craxi poi), Adolf Hitler era un ambientalista convinto e, di fatto, fece varare leggi contro la vivisezione e fece sperimentare agricoltura bio-dinamica (assieme a Himmler). Gia’ dunque cattolici e ambientalisti dovrebbero chiedere a gran voce una via dedicata ai loro paladini. Restano gli europeisti e i sindacalisti. Anche gli Europeisti, mi dispiace per Forte, potrebbero paradossalmente chiedere una via Adolf Hitler o Benito Mussolini, se si tiene conto del progetto Europa che prese piede a partire dal 1943 (un riferimento nei diari di Goebbels in data 5 Giugno 1943), progetto che, tra le varie possibilità messe sul campo in caso di vittoria dell’Asse, prevedeva una futura unione o confederazione europea: attorno a questa questione si accapigliarono governo italiano e governo tedesco, tentando di sbilanciare l’ago al favore ora dell’uno ora dell’altro (almeno fino a quando l’Italia venne considerata ancora un paese alla pari). Rimangono dunque i sindacati, ma sfido qualunque sindacalista a farsi vedere per una cosa del genere -non li vedo più neppure sulle questioni strettamente connesse al mondo operaio, figuriamoci su Craxi-.

Con tutto questo non volevo ovviamente nè invocare un comitato pro Mussolini o pro Hitler, figuriamoci, nè voglio dire che Craxi, al di là di un suo certo tentativo di presentarsi fisicamente come Mussolini, sia paragonabile a Mussolini o ad Hitler, ma è solo per mettere ulteriormente in luce come il metodo adottato da Forte sia applicabile a chiunque: qualunque personaggio che abbia preso parte alla storia di un paese avrà al suo attivo qualcosa, i famosi treni sempre in orario, le celebri autostrade, ma non vuol dire che le cose negative siano cancellate o da dimenticare. Pretendere che la gente si schieri a favore di una persona che, comunque la si voglia vedere, non si è certo messa in luce per imprese gloriose, sulla base di possibili vantaggi precedenti è pretendere una cosa che non esiste neppure in minuti gruppi, figuriamoci tra le moltitudini: la riconoscenza. Tanto più che la riconoscenza compensatoria è molto difficile e, nel caso di Craxi, penso quasi impossibile, le colpe restano e gravi, si puo’ giustamente dire che, tra il numero di persone coinvolte, è quella che ha pagato di più, ma era anche in prima fila, si potrebbe ricordare che molti altri si sono salvati, anche suoi fidatissimi, e hanno proseguito una carriera politica, in entrambi gli schieramenti, ma la colpa dei molti non annulla le colpe personali. Forse tra molti anni ci sarà una via Craxi, ora non credo proprio, perfino una piazza, ogni nazione ha le santificazioni postume, se guardassimo bene le strade delle nostre città ne scopriremmo delle belle, il tempo cancella le onte, ma per tempo si intende il Tempo, quello ampio e lungo, quello che consente una visione d’insieme dei fenomeni, mentre siamo ancora nel mezzo dei fatti legati all’epoca di Craxi e definire questa una seconda o terza repubblica non corrisponde, in pratica, ad una distanza reale o almeno morale tale dagli accadimenti per fare di queste azioni di recupero.

PS: Quando c’è da fare una figuraccia puo’ mancare Walter V.? Ovviamente no. Resta il fatto che se ha tentato prima una giunta di sinistra non vuol dire che allora se lo tenta una di destra è giustificata, capisco che in Italia si ragiona spesso così “se l’ha fatto lui perchè non posso farlo pure io?”, ma ci si augurerebbe maggior serietà. A Varter ma nun dovevi annà in Africa?

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