TERRE IMPERVIE

18/03/2012

ELEZIONI AMERICANE: QUEL CHE IO SONO VOI SARETE


Trangugiatela la vostra democrazia americana, trangugiatevi fino all’ultima goccia questa acqua di cloaca che definite evoluta, progressista,avanzata, questo baraccone dove il vostro voto non conta un cazzo e tanto meno conta quanto più vi bombardano i timpani esaltando il valore di un singolo voto (vizio del bombardare connaturato dal secolo scorso in poi). Godetevi questo spettacolo divertentissimo dove vi trascinano per mesi con falsissime lotte, primarie inesistenti, dove i candidati bisticciano come marionette, si menano fendenti, estraggono conigli, foto, intercettazioni, dove gareggiano, naso a naso, e poi alla fine la spunta guarda caso quello che già la doveva spuntare perché, cari elettori democratici che vi riunite alle riunioni con i vostri cartelli preconfezionati, con le frasi incelebri del celebroso leader, chi conta è il principale finanziatore, il super banco che vince sempre perché non ha più neppure bisogno di truccare i dadi: possiede tutto, pure voi e le vostre frattaglie e quando andate al cesso quello che cagate è ancora suo e ve lo serve la mattina dopo sotto forma di colazione.

Voi vi illudete, cari i miei democratici, e vi siete oramai abituati a tutto questo, gli europei un po’ meno, ma state procedendo ad indottrinarci pure riguardo a questo. Guardate le vostre televisioni, così perfette e lucide nel presentarvi una realtà che non esiste, fatta di programmi “in presa (per il culo) diretta”, fatta della “vita di tutti i giorni, straordinaria come è straordinaria la vita”, sapete bene, cari, che la maggior parte delle vite è l’eterno ripetersi del solito disco incrinato, che è il quotidiano affastellarsi dei soliti rifiuti, il ripetersi noiosamente uguale di sofferenze e piaceri, eppure voi ci illudete e vi illudete che quello che di straordinario (ci si capisca, straordinariamente mediocre, è sempre frutto di menti basse) sia specchio della realtà, mentre neppure è rovesciato, solo falso falsissimo. E così il vostro sistema elettorale, dove l’universalità del voto è il grosso spettacolo per le masse. Che si incazzino litigando sopra gente che ricopre il suo ruolo. Il gran cattivo, il bigotto, il giovane venuto dal nulla, il ricco, il saggio, il solerte, il furbastro, il maniaco sessuale, la moglie infedele, il marito cornificatore, i figli drogati, i figli usciti freschi e puliti dalla scuola, questa massa di retorica puzzolente che è studiata a tavolino. Che i nostri elettori palpitino mentre alle primarie X e Y si scannano, piangano, soffrano, odino, provino emozioni straordinarie “come è straordinaria la vita” e vadano per le strade, ora orgogliosi ora tristi, perché ci hanno provato o hanno vinto. Non avete vinto nulla. Il banco si è fregato tutto. Vi ha dato i soldi da scommettere. Nel telefilm serve il super eroe che ammazza il super cattivo, pop, spunta Bin Laden, arriva il buono, pop, spunta il Nobel e ammazza il grande cattivo. Prove che fosse il grande cattivo? Zero. Prove che sia stato ucciso? Zero. Prove che il suo corpo sia stato gettato in mare? Zero. Ma non ne avete bisogno, è un telefilm signori, non è Proust, cazzo, sapete benissimo che i salti illogici o la logica mediocre del dalla A alla B è il sugo del telefilm americano. Intanto accapigliatevi per vedere chi è più bigotto o ricco tra Santorum o Romney (salvo poi vincere Romney come stabilito dall’inizio). Poi vedrete la super lotta tra Obama (che vince) e Romney (che perde, ma magari per un pelo). Intanto abbiamo il diario segreto di Bin Laden, quale scarsa fantasia signori miei, insomma, e poi la gente non c’ha voglia di leggere, ha le mani appiccicaticcie di zucchero filato e big mac, per fortuna che gli eroi di noi tutti, il giornalismo, ci farà il riassunto e così Bin Laden voleva ammazzare Obama, vedi, ecco la prova finale, il super cattivo voleva uccidere il super buono, ma il bene trionfa e la vaselina piove dal cielo come la manna. Amen fratelli, ora tutti a culo scoperto che il sovrano deve passare in rassegna le truppe.

30/08/2010

IL SENSO DEL RIDICOLO


Sarà un accordo vantaggioso o meno, ma il senso di vomito e schifo non mi passa. Questi bei patti Gheddafiani, risalenti in parte già al governo Prodi, mi sembrano l’ennesimo esempio del livello di prostituzione politica del parlamento italiano. Ridicoli quelli che da sinistra gridano allo scandalo perché se non c’era B. c’erano loro –tanto per fare un esempio ricordo ancora i pianti dei Radicali contro la Cina all’epoca del  governo B. e poi la Bonino faceva parte della mega delegazione del governo Prodi in Cina con tanto di elogi alla democratica dittatura cinese-, ridicoli quelli interni al governo (leggi Lega) che sbandierano ai quattro venti la loro ferrea opposizione a colpi di parole, poi quando si tratta di farsi vedere si affidano giusto a Borghezio che ha la funzione delle opposizione interna, nominata dal centro, per proseguire con quella che, da anni, è la reale funzione della Lega secondo me: valvola di sfogo per impedire che certi malesseri potessero sfociare in un vero assalto al palazzo con cacciata dei parlamentari, malessere che poteva saldarsi con altri malesseri sparsi per la Penisola, invece così c’è la valvola di sfogo – a parole- e tutti sono tranquilli; ridicoli e vomitevoli tutti quelli che si sono buttati a pesce sul falso beduino con tenda extralusso e lo compiacciono a spese mie. Insomma non sono fatto per la politica perché questa cosa mi fa schifo, mi fanno schifo gli accordi con le dittature seguite dai proclami di libertà e democrazia contro le altre dittature, preferirei di gran lunga una schietta e salutare sincerità, dire che le guerre si fanno per un motivo preciso, dire che gli accordi si fanno per motivi concreti e non tentare di fare distinzioni tra regimi e regimi. Gheddafi raduna 500 hostess e impartisce loro una lezione sul Corano (figurati che lezione!) e questo a me ricorda il B. che raduna, a pagamento, le ospiti e impartisce loro le sue canzoni con Apicella oppure spiega come funziona il mondo e quante volte ha salvato la galassia dal tracollo. Anche tentando di mettermi dalla parte del “vantaggio economico dell’accordo” arrivo a concludere che, se proprio dobbiamo dirla, non siamo davanti all’indiano con le piume che per tre perline ti vende Manhattan, l’apparato, il casino, il baccano e tutte le manifestazioni di sottomissione danno più l’impressione del desposta che visita una provincia (o una futura provincia). Gheddafi e figli hanno le mani in molti affari italiani, banche in primis, e fanno girare soldi su soldi (oltre a tutti quelli che hanno usato in questi e negli anni passati per finanziare partiti nostrani) e questo si vede bene perché in questa nazione sfasciata può fare tutte le buffonate che vuole, le parate, le scenette con folle prezzolate e isteriche (come a casa sua insomma) e manco ha bisogno di piantare il mitra nella schiena.

25/08/2010

SECONDO CAPITOLO ISTITUTO LUCE, FINI E IL PAKISTANO (MA DI QUELLO BUONO) SU REPUBBLICA


Credevo che il recente articolo dell’Unità su Fini e il poeta pakistano fosse imbarazzante, ma adesso ho letto quello di Repubblica…

alcuni frammenti particolarmente significativi

Gianfranco Fini come un villeggiante qualsiasi, senza scorta, senza filtri

Pronta e ironica la risposta di Fini: «Fratello proprio no, al massimo cugino». Umeed significa speranza. E il desiderio del quarantonovenne pakistano di raccontare la sua storia al presidente si realizza sotto l’ ombrellone del bagno «La strega sul mare» ad Ansedonia. La terza carica dello Stato e il migrante poeta e vucumprà per necessità

la popolarità di Fini non sembra però intaccata

Poi, davanti all’ ombrellone in prima fila, si formano capannelli intornoa lui. Da lontano arriva un anziano: «Mio nipote non ci credeva, inveceè proprio lei. Mi fa un autografo?». Passano due signore e salutano. «Buongiorno e buona passeggiata» risponde Fini. Si avvicina una giovane coppia con bambino: «Non vogliamo disturbare, ma esprimerle solidarietà e augurarle in bocca al lupo». Non gradita da Fini è solo la visita di due cronisti:

Spiega che gli mancano i soldi, 600 euro su 1.700, per ritirare dallo stampatore altre copie del volumetto. «Passa in spiaggia uno dei prossimi giorni e portami un po’ di volumetti» gli avrebbe promesso Fini. Poi il presidente della Camera lascia una lunga e intensa dedica su una copia del volumetto di Alì: «Non sono in grado di giudicare la qualità delle poesie di Umeed. Certo, da quello che mi ha raccontato è un uomo vero, forte, combattivo e tenace e come i cavalieri antichi sotto la armatura c’ è la poesia, la sofferenza e la forza del suo cuore». Umeed è raggiante. «Mi avevano detto che è un uomo rigido. Falso. E’ umile, disponibile. E questo incontro fa svanire la fatica di due mesi a vendere collanine in spiaggia».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/20/fini-al-mare-col-venditore-pakistano-io.html

02/08/2010

PERCHE’ QUESTA NAZIONE NON SI SALVERA’ PIU’


Anche oggi ho avuto l’ennesima prova che questa Nazione non può e non deve salvarsi. Con 364 giorni all’anno per occuparsi di chi ha compiuto o non compiuto la Strage di Bologna, i giornalacci si buttano nel giorno della memoria delle vittime a mandare in vacca ogni questione e a strumentalizzare per l’ennesima volta i morti. Ne scaturirà probabilmente una spirale di accuse, strage fascista, servizi segreti, no strage palestinese, no libica, no americana, no br, no no no… e mi pare che sia una schifezza. Avete 364 giorni, giornalisti della malora, per occuparvi di chi ha provocato, ideato, pianificato e attuato una strage, invece sprecate il tutto per fare il solito livoroso attacco al governo di turno, alla fazione politica, al personaggino o personaggione, le solite allusioni a persone precise, il solito balletto delle cifre e i soliti dati parziali, raccolti alla carlona da qualche libercolo comprato in edicola o dal prontuario del giornalista in erba. Parlate a vanvera sui cadaveri e non vi preoccupate se governi di ogni estrazione politica hanno taciuto per anni e anni, depistato, proclamato ai quattro venti falsità. Avete 364 giorni all’anno per occuparvi di queste cose, ma non vi pare vero, nuovi cadaveri da prendere e sbranare, perché tanto a voi e a quanti si prestano al vostro gioco con tanto di lacrimuccia finta alla Pierrot non frega un benemerito accidente dei morti, per questo penso che questa Nazione non potrà salvarsi, troppo avvelenata, contaminata in maniera incurabile, e pure oggi una ondata di schifo mi sovrasta.

VITTIME

ANTONELLA CECI anni 19
ANGELA MARINO “23
LEO LUCA MARINO ” 24
DOMENICA MARINO ” 26
ERRICA FRIGERIO IN DIOMEDE FRESA ” 57
VITO DIOMEDE FRESA ” 62
CESARE FRANCESCO DIOMEDE FRESA ” 14
ANNA MARIA BOSIO IN MAURI ” 28
CARLO MAURI ” 32
LUCA MAURI ” 6
ECKHARDT MADER ” 14
MARGRET ROHRS IN MADER ” 39
KAI MADER ” 8
SONIA BURRI ” 7
PATRIZIA MESSINEO ” 18
SILVANA SERRAVALLI IN BARBERA ” 34
MANUELA GALLON ” 11
NATALIA AGOSTINI IN GALLON ” 40
MARINA ANTONELLA TROLESE ” 16
ANNA MARIA SALVAGNINI IN TROLESE ” 51
ROBERTO DE MARCHI ” 21
ELISABETTA MANEA VED. DE MARCHI ” 60
ELEONORA GERACI IN VACCARO ” 46
VITTORIO VACCARO ” 24
VELIA CARLI IN LAURO ” 50
SALVATORE LAURO ” 57
PAOLO ZECCHI ” 23
VIVIANA BUGAMELLI IN ZECCHI ” 23
CATHERINE HELEN MITCHELL ” 22
JOHN ANDREW KOLPINSKI ” 22
ANGELA FRESU ” 3
MARIA FRESU ” 24
LOREDANA MOLINA IN SACRATI ” 44
ANGELICA TARSI ” 72
KATIA BERTASI ” 34
MIRELLA FORNASARI ” 36
EURIDIA BERGIANTI ” 49
NILLA NATALI ” 25
FRANCA DALL’OLIO ” 20
RITA VERDE ” 23
FLAVIA CASADEI ” 18
GIUSEPPE PATRUNO ” 18
ROSSELLA MARCEDDU ” 19
DAVIDE CAPRIOLI ” 20
VITO ALES ” 20
IWAO SEKIGUCHI ” 20
BRIGITTE DROUHARD ” 21
ROBERTO PROCELLI ” 21
MAURO ALGANON ” 22
MARIA ANGELA MARANGON ” 22
VERDIANA BIVONA ” 22
FRANCESCO GOMEZ MARTINEZ ” 23
MAURO DI VITTORIO ” 24
SERGIO SECCI ” 24
ROBERTO GAIOLA ” 25
ANGELO PRIORE ” 26
ONOFRIO ZAPPALA’ ” 27
PIO CARMINE REMOLLINO ” 31
GAETANO RODA ” 31
ANTONINO DI PAOLA ” 32
MIRCO CASTELLARO ” 33
NAZZARENO BASSO ” 33
VINCENZO PETTENI ” 34
SALVATORE SEMINARA ” 34
CARLA GOZZI ” 36
UMBERTO LUGLI ” 38
FAUSTO VENTURI ” 38
ARGEO BONORA ” 42
FRANCESCO BETTI ” 44
MARIO SICA ” 44
PIER FRANCESCO LAURENTI ” 44
PAOLINO BIANCHI ” 50
VINCENZINA SALA IN ZANETTI ” 50
BERTA EBNER ” 50
VINCENZO LANCONELLI ” 51
LINA FERRETTI IN MANNOCCI ” 53
ROMEO RUOZI ” 54
AMORVENO MARZAGALLI ” 54
ANTONIO FRANCESCO LASCALA ” 56
ROSINA BARBARO IN MONTANI ” 58
IRENE BRETON IN BOUDOUBAN ” 61
PIETRO GALASSI ” 66
LIDIA OLLA IN CARDILLO ” 67
MARIA IDRIA AVATI ” 80
ANTONIO MONTANARI ” 86

30/01/2010

EGO NUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM, HABEMUS PAPAM ovvero OSTENSIONE DELLA SACRA MUMMIA DI GIORGIO BOCCA L’ARCITALIANO


Lo straItaliano Giorgio Bocca nello studio di Fabio Fazio

Ho appena guardato un pezzo della prona intervista di Fabio Fazio a quello che, con un gusto spiccato per l’iperbole, è stato introdotto come il mito del giornalismo italiano: Giorgio Bocca. Sulla capacità da trasformista dell’arcitaliano Bocca, un vero Proteo multiforme, ho già detto pochi giorni or sono. Visto che la Rai ha pensato bene di far intervistare Bocca giusto tre giorni dopo il Giorno della Memoria vediamo un po’ cosa pensasse deglli ebrei il MITO del giornalismo italiano. Dobbiamo vederlo su questo blog perchè il piegatissimo Fazio si è dimenticato di chiedere della fase prepartigiana del nostro mito, come ogni mito che si rispetti Bocca infatti esce dalla testa di uno Zeus partigiano tutto bello che armato di penna e moschetto..pardon fucile, non ha passato. Eppure un passato lo ha e non mi riferisco al solo aver firmato il Manifesto fascista sulla Razza, mi riferisco a questa articolo messo in prima pagina su«La Provincia granda – Sentinella d’Italia», Foglio d’ordini settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento di Cuneo, in data 14 agosto 1942

Documenti dell’odio giudaico.
«I ‘Protocolli’ dei Savi di Sion»

Sono i «Protocolli dei Savi di Sion» un documento dell’internazionale ebraica contenente i piani attraverso a cui il popolo ebreo intende giungere al dominio del mondo.
La logica costruzione del testo trae ragione e causa da un esame critico e profondo della realtà del mondo e della natura umana.
Non vi sono perciò ragionamenti aprioristici ed astratti, ma solo studio, critica, deduzione e, come ultimo risultato, la proposizione.
Il povero «gojm» o «gentile» così il testo chiama i non ebrei, leggendo quei «Protocolli» rimane al tempo stesso stupito ed atterrito.
Anche se è in grado di sceverare da ciò che ha effettivo valore tutto quello che può essere enfasi ieratica o presunzione propria di chi si crede prediletto da Dio, il lettore ariano rimane impressionato dinanzi ad un opera così macchinosa e gigantesca, così ammalata di criminalità con tanta tenacia e spaventosa perseveranza condotta attraverso ai secoli da esseri che si sono sempre tenuti nell’ombra ed al riparo di propizi paraventi.
Il testo, dopo aver enunciato il principio che diritto è uguale a forza, descrive i mezzi ed indica i risultati a cui il popolo ebreo è già arrivato e quali mete dovrà ancora raggiungere per possedere il monopolio della forza, cioè del diritto, cioè del dominio del mondo.
In questo intento il popolo eletto, sparsosi per volontà di Dio in tutte le parti del mondo, ha lottato e lavorato per allontanare i «gentili» sempre più da una visione realistica della vita, per gettarli in braccia all’utopia, per indebolire la forza dei loro governi e per carpire nel frattempo le loro sostanze per mezzo della speculazione.
Lungo tempo è durata la preparazione consistente nella formazione di un reticolo capillare, unito negli intenti e potente nella finanza; quindi ha avuto inizio l’opera di dissolvimento.
I primi ostacoli da abbattere erano le due forze dell’aristocrazia e del clero.
Gli ebrei preparano la rivoluzione francese; l’aristocrazia cade nelle loro mani per mezzo del denaro, il clero viene combattuto e discreditato per mezzo della critica e della stampa.
Il malgoverno da essi prodotto stanca e disgusta il popolo.

Gli ebrei lanciano allora il grido: «Libertà, eguaglianza,  fratellanza».
La massa illusa e piena di speranza abbatte le solide istituzioni e prepara il campo a quelle forme di governo liberali e democratiche in cui gli ebrei, padroni dell’oro, divengono i dominatori.
Dice il testo: «Abbiamo trasformato i loro governi in arene dove si combattono le guerre di partito» e più oltre «l’abuso di potere da parte dei singoli farà crollare tutte le istituzioni».
Un gran passo è già stato fatto, ma altre forze sono ancora da abbattere: la famiglia e la religione. Menti ebraiche preparano allora e confezionano per i veramente ingenui «gentili» un’altra più affascinante utopia: il collettivismo.
Cervelli ebraici dirigono la rivoluzione bolscevica, banchieri ebraici la finanziano.
Dice il testo: «Lasceremo che cavalchino il corsiero delle vane speranze di poter distruggere l’individualità umana».
Quando non esisteranno più nerbi di forza che si possano opporre, quando i popoli saranno esasperati dal fallimento di queste teorie e delle forme di governo che ne sono la conseguenza, allora, con la forza del denaro, gli ebrei imporranno la loro autocrazia, solida, forte e decisa, unita nella persona del monarca del sangue di Davide, imperniata sulla divisione gerarchica delle caste.
Non tutti i «gentili» – per sfortuna degli ebrei – sono stati però degli «ingenui» o «zucche vuote» come essi amano chiamarli.
Anche essi, o almeno una parte di essi ha saputo guardare il viso non amabile forse, ma pur tuttavia
immutabile, della realtà.
Un colpo tremendo deve aver subito il cuore ebreo nel vedere sorgere un movimento, quale quello fascista che denunciava la inconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costrutti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia.
Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è un utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza di dirigenti (ebrei).

L’odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l’odio di chi vede rovinati i propri piani è tremendo.
Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale.
La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei.
A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei?
E’ certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere, con qualunque mezzo, al dominio del mondo.
Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù.

Nel caso ci fossero dubbi ecco la foto del giornale originale

Ecco da dove sbuca Giorgio Bocca, in fondo potete trovare in nuce molti dei giochetti retorici usati dal nostro “mito” nella sua lunga e cangiante -di colore appunto- carriera.  Ora continuerà il coro angelico, da giornali a televisioni, che innalzerà il Giorgio nazionale alle celesti sfere, in vista della consacrazione che giungerà infallibile una volta morto: se sono riusciti a recuperare e semisantificare Craxi volete che non santifichino Bocca -tra parentesi, tra le mille forme è stato pure Craxiano e antiCraxiano (dopo che Craxi era caduto ovviamente)-.

18/01/2010

IO RICORDO E SONO CONSAPEVOLE



Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico corrotto.
Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico corruttore.
E sono consapevole, non sono un bambino,
che la magistratura ha operato parzialmente
e che l’indagine è venuta dopo il muro di berlino
non per il fato, né certo casualmente.
Io ricordo e sono consapevole
di quelli che dal PSI hanno avuto rendita annua,
sì, ricordo ed è cosa disdicevole
questi mantenuti che venivano anche da lotta continua,
che al lancio di monetine hanno taciuto
continuando nella loro bella carriera
e hanno finto di non averlo conosciuto,
oppure, con maggiore ipocrisia, hanno mostrato
il disprezzo più sommo e dalle pagine dei giornali
hanno pensato bene che andasse subito insultato
e che fosse da chiudere tra lo stabbio dei maiali.
Io ricordo e sono consapevole
che uno di questi, candido, dice lui, come giglio,
magari non vuole fare l’ennesimo voltafaccia
e allora manda avanti il suo caruccio figlio
che davanti ai nostri cervelli un po’ perplessi
si picca di fare il lavoro infame e più sporco,
lui, indefinibile, dare a tutti gli altri dei fessi.
Io ricordo e sono consapevole
che tutti quelli che celebrano, onorano e distinguono
farebbero meglio a tacere e a dimettersi.
Io ricordo e sono consapevole
che ci sono corruttori e patentati delinquenti
tutti presi a rilasciare delle belle interviste
e a mostrarsi magnanimi, “onore ai perdenti”
e che mostrano che hanno cambiato opinione
perché dicono, con lo sguardo sbarrato,
che solo un cretino crede d’avere sempre ragione,
ed è vero, ma lasciate spendere il mio obolo
per dire mestamente che non l’accetto,
non l’accetto perché solo a tutto un popolo
non si puo’ chiedere coerenza
ma ad un politico, ad un giornalista,
a questi membri della teppaglia con mani in pasta
la coerenza è obbligatoria e non basta
dire “mi sono sbagliato” oppure dire “l’avevo detto”,
dovete dimettervi tutti
ritirarvi a vita privata, sì, ogni singolo cane maledetto
che siede in parlamento o in posti di comando e prestigio,
ogni singolo finto buonista, ogni singolo moralista
che solo alla morale del suo interesse è sempre stato ligio
dico che deve sparire subito dalla mi vista,
cercarsi una attività, un lavoro che non sia la raccomandazione,
la sedia di potere, la presidenza dell’ente,
la finta, eternamente finta e propagandata professione,
dico che deve levarsi subito da dove si trova ora,
che sia giornale, parlamento o senato,
non farsi più sentire, disperdersi dove vuole,
l’importante è che paia mai nato.
Io ricordo e sono consapevole
che la destra e la sinistra e tutto l’arco costituzionale
progettano di riabilitare Bettino Craxi alla fine
perché lo sentono cosa loro, come loro un criminale
e dunque per forza di cose a loro tutti affine,
come loro artefice dei tanti disastri di questa Nazione,
come loro, del passato e d’ora, strateghi della morte,
della vita infame, della schiavitù, della tensione,
loro che pilotano come sempre dall’interno del Palazzo.
Io ricordo e sono consapevole
e provo schifo e vomito della cancrena
che sopra ogni volto si è diffusa
di questi artefici di fastidi e di ogni pena,
di questi che in una luce circonfusa
pretendono di essere necessari,
pretendono che il votarli valga la pena.
Io ricordo e sono consapevole
che Bettino Craxi non era l’unico in Italia
che non poteva non sapere
ma ce ne sono a centinaia e migliaia
che si addormentano tutte le sere
con il sorriso di chi l’ha scampata
alla faccia di chi si affatica e lavora,
di chi vive una esistenza disgraziata,
di chi si illude e si lascia condurre
in qualche manifestazione di piazza
che non puo’ niente altro produrre
che la solita, indigeribile mortazza.
Questo Stato è deplorevole e le beghe
di Palazzo, le baruffe di comari,
sono le commedie delle quali più ci si stanca,
gente che non vale, gente che è tutta amica,
gente che dice al telefono “abbiamo una banca”
e poi si permette di dire che è un delinquente
questo o quello,
il popolo puo’ dirlo, il popolo,
perché alla gente non si deve chiedere coerenza
se non coerenza nella tradizione
d’abbattere il tiranno, prenderlo a sassate,
monetine, sputi, fucilate,
prenderlo a calci in culo fino a fargli sputare i denti
e fargli ingoiare tutto d’un fiato, fino a soffocarlo,
questa sua facile retorica menzognera d’onore ai perdenti.
Io ricordo e sono consapevole
di tutte queste cose e di altre ancora
anche prima della mia nascita, del diluvio
che è la mente per il tempo che non s’è nati,
dato che dove non arrivo con la vita c’è l’archivio
e tutti i fatti, almeno per adesso, restano segnati.
Io ricordo e sono consapevole
non mi potete prendere in giro,
non credo ad una parte buona e onesta
non credo alla purezza di questo Stato
e se mai c’avessi creduto (e mai l’ho fatto)
che sia credenza vana l’avete dimostrato.
Se uno era a capo o era l’ultimo ladrone
che fregava sui conticini della spesa
a me non importa
restate un unico e grasso predone
che andrebbe costretto subito alla resa,
altro che darvi la scorta,
la scorta di gente che vi piglia a cinghiate
e vi sbatte fuori dai confini a forza
senza un soldo, senza i bottini, e a pedate
darvi quanto merita la vostra brutta scorza.
chi onora e chi condanna
Tra voi gente mostruosa al potere
è ributtante in parte uguale
perché tutti avete la coscienza sporca,
tutti avete avuto vantaggi,
avete fatto la morale,
tutti ci avete fatti finire come siamo
a volere ogni male
per voi e per tutti i vostri parenti
-non sia mai che ci tocchi pure loro in futuro-.
Ho uno schifo che non andrà più via
fino a che resterete (e resterete, chi vi caccia?)
Sulle vostre sedie, con le vostre facce,
ho uno schifo che non andrà più via
ve lo giuro!

14/01/2010

IL DISCORSO DA PALAZZO VENEZIANI


Continua sul Giornale la caciara Craxi Santo, Santo Subito. Questa volta parte all’attacco Veneziani -ed è già tutto dire- definendo Craxi un gigante rispetto ai politici degli ultimi venti anni. E con cio’? Ritorniamo al discorso Via Mussolini e Via Hitler dell’altra volta, capisco che Veneziani in questo caso sarebbe disposto pure ad una bella Via dedicata al Mascellone, ma questo sarebbe un modo di ragionare? Sarebbero gli “storici di regime”, come fa dire Veneziani a Craxi stesso, a condannare ingiustamente il leader PSI? Abbiamo vissuto in un paradiso democratico fino all’esilio ad Hammamet e non ce ne siamo accorti? E pensare che noi, poveri scemi, pensavamo che Craxi si fosse fregato un bel po’ di soldi e fosse fuggito a gambe levate per non finire dentro, invece no, era in esilio, una sorta di rovesciamento di Mosè, ci aveva dato il paradiso, la terra promessa, ma lui ha dovuto contemplare il tutto da lontano. L’articolo di Veneziani è scritto tutto con il tono della rievocazione di fatti fondamenteli, un tono mistico:

“Era già un Craxi postumo, che ragionava con il distacco della storia”

“Intervista al miglior politico degli ultimi vent’anni. Confermo il giudizio, anzi il tempo accresce e non diminuisce la sua statura”

“tentò di modernizzare la sinistra e di sdoganare la destra”

e tutta una fitta altra serie di cazzate (che termini trovare?) degne, queste sì, di uno storico da regime, quelli che fanno sparire i pezzi, riscrivono le pagine e poi le infilano nel contenitore per spedirle indietro all’archivio che si occuperà della diffusione. Perchè cercare di rivalutare uno dei tanti (gigante? Devo ridere?) che ha reso questa Nazione la lercia pattumiera nella quale si galleggia tutti i giorni? Tutto perchè vogliono la targhetta con scritto Via Craxi e il bambinello, poveretto, che chiede al nonnino, nonno nonno chi era Craxi, e quello, un gigante della storia, poi svoltano per via Mussolini e il nonno, ah quando c’era lui, e così via in questa sorta di bignami a cielo aperto per storici superficiali. Ci tenete così tanto? Bramate? Offrite scambi, io ti regalo Via Berlinguer e tu mi dai Via Craxi, in una sorta di Monopoli. Scrive ancora Veneziani

“Craxi si circondò non solo di nani e ballerine, ma anche di intelligenze politiche affilate, che tutt’oggi si rivelano di prim’ordine, anche al governo”

frase che da una parte è come una minaccia di fare i nomi e dall’altra mi pone una domanda: chi? Queste intelligenze politiche (ossimoro) chi sarebbero mai? Penso ad alcuni nomi di socialisti, Martelli, Amato, De Michelis? Continua ancora imperterrito

“certo non fu lui a introdurre la corruzione politica e il finanziamento losco dei partiti in Italia, già in uso grazie alla sinistra democristiana sin dagli anni Cinquanta e i primi socialisti affaristi di potere degli anni Sessanta”

ovvio, e l’omicidio, Bibbia alla mano, venne introdotto da Caino, direi che questo assolve tutti gli assassini successivi, una logica che farebbe impallidire Spinoza. Dopo queste perle Veneziani dice di voler fare un discorso storico (?) e definire i 12 apostoli della Repubblica, così li chiama, ovvero i numi tutelari che meriterebbero una Via (ma è una fissazione? Se non hai una via non sei nessuno?). Sentite la lista, c’è da scompisciarsi tra finti padri della patria, santi beatificati dalle pallottole e altra gente: De Gasperi, Moro e Fanfani, Togliatti, Di Vittorio, Berlinguer, Malagodi, Pacciardi, Almirante (te pareva),  Nenni e Craxi, e poi i viventi, Andreotti, Pannella e Berlusconi (oltre a tutti i Presidenti). C’è da restare senza fiato. Sinceramente non ho idea se i 12 apostoli debbano essere socialisti, del pd, del pdl, comunisti, missini o liberali, di certo i 3 Magi non erano socialisti o si sarebbero fregati l’oro.

AGGIORNAMENTO: Minzolini è fuori come un balcone, parla di visione storica e poi spara cazzate, Craxi ha fatto cadere il muro di Berlino? Craxi uno statista? Parla di gente dalla parte giusta e dalla parte sbagliata -categorie storicissime….chi non ha mai trovato uno storico serio che dice “questo è bene questo è male”. Minzolini accumula scemenze, una sopra l’altra. Che i processi si siano dimenticati alcuni partiti lo sappiamo tutti, che il Pc fosse cotto con la caduta del muro pure e che l’uscita a poca distanza della questione processuale per abbattere PSI e DC non sia stata casuale lo si capisce, almeno che non si voglia essere sordi, non si sia in malafede o non si sia troppo giovani per ricordare. Certa magistratura vuole fare politica, è evidente. Tutte cose sensate queste, ma non tolgono che Craxi era ed è un delinquente che si è sottratto al giudizio e se anche fosse stato un giudizio di giudici corrotti i suoi reati non cambiano. Invece di perdere tempo nel tentativo idiota di riabilitare a forza una persona che non si puo’ riabilitare, non sarebbe meglio occuparsi dei craxiani che infettano ancora il mondo politico e televisivo? Discutere dei filoni di inchiesta che Tangentopoli non vide o non volle vedere?

07/01/2010

VILIPENDIO IN ITALIA


Nonostante i cambiamenti storici avvenuti in Italia e fuori dai confini certe cose non mutano mai. L’Italia è ancora il paese del vilipendio, ovvero siamo ancora ridotti ad uno Stato dove la libertà di parola, scritta o detta, è limitata ed ogni infrazione a quelli che sono i limiti stabiliti da una ristretta casta di sommi sacerdoti sarà sanzionata. In Italia esiste ancora il vilipendio al Presidente della Repubblica (art. 278), alla Repubblica, alle istituzioni e alla forze armate (art. 290), alla nazione italiana (art. 291), alla bandiera italiana (art. 292), alla bandiera o emblema di Stato estero (art. 299), alla religione (art. 403-404), vilipendio di tombe (408) e di cadavere (410). Se questi ultimi due articoli sono sensati, dato che l’offesa (immagino fisica) ad un luogo di sepoltura o, peggio ancora, ad un morto è detestabile e inumana, non capisco la ragione degli altri articoli. La libertà di opinione dovrebbe consistere prima di tutto nella libertà di esprimere una opinione non condivisa, senza bisogno di mettere distinguo, i se, i ma, poi starà alla coscienza di ognuno giudicare tale opinione come gli pare. Porre gia’ dei paletti invalicabili, secondo una retorica che si sperava oramai persa per la via, ovvero quella della sacralità delle cariche dello Stato, delle istituzioni, religiose e non, è un modo per zittire le persone. Se si parlasse di sanzioni rivolte a gesti di violenza sarei d’accordo, ma la parola e il pensiero non sono gesti violenti. D’altro canto notiamo una disparità dettata dalle “tendenze” della politica attuale, con norme applicate a seconda della giornata. Il vilipendio della religione come reato di opinione è risibile, tanto più che a vilipendere la loro religione ci pensano esponenti religiosi di spicco. Insomma, a cosa serve il reato di vilipendio verso la religione oggi? A cosa serve questa norma che viene ora applicata ora non applicata a seconda delle credenze e a seconda del “sentire comune”, ovvero di una soggettività che non ha nulla a che spartire con una idea anche minima di giustizia?  Parlando delle sanzioni destinate a chi osa offendere istituzioni  o suoi rappresentanti, diciamolo chiaramente: dopo Tangentopoli qualcuno dei lor signori politici ha il diritto di offendersi? Ha il diritto di dire che la propria integrità morale e il proprio prestigio sono stati danneggiati da uno che gli urla un paio di parolacce, lo manda a quel paese o gli mette davanti casa uno striscione dove gli ricorda quale è il suo reale valore? Non credo. Eppure in Italia nessuno ha mai fatto una azione concreta per abolire queste leggi antidemocratiche. Nel 2006 ( legge nr. 85 del 24 febbraio 2006) si è proceduto ad una riforma ma ecco alcuni degli esiti di questo “ammodernamento”:

-Vilipendere bandiera o istituzioni non comporta più la reclusione MA dai 1000 ai 5000 euro di multa con un aumento dai 5000 ai 10000 se fatto in occasione di una pubblica ricorrenza  (ovvero se insultate la bandiera il giorno della Festa della Repubblica vale doppio ?!) o durante cerimonie ufficiali. Se invece fate l’azione di bruciare, danneggiare o disperdere (?) la bandiera allora vi beccate nuovamente 2 anni di galera. -en passant noto che la bandiera ha tratti comuni con Dio, si veda ad esempio l’ennesimo caso, questa volta in Iran, dove Dio deve essere difeso da esercito e polizia perchè da solo, a quanto pare, non riesce a difendersi (ovvero chi lo difende bestemmia dandogli dell’impotente)- Le bandiere degli altri Stati invece valgono meno (figli di un dio minore?) e l’ammenda è di 100-1000 euro.

-L’offesa pubblica (che bello, in privato ci lasciano ancora pensare quello che vogliamo) di una religione mediante l’offesa a chi la professa comporta altri 1000-5000 euro di multa. Se pero’ si offende un religioso allora scatta l’aumento, dai 2000 ai 6000 euro -penso che i soldi in più includano l’offesa fatta a Dio che avrebbe scelto il religioso come suo rappresentante in terra-

- Per gli altri articoli in generale si applicano ora pene pecuniarie e non più la reclusione.

In pratica si è pensato che FAR PAGARE sia un gesto di democrazia. La cosa ricorda, in grande, l’idea alla base del famoso EcoPass per Milano. Tu non puoi inquinare, se non hai i soldi, altrimenti inquina quanto ti pare e chi se ne frega. Lo stesso principio è in queste norme. Non puoi offendere, a meno che non hai gia’ i mezzi economici adeguati per pagare la multa, come a dire che la legge anche in questo caso procede a più corsie, il poveraccio deve stare zitto e temere la mannaia della sanzione pecuniaria, per lui insopportabile, mentre chi ha i mezzi potra’ eventualmente, se lo desidera, esprimere in questo ambito le sue opinioni e al massimo dovrà pagare, come a dire “vendiamo biglietti per tirare pomodori sulla bandiera, mettetevi in fila”. Io continuo a pensare che l’esprimere idee non debba essere considerato un reato e che, nello specifico, certi gesti a danno non di una persona ma di un oggetto sacralizzato per convenzione non dovrebbero essere visti come una colpa o un reato, al massimo si potrebbe non stimare chi compie certe cose, ma sottoporlo a giudizio e comminare pene mi sembra eccessivo. Pensateci un attimo, l’idea di essere messi sotto processo o multati per quello che si pensa non è aberrante? Non è una riproposizione di una sorta di caccia alle streghe dove le streghe sono tutti i cittadini? Lo dico chiaramente: provo schifo per un codice che preveda e osi multarmi e perseguirmi per le mie opinioni.

Theme: Rubric. Blog at WordPress.com.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.