TERRE IMPERVIE

27/02/2010

COME RESISTERE ALLA POTENZA DEL LATO OSCURO?


Dopo aver visto il magnifico sunto fatto da “Le Malvestite” della puntata di Anno Zero dedicata a Morgan sono stato obbligato a fare questo fotomontaggio.

26/02/2010

IL BIECO PLUTOCRATICO MASSONE FASCISTA NAZISTA COMUNISTA REGIME DELL’ARISTON E UNA PROPOSTA PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA RAI E DEL PARLAMENTO


A quanto ho capito ieri Annozero ospitava Morgan ed il tema, a giudicare dalle dichiarazioni del povero, sarebbe stata l’inconciliabilità tra un uomo fuori dal sistema (?) ed il regime camuffato sotto i paludamenti sanremesi. Non ho idea di come sia stata condotta la trasmissione, spero che fosse una trovata per fare ascolto e che Santoro & Co. abbiano preso per i fondelli “l’anarchico” per tutta la serata, nel caso contrario si sono bevuti tutti il cervello. Dico che si sono bevuti il cervello perchè non hanno percepito che Sanremo non è la testa di ponte di un regime, ma solo una pagliacciata e semmai è proprio nel tipo di contestazioni che si annida un esempio di perdita d’ogni senso democratico. Detta così suona folle pure la mia idea, ma adesso vedo di illustrarla.

Sono arrivato a questa conclusione, oppure ci sono tornato, la cosa migliore da fare con il pacchetto mattutino di giornali è buttarlo nella spazzatura, nel contenitore per la carta ovviamente, questo perché non posso farmene nulla di questa marea di spreco d’inchiostro, gestito dai sacerdoti della visione univoca e della memoria selettiva, quelli che vomitano sulle porcherie di uno e dimenticano l’altro, menzionano le gestioni delle città a seconda del partito del sindaco in carica, stigmatizzano facendo l’occhiolino a palese imitazione delle opposizioni che gettano in aria due cartelli o quattro fogli ma intanto sono concordi. Avete presente la pietosa scena della falsa contestazione a Sanremo? Quella con gli orchestrali che trattengono a stento le risate, tipiche di chi segue semplicemente un copione? Sì, un copione, come quando c’era il disperato di turno che voleva buttarsi –ma quando mai- dall’alto del teatro. Ecco questa scena di spartiti al vento, concordata come si concordano i segni tra bari, è esattamente la stessa di certe scene parlamentari con fogli buttati, bandierine sventolate, mortadelle esibite, la sostanza è una sola: bevitela italiano che guardi il video. Prendiamo la cosiddetta opposizione, questo schieramento smunto che finge di opporsi a provvedimenti che le fanno comodo, vuoi tagliare a destra e a manca come ti capita? Fallo. Vuoi rimettere l’immunità? Fallo. Noi ci sfreghiamo le mani, ti lasciamo fare il lavoro sporco sporchissimo, urlacchiamo ogni tanto e, a legge approvata, biasimiamo il tuo operato, peccato che il nostro ostruzionismo è stato tanto debole e inconsistente da lasciare passare tutto rapidamente. La scenetta del teatro Ariston è l’ennesimo esercizio del “nominare il contestatore”, il capoccione di turno nomina l’opposizione che deve giocare a far baccano (celebre rimane l’episodio grottesco avvenuto al “Parlamento del Nord”, quando Bossi nominò Boso come capo opposizione) poi alla sera si puo’ andare tutti a cena a farsi quattro risate, si scambiano un paio di numeri di ragazze generose (o ragazzi) e si prendono accordi per fare ottenere un posto a tizio o a caio, anche se tizio o caio sono della parte avversa, nessuno perde in questo gioco. L’Italia è una Repubblica basata sul compromesso, un compromesso storico nel senso che è di dimensioni storiche, investe tutta la Storia italiana dall’Unità ad oggi e negli anni si è sempre più raffinato grazie all’esperienza, allo stesso modo di come un imbroglione con il gioco delle tre carte diventa sempre più rapido nei suoi movimenti. Fuori li crediamo tutti nemici. Pensiamo pure ci siano degli “uomini nuovi”, gente venuta dal nulla, gente pura che rischia di corrompersi, gente che paga giornali che fingono di farsi guerra, peccato becchino tutti soldi dalle medesime fonti, alla fine. Io ho il giornale che insulta te, tu hai quello che insulta me. Ci ammazzeremo? No, figurati. I cani sciolti non escono certo da questo schema.

Ho una piccola proposta per Rai e Parlamento, una proposta che naturalmente non verrà mai seguita da nessun partito. Per la Rai esi dovrebbe procedere con una riduzione degli stipendi decisiva, nessuno dovrebbe percepire più di 1200-1500 euro, che sia tecnico, conduttore, ballerina o comico. Ovviamente la risposta sarebbe: così scappano tutti a Mediaset. E lasciateli scappare questi grandi geni della televisione. Attualmente è più Mediaset che vi rifila da pagare gente come Costanzo, invertite la rotta, fateli scappare i vari Baudo, Clerici, e prendete gente nuova, a stipendio base, risparmiate sulle cagate gigantesche oppure fatele pagare ad altri (Sanremo si organizzi lei il Festival in gran stile, se lo vuole ancora). I mezzi economici inferiori vi obbligherebbero davvero a fare cultura, sì, perchè la cultura costa meno del quiz dei pacchi, fareste documentari, qualche film magari non nuovissimo, qualche programma di approfondimento, concerti, quelle cose che ora, su alcune reti, si fanno per tappare i buchi di palinsensto, voi della Rai le fareste costantemente, una buona volta. Ora passo al Parlamento. Prima di tutto il non poter reiterare il mandato (potrei accettare massimo 2 volte) e una volta finito è finito, fuori dal mondo della politica a qualsiasi livello, niente enti pubblici, commissioni, niente di questo. Stipendio pari allo stipendio che si percepiva sul posto di lavoro (ovviamente dovrete avere un lavoro altrimenti zero stipendio) con gli scatti di pensione normali, niente super scatti. Per evitare che il solito parlamentare coglione rifili la palla “ma gli stipendi non sono alti e poi servono per permettere a tutti di fare politica, altrimenti solo i ricchi potrebbero permettersi le spese”, cazzate, in realtà i parlamentari diventano ricchi, molto ricchi, ma ho la soluzione per voi: il collegio. Sì, una struttura tipo collegio, con le camerate, le stanze arredate con semplicità, ogni parlamentare durante la legislatura ha la sua bella stanzetta e la sua mensa (mensa normale, non cose faraoniche, la stessa di qualche scuola o fabbrica), il parlamentare paga un qualcosa per la mensa e ha la sua stanza gratis, per tutta la legislatura. Il resto te lo paghi ciccio, perchè becchi il tuo stipendio normale e dunque ti puoi pagare il barbiere, i treni, gli aerei, e ti rimborseremo giusto le trasferte strettamente legate a impegni istituzionali (ovvero i membri del governo e i capi partito, gli altri se ne possono stare fermi in Roma oppure pagano). Ecco, provate ad applicare queste semplici norme (l’idea del collegio, se non sbaglio, era già nella firenze del ’200, quando i membri del consiglio dovevano restare tutto il tempo al chiuso) e vedrete che risparmi stratosferici. Ovviamente nessun partito vorrà eliminare quel luogo di raccomandazioni che è la RAI, nè perdere tutti i privilegi nobiliari.  Bravi politici italiani e europei, bravi, pieni di soldi per essere incorruttibili (dicono loro) e corrotti da tutti, in ginocchio davanti ai peggiori dittatori.

06/02/2010

HENRY MORGAN E’ SOMMERSO DALL’ACQUA MA ALMENO NON GLI ROMPONO LE PALLE


Come ho pure detto dall’altra parte a me di Morgan poco cale, i suoi giochi di parole son roba che non mi incanta, i riferimenti pseudoculturali lasciano il tempo che trovano e impressionano giusto i giornalisti (e già questo dice tutto), musicalmente non ho idea di cosa sia, nel senso che non frequento, ma, a quanto mi dicono, non è neppure un gran prodigio e la sua musica pare sia sul banale andante, ma questo non ho modo di dirlo personalmente perchè, già ho detto, non mi interessa non essendo il genere che mi garba, ammetto anzi che la mia unica conoscenza di un pezzo musicale del signor Castoldi deriva da questo comico video creato dal blog Le Malvestite, dove alla fine si sente un pezzo che, effettivamente, è musicalmente molto povero, per quello che ne capisco. Questo post pero’ non riguarda Morgan, ma chi ha puntanto il dito, i vari tizi che stanno riempiendo i salottini televisivi parlando di buoni e cattivi esempi. Li conoscete no? Basta guardare un telegiornale per vedersi gettare addosso tutta questa marea commentante. Vorrei dire ai vari Sposini, Don Mazzi, Carlucci, (oddio la Carlucci), Boralevi, d’Urso, Meluzzi e tanti tanti altri questo.

Per i GGGGIOVANI è esempio peggiore un tizio che dice quello che ha detto Morgan (ed io sospetto che sia una cazzata sparata a caso per epater le bourgeois) oppure

un deputato o deputata assenteista

un deputato o una deputata che sfrutta la sua posizione per parcheggiare dove non puo’ parcheggiare, andare dove non puo’ andare

un telegiornale fatto di marchette spudorate

un prete mondano che passa la giornata tra feste e prediche catodiche

tizie che si fanno le settime di seno e vengono intervistate felici e dimostrano che basta questo per beccarsi un posto stipendiato in televisione

trasmissioni che, alla faccia di anni di prediche di educatori e comitati di genitori, schiaffano i minori sul palco, li fanno esibire, li illudono, li votano e li tengono belli svegli fino a tarda notte e si sprecano subito con paroloni come artista, interprete, talento

giornalisti televisivi analfabeti che confondono autoritratto con ritratto, raccontano che l’orso è un pachiderma e in quattro frasi ti tempestano di trendy, location, glamour, soft

trasmissioni che fanno azzuffare ottuagenari attorno ad una settantenne o che sfruttano persone affette da malattie per fare ascolto

gente armata di microfono che pretende dichiarazioni a cadavere caldo

politici che prima ti rifilano gli incentivi per spedire le fabbriche in Cina, poi assistono in silenzio alle maree di licenziamenti e, intervistati, hanno una sola parola d’ordine “innovare”

gente che lavora in una televisione pubblica, pagata con soldi pubblici, che si permette di beccarsi stipendi milionari e magari condurre specialità richiestissime come reality, merce rarissima che si trova solo da loro.

la dimostrazione quotidiana e costante del fatto che lo studio non serve ad un tubo -intendo dal punto di vista economico- quando ci si puo’ fare una posizione ruttando un paio di volte o leggendo tre notizie o facendosi fotografare con qualcuno o qualcuna.

La dimostrazione quotidiana che la legge è a due corsie e che c’è gente che puo’ pure passare il tempo ad attuare decreti legge per evitare processi

Il politico in pensione prima dei 50 con zero lavoro -ufficialmente di solito è giornalista- e pensione faraonica, mentre a quei deficienti che lo votano tocca molto più tardi, magari quando sono mezzi decrepiti, e quando la beccano c’è pure il rischio che debbano fare dei lavoretti per arrivare a fine mese.

Ho elencato le prime cose che mi sono venute in mente, cose conosciute da tutti, anche da tutti quei commentatori da salotto che si scandalizzano per un tizio che dichiara di farsi di crack tutte le mattine come antidepressivo e che lo additano come “l’impuro”, l’esempio che travia l’intera società. Riflettessero un poco su queste schifezze -in gran parte commesse da loro- prima di puntare il dito.

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