TERRE IMPERVIE

12/07/2012

LA SQUINZI(A) DEL MONTI


Per farsi crollare addosso il cielo basta andare sopra un palco e dire due paroline non dolci verso il grande manovratore o meglio l’automa dalla scarsa gamma di movimenti, neppure degno dell’ultimo garzone di bottega di un Theroude o d’un Lambert, garzone, per intenderci, destinato al licenziamento in tronco dopo il primo tentativo malriuscito.

Squinzi non l’aveva capito e nessuno si aspettava una critica così tagliente del Monsignor Monti, la Confidustria ultimamente era tutto un fiorire di Monteprezzemoli e Marceraglie, insomma di figli di, gente che non è industriosa, figuriamoci industriale, al massimo può mostrare, assieme alle coccarde del concorso ippico vinto a 6 anni, un paio di avvisi di garanzia (per carità, tutta roba prescritta dal medico). Squinzi si è lasciato scappare la patata dalla bocca ed ecco che il bimbo Monti ha tuonato “Alzi lo spread, cattivo”. Non fosse mai. In fondo se mesi prima di essere unto dal Signore del Colle, giusto dopo che l’altro unto si era oramai fritto, dorato e poi imbrunito, i signorastri di Goldman & Sachs blateravano, via missive, di alzare o abbassare ad arte certi parametri in attesa del nuovo premier, vuol dire che Monti con lo spread ha un rapporto da padre a figlio, da nonno a nipote, da chioccia a pulcino, da puttana a cliente. Monti lo conosce lo spread, è il suo balocco e se lo presta devi trattarlo bene altrimenti quello si alza e lui corre a piangere in seno alla Merkel.

Squinzi, Squinzi, ma da dove sei piombato? Non capisci che la pubblicità di Save the Children in bianco è nero non è per dare una patina d’antico, ma solo per meglio adeguarsi al clima di Istituto Luce creato attorno al beniamino di noi tutti?

Tranquilli. Squinzi è rinsavito. Non sappiamo come. La strigliata di Monti non penso abbia fatto effetto. Ma ci sono modi più interessanti se sei imprenditore, ad esempio le banche possono chiuderti il credito (ricordare il Silviuccio ancora semigiovane e quasi in rovina? Giusto all’epoca della fine del primo mandato, quando poi diede la vittoria al centro sinistra e d’Alema fece una visita ecumenica alle fonderie Mediaset). Ora Silviuccio che tuona contro Monti (dal Giornale) e lecca Monti in parlamento e nei telegiornali, non solo scampa ancora più di prima alle inchieste, ma naviga a tutta televisione senza più le varie questioni (conflitti d’interessi, multe, frequenze rubate e così via). Tutto è placido come una fiducia nel taschino. Rifletta Squinzi, rifletta.

03/03/2012

COSTITUZIONE MON AMOUR!


Monti scende dalla cima del Bilderberg recando le nuove tavole

A noi ge piage la cosdiduzione, a noi, hai capito? Noi siamo cosdiduzionalisdi conviTTi, siamo scesi in piazza a El Alamein, abbiamo fatto le barricate a Iwo Jima, io c’ho pure una Gopia della Gostituzione sotto al mobiletto dove metto la collezione dei Pokemon, traballa.

 Di queste amenità l’Italia è decennalmente piena, sotto il governo del precedente puzzone (l’Italia, notoriamente, è una sequela di puzzoni al governo) si mandavano foto a Repubblica, video al Corriere, disegni all’Unità, fazzolettini usati a Libero e via così. Tutti in piazza a dire Costituzione quasi fosse la parolina che avrebbe aperto la caverna per arraffare il tesoretto.

Dopo il Berlusca si è dimesso.

Feste, giubili, spruzzate di liquidi in ogni angolo della Capitale.

Da lontano, come nei film western o in qualche sEga epica, arrivò l’eroe subito incensato, giornalisti a pecorina, commentatori a cucchiaio, osservatori a smoccolo, tutti i partiti concordi e pure i discordi per pura scena. Rimane il piccolo particolare che la situazione attuale sulla Costituzione non trova spazio, non c’è, inutile farsi pugnette incrociando articoli o interpretando come una Sura il tal versetto o captando medianamente le intenzioni dei padri costituenti. Nisba. Questa robetta che vediamo attorno non era prevista e se non è un colpo di Stato militare, è un Colpo di Stato tecnico, ma sono proprio molti degli amanti della GOSDIDUZIONE, quelli che si saranno fatti tatuare sul picio proprio o del parente il primo articolo (l’Italia se ne fotte di chi non lavora, recita circa così), che ora non trovano niente di male nel Presidentissimo (Caro Presidentissimo) che investe il Primo Ministrissimo con i super poteri, parlamento concorde ed elezioni ti saluto.

25/02/2012

MARIO MONTI ALLA BOCCONI: “STANDING OVATION”. BENVENUTI NEL SOGNO ITALIANO


Si guarda sempre all’estero per questo e per quello e si ama raccogliere la merda che è fuoriuscita dai loro condotti intasati e importarla per intasare pure i nostri. Il fatto che un Continente, per ragioni storiche ed economiche, viva circa 20 o più anni avanti a noi non suggerisce mai che serva come esempio “negativo”, ovvero di quello che è meglio non fare e della strada che è meglio non seguire, tanto più se si è un foruncolo economico con debito pubblico assurdo come questa Penisola. Godetevi il discorso sul Sogno Americano e trascrivete sopra un foglietto quello che vi pare di vedere ora attorno a voi.

George Carlin, Il Sogno Americano

10/02/2012

SALVAT(T)ORI DELLA PATRIA


una delle orge sadomaso che celebrano al chiusura del G8,9,10,11,12

Siamo salvatori della patria, sì, amici miei dal capo penzocolante, siamo salvatori della patria noi tutti, l’orbe terracqueo (subacqueità compresa) siamo chiamati alla vasta missione di riempire di forza bruta, ma socialmente gentile e progressista, le lande abbandonate dei cuori patrii, delle coccarde tricolori, gli scranni dei cori gonfiopettoruti con tanto di marchio di ringraziamento a GIOGGIO. Siamo salvatori della patria e dell’Europa. Noi, mezzacalzetta per una epifania di carbone (quanto ci servirebbe visto il buco al tubicino del gassssssss), siamo ora nelle sale del comando e al nostro valoroso timoniere è dato l’incarico di salvare noi tutti dai marosi. Per i morosi c’è Equitalia, fidanzata molto scomoda e con vaste pretese immobiliari. Noi, una unica anima, un vero inno della gioia di quel incazzoso nazionalista e solitario Beethoven (ad essere vivo oggi ci vieterebbe l’uso e penso che manco Schubert concederebbe di usare la sua versione dell’Inno), noi tutti italiani ed europei siamo davanti alla venuta del Messia. Ora pulitevi la faccia dalle lacrime lattee e avanti. Il Messia salverà la patria e l’Europa tutta. In tre mesi è un successo senza precedenti, da bomba ad orologeria, fondo molle del continente, a salvatori capitanati dalla luce degli occhi delle Nazioni. Dite che esagero? E se esagero io cosa dovremmo dire al Time?

Come prenderci per il culo in due diverse copertine

Insomma permettetemi il sano stupore. Un successo del genere è raro, altro che Guerra Lampo o Sbarco dall’esilio dell’isola d’Elba. E poi ammiriamo il confronto. Da una parte lo Scopatore-Folle, l’uomo dalla Nerchia 24 ore attiva, il satiro che, non a caso, ha la faccia di quello che ha appena adocchiato vostra figlia, vostra moglie e, sì, perché no, pure vostra madre e vostra nonna e, con un guizzo nell’occhio, rimpiange che la vostra bisnonna sia già morta perché, a giudicare dalla foto che intravede alle vostre spalle, gli garbava pure quella. Dall’altra il serio Professore, un po’ grigio, forse pure un po’ dall’aria di quello che ti farà la domanda che non ti doveva fare, o forse più la faccia di quello che ti farà la proposta che non potrai rifiutare. Inutile negarlo, Monti ci interroga, l’altro ci dice “spostati” o, se donne, “accomodati”. Insomma i due ricoprono per bene la loro parte di Attori. Ma chi compare sul numero statunitense del Time? No perché questa è la versione europea/asiatica, insomma terzo mondo e colonie (l’Europa).

Due inconsapevoli vittime

Una roba tra bestie, animali e amicizia tra animali. Cane grande e cane piccolo che convivono pacifici. Poi vediamo questa foto che ha provocato abbondanti eiaculazioni sui monitor delle principali testate giornalistiche.

Due bestie

E allora tutto si rivela. Anche la copertina americana è dedicata a Monti (cane piccolo) e ad Obama (cane grande). Si coccolano, si strofinano, si annusano il culo, Monti in particolare avrà certamente indugiato attorno all’area perianale di questo grosso cagnone internazionale. Lo scambio di carezzze, leccate, umori e strizzate di palle è avvenuto secondo norma. Molti elogi per il salvat(t)ore europeo, grande fiducia per l’Italia (circa quanto aveva detto per l’Egitto di Mubarak e la Libia del Fu Gheddafi), grande questo, grande quello, ma il cane grande resta lui, grosso e festante verso i padroni Goldman Sachs. Entrambe le bestie vengono dallo stesso allevamento, hanno mangiato in pastoie simili, certo Monti più piccina alla fine, resta sempre un canide di minor importanza. Cibi solidi, cibi liquidi, deiezioni di vario genere, ma l’importante è che, con l’applauso internazionale e pure di qualche italiota frescone, ci abbiano concesso che siamo “maturati” (o marci, dipende) e che ci complimentino perché anche noi, secondo la moda imperante, abbiamo lasciato a capo della faccenda gente impelagata con chi ha scatenato tutto il guaio. La cosa che provoca tenerezza è vedere come ci sia gente che si rotola felice perché può ancora sculacchiare il puzzone precedente (sia chiaro, strapuzzava da far schifo) e perché si sente liberata come dopo una bella purga, in realtà, come capita pure per le iniezioni, sappia tal gente che il beccuccio si è rotto ed è ancora in quel posto, ma non se ne accorgono perché hanno oramai preso abitudine a farsi maltrattare in tal guisa.

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