12/07/2012
03/03/2012
COSTITUZIONE MON AMOUR!
Monti scende dalla cima del Bilderberg recando le nuove tavole
A noi ge piage la cosdiduzione, a noi, hai capito? Noi siamo cosdiduzionalisdi conviTTi, siamo scesi in piazza a El Alamein, abbiamo fatto le barricate a Iwo Jima, io c’ho pure una Gopia della Gostituzione sotto al mobiletto dove metto la collezione dei Pokemon, traballa.
Di queste amenità l’Italia è decennalmente piena, sotto il governo del precedente puzzone (l’Italia, notoriamente, è una sequela di puzzoni al governo) si mandavano foto a Repubblica, video al Corriere, disegni all’Unità, fazzolettini usati a Libero e via così. Tutti in piazza a dire Costituzione quasi fosse la parolina che avrebbe aperto la caverna per arraffare il tesoretto.
Dopo il Berlusca si è dimesso.
Feste, giubili, spruzzate di liquidi in ogni angolo della Capitale.
Da lontano, come nei film western o in qualche sEga epica, arrivò l’eroe subito incensato, giornalisti a pecorina, commentatori a cucchiaio, osservatori a smoccolo, tutti i partiti concordi e pure i discordi per pura scena. Rimane il piccolo particolare che la situazione attuale sulla Costituzione non trova spazio, non c’è, inutile farsi pugnette incrociando articoli o interpretando come una Sura il tal versetto o captando medianamente le intenzioni dei padri costituenti. Nisba. Questa robetta che vediamo attorno non era prevista e se non è un colpo di Stato militare, è un Colpo di Stato tecnico, ma sono proprio molti degli amanti della GOSDIDUZIONE, quelli che si saranno fatti tatuare sul picio proprio o del parente il primo articolo (l’Italia se ne fotte di chi non lavora, recita circa così), che ora non trovano niente di male nel Presidentissimo (Caro Presidentissimo) che investe il Primo Ministrissimo con i super poteri, parlamento concorde ed elezioni ti saluto.
25/02/2012
MARIO MONTI ALLA BOCCONI: “STANDING OVATION”. BENVENUTI NEL SOGNO ITALIANO
Si guarda sempre all’estero per questo e per quello e si ama raccogliere la merda che è fuoriuscita dai loro condotti intasati e importarla per intasare pure i nostri. Il fatto che un Continente, per ragioni storiche ed economiche, viva circa 20 o più anni avanti a noi non suggerisce mai che serva come esempio “negativo”, ovvero di quello che è meglio non fare e della strada che è meglio non seguire, tanto più se si è un foruncolo economico con debito pubblico assurdo come questa Penisola. Godetevi il discorso sul Sogno Americano e trascrivete sopra un foglietto quello che vi pare di vedere ora attorno a voi.
George Carlin, Il Sogno Americano
10/02/2012
SALVAT(T)ORI DELLA PATRIA
una delle orge sadomaso che celebrano al chiusura del G8,9,10,11,12
Siamo salvatori della patria, sì, amici miei dal capo penzocolante, siamo salvatori della patria noi tutti, l’orbe terracqueo (subacqueità compresa) siamo chiamati alla vasta missione di riempire di forza bruta, ma socialmente gentile e progressista, le lande abbandonate dei cuori patrii, delle coccarde tricolori, gli scranni dei cori gonfiopettoruti con tanto di marchio di ringraziamento a GIOGGIO. Siamo salvatori della patria e dell’Europa. Noi, mezzacalzetta per una epifania di carbone (quanto ci servirebbe visto il buco al tubicino del gassssssss), siamo ora nelle sale del comando e al nostro valoroso timoniere è dato l’incarico di salvare noi tutti dai marosi. Per i morosi c’è Equitalia, fidanzata molto scomoda e con vaste pretese immobiliari. Noi, una unica anima, un vero inno della gioia di quel incazzoso nazionalista e solitario Beethoven (ad essere vivo oggi ci vieterebbe l’uso e penso che manco Schubert concederebbe di usare la sua versione dell’Inno), noi tutti italiani ed europei siamo davanti alla venuta del Messia. Ora pulitevi la faccia dalle lacrime lattee e avanti. Il Messia salverà la patria e l’Europa tutta. In tre mesi è un successo senza precedenti, da bomba ad orologeria, fondo molle del continente, a salvatori capitanati dalla luce degli occhi delle Nazioni. Dite che esagero? E se esagero io cosa dovremmo dire al Time?
Come prenderci per il culo in due diverse copertine
Insomma permettetemi il sano stupore. Un successo del genere è raro, altro che Guerra Lampo o Sbarco dall’esilio dell’isola d’Elba. E poi ammiriamo il confronto. Da una parte lo Scopatore-Folle, l’uomo dalla Nerchia 24 ore attiva, il satiro che, non a caso, ha la faccia di quello che ha appena adocchiato vostra figlia, vostra moglie e, sì, perché no, pure vostra madre e vostra nonna e, con un guizzo nell’occhio, rimpiange che la vostra bisnonna sia già morta perché, a giudicare dalla foto che intravede alle vostre spalle, gli garbava pure quella. Dall’altra il serio Professore, un po’ grigio, forse pure un po’ dall’aria di quello che ti farà la domanda che non ti doveva fare, o forse più la faccia di quello che ti farà la proposta che non potrai rifiutare. Inutile negarlo, Monti ci interroga, l’altro ci dice “spostati” o, se donne, “accomodati”. Insomma i due ricoprono per bene la loro parte di Attori. Ma chi compare sul numero statunitense del Time? No perché questa è la versione europea/asiatica, insomma terzo mondo e colonie (l’Europa).
Due inconsapevoli vittime
Una roba tra bestie, animali e amicizia tra animali. Cane grande e cane piccolo che convivono pacifici. Poi vediamo questa foto che ha provocato abbondanti eiaculazioni sui monitor delle principali testate giornalistiche.
E allora tutto si rivela. Anche la copertina americana è dedicata a Monti (cane piccolo) e ad Obama (cane grande). Si coccolano, si strofinano, si annusano il culo, Monti in particolare avrà certamente indugiato attorno all’area perianale di questo grosso cagnone internazionale. Lo scambio di carezzze, leccate, umori e strizzate di palle è avvenuto secondo norma. Molti elogi per il salvat(t)ore europeo, grande fiducia per l’Italia (circa quanto aveva detto per l’Egitto di Mubarak e la Libia del Fu Gheddafi), grande questo, grande quello, ma il cane grande resta lui, grosso e festante verso i padroni Goldman Sachs. Entrambe le bestie vengono dallo stesso allevamento, hanno mangiato in pastoie simili, certo Monti più piccina alla fine, resta sempre un canide di minor importanza. Cibi solidi, cibi liquidi, deiezioni di vario genere, ma l’importante è che, con l’applauso internazionale e pure di qualche italiota frescone, ci abbiano concesso che siamo “maturati” (o marci, dipende) e che ci complimentino perché anche noi, secondo la moda imperante, abbiamo lasciato a capo della faccenda gente impelagata con chi ha scatenato tutto il guaio. La cosa che provoca tenerezza è vedere come ci sia gente che si rotola felice perché può ancora sculacchiare il puzzone precedente (sia chiaro, strapuzzava da far schifo) e perché si sente liberata come dopo una bella purga, in realtà, come capita pure per le iniezioni, sappia tal gente che il beccuccio si è rotto ed è ancora in quel posto, ma non se ne accorgono perché hanno oramai preso abitudine a farsi maltrattare in tal guisa.





