Cascio quando era bello
07/05/2012
31/03/2012
CINAI, DUBINA ovvero SE FACCIO LO SFORZO DI MENOMARTI SENZA AMMAZZARTI ALMENO DIMMI GRAZIE (o del Fascismo Economico)
La Cina, noi amiamo la Cina, noi amiamo a tal punto la Cina che vogliamo esportare l’antica usanza del suicida che si immola dandosi fuoco. Certo non rinunciamo alle nostre specificità (bel termine, quasi come governance) se in Cina si immola la minoranza, da noi tanto vale che si immoli la maggioranza, i disoccupati, gli imprenditori disintegrati dal fisco, i fessi che hanno creduto alle storielle dello “stato sociale” tra i primi al mondo, insomma a noi piace che gli investitori cinesi trovino un clima caloroso e che ricordi loro casa, ed in mancanza di bonzi possiamo sempre ricorrere a qualche italiano. La Cina ci piace, la sua produttività ci affascina, l’idea che con una manciata di riso si possa sottomettere una persona obbligandola a compiere un lavoro di merda, ci colpisce e ci solletica. Insomma, non siamo quasi mai arrivati ad un effetto tanto perfetto, che tecnica, che classe, che stile. Meccanizzazione? Sì, si potrebbe fare, ma vuoi mettere l’impiego di carne da catena di montaggio? In fondo basta pagarli una miseria e, oplà, la meccanizzazione diventa una minaccia da sventagliargli davanti “lavora, non parlare, silenzio, guarda che meccanizzo, guarda che delocalizzo, e ringrazia che ti voglio ancora dare lavoro. Ah proposito, avrei bisogno di un polmone”. Il Sindacato? Appelliamoci al sindacato ha detto qualche ingenuo. Ma il Sindacato è uno dei Padroni, gratta gratta e tante fabbriche le ha proprio in mano (in parte o totalmente) proprio quel sindacato che dovrebbe secondo teoria aiutare i lavoratori. Il padrone e il sindacato si accorgono che costi troppo? Nessun problema, introduciamo lavoratori extracomunitari sottopagati, o ti adegui o quella è la porta. Il sindacato non dice nulla, chiude gli occhi e se non hai la tessera accellera pure il calcio in culo.
Ma noi si ama la Cina, dicevamo, questo straordinario miscuglio di tradizione secolare e di innovazione, ma amiamo anche Dubai, sì, Dubai ci affascina ancora più della Cina perché Dubai si è dimenticata quelle menate di tradizione secolare e pure a noi, in fondo, cosa vuoi che ce ne impippi di Tizio o Caio? Dubai è la dimostrazione che i sogni si fanno realtà, islam, cattolicesimo, zoroastresimo, animismo, quello che vi pare, potete pure girare mezzi nudi, tirate sopra i multigrattacieli, guarda che fontana, spruzzi come neppure alla serata non-stop in onore di Cicciolina e Rocco, il più alto del mondo, il più largo del mondo, il più lungo del mondo, il più del mondo, una bella cementificazione a destra e a sinistra. Tradizioni? Religione? Calma, calma, dove serve per dare due pedate, ma poi non stiamo tanto a rompere i cojoni, da noi si riprende a destra e a manca, si fanno foto, films, produzioni nazionali e internazionali, sopra ci spruzziamo il dibattito democratico (roba che ci hanno insegnato all’estero, non vuol dire nulla ma lascia l’illusione della libertà) e mischiamo. Ti piace la mia città? I lavoratori? Tutti sottopagati e con zero diritti. Si lamentano? Un calcio in culo. Ecco da noi trionferà il modello Cinese con una spruzzatina di Dubai, qualche bel palazzone enorme costruito dagli schiavi della penisola con un po’ di elementi importati, volete i diritti? Ma quali diritti? Avete impiccato un primo ministro? Avete ghigliottinato un re? Sparato ad un capo di stato a Dallas (come se bastasse poi)? Avete dato fuoco a qualche palazzo? Fatto nulla? Avete appeso uno per i piedi, ah beh, ma era ancora al potere o non contava proprio più un cazzo? Ah non contava più un cazzo… state in silenzio, non rovinate la splendida occasione di declinare e svanire senza emettere un suono, sarete un caso straordinario, vi citeremo nel manuale, anzi no, non comparirete nel manuale e da nessuna altra parte, al massimo in un manuale delle illusioni che è a sua volta una illusione. Godetevela.
18/08/2010
IL GIOCO DELLO SCETTRO, GIRA E RIGIRA, MA A NOI TORNA (SE TORNA) GIRATO DALLA PARTE SBAGLIATA
La sovranità appartiene al popolo, peccato che i Partiti si possano sempre arrogare il diritto di scegliere cosa intendono per popolo e cosa intendono per sovranità. Al di là del mantra compulsivo “lo dice la costituzione, lo dice la costituzione” molto buono per cadere in trance e vedere iddio l’altissimo, potrei sapere quale motivazione è stata data per rifiutare le elezioni anticipate? Se cade un governo che è stato espresso con chiara indicazione –non quelle maggioranze nate dal 0,5% in più, 0,5 che comunque varrebbe se stiamo parlando davvero di democrazia moderna- non si può rimestare nel calderone per vedere cosa avanza, appiccicare due o tre partiti, chiamare finti tecnici e far passare acqua sotto i ponti. Ditemi perché non si può andare al voto?
No perché non vorrete farmi credere che siete tanto educande e verginelle sante da credere a una palla come la seguente di Bersani
“Le elezioni anticipate sarebbero un fallimento loro. Nessuno ha paura di un confronto su questo punto. Il problema – ha spiegato Bersani – è se al Paese servono le elezioni adesso, in una situazione di rissa di tutti contro tutti, in cui i mercati ci guardano, con una legge elettorale che fa nominare i parlamentari dei partiti, con un distacco micidiale dei cittadini dalle istituzioni. Credo che ci siano altre proposte più sensate come un governo di transizione, a tempo limitato per fare la legge elettorale che ridia lo scettro in mano ai cittadini, che si occupi un po’ di economia e di lavoro”.
Si è andati alle elezioni già altre volte con un clima di tutti contro tutti e vaffa incorporato, si stava perfino scivolando al voto con ¾ di parlamento esautorato via inchiesta.
I mercati ci guardano? Il governo di transizione per fare la legge elettorale, ah certo, immagino una sorta di proporzionale perché si ha paura di prenderlo un’altra volta in quel posto. Se non si è saputo costruire un partito in anni la colpa è degli elettori? Allora diciamo più tranquillamente e onestamente, siccome il PD sente puzza di altra tranvata in testa vuole ritardare il voto, cosa normale per un partito, ovvio, peccato che debbano sempre indorare la pillola con belle parole e un alto spirito morale, loro e i giornali e quanti pare non riescano più a formulare una opinione che vada al di là dei fogliacci di fiducia. Appellarsi alla costituzione come la parola magica non aprirà la grotta di Ali Babà, farà solo capire a quanti vogliono un minimo porsi la domanda (ma quale è il problema se vado a votare?) che siamo arrivati al naufragio definitivo, parole sparate a caso, grandi principi prostituiti alla prima occasione, carta costituzionale usata per impacchettare i regalini da distribuire a natale. Siate onesti e gridate una buona volta, “no, elezioni anticipate no, perché il mio partito è peggio ridotto dell’altro” (e ci vuole capacità a ridurlo peggio), “perché i cialtroni che guidano il Pd non sanno che pesci pigliare e hanno oramai l’acqua alla gola”. I loro elettori spero si sveglino e vadano a suonargliele di santa ragione perché il casino l’hanno fatto loro e, in tutta sincerità, deve essere un casino bello grosso se hanno paura di una votazione, questo animale mitico che compare ogni tanto tra i boschi e poi scompare e viene tenuto chiuso non si capisce dove. Fino a qualche settimana fa sembrava che Vendola fosse il futuro candidato, no? C’era pure un discreto entusiasmo e Vendola chiedeva elezioni invece di ribaltoni
poi improvvisamente pure lui ha cambiato opinione, penso dietro pressioni d’altri. Perché non puntare su Vendola? Partire già con l’idea che si perderà non è certo un segno di partito forte e dire “non andiamo” solo per questo –ed è solo per questo, al di là dei giochetti linguistici e dei paludamenti di finta moralità- è più che infausto, è la dichiarazione che si è defunti e che si spera, durante la transizione, in non si capisce quale miracolo.
Elettori del PD gridate “no al voto anticipato”, sì, gridate “no” ma aggiungete onestamente il perché dei capi, ovvero “ho paura di perdere” e piantatela di tirare in ballo la costituzione per ogni stronzata, altrimenti non stupitevi se la gente finisce per averne una idea molto, molto negativa. Altrimenti prendete forza, date una strigliata ai capoccioni, sostenete Vendola e avanti per eventuali elezioni se cade Berlusca.
Lo scettro, tanto per dirla con Bersani, lo si deve ridare subito al popolo perché se il popolo ha delegato –sempre utilizzando la vulgata riguardo l’attuale stato democratico moderno- a una persona e quella cade, allora lo scettro torna al popolo e non passa a Caio, Tizio e Sempronio. Se domani presto una cosa a mio fratello e quello la passa a 40 suoi amici io mi incazzo, sappiatelo, e penso che vi incazzereste pure voi davanti ad una cosa del genere. Dunque indietro lo scettro, dobbiamo controllare se è ancora oro o se vi siete fregati pure quello e l’avete fatto rifare d’ottone.
PS: Pernacchie per il primo fesso che si mette in testa di avere davanti un berlusconiano: è noto infatti che nel mondo ci sono molti che non sembrano in grado di concepire una idea diversa dalla loro senza che questa venga necessariamente da una qualche parte politica, in particolare dalla parte politica che reputano loro avversa. Questa specie molto diffusa concepisce il mondo diviso in due grossi partiti, il loro e l’altrui, quelli dell’altrui li identifica tutti con la matrice per lui di ogni male in quel momento, Satana, Hitler, Berlusconi etc. D’altro canto la tecnica “ma tu sei un …” è un vecchio trucchetto retorico per interrompere la discussione e sottrarsi alle risposte, si tratta dell’antenato del celebre “troll”.
31/03/2010
RISULTATI ELETTORALI 2010
Conclusi gli exit poll passiamo brevemente in rassegna alcuni risultati
PIEMONTE: Mercedes Bresso finisce malamente la corsa alla carica
LIGURIA: Burlando sconfigge Biasotti
LOMBARDIA: Formigoni viene riconfermato
VENETO: Zaia semina l’avversario
EMILIA ROMAGNA: Bernini stracciata da Errani
TOSCANA: Rossi schiaccia la candidata del PDL
MARCHE: Spacca batte l’avversario
LAZIO: La Polverini spazza la Bonino
VENEZIA: Brunetta non arriva all’obbiettivo (non è un fotomontaggio!)
11/03/2010
PROSSIMAMENTE NEI CINEMA, MA SOLO IN PROVINCIA DI BRESCIA….
La scuola non l’ha voluto, Lui non vuole lavorare, solo le elezioni lo possono salvare.
16/02/2010
FACCE DA PD? QUANDO LA PUBBLICITA’ RAGGIUNGE RISULTATI OPPOSTI
Io non riesco più a capire gli scopi dei “genialoidi” delle pubblicità, spesso capita di vedere delle autentiche torture visive, immagini nate per irritare, accompagnate da fastidiosi suoni e dialoghi, e un discorso simile puo’ valere per i manifesti elettorali. Sembra che i partiti facciano a gara per infastidire l’eventuale elettore, come a dire “non mi votare” o “pensaci bene”. Forse è una mia impressione, ma vedere una espressione di questo tipo, magari di prima mattina sbucando dalla metropolitana, mi porta a ignorare totalmente il messaggio e a concentrarmi sulla supponenza di questa faccia. L’espressione è quella di una che ti prende letteralmente in giro, ti si pone davanti come se volesse dire “embè” “..zzo vuoi”, indispone, ci vedo pure una faccia da impiegato scortese allo sportello pubblico. E cosa dire di questa sorta di caghetto? Cosa dovrebbe essere? Un uomo deciso? Questo ha la faccia del capetto universitario, quello che era un capetto liceale, il traffichino politico di prima maniera. Questa sarebbe una campagna elettorale efficace? Dovrebbe convincere a dare il voto? Per me compie l’azione opposta, porta a riflettere sulle contraddizioni profonde di un partito, spinge a pensare a cosa siano i rappresentanti di questo partito e come non corrispondano nè socialmente, nè culturalmente a quanto si è propagandato negli anni.



