TERRE IMPERVIE

03/05/2013

LA POSIZIONE DELLA MAI DIMISSIONARIA: BOLDRINI E INTERNET


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Dubbi circolano sulla rete in merito alle ultime uscite del Presidente della Camera che si è detta stufa della anarchia dominante in rete, degli insulti ai suoi danni etc… tutta roba già sentita in passato, nulla di nuovo, roba che aveva scatenato maree di foto con post it, grida d’allarme, golpe, dittatura, in questo caso invece la reazione attuale è un misto di stupore e incertezza, molti non sanno cosa dire anche perché poche settimane prima avevano inneggiato alla elezione della Boldrini come ad un segno di cambiamento.

chet_hurrah

Qualcuno si era in passato preoccupato di far notare come il passaggio da un politico di professione ad un funzionario politicizzato di professione non fosse un cambiamento e che l’Onu sia un carrozzone più interessato alla sua autoconservazione rispetto ad una qualsiasi risoluzione di qualche problema. Gli incauti che avevano palesato tale dubbio erano stati o presi a sberleffi o insultati. Essendo tra quegli incauti continuo a sostenere quanto detto prima, l’Onu si è dimostrato un ente inutile, incapace di intervenire quando c’è bisogno e, di anno in anno, i recenti fatti libici lo dimostrano, ha fatto una politica di sponda alle solite potenze internazionali, in barba ad un qualsiasi senso di giustizia o almeno di equilibrio: come potremmo definire un organo che in poche settimane passa dal decretare un premio internazionale per i diritti umani ad un noto dittatore/terrorista ora amico di Europa e USA per poi partecipare ad una caccia all’uomo, scaturita appoggiando una rivoluzione farlocca e niente affatto popolare, con tanto di linciaggio conclusivo del quasi premiato?

gaddafi-the-king-of-libia-forever

Se c’è un settore dove l’inoperosità e la ipocrisia dell’Onu è evidente è quello della lotta alla fame nel mondo o alle questioni dei rifugiati, altrettanto evidente in quel settore, anche se si finge sempre di non sentire, sono i casi numerosissimi di ruberie e la palese contraddizione tra la propagandata immagine di funzionari/missionari e gli stipendi faraonici per gente che passa la maggior parte del tempo con ruoli di burocrate salvo farsi fare un paio di foto con i bambini poveri in occasione di qualche viaggio, anche perché può sempre tornare buona a scopi elettorali

Con un retroterra di questo tipo mi chiedo cosa ci si aspettasse da questa Madre Teresa di Calcutta italica (le descrizioni erano circa queste e calcolate che ho forti dubbi anche riguardo a Madre Teresa di Calcutta) riuscirà dove fino ad ora i suoi predecessori hanno fallito? Ricordate che una caratteristica da sempre frequente nei burocrati è l’ottusa protervia, un burocrate segue a macchinetta certi percorsi preordinati, tende a pensare quello che gli è stato imposto di pensare e perfino a sognare quello che gli è stato imposto di sognare, quando poi assume un potere notevole gli effetti tragici solitamente non tardano troppo. Intanto ha fatto perquisire la casa di un giornalista perché questi incautamente aveva ripostato sul suo profilo Facebook delle foto che parevano (in realtà foto di altra persona) ritrarre la Boldrini nuda al mare. Voi direte, non era suo diritto difendersi da calunnie? Certo, ma i metodi sono parsi eccessivi. A seguito del clamore poi ha approfittato per tagliare teste nello staff del Presidente della Camera (si vocifera che non vedesse l’ora) per infilare gente a lei più gradita, ora tuona contro l’anarchia di internet come un Gasparri qualsiasi, ci riuscirà? Lo sapremo solo in futuro magari anche da queste paginette volanti.. o magari no.

Hitchens1

27/08/2012

Ma quanto è forte Hollande, ma quanto strilla Hollande, Hollande, Hollande


Hollande si nasconde dietro una tenda per evitare di doverne dire quattro al lattaio

E venne sul suo cavallo bianco a liberare il mondo. Per settimane siamo stati sommersi dalle panzane internettiane che strillavano del nuovo tempo, quello della libertà, della giustizia sociale, tutti a indicare questo tipetto come colui che avrebbe fatto tremare l’Europa. Attualmente non trema nulla. La Francia prosegue come prima, incontri internazionali, prediche alla Grecia, pieno accordo con BCE e via così, Hollande non ha fatto praticamente nulla, qualche riformina sul genere progressismo che non costa nulla, e poi si naviga tranquilli e sereni nella vasca da bagno. Se fosse stato tanto dirompente credete che avrebbe raccolto così placidi e convinti complimenti, fuori e dentro Europa, dopo la sua elezione? Non c’è stato neppure un grido al “pericolo Hollande” da parte di quei pluripotentati che, in teoria, dovevano temere un cambio di rotta. Ma noi continuiamo tranquilli a goderci Hollande ed a fantasticare sulla sua grandezza. Lasciamo la conclusione alla profetica Mondaini

Ma quant’è forte Hollande
Ma quanto strillaHollande

In acqua è un pesce Hollande
Nel salto vola Hollande

è più di Zorro Hollande
è più di Furia Hollande

Hollande- Hollande

Eeh – ooh (coro)

Che bella vita Hollande
Non fa mai niente Hollande

Che bella casa Hollande
Che bella moglie Hollande

Non paga affitto Hollande
Non paga tasse Hollande

Non spende un soldo Hollande
Ma quant’è forte Hollande

Hollande- Hollande

Eeh-ooh (coro)

Non sa parlare Hollande
Non sa contare Hollande

Non legge niente Hollande
Nemmeno scrive Hollande

Non sa la storia Hollande
Non sa le lingue Hollande

è un ignorante Hollande
Sa solo urlare Hollande

Holland – Hollande

Eeh – ooh (coro)

22/07/2012

GOMORREA ovvero SAVIANO GUARDA A VENDOLA E MAIORCA


Gian Paolo Serino ha giustamente richiamato l’attenzione sopra un passaggio dell’ultima esternazione di Saviano sull’Espresso. Dalla Rubrica “L’Arcitaliano”, (in)degnamente ereditata da Bocca, non perché Bocca fosse degno, come si è detto, il profeta e leader maximo del Savianesimo è riuscito a dare vita ad un mostro tricefalo, Savendorca, dotato della spocchia savianea, il parlare ad mentulam vendoliano (un misto di finta ricercatezza e comunicato sindacale) e la capacità di non prendere fiato di un Maiorca. Tutta questa ipossia rischia di generare nei lettori altri Saviani, estendendo il virus. Prendete una buona boccata d’aria.

” La poetessa Szymborska ha vissuto un periodo terribile ma non lo ha mai negato. Siamo sicuri sia avvenuto lo stesso a quegli intellettuali che hanno creduto nelle operazioni militari della destra repubblicana americana o che sono preda di quel bruxismo ideologico che si sostanzia di piatto garantismo nel presente e svela la propria vera natura nei processi sommari al passato?

19/07/2012

METTI CHE UN GIORNO ALLA RADIO… SIRIA E BALLE


In questi mesi, come prima per la Libia, in parte per l’Egitto e la Tunisia, siamo subissati dalle informazioni a senso unico, bande armate descritte come gruppi di pacifisti e idealisti, gente che straparla di lotte per la libertà, un quadro che basta poco a smontare, ma l’Occidente ama cacciare il naso negli affari altrui e partecipare alla partita, o almeno si illude che spalleggiando gruppi sospetti potrà arrivare ad un controllo almeno indiretto, vecchia storia, storia pluridecennale. Cosa succede se un tronfio conduttore radiofonico francese intervista telefonicamente un siriano, convinto di sentire peste e corna di Assad, e si trova davanti a qualcuno che invece gli racconta cosa ha visto e come le bande armate siano bande armate? E cosa succede se davanti alla reazione di sufficienza da “noi vi insegnamo come funziona una democrazia” il giovane siriano gli porta esempi francesi dove la repressione c’è stata? E dico repressione perché se gli eventi sono simili e quell siriana è repressione allora anche quella francese lo è. Che succede? Succede che il giornalista non è più in grado di cavarsela… buon ascolto

16/07/2012

PD E UNIONI TRA OMOSESSUALI, COMPAGNI ALZATE LE BANDIERE: IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO RITORNA!


Anni e anni di lamentele sul PD ritirando fuori “ah la sinistra, ah quando c’era il PCI” e ora che fanno una cosa da PCI non la volete riconoscere. Sveglia, McFly, sveglia, il PCI gli omosessuali li sbatteva fuori dal partito (vedi, tra gli altri, Pasolini nel 1949), il PCI era contrario alla legge sul divorzio e via così… McFly sveglia, parli da anni di una cosa astratta “la sinistra”, ogni tanto ritirando fuori i feticci tipo Berlinguer (del quale non si può mai ricordare la fallimentare azione politica essendo oramai un santo laico), ma non hai nessuna memoria di cosa è stata, in Italia, la sinistra ed essere di sinistra. Il PD l’altro giorno è tornato ai tempi del “glorioso” PCI, mozione annullata, rifiuto di azioni che rompessero con il mondo cattolico. Il Partito Comunista Italiano è tornato.

14/02/2012

DIFFERENZA TRA I POETI MALEDETTI ED I MALEDETTI POETI: IL MARTIRIO DI SAN VERLAINE APOSTATA


Verlaine ha appena sentito quello che ho sentito io e non è felice

Venceslao il buon re

 A Terre Impervie non abbiamo mai avuto una vera occasione di parlare di Saviano, tranne che per alcuni riferimenti, due anni or sono, sopra la sua pretesa di essere il nuovo Pasolini, pretesa che lui ha evidentemente dato ad intendere per poi lasciarla alla vista di tutti e che i giornalisti, come il buon cittadino con la cacca del proprio cane, hanno raccolto ogni volta per poi depositarla negli appositi contenitori cartacei, i giornali. Il Messianesimo savianese è una delle tante belle infezioni contratte da una Nazione che è a forma di stivale, ma in realtà pare passeggiare sempre a piedi nudi in attesa di raccogliere funghi. Potremmo dilungarci sul capitolo Mafia e Politica, sulle 10 piccole differenze tra un Giuseppe Fava e un Saviano, sulla questione dello sputtanamento del lavoro di Falcone e Borsellino e sulla sagra del “mafioso” da piccolo e grande schermo, con una spruzzata di folklore e qualche ammiccamento a Kill Bill, che il nostro valoroso cuciniere ha rimestato e servito. Di questa faccenda, come l’abitudine al copia incolla e allo scoppio molto ritardato delle “ri-scoperte”, parleremo forse altrove. Oggi ci vogliamo dedicare alla questione del savianesimo di origine controllata, quello che sgorga direttamente ab origine.

Si vocifera di futuri impegni televisivi

 Play the maid’s part,–still answer nay, and take it.

 Esistono persone che provano l’atavica repulsa a mostrarsi in pubblico, non amano interviste, non vogliono comparire, perfino la posa per una breve foto li ripugna e vi si adeguano solo perché altrimenti il loro destino sarebbe ancora più orribile, fatto di attività che li obbligherebbero, a volere e piacere altrui, a comparire ovunque. Esistono poi quanti smaniosi di svelarsi al mondo intero, pur conservano l’arte sopraffina di farsi pregare, centellinano, hanno appreso, in misteriose sale dove a loro e a loro soli è stato consegnato un qualche strumento sensibilissimo, a cogliere il polso di intere Nazioni, tanto da poter apparire e svanire a loro piacimento, eppure essere sempre richiesti e davanti a tutti pur in assenza. Un loro no sarà sempre strategico, sapranno prevedervi di almeno cinque mosse e, se incappati in un errore, sapranno perfino farvi credere di aver volontariamente scelto quella strada. Esiste poi una categoria, vasta categoria, plateale categoria, diffusa a tal punto  da costituire forse la maggioranza, incapace di rinunciare a porre bocca e voce e volto ad ogni occasione. Non è neppure per rilanciare le vendite di qualche loro prodotto (di minore o maggiore fattura), non è perché si parli di loro in vista di qualche futura azione, si tratta di pura e semplice necessità di infilare la bocca nel pertugio di un megafono e dare fiato. Loro non sapranno praticamente mai dire di no, dovranno intervenire con la forza per fare loro comprendere come stiano saturando l’aria quanto il monossido, per questi non c’è argomento impossibile, che sia un convegno sulla Consustanzialità trinitaria, una tavola rotonda sulla economia del Nicaragua o la possibilità di recensire l’ultimo disco di un gruppo di Lorisidi vestiti come i Beatles, non vi preoccupate che il nostro eroe non si tirerà indietro, ci metterà più tempo la e-mail di risposta ad arrivare a chi lo ha invitato di quanto impieghi l’intervento, scritto, filmato o inciso, a giungere a destinazione.

 

Quando uno nasce maestro nasce maestro, qualunque sia l’argomento…

¿Quién puede poner puertas al campo?

Così non capiamo perché dovremmo stupirci (eppure confessiamo tale reazione) scoprendo che Scalfarubbica (Repubblica secondo il nome comune), in occasione di San Valentino, abbia deciso di ospitare una selezione di versi dell’innocente Verlaine fatta da Saviano. Oibò, già ci era nota l’esistenza di una antologia letteraria per le scuole dove, a colpi di Benigni e Saviano, si smerdava ulteriormente la letteratura di questa dispersa Penisola, letteratura già abbastanza martoriata nei pollai scolastici, adesso veniamo a sapere che l’antologizzato è un antologizzatore, tanto da cogliere il fior fiore di Verlaine e somministrarlo al pubblico come una tisana. L’effetto della tisana è però lassativo. Voi direte, colpa di Verlaine, una selezione è fatta bene o male, ma è comunque selezione di cose altrui. No. Il problema è che la selezione è accompagnata dalla lettura, da parte dello stesso Saviano, anzi, dalla recitazione (già dopo pochi minuti quel disastroso “Vero?” lascia intuire che da parte sua ci sia una volontà di interpretare) delle poesie e chi abbia avuto occasione di vedere i famosi elenchi della spesa che hanno suscitato dibattito in Italia potrà già immaginare la monotonia assurda di questa “esecuzione”, nel senso di eliminazione di Verlaine che, nonostante la sua grandezza, non riceve neppure una rapida morte, ma viene martoriato, pezzo per pezzo, dall’ego di Saviano. Poteva dire di no? Ovvio. Ma a quanto pare si sentiva trascurato e, magari, ha pure l’idea di sfornare a breve un libro di poesie, possibilmente prevertiane; non si offenda nessuno, ma noi si è della scuola che ritiene la produzione poetica di Prevert più simile ad una lunga serie di annunci pubblicitari, con qualche furbata, insomma roba che, magari con meno esito, è in grado di produrre chiunque.

Saviante. Prontissimo a dirtene tante… ma tante.

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