14/09/2012
27/08/2012
Ma quanto è forte Hollande, ma quanto strilla Hollande, Hollande, Hollande
Hollande si nasconde dietro una tenda per evitare di doverne dire quattro al lattaio
E venne sul suo cavallo bianco a liberare il mondo. Per settimane siamo stati sommersi dalle panzane internettiane che strillavano del nuovo tempo, quello della libertà, della giustizia sociale, tutti a indicare questo tipetto come colui che avrebbe fatto tremare l’Europa. Attualmente non trema nulla. La Francia prosegue come prima, incontri internazionali, prediche alla Grecia, pieno accordo con BCE e via così, Hollande non ha fatto praticamente nulla, qualche riformina sul genere progressismo che non costa nulla, e poi si naviga tranquilli e sereni nella vasca da bagno. Se fosse stato tanto dirompente credete che avrebbe raccolto così placidi e convinti complimenti, fuori e dentro Europa, dopo la sua elezione? Non c’è stato neppure un grido al “pericolo Hollande” da parte di quei pluripotentati che, in teoria, dovevano temere un cambio di rotta. Ma noi continuiamo tranquilli a goderci Hollande ed a fantasticare sulla sua grandezza. Lasciamo la conclusione alla profetica Mondaini
Ma quant’è forte Hollande
Ma quanto strillaHollande
In acqua è un pesce Hollande
Nel salto vola Hollande
è più di Zorro Hollande
è più di Furia Hollande
Hollande- Hollande
Eeh – ooh (coro)
Che bella vita Hollande
Non fa mai niente Hollande
Che bella casa Hollande
Che bella moglie Hollande
Non paga affitto Hollande
Non paga tasse Hollande
Non spende un soldo Hollande
Ma quant’è forte Hollande
Hollande- Hollande
Eeh-ooh (coro)
Non sa parlare Hollande
Non sa contare Hollande
Non legge niente Hollande
Nemmeno scrive Hollande
Non sa la storia Hollande
Non sa le lingue Hollande
è un ignorante Hollande
Sa solo urlare Hollande
Holland – Hollande
Eeh – ooh (coro)
15/08/2012
UNA BELLA NORIMBERGA PER GLI STATI UNITI? IL “GUATEMALA SYPHILIS EXPERIMENT”
Come è la solfa? Va bene abbiamo bombardato civili, va bene ne abbiamo internati, va bene abbiamo fatto morire circa 1 milione di prigionieri di stenti e maltrattamenti, ma noi non abbiamo mai fatto quegli esperimenti medici orripilanti, usando gli esseri umani come cavie… noi siamo buoni, siamo gli Stati Uniti, abbiamo gli speroni ed entriamo nel saloon per fare fuori il cattivo.
OPS!
Il Guatemala tenta da anni di portare a processo gli Stati Uniti per gli esperimenti medici fatti sopra suoi cittadini, tra il 1946 e il 1948. Il medico statunitense John Cutler, per verificare se la penicillina funzionasse o meno per le malattie trasmissibili sessualmente, infettò migliaia di guatemaltechi, prostitute, ex militari, orfani, prigionieri. La faccenda è stata tenuta nascosta fino al 2005 quando Susan Reverby, ricercatrice della Università di Wellesley scoprì l’incartamento dove si descrivevano gli esperimenti con tanto di permesso del presidente Truman. I risultati non ci sono, salvo che il numero di infettati di sifilide, gonorrea e forme cancerose è stimato tra i 2000 (stima del governo guatemalteco) e i 1300 (stima degli Stati Uniti). Attualmente la richiesta di processo è stata respinta da un giudice federale americano e, a conti fatti, è probabile che la cosa resterà impunita.
06/08/2012
A PROPOSITO DI CRIMINI DI GUERRA: HIROSHIMA 6 AGOSTO 1945
Il 6 agosto 1945 gli americani spazzavano via 138.000 abitanti a Hiroshima, lasciandone più di 300.000 contagiati dalle radiazioni. Tre giorni dopo avrebbero ripetuto la carneficina uccidendone 80.000 a Nagasaki. Oggi non ne sentirete parlare, i giornali sono pieni di masturbazioni locali (quanti ori ha vinto l’Italia, dimenticando che ogni medaglia è un premio per gli atleti di 140.000 euro, dunque lo Stato deve già pagare 840.000 euro a questi tizi) e di masturbazioni galattiche (l’ennesimo robot sopra Marte). Vi risparmio immagini delle due città, immagini raffrontabili per la desolazione e il nulla alle foto uscite oggi riguardanti Marte, ma ricordo come questi bombardamenti, alla faccia di ogni convenzione o remora morale, sono stati effettuati dagli stessi che poi hanno presieduto processi per crimini di guerra. Sinceramente trovo assurda qualsiasi giustificazione, la guerra è stata dura ma nulla può rendere plausibile un massacro di civili di tali proporzioni e se i giapponesi si sono macchiati a loro volta di crimini questo non rende legittimo rincarare la dose (soprattutto se poi pretendi di giudicare i buoni e i cattivi) neppure gli aiuti americani per la ricostruzione attenuano il fatto, dato che il distruggere per poi ricostruire non è un titolo di merito, anche se ancora oggi gli americani e gli europei (penso alla Libia) amano ricoprire questo duplice ruolo, prima guadagnando sopra la distruzione e poi speculando sopra la ricostruzione.
05/08/2012
1945 – 2012 NULLA CAMBIA SOTTO IL SOLE
Il processo farsa di Hussein, l’eliminazione misteriosa di Bin Laden, i silenzi, l’incertezze, il linciaggio di Gheddafi, nulla è cambiato e per i nostalgici dei tempi andati dovrebbe essere una buona notizia, contenti loro. All’approssimarsi della fine del secondo conflitto mondiale le cosiddette potenze democratiche (allargate in quel momento alla Russia) discussero sul come trattare gli alti papaveri tedeschi. L’idea che prevaleva tra Stati Uniti e Inghilterra era della eliminazione sommaria una volta catturati, in particolare a Churchill premeva la scomparsa di Mussolini e dell’imbarazzante carteggio (carteggio che erroneamente Mussolini considerava una garanzia di sopravvivenza),
Roosevelt e Churchill insistettero svariate volte perché i futuri prigionieri venissero fucilati a poche ore dall’arresto, mentre Stalin, con quel fare sornione di chi ha capito come punzecchiarti pur essendo per il momento dalla tua parte, pensava che vi erano solo due possibilità: la prigione a vita o la condanna a morte dopo “regolare” processo. Alla fine USA e Gran Bretagna, pur a malincuore, cedettero ma il processo venne fatto secondo metodi che definire irregolari sarebbe poco. Difese private di accesso ai documenti (salvo quelli esaminati dalla accusa), sparizione di dati fondamentali, scomparsa di testimoni, giudici che vivevano a stretto contatto con gli accusatori e via scorrendo, insomma, come oramai è ampiamente riconosciuto dalla storiografia seria (quella che procede per documenti e non per emozioni e vulgata) tranne che da qualche documentarista attardato e dal popolino, il processo di Norimberga fu una farsa assurda, tanto valeva l’impiccagione immediata. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla riproposizione di tali farse, con qualche aggiunta modernissima, ad esempio imputati che muoiono giusto quando dovevano rivelare un giro di bustarelle internazionali (vedi Milosevic e i vari sporchi affari con le altre Nazioni), oppure imputati che non raggiungono mai il tribunale e vengono fatti linciare dalla folla, vedi Gheddafi. Ora il figlio di Gheddafi vuole un processo in Olanda, per scampare alla pena di morte, giocando sul fatto che l’Europa ha oramai abolito il tipo di condanna.
A conti fatti se Saif Al Islam è stato messo a parte di affari con le nazioni europee, cosa probabile dato che era l’erede destinato, se arrivasse in Olanda è probabile che finirebbe con un bel infarto, ma ritengo più probabile che lo si lasci dove è, perché lo processino o lo ammazzino in carcere. Bin Laden? A Bin Laden pare abbiano fatto la festa, anche se nessuno ha visto nulla e i testimoni sono o parziali (Obama e lo staff dicono che le comunicazioni video si interruppero proprio al momento del blitz) o top secret, l’impressione è che la faccenda puzzi parecchio, ma al nuovo presidente Nobel per la Pace non si chiede mai molto, ci si fida, in fondo è un così bravo ragazzo…
12/07/2012
LA SQUINZI(A) DEL MONTI
Per farsi crollare addosso il cielo basta andare sopra un palco e dire due paroline non dolci verso il grande manovratore o meglio l’automa dalla scarsa gamma di movimenti, neppure degno dell’ultimo garzone di bottega di un Theroude o d’un Lambert, garzone, per intenderci, destinato al licenziamento in tronco dopo il primo tentativo malriuscito.
Squinzi non l’aveva capito e nessuno si aspettava una critica così tagliente del Monsignor Monti, la Confidustria ultimamente era tutto un fiorire di Monteprezzemoli e Marceraglie, insomma di figli di, gente che non è industriosa, figuriamoci industriale, al massimo può mostrare, assieme alle coccarde del concorso ippico vinto a 6 anni, un paio di avvisi di garanzia (per carità, tutta roba prescritta dal medico). Squinzi si è lasciato scappare la patata dalla bocca ed ecco che il bimbo Monti ha tuonato “Alzi lo spread, cattivo”. Non fosse mai. In fondo se mesi prima di essere unto dal Signore del Colle, giusto dopo che l’altro unto si era oramai fritto, dorato e poi imbrunito, i signorastri di Goldman & Sachs blateravano, via missive, di alzare o abbassare ad arte certi parametri in attesa del nuovo premier, vuol dire che Monti con lo spread ha un rapporto da padre a figlio, da nonno a nipote, da chioccia a pulcino, da puttana a cliente. Monti lo conosce lo spread, è il suo balocco e se lo presta devi trattarlo bene altrimenti quello si alza e lui corre a piangere in seno alla Merkel.
Squinzi, Squinzi, ma da dove sei piombato? Non capisci che la pubblicità di Save the Children in bianco è nero non è per dare una patina d’antico, ma solo per meglio adeguarsi al clima di Istituto Luce creato attorno al beniamino di noi tutti?
Tranquilli. Squinzi è rinsavito. Non sappiamo come. La strigliata di Monti non penso abbia fatto effetto. Ma ci sono modi più interessanti se sei imprenditore, ad esempio le banche possono chiuderti il credito (ricordare il Silviuccio ancora semigiovane e quasi in rovina? Giusto all’epoca della fine del primo mandato, quando poi diede la vittoria al centro sinistra e d’Alema fece una visita ecumenica alle fonderie Mediaset). Ora Silviuccio che tuona contro Monti (dal Giornale) e lecca Monti in parlamento e nei telegiornali, non solo scampa ancora più di prima alle inchieste, ma naviga a tutta televisione senza più le varie questioni (conflitti d’interessi, multe, frequenze rubate e così via). Tutto è placido come una fiducia nel taschino. Rifletta Squinzi, rifletta.
23/05/2012
VIVA FALCONE, VIVA ORLANDO…. SIETE BIPOLARI, FATEVI CURARE o anche DELLA ASSOLUTA INUTILITà DELLE MANIFESTAZIONI ANTIMAFIA
Il messaggio è: come si combatte la mafia? Facendo sfilate e manifestazioni e discorsi roboanti, poi nell’urna si prosegue come prima. Probabilmente si tratta pure una scelta di urna elettorale per evitare altri tipi di urne, ma forse sarebbe meglio piantarla con questa ipocrisia che viene, dritta dritta, insegnata ai propri figli che vedono babbo gridare “ah la mafia” e poi comportarsi esattamente come se non ci fosse o come se fosse solo quella robetta di piccolo taglieggio.
A Palermo è tornato Orlando, tutto uguale come venti anni or sono, e oggi c’è la scena delle navi della legalità. Non servono a nulla le manifestazioni, non significano nulla senza fatti concreti e una sfilata con striscioni non è concreta, occupa giusto un pomeriggio. Le alte cariche dello Stato, quello Stato che ha ammazzato Falcone e la moglie, Borsellino, tutti gli uomini della scorta, producono la solita pernacchia, il discorso ottimo per ogni occasione. La mafia è tornata quel pupazzone da spettacolo delle marionette, gli agganci con la politica? Discorso vietatissimo o non ti mandano in televisione facendoti diventare milionario a forza di libri scopiazzati.
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Piantatela di insegnare l’ipocrisia ai vostri figli, piantatela di partecipare a puri titillamenti del vostro ego, onanismo sociale, sapete benissimo che non serve a nulla e che non significa nulla visto che basta la prima tornata elettorale per votare come sempre. Molti lo pensano, credo, ma non possono dirlo perché temono di passare per “collusi” o “pro mafia”, ma non è così, la mafia è contenta delle manifestazioni perché tanto non ne viene nulla.
Intanto a Brindisi si ipotizzano cose assurde, ovvero che la malavita si sia tirata la zappa sui piedi, attraverso un attentato impopolare , mentre in realtà c’è puzza di strategia della tensione lontano un miglio, se poi è stato un singolo non vuol dire nulla, sono proprio quelli più adatti ad essere spinti a forza di promesse ed esortazioni da regie occulte.
14/05/2012
BOCCA – SAVIANO, LA CLONAZIONE ANDATA A MALE
Conosci te stesso, venissero giù i santi e trovassero spazio ecco che cosa ripeterebbero, seduti sopra scomodi sedili in plastica, durante le riprese dello spettacolino dei cincillà ammaestrati che La7 diffonderà, a fogne unificate, per l’aere italico. Due veri combattenti del nemico invisibile. Uno, notoriamente pretino spretato, da azione cattolica e socialismo (anti)militante, notorio il suo craxianesimo da naia, l’altro il capoccia a uovo della mafia da cinepanettone, quello che descrive di mafiose da Kill Bill, immerse in liquami con bollicine e che si ricorda della Mafia e dello Stato con la S maiuscola solo per uno dei partiti più recenti (ma certo non incolpevoli) del disastrato panorama politico, cementificato a destra e a manca dal dopoguerra, come non mai. Il secondo, partendo dalle fattezze assimilabili per l’ampio pelame a scudo dell’occhio al Cristo Pasoliniano, ha tentato negli anni di ritagliarsi la fama del redivivo poeta di Casarsa, un coro di beoti e di intellettuali da basso cabotaggio ha rilanciato l’assimilazione, ma, dobbiamo dirlo, non c’è stata una grande risonanza alla fine. Perché?
Semplice. La maggior parte della popolazione non capiva neppure di cosa si stesse parlando, anche se negli anni si è dato ampio spazio a quel tracimare di inchiostro che ha fatto di Pasolini una sorta di San Francesco laico, il santino non è stato ben assimiliato, nisba, la nicchia di chi comprendeva il riferimento era suddivisa tra i beoti che lo sostenevano e quelli che lo rinnegavano. L’operazione Saviolini è naufragata. Oggi parte una operazione che riceve invece il nostro plauso: operazione Boccalini. Saviano è il nuovo Giorgio Bocca e così eredita pure la rubrica l’Antitaliano sull’Espresso. Perfetta sintonia. Boccalini rende già l’idea di come si debba essere boccaloni per esaltarsi. Sul fatto che Bocca fosse l’Arcitaliano, piuttosto che l’Antitaliano, abbiamo già dato vari contributi, e Saviano nel suo retoricume zoppicante è un degno erede di Bocca, anche come banderuola. Ad essere sinceri pare più il pomello che sovrasta l’asta della bandiera e abbiamo sempre pensato che l’unica lucidità nelle sue argomentazioni e nelle sue esposizioni fosse da rintracciare in un accurato sfregamento mattutino alla calotta. A differenza di Bocca che girava come una trottola, Saviano, come il pomello appunto, non ha una vera direzione, al massimo è più o meno avvitato e cigola un poco, ma non ha tanto da fare la banderuola. Bocca era più aspro, parimenti narcisista come Saviano (io, io, io ama ripetere), aveva quella ruvidità che Saviano non riesce bene a dimostrare. L’essere ruvidi e cattivi era in fondo una delle poche qualità di Bocca, lo strappava dalla sua mediocrità, altrimenti totale, Saviano non ci riesce, i suoi interventi, anche di ripicca o del “te lo avevo detto”, come un bambinello al parco, sono sempre deboli e così non gli si può neppure, ad onore del vero, dare il titolo di grande stronzo che spettava al cuneense, in fondo le esperienze di vita segnano, Bocca era nato nel pieno della retorica fascista ed ha assorbito a pieni polmoni, riversandola negli anni più recenti sopra Napoli o i Socialisti (post eventum) e avanti di questo passo, Saviano è figlio di miti defunti, è nato molto dopo il ’68, unici punti di riferimento stabili sono stati un papa polacco, bim bum bam alla televisione, un cavaliere politico, il romanticume sfatto del muro di Berlino, insomma poca roba, gli manca il mordente. Sotto sotto è un giovane precario, ha vinto la lotteria e non ha ancora capito come spenderli questi soldi, li lancia un po’ da una parte e un po’ dall’altra, gli sfugge il suo vero ruolo nell’esistenza. Vorrebbe fare il Vate Nazionale, ma c’è concorrenza, Benigni gli porta via spazio, Fo fofeggia, Umberto Eco si veste da Guglielmo da Baskerville, Grillo, dico Grillo, lo sovrasta e non oso immaginare quanto fegato si starà mangiando il nostro cicalone. Lui ha tentato il gioco del contrasto per risultare vincente: venendo in trasmissione con una carta velina, Fazio, dello spessore e della resistenza di un’ostia (consacrata o meno) in bocca, ma perfino accanto a Fazio la sua retorica non viene fuori con forza, il trucco della spalla debole è vecchio e molto teatrale (Gassman si aggirava con molto gusto con Villaggio) ma se non hai il fisico non c’è nulla da fare. In definitiva ci pare che il Saviano come erede di Bocca sia certo più accettabile rispetto alle pretese pasoliniane, ma ci viene sempre il dubbio che sia una manovra per costringerci, cosa impensabile, a rimpiangere perfino Giorgio Bocca.

08/04/2012
GLI INUTILI IDIOTI ovvero ALLA FINE L’UNICA CROCE CHE CONTA QUALCOSA LA TROVI NEL CIMITERO
Al mago Sabino sinceramente non interessa il periodo pasquale, ama più sottolineare come la previsione di mesi or sono si sia rivelata esatta. Mi auguro che abbiate scommesso e portato a casa un bel gruzzoletto. Nel caso mandatemi almeno qualche genere di conforto. Mentre la Goldman si affretta a specificare chi dovrà vincere in Francia, altrimenti son guai (leggi vi facciamo lo scherzo greco/italico) oltre l’Oceano, dove la finzione democratica è stata perfezionata al di là di ogni paragone, il pargolo Romney (l’unico finanziato dalla Goldman tra i candidati repubblicani) è approdato alla sua vittoria e adesso lo scontro sarà tra il Goldman della Casa Bianca e l’aspirante Goldman. Il mago Sabino vi ha già anticipato pure il risultato finale dunque non penso ci sia bisogno di ribadire. Spero che lo spettacolino di questi mesi vi sia piaciuto, insomma, le elezioni americane sono davvero un telefilm interessante, colpi di scena, scandali, gaffes, errori, rimonte, risultati “a sorpresa”, dialoghi serratissimi, scenografie preconfezionate con arte (tutti quei cartelli spontanei distribuiti agli ingressi) e poi il numero delle comparse, ah, era dall’epoca del Waterloo di Bondarčuk che mancava un dispiegamento tanto imponente di comparse dietro ai protagonisti. All’epoca solo l’impero sovietico poteva vantare questa capacità di mobilitazione, adesso ammiriamo come il super impero statunitense ha superato l’esempio.
Ci ha aggiunto la molta ipocrisia del “il tuo voto conta”, autentica balla made in USA dove il Presidente manco è eletto direttamente (ipotizzando che si votasse effettivamente qualcosa), dove le campagne elettorali hanno oramai raggiunto costi impossibili, dove ufficialmente sono i singoli che versano, salvo poi vedere in cima i soliti noti finanziatori. Da decenni e decenni il sistema americano ha limato la sceneggiatura elettorale, con pazienza, con la consapevolezza di avere tempo, e i figli della Goldman Sachs, ora repubblicani, ora democratici, hanno preso di volta in volta il potere. Alle passate elezioni, forti della sventagliata di “reality” e della sempre più assuefazione al “vivere straordinario –e artefatto” del sogno americano hanno pensato di confezionare il pacco dono più sostanzioso. La rivalsa degli schiavi. Per cui hanno preso un tizio che non discendeva dagli schiavi (forse manco americano, ma anche questo ha dato salsa al racconto) già membro di quella elite che vede tutto di un colore solo –verde grana- e l’hanno imposto a forza di finanziamenti, tappezzamento cittadino con pubblicità, spettacoli e perfino un tour europeo pre-presidenziale, ma già da presidente in pectore. In fondo gli Stati Uniti amano raccontarla come gli pare. Ci hanno raccontato che il nord buono e generoso fece una guerra per liberare gli schiavi, dimenticando vari particolari, ad esempio che il sud volle bloccare l’afflusso di “nuovi” schiavi ma se ne risentirono le navi del nord che erano le principali importatrici, dimenticando del tentativo di embargo economico per obbligare il sud ad acquistare i prodotti dal nord in sviluppo e non dall’europa, dimenticando che gli schiavi liberati rimasero in condizioni di semischiavitù almeno fino agli anni ’60 e oltre, ma ci hanno dipinto il martire (interno, pare) Lincoln, il buono dei buoni, il Gesù Cristo del popolo eletto statunitense crocifisso a teatro, come è bene per un popolo che ama gli spettacoli. Insomma una Nazione che ha dato da bere per decenni queste balle della loro bontà e superiorità morale come può sorprenderci quando ricorre a queste scene ridicole, il Messia che libera i popoli e promette paradisi mai visti, dalle tassazioni al rovescio, alla diminuzione dei gruppi economici, fino alla sanità per tutti, un cumulo fumante di bugie che ora il Presidente si prepara a ritirare fuori ad usum stultorum. E da questa parte, coccolati dalla stampa che ha ignorato alcune minuzie (guerre, droni, eliminazioni di persone, bombardamenti, attacchi più che preventivi, massacri, promesse non mantenute), ci berremo di nuovo tutto, come prima e ancor più di prima e così farà il sano, alto, biondo, idiota popolo americano, anche perché non ha comunque possibilità di fare diversamente. Trangugiatevi il vostro Messia. Da noi, vecchia Europa, l’arte del telefilm non è ancora abbastanza evoluta, sotto sotto, nonostante tutti i grandi imbrogli, ancora riuscivamo a fare delle elezioni quasi corrispondenti al vero e il voto, pur marginalmente, ancora valeva, ma stiamo studiando, già ci danno i nostri piccoli Messia locali, piccini, certo, da mettere sul cruscotto dell’automobile perché ballonzolino beoti e noi, ipnotizzati, si ignori fino all’ultimo di andare contromano. Ave.
31/03/2012
CINAI, DUBINA ovvero SE FACCIO LO SFORZO DI MENOMARTI SENZA AMMAZZARTI ALMENO DIMMI GRAZIE (o del Fascismo Economico)
La Cina, noi amiamo la Cina, noi amiamo a tal punto la Cina che vogliamo esportare l’antica usanza del suicida che si immola dandosi fuoco. Certo non rinunciamo alle nostre specificità (bel termine, quasi come governance) se in Cina si immola la minoranza, da noi tanto vale che si immoli la maggioranza, i disoccupati, gli imprenditori disintegrati dal fisco, i fessi che hanno creduto alle storielle dello “stato sociale” tra i primi al mondo, insomma a noi piace che gli investitori cinesi trovino un clima caloroso e che ricordi loro casa, ed in mancanza di bonzi possiamo sempre ricorrere a qualche italiano. La Cina ci piace, la sua produttività ci affascina, l’idea che con una manciata di riso si possa sottomettere una persona obbligandola a compiere un lavoro di merda, ci colpisce e ci solletica. Insomma, non siamo quasi mai arrivati ad un effetto tanto perfetto, che tecnica, che classe, che stile. Meccanizzazione? Sì, si potrebbe fare, ma vuoi mettere l’impiego di carne da catena di montaggio? In fondo basta pagarli una miseria e, oplà, la meccanizzazione diventa una minaccia da sventagliargli davanti “lavora, non parlare, silenzio, guarda che meccanizzo, guarda che delocalizzo, e ringrazia che ti voglio ancora dare lavoro. Ah proposito, avrei bisogno di un polmone”. Il Sindacato? Appelliamoci al sindacato ha detto qualche ingenuo. Ma il Sindacato è uno dei Padroni, gratta gratta e tante fabbriche le ha proprio in mano (in parte o totalmente) proprio quel sindacato che dovrebbe secondo teoria aiutare i lavoratori. Il padrone e il sindacato si accorgono che costi troppo? Nessun problema, introduciamo lavoratori extracomunitari sottopagati, o ti adegui o quella è la porta. Il sindacato non dice nulla, chiude gli occhi e se non hai la tessera accellera pure il calcio in culo.
Ma noi si ama la Cina, dicevamo, questo straordinario miscuglio di tradizione secolare e di innovazione, ma amiamo anche Dubai, sì, Dubai ci affascina ancora più della Cina perché Dubai si è dimenticata quelle menate di tradizione secolare e pure a noi, in fondo, cosa vuoi che ce ne impippi di Tizio o Caio? Dubai è la dimostrazione che i sogni si fanno realtà, islam, cattolicesimo, zoroastresimo, animismo, quello che vi pare, potete pure girare mezzi nudi, tirate sopra i multigrattacieli, guarda che fontana, spruzzi come neppure alla serata non-stop in onore di Cicciolina e Rocco, il più alto del mondo, il più largo del mondo, il più lungo del mondo, il più del mondo, una bella cementificazione a destra e a sinistra. Tradizioni? Religione? Calma, calma, dove serve per dare due pedate, ma poi non stiamo tanto a rompere i cojoni, da noi si riprende a destra e a manca, si fanno foto, films, produzioni nazionali e internazionali, sopra ci spruzziamo il dibattito democratico (roba che ci hanno insegnato all’estero, non vuol dire nulla ma lascia l’illusione della libertà) e mischiamo. Ti piace la mia città? I lavoratori? Tutti sottopagati e con zero diritti. Si lamentano? Un calcio in culo. Ecco da noi trionferà il modello Cinese con una spruzzatina di Dubai, qualche bel palazzone enorme costruito dagli schiavi della penisola con un po’ di elementi importati, volete i diritti? Ma quali diritti? Avete impiccato un primo ministro? Avete ghigliottinato un re? Sparato ad un capo di stato a Dallas (come se bastasse poi)? Avete dato fuoco a qualche palazzo? Fatto nulla? Avete appeso uno per i piedi, ah beh, ma era ancora al potere o non contava proprio più un cazzo? Ah non contava più un cazzo… state in silenzio, non rovinate la splendida occasione di declinare e svanire senza emettere un suono, sarete un caso straordinario, vi citeremo nel manuale, anzi no, non comparirete nel manuale e da nessuna altra parte, al massimo in un manuale delle illusioni che è a sua volta una illusione. Godetevela.
18/03/2012
ELEZIONI AMERICANE: QUEL CHE IO SONO VOI SARETE
Trangugiatela la vostra democrazia americana, trangugiatevi fino all’ultima goccia questa acqua di cloaca che definite evoluta, progressista,avanzata, questo baraccone dove il vostro voto non conta un cazzo e tanto meno conta quanto più vi bombardano i timpani esaltando il valore di un singolo voto (vizio del bombardare connaturato dal secolo scorso in poi). Godetevi questo spettacolo divertentissimo dove vi trascinano per mesi con falsissime lotte, primarie inesistenti, dove i candidati bisticciano come marionette, si menano fendenti, estraggono conigli, foto, intercettazioni, dove gareggiano, naso a naso, e poi alla fine la spunta guarda caso quello che già la doveva spuntare perché, cari elettori democratici che vi riunite alle riunioni con i vostri cartelli preconfezionati, con le frasi incelebri del celebroso leader, chi conta è il principale finanziatore, il super banco che vince sempre perché non ha più neppure bisogno di truccare i dadi: possiede tutto, pure voi e le vostre frattaglie e quando andate al cesso quello che cagate è ancora suo e ve lo serve la mattina dopo sotto forma di colazione.
Voi vi illudete, cari i miei democratici, e vi siete oramai abituati a tutto questo, gli europei un po’ meno, ma state procedendo ad indottrinarci pure riguardo a questo. Guardate le vostre televisioni, così perfette e lucide nel presentarvi una realtà che non esiste, fatta di programmi “in presa (per il culo) diretta”, fatta della “vita di tutti i giorni, straordinaria come è straordinaria la vita”, sapete bene, cari, che la maggior parte delle vite è l’eterno ripetersi del solito disco incrinato, che è il quotidiano affastellarsi dei soliti rifiuti, il ripetersi noiosamente uguale di sofferenze e piaceri, eppure voi ci illudete e vi illudete che quello che di straordinario (ci si capisca, straordinariamente mediocre, è sempre frutto di menti basse) sia specchio della realtà, mentre neppure è rovesciato, solo falso falsissimo. E così il vostro sistema elettorale, dove l’universalità del voto è il grosso spettacolo per le masse. Che si incazzino litigando sopra gente che ricopre il suo ruolo. Il gran cattivo, il bigotto, il giovane venuto dal nulla, il ricco, il saggio, il solerte, il furbastro, il maniaco sessuale, la moglie infedele, il marito cornificatore, i figli drogati, i figli usciti freschi e puliti dalla scuola, questa massa di retorica puzzolente che è studiata a tavolino. Che i nostri elettori palpitino mentre alle primarie X e Y si scannano, piangano, soffrano, odino, provino emozioni straordinarie “come è straordinaria la vita” e vadano per le strade, ora orgogliosi ora tristi, perché ci hanno provato o hanno vinto. Non avete vinto nulla. Il banco si è fregato tutto. Vi ha dato i soldi da scommettere. Nel telefilm serve il super eroe che ammazza il super cattivo, pop, spunta Bin Laden, arriva il buono, pop, spunta il Nobel e ammazza il grande cattivo. Prove che fosse il grande cattivo? Zero. Prove che sia stato ucciso? Zero. Prove che il suo corpo sia stato gettato in mare? Zero. Ma non ne avete bisogno, è un telefilm signori, non è Proust, cazzo, sapete benissimo che i salti illogici o la logica mediocre del dalla A alla B è il sugo del telefilm americano. Intanto accapigliatevi per vedere chi è più bigotto o ricco tra Santorum o Romney (salvo poi vincere Romney come stabilito dall’inizio). Poi vedrete la super lotta tra Obama (che vince) e Romney (che perde, ma magari per un pelo). Intanto abbiamo il diario segreto di Bin Laden, quale scarsa fantasia signori miei, insomma, e poi la gente non c’ha voglia di leggere, ha le mani appiccicaticcie di zucchero filato e big mac, per fortuna che gli eroi di noi tutti, il giornalismo, ci farà il riassunto e così Bin Laden voleva ammazzare Obama, vedi, ecco la prova finale, il super cattivo voleva uccidere il super buono, ma il bene trionfa e la vaselina piove dal cielo come la manna. Amen fratelli, ora tutti a culo scoperto che il sovrano deve passare in rassegna le truppe.
17/03/2012
MA DAI DAMA
Voi credete che i Presidenti cinesi non abbiano una fede, alcuni di voi pensano perfino che siano degli sprezzanti negatori della esistenza di esseri superiori. Vi sbagliate, ogni sera non manca mai la preghierina del presidente cinese di turno ed essendo un poderoso rituale invece della candela accesa, l’anima fluttuante e così via, nella cappella sotterranea del palazzo presidenziale si accende un monaco tibetano. Si prega, si compie un’ultima riverenza davanti alle carni che si consumano e si lascia l’antro fumoso per concedersi un sereno sonno. Ogni tanto il presidente cinese invita altri capi di stato ad ammirare il silenzioso spettacolo (i monaci tibetani sono rinomati per fornire il migliore supporto per le candele umane).
Intanto, in terre lontane lontane, il capo spirituale compie le sue azioni a favore della patria: indossa cappellini,
distribuisce sciarpe (in teoria con un significato spirituale specifico, ma sono tanto richieste da principi, baldracche e cincillà, da essere più che altro una moda)
partecipa a festicciole, racconta barzellette,
esprime una arcaica saggezza degna di uno che si avvia ad immolarsi, ma non si immola; ogni tanto dice una frasetta, si fa ricevere da un mezzo capo di stato, in cielo crepita qualche lievissima scintilla, la Cina borbotta, ma presto tutto si spegne e si torna alle candele tibetane. Come il sommo pontefice davanti all’ennesima strage di cristiani (gente che si professa di una religione che non li soccorre, in territorio dove è mortale farlo, eppure prosegue, insomma se proprio uno deve cercare i cristiani deve andare da quelle parti) dicevamo, come il sommo pontefice si schiaccia un foruncolo lacrimando due o tre “li compiango, resistete, forza” e poi torna al cocktail di gamberi, ma parliamo di gamberi estremamente spirituali, sia chiaro.
La verità, Tibet caro, è che dovrai aspettare di reincarnarti tutto in una Nazione con petrolio, diamanti, geograficamente ben collocata e possibilmente con in mano il debito pubblico di qualche superpotenza.
25/02/2012
MARIO MONTI ALLA BOCCONI: “STANDING OVATION”. BENVENUTI NEL SOGNO ITALIANO
Si guarda sempre all’estero per questo e per quello e si ama raccogliere la merda che è fuoriuscita dai loro condotti intasati e importarla per intasare pure i nostri. Il fatto che un Continente, per ragioni storiche ed economiche, viva circa 20 o più anni avanti a noi non suggerisce mai che serva come esempio “negativo”, ovvero di quello che è meglio non fare e della strada che è meglio non seguire, tanto più se si è un foruncolo economico con debito pubblico assurdo come questa Penisola. Godetevi il discorso sul Sogno Americano e trascrivete sopra un foglietto quello che vi pare di vedere ora attorno a voi.
George Carlin, Il Sogno Americano
19/02/2012
PINOCCHIO, RAGAZZINO SPENSIERATO, OGNI PROMESSA UN NON PAGATO ovvero SULLA ILLUSIONE DELL’OSPEDALE PEDIATRICO MEYER DI FIRENZE
Cari dell’Ospedale Pediatrico Meyer in quel di Firenze,
non per dire, ma è inutile ricordare che ancora oggi dei famosi 250.000 euro RAI per la partecipazione di Benigni a Sanremo 2011 (poca cifra, insomma, è andato a cavallo, ha raccontato cazzate sull’inno e ha rotto i cojoni ancora a Dante, se non ricordo male) dicevo è inutile far notare che non avete visto ancora un centesimo della somma. Roberto è un diavoletto, è il Pinocchio sempre di legno, promette e non vi vuol dare, è quello che perfino perfino elogiava Berlusconi quando doveva fare il suo Pinocchio-ciofeca, cosa pensavate? La fata turchina non l’ha ancora fatto uomo, magari un giorno spargerà una polverina magica e oplà diventerà di carne e muscoli e vi manderà i 250.000 euro (magari pure con gli interessi maturati). Nel frattempo Celentano ha promesso a sua volta i 700 e passa mila euro in beneficenza. Se le cose andranno come pare probabile forse potremo iniziare tutti ad utilizzare il “darò in beneficenza” come risposta buona per qualsiasi occasione.

























