Leoluca Orlando Cascio (diceva il Signor K) era la primavera di Palermo. Era quello dello scontro Falcone e della Cianciminata
Le primavere arabe si sono risolte nel mettere al potere dittatori più graditi ai capoccia esteri, eliminare quelli che volevano gestirsela troppo tra di loro (e perfino per il loro popolo).
Diffidate delle primavere.
Un vecchio canto parlava del popolo bruto che snudava il banano al giungere dell’amato sovrano. A noi oramai si chiede di peggio. In compenso guardiamo, divertiti (?), lo spettacolino delle varie elezioni, alcune valgono ancora qualcosa, altre sono pantomime sullo stile americano.
Francia vince Hollande, tutto normale, reazioni tranquille perché non cambia nulla, il blah blah elettorale non vale nulla.
Grecia: grossa perdita dei due partiti tradizionali, agitazione, già si parla di rifare le elezioni perché, come capita in Italia con la giustizia, le sentenze valgono solo se garbano al pubblico ministero, altrimenti si ripete all’infinito.
Italia: se il partito di Grillo si mette a fare boom gli fanno fare boom (questioni fiscali o cose del genere). Insomma c’è già troppa gente che mangia per farne entrare uno in più, basta la Lega a simulare il malcontento e a fare da valvola di sfogo, inoltre c’è Dipietruccio o Vendoluccio, insomma il posto è già occupato.
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