TERRE IMPERVIE

26/04/2012

L’ABDICAZIONE MORALE DI OGNI DEMOCRAZIA MODERNA ovvero SIAMO LADRI E CI FACCIAMO CHIAMARE SANTI


Da quando le forze “democratiche” hanno ignorato, più volte e con protervia, l’evidente falsità delle accuse rivolte al regime di Gheddafi e da quando hanno appoggiato, spinto, protetto e voluto che una sparuta minoranza di ribelli, foraggiata dalle forze estere, guidata da esponenti dello stesso regime gheddafiano, prevalesse sulla volontà di una intera Nazione ecco che le forze “democratiche” hanno, per la ennesima volta, dato prova della falsità e ipocrisia di ogni loro dichiarazione.

  Nessun regime “democratico” oggi persegue l’indipendenza, l’autodeterminazione, la libertà degli altri popoli, perseguono solo l’annullamento di sistemi che non rientrano nel funzionamento generale di do ut des economico/sociale che hanno oramai stabilmente costituito in Europa e negli Stati Uniti.

   Davanti ad una sollevazione armata e violenta di un nucleo di ribelli, le forze “democratiche” hanno preteso che  Gheddafi non reagisse, doveva lasciar conquistare il territorio e poi deporre il potere. Un uomo che da terrorista era passato a referente politico ed economico, tornava al rango di terrorista per svariate ragioni: una eccessiva rigidità nello spartire percentuali economiche, grossi investimenti energetici per l’indipendenza della Nazione, emergere all’orizzonte di figure più malleabili. A Gheddafi si chiedeva di morire e si è fatto di tutto perché morisse. I cittadini pedine. Bombardati come se niente fosse.

   Mentre nessuno ha visto il supposto bombardamento gheddafiano sopra un corteo pacifico in Tripoli (sonora balla smentita anche dai satelliti russi) tutti abbiamo visto i bombardamenti, i palazzi colpiti, i civili massacrati, almeno fino a quando non si è alzata una autentica cortina di fumo da parte dei parolai di regime, locali e internazionali. Ora in Libia prosegue un massacro ai danni delle etnie favorevoli al sistema precedente, accompagnato da una “caccia al negro”.

L’Europa e il mondo fingono di non sapere, distolgono lo sguardo. Colpevoli non sono solo i “volenterosi”, manovratori a distanza della situazione probabilmente per conto terzi, ma anche tutti quei cittadini che, in barba alle loro indignazione oramai lontana per gli interventi di Bush, amano crogiolarsi nel sogno del loro eroe, il Presidente buono della America evoluta, il sogno americano imposto a forza di Goldman Sachs; niente più manifestazioni, striscioni, proteste, bandiere, nulla, silenzio, a volte un po’ imbarazzato, e il ripetere costantemente che “lo facciamo per la popolazione”. Non lo facciamo per la popolazione. Abbiamo massacrato una Nazione e abbiamo appoggiato chi massacrava una Nazione. L’Italia, dietro spinte dalle più alte cariche, è corsa ai ripari per partecipare alle spoglie di guerra, abbiamo voluto infilare pure noi i nostri missili e provocare un mucchietto di morti per barattare qualche vantaggio. Il mondo intero si è coalizzato contro una Nazione che non poteva fare male ad una mosca, con un esercito scassato e vecchio, coalizzata per obbligare la Libia ad accettare un governo che non aveva né votato né appoggiato e che neppure risultava vincitore sul piano storico (la ribellione era praticamente già quasi annullata da Gheddafi dopo poche settimane), abbiamo voluto, come sempre, imporre noi europei e americani il nuovo satrapo, fottendocene di massacri di civili, di ingiustizie e torture, tutto in nome delle nostre beghe politico/economiche mascherate da “missioni umanitarie”. E così una balla valeva l’altra, cecchini gheddafiani che sparavano sui neonati (quante volte è venuta fuori questa storia nelle guerre passate?), bombardamenti invisibili in centro a Tripoli, fosse comuni che in realtà erano vecchi cimiteri traslati, tutto è servito per costruire l’immagine del nemico da abbattere, la Carthago da annientare per necessità, per la PACE e il BENE del mondo. L’eroe sul cavallo bianco ed i suoi fidi scudieri hanno portato gioia e felicità, con qualche piccolo problema come massacri, ingiustizie, distruzione di una delle Nazioni più stabili ed economicamente salde dell’Africa. Alla gente comune che ha evitato di far sentire la propria voce, alla gente comune che ha tenuto le bandiere ben nascoste e che non si è sprecata per una manifestazione dico solo questo: siete degli ipocriti. Non vi è mai interessato nulla dei morti civili, della gente massacrata, delle invasioni, avevate in testa solo quello che il vostro partito o la vostra “tendenza” politica del momento vi suggeriva, il presidente USA era del partito “cattivo”, manifestazione, è del partito “buono”, silenzio. Anche voi, con più colpevolezza, vittime della illusione che esistano contrapposizioni tra partiti in un baraccone televisivo come gli Stati Uniti, anche voi, con maggiore mancanza di vergogna, assertori nei fatti della massima per cui non conta l’azione ma chi la compie.

23/04/2012

ARRIVA LA PRIMAVERA, TEMPO DI PULIZIA ETNICA


 

Libia, scontri esercito-tribù- Violenti scontri tra la tribù dei Tibu e l’esercito libico si sono verificati a Kufra, nel Sud-est del Paese. Le vittime sono almeno 12, mentre decine sono le persone ferite. Uno dei capi Tibu ha accusato apertamente i militari di pulizia etnica. Una dozzina di case sono state incendiate. Gli attacchi, secondo fonti locali, sono continuati per diverse ore.

Cari Volenterosi (raffigurati in una immagine che porta più a pensare alla parabola dei ciechi) dove siete? Non eravateil baluardo a difesa dei popoli? La pulizia etnica è una cosa da poco, vero? O meglio, vale in alcuni casi come delitto, in altri è un corollario del processo “democratico”.

12/04/2012

LA VALVOLA LEGA, LEGA LA VALVOLA

Filed under: Attualità,Buffoni,Mi piace "fotomontaggiare" — antoniosabino @ 17:15
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Non ci interessa. Non ci interessa se Bossi sia un tordo o uno stordito, se sia il “io non ho visto nulla” di comodo o se effettivamente, disperso tra i fumi del sigaro e il dormiveglia farmacologico di un qualche centellinante e oblungo occhio vitreo, non abbia mai capito un accidente delle manovre degli ultimi anni. Resta colpevole e colpevole il suo partito, ma non per le balle di questi giorni, non per la sequela di gnagnerie che vi fanno tracannare a garganella per rinfrescarvi la trippa. La teoria del “fanno tutti così e pure peggio” non ci interessa ugualmente, l’essere ladro tra i ladri non cambia la natura del reato. Molti leghisti si resero conto, tardi, di un frammento della vera natura della Lega quando venne candidato un allocco, con manie di presenzialismo (giusto come gli allocchi), quale Bossi Renzo, giusto perché frutto di una scopatina padana quando il mandorlo era in fiore. La pochezza mentale del pargolo, pochezza ancor più ridicola viste le pretese di educatrice millantate dalla madre, è sempre stata sotto gli occhi di tutti. Lo si è voluto candidare e si è mandato in Regione e ci si trovava bene perché, a conti fatti, era un ignorante vistoso in mezzo ad ignoranti truccati. Bossi non lo sapeva questo? Non ci interessa se Belsito ha fatto il trappolone, se glielo hanno infilato i servizi  segreti, la CIA o il KGB. La Lega è un imbroglio, un imbroglio coltivato con cura da svariati decenni, un imbroglio che è sempre piaciuto alla Repubblica italiana, più di quanto si creda.

  Ecco dunque la vera colpa, la colpa primigenia. La Lega di Bossi (non stiamo a ritornare ai passaggi precedenti di come Bossi prenda col tempo predominio sulle Leghe e le elimini costituendone una sola egemonica) è sempre stata una valvola di sfogo, un coacervo confuso di malumori nato per incanalare una certa insofferenza diffusa (in particolare fiscale e verso la politica in generale) per vie “democratiche” in modo che non sfociassero in qualcosa di pericoloso per il Sistema. Sì, Bossi con tutte le sue sparate di pallottole, baionette, fucili, con tutte le sue guardie padane e stronzate varie, in realtà non ha mai fatto nulla di “rivoluzionario” o contro il Sistema e quando qualcuno, non comprendendo la differenza tra parole e intenti, fece qualche ingenua azione dimostrativa (i famosi della spedizione al Campanile) la Lega si tirò subito fuori e li mollò al loro destino, destino per la verità assurdo perché beccarsi tutti quegli anni di galera per una evidente goliardata. La Lega con le sue sparate sul Parlamento Padano è campata da sempre con i soldi di Roma, è entrata in parlamento, è salita al governo, ha pure avuto diversi ministri, più “nel Sistema” di così!. E il canto masturbatorio del Saviano di turno, povero Pierino disperso, è ridicolo. Che un partito con forte radicamento nel territorio dove si costruisce ad ogni colpo di tosse abbia rapporti di riciclaggio non è una novità, non l’ha scoperta il signor Saviano.

La cosa ridicola è che il signor Saviano, dall’alto della sua cautissima e benvoluta tendenza a non segnalare dove Mafia e Grandi Partiti si collegano (si limita a cose locali, a giocolierie da film impegnato, tutta roba che gli garantisce di restare sui giornali Nazionali e nelle case editrici importanti) cerchi di farci bere riuscendoci pure, i polli son tanti signora marchesa, che la Lega e solo la Lega abbia tutta questa rete di collegamenti.

La si piantasse di romperci i timpani con le sue baggianate e si ritrasmettesse ogni tanto Fava, dice tutto, dice troppo.

08/04/2012

GLI INUTILI IDIOTI ovvero ALLA FINE L’UNICA CROCE CHE CONTA QUALCOSA LA TROVI NEL CIMITERO


Al mago Sabino sinceramente non interessa il periodo pasquale, ama più sottolineare come la previsione di mesi or sono si sia rivelata esatta. Mi auguro che abbiate scommesso e portato a casa un bel gruzzoletto. Nel caso mandatemi almeno qualche genere di conforto. Mentre la Goldman si affretta a specificare chi dovrà vincere in Francia, altrimenti son guai (leggi vi facciamo lo scherzo greco/italico) oltre l’Oceano, dove la finzione democratica è stata perfezionata al di là di ogni paragone, il pargolo Romney (l’unico finanziato dalla Goldman tra i candidati repubblicani) è approdato alla sua vittoria e adesso lo scontro sarà tra il Goldman della Casa Bianca e l’aspirante Goldman. Il mago Sabino vi ha già anticipato pure il risultato finale dunque non penso ci sia bisogno di ribadire. Spero che lo spettacolino di questi mesi vi sia piaciuto, insomma, le elezioni americane sono davvero un telefilm interessante, colpi di scena, scandali, gaffes, errori, rimonte, risultati “a sorpresa”, dialoghi serratissimi, scenografie preconfezionate con arte (tutti quei cartelli spontanei distribuiti agli ingressi) e poi il numero delle comparse, ah, era dall’epoca del Waterloo di Bondarčuk che mancava un dispiegamento tanto imponente di comparse dietro ai protagonisti. All’epoca solo l’impero sovietico poteva vantare questa capacità di mobilitazione, adesso ammiriamo come il super impero statunitense ha superato l’esempio.

Ci ha aggiunto la molta ipocrisia del “il tuo voto conta”, autentica balla made in USA dove il Presidente manco è eletto direttamente (ipotizzando che si votasse effettivamente qualcosa), dove le campagne elettorali hanno oramai raggiunto costi impossibili, dove ufficialmente sono i singoli che versano, salvo poi vedere in cima i soliti noti finanziatori. Da decenni e decenni il sistema americano ha limato la sceneggiatura elettorale, con pazienza, con la consapevolezza di avere tempo, e i figli della Goldman Sachs, ora repubblicani, ora democratici, hanno preso di volta in volta il potere. Alle passate elezioni, forti della sventagliata di “reality” e della sempre più assuefazione al “vivere straordinario –e artefatto” del sogno americano hanno pensato di confezionare il pacco dono più sostanzioso. La rivalsa degli schiavi. Per cui hanno preso un tizio che non discendeva dagli schiavi (forse manco americano, ma anche questo ha dato salsa al racconto) già membro di quella elite che vede tutto di un colore solo –verde grana- e l’hanno imposto a forza di finanziamenti, tappezzamento cittadino con pubblicità, spettacoli e perfino un tour europeo pre-presidenziale, ma già da presidente in pectore. In fondo gli Stati Uniti amano raccontarla come gli pare. Ci hanno raccontato che il nord buono e generoso fece una guerra per liberare gli schiavi, dimenticando vari particolari, ad esempio che il sud volle bloccare l’afflusso di “nuovi” schiavi ma se ne risentirono le navi del nord che erano le principali importatrici, dimenticando del tentativo di embargo economico per obbligare il sud ad acquistare i prodotti dal nord in sviluppo e non dall’europa, dimenticando che gli schiavi liberati rimasero in condizioni di semischiavitù almeno fino agli anni ’60 e oltre, ma ci hanno dipinto il martire (interno, pare) Lincoln, il buono dei buoni, il Gesù Cristo del popolo eletto statunitense crocifisso a teatro, come è bene per un popolo che ama gli spettacoli. Insomma una Nazione che ha dato da bere per decenni queste balle della loro bontà e superiorità morale come può sorprenderci quando ricorre a queste scene ridicole, il Messia che libera i popoli e promette paradisi mai visti, dalle tassazioni al rovescio, alla diminuzione dei gruppi economici, fino alla sanità per tutti, un cumulo fumante di bugie che ora il Presidente si prepara a ritirare fuori ad usum stultorum. E da questa parte, coccolati dalla stampa che ha ignorato alcune minuzie (guerre, droni, eliminazioni di persone, bombardamenti, attacchi più che preventivi, massacri, promesse non mantenute), ci berremo di nuovo tutto, come prima e ancor più di prima e così farà il sano, alto, biondo, idiota popolo americano, anche perché non ha comunque possibilità di fare diversamente. Trangugiatevi il vostro Messia. Da noi, vecchia Europa, l’arte del telefilm non è ancora abbastanza evoluta, sotto sotto, nonostante tutti i grandi imbrogli, ancora riuscivamo a fare delle elezioni quasi corrispondenti al vero e il voto, pur marginalmente, ancora valeva, ma stiamo studiando, già ci danno i nostri piccoli Messia locali, piccini, certo, da mettere sul cruscotto dell’automobile perché ballonzolino beoti e noi, ipnotizzati, si ignori fino all’ultimo di andare contromano. Ave.

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