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Menù del giorno: non perdetevi la straordinaria vicenda della Aida alla Scala e di come avrebbero fatto meglio a darle una spinta e farla precipitare in AIDA ALLA SCALA ovvero PERCHè PURE LA LIRICA HA DIRITTO DI GAREGGIARE CON SANREMO. Inoltre si continua con l’infinita TRILOGIA e non dimenticate l’opera da straccioni: PLATEE DI DONNE COSCIOTTE PER IL DON CHISCIOTTE DI UN BRANCIAROLI QUALSIASI
branciaroli, un genio della satira e della critica del gigionismo, un intelligente e acuto analista e infine un gradito divertisseur alla faccia degli eterni professori con le loro invidiuzze da colica biliare.
Comment by edoardo — 19/02/2012 @ 23:49 |
Cortese Edoardo, mi permetto di mostrare una certa incredulità nel leggere che Branciaroli compie critica del Gigionismo. Nel senso che mi pare che o Branciaroli è un martire votato, ab illo tempore, a questa missione oppure c’è qualcosa che non mi quadra, insomma potremmo dire “non c’è peggior Gigione del Critico dei Gigioni”, perché, a mia memoria, io ho sempre visto un Branciaroli gigionante e gigione, quasi ammantato proprio di questa veste e dunque o la sua satira è continua (ma questo non dar requie al satireggiare inficia, penso, la satira stessa) oppure c’è qualcosa che non mi risulta. Tanto più che, per citare ancora un caso che ricordo, rammento gradazioni di giogioneria influenzate dal pubblico, mi spiego. Nel Riccardo III che ricordo nel mio intervento, dopo un fragoroso applauso rivolto alla regina madre (purtroppo non mi sovviene il nome ora, ma era una attrice di lungo corso, un tempo comprimaria), notai che il Nostro pose un freno evidente al suo essere Gigione (senza annullarlo, anche perché non lo credo possibile) segno che la freccia aveva beccato un punto scoperto. Non capisco neppure la questione degli eterni professori, immagino non si riferisse a C. B. o a Gassman, dove mi parepoi che ingenerosa sia l’accusa di essere Gigioni (mi pare si confonda un modo di con il fare il gigione) e se vi furono forse momenti erano perfettamente integrati in un discorso tecnico e teatrale ragionatissimo e complesso, cosa che Branciaroli mi pare avere dato che lo vedo rifugiarsi nell’estremamente didascalico, sì, il didascalico della “beffa a” o della “avanguardia con” e con poco. Mi permetto di aggiungere che mi stranisce pure il termine professori, negativo come appare ultimamente, quando nel “professare” qualcosa, mettendoci voce e faccia non vedo nulla di male, lo stesso Branciaroli nello spettacolo e nelle diverse spiegazioni che ha dato ha “professato”, al massimo si può criticare il professato.
Ora mi permetto una annotazione di carattere pratico, se volesse farmi la cortesia di ricopiare e incollare il suo commento sotto il post (sopra gericononcade) mi renderebbe più agevole l’organizzazione, io farei altrettanto con la mia risposta, glielo dico perché, come vede, ha posto il commento sotto quello che in realtà è una sorta di “strillone digitale” degli argomenti trattati dall’altra parte, nel far questo mi ha ricordato che dovevo, a questo particolare genere di “post/annuncio” togliere l’opzione per il commento, altrimenti si rischia che la gente vada un po’ in confusione quando, con il tempo, l’annuncio del post sopra Branciaroli sparirà da questo spazio e ci si ritroverà con una strana e curiosa discussione sopra Branciaroli capitata non si capisce da dove. Grazie. Nel caso posso anche copiare io stesso il suo commento e la mia rispettiva risposta dall’altra parte per poter così poi togliere i commenti da questo cavalletto virtuale delle “novità in edicola”, in modo da evitare futuri malintesi.
Comment by antoniosabino — 20/02/2012 @ 19:36 |